E’ tornato in uso lo zero come voto

Episodi di abusi di potere e soprusi all’interno delle universita’ ormai non fanno piu’ notizia, perche’ sembra che l’anomalia sia il contrario. Spesso o per paura, o per eccessiva prudenza, o per uscire prima possibile dalla facolta’, per mille altri motivi, alcuni episodi di eclatante ingiustizia non vengono denunciati agli organi di competenza, pur sapendo di essere dalla parte della ragione. E questo accade il piu’ delle volte perche’ i cosiddetti “baroni”, si sentono intoccabili e per questo sfruttano il loro potere fino ad arrivare agli abusi. Questo accade finche’ qualcuno non si stanca di veder calpestati i propri diritti come e’ accaduto alla protagonista dell’articolo che segue curato da Fabrizio Geremicca e gia’ pubblicato su Ateneapoli

Il giallo della camicia d’esame scomparsa.
Potrebbe essere questo il titolo della vicenda che si e’ svolta a Veterinaria e che ha per protagonisti da una parte Claudia Addezio, 23 anni, iscritta al quinto anno, media del 27 e tre esami mancanti per la laurea; dall’altra il professor Angelo Persechino, tra i professori piu’ severi, ordinario e veterano della facolta’. Coprotagonisti i professori Pietro Pagnini, Salvatore Florio. Il preside Gaetano Petegalli ed altri 13 studenti. La camicia in questione e’ la fotocopia di un originale sulla quale, a luglio, Pagnini e
Florio avrebbero appuntato l’esito della prova sostenuta da Claudia nei moduli di Tossicologia Alimentare degli Animali Domestici e farmacosorveglianza veterinaria. Insieme al modulo di Patologia Nutrizionale e Riproduttiva, costituiscono l’esame di Patologia Nutrizionale e Metabolica. Il voto finale e’ unico, ed e’ sempre stato il risultato della media dei voti riportati nei tre moduli.
Ho superato Tossicologia e Farmacosorveglianza con un bel 30 regolarmente scritto sulla camicia- ricorda la studentessa-. Ho sostenuto la prova insieme ad altri 13 colleghi a luglio; i professori mi hanno scritto il voto e l’ho firmata”.

Conferma, al suo fianco Simona Romano, media del trenta, anch’essa al quinto anno di veterinaria. “Florio e Pagnini ci hanno fatto firmare la camicia sulla quale hanno scritto
il voto per ciascuno dei due moduli”.
Perche’ e’ tanto importante questa camicia? La parola di nuovo a Claudia: “Il 13 ottobre, dopo essere gia’ stata bocciata a luglio, sostengo nuovamente la prova relativa al modulo di Patologia Nutrizionale e Metabolica con il professor Persechino. Mi tiene dalle 9 alle 10.30, alla fine e’ indeciso se darmi o meno l’esame. Mi fa accomodare a posto, si allontana, ritorna, firma la camicia, lascia il libretto sulla cattedra e va via. Io apro il libretto e vedo un venti. Chiedo chiarimenti, lui mi dice che non ho diritto a nessuna spiegazione e si allontana con un violento spintone prendendomi per il braccio. Dopodiche’ mi sbatte la porta in faccia. Presenti all’accaduto alcune ragazze hanno assistito all’episodio. Claudia si riserva di adire per vie legali.

A questo punto entra in gioco la camicia fantasma. “Persichino dice che prima di mettermi il voto complessivo era andato a consultarsi con i docenti degli altri due moduli. Io faccio due calcoli: per arrivare a prendere venti al voto finale dopo aver preso due trenta nei primi due moduli, avrei dovuto prendere zero nel modulo del professor Persechino. Trenta piu’ trenta piu’ zero diviso tre infatti e’ uguale a venti. Decido di chiedere l’intervento degli altri due professori, quelli che mi hanno messo trenta ai moduli. Entro nello studio di Pagnini e mentre spiego l’accaduto arriva una telefonata di Persechino. Pagnini gli dice che sarebbe andato con Florio nel suo studio per chiarire la questione. Prendono la camicia d’esame con i trenta che mi hanno messo a luglio nei loro moduli e spariscono. Tornano dopo un po’ e mi dicono che Persechino addirittura mi avrebbe messo venti per venirmi incontro. Cioe’, ripeto, per aiutarmi ha valutato zero l’esame che ho sostenuto nel suo modulo!” La studentessa non ci sta e si reca in presidenza. Nel frattempo il professor Persechini deve allontanarsi a causa di un grave lutto familiare del quale riceve comunicazione. “Spiego la questione al preside Pelagalli. Lui dice che il professore non doveva permettersi di fare l’esame in mattinata, perche’ finche’ si svolgono le lezioni non si possono tenere esami. Mi dice che devo chiedere l’annullamento dell’esame, poi mi da appuntamento a lunedi’ 16 ottobre, per avere il tempo di sentire il professore. Persechino torna in facolta’, dopo il lutto che lo ha seguito, il 19 ottobre. Io vado un’altra volta a parlare col preside per capire cosa vuole fare e lui mi risponde che non esiste nessuna camicia d’esame dalla quale risulti che io ho avuto due trenta nei primi due moduli, quelli sostenuti a luglio. Mentre discutiamo passa il professor Florio. Penso, ecco, lui puo’ confermare. Lui che mi risponde “:Claudia, lo sai che era una valutazione e non un voto. Poi, mentre va via mi fa: “Poi anche se avessi avuto trenta ai primi due moduli, sappi che zero e’ un voto”.  
La interrompe la collega: “A meno di pensare che 13 persone, a luglio, abbiano avuto contemporaneamente le visioni, non si puo’ negare che in quell’occasione ci e’ stata fatta firmare una camicia di esame, con tanto di voto espresso in trentesimi. Voto, altro che giudizio!” Claudia e’ amareggiata: “Il professore avrebbe potuto bocciarmi, se convinto che fossi andata disastrosamente. Lo ha già fatto a Luglio; avrei sostenuto la prova in un’altra sessione, per quanto concerne il suo modulo. Cosi’, pero’, non ha senso.
Anche perche’ non mi ha dato neanche la possibilita’ di accettare o rifiutare il venti”.
E’ intenzionata ad andare fino in fondo: “I colleghi che hanno firmato con me la camicia d’esame a luglio, mi hanno gia’ detto che sono disponibili a testimoniare. Tra i docenti spero di avere un appoggio da quelli del dipartimento di zootecnica, presso il quale mi sto preparando la tesi. Mi annullino l’esame; voglio sostenerlo di nuovo ma davanti ad una commissione allargata”. Il preside, intervistato da Ateneapoli, sposa la tesi del docente: “Provvedimenti? E perche’ dovrei prenderne. La studentessa aveva avuto due trenta nei primi due moduli? Non risulta niente. Non si mette un voto sui singoli moduli: semplicemente i professori di Tossicologia Alimentare degli Animali Domestici (Florio) e  Farmacosorveglianza Veterinaria (Pagnini), avevano dato un giudizio di sufficienza. Il diverbio tra la studentessa e Persechino tra l’altro avvenuto in un momento particolare, essendo stato colpito il collega da un grave lutto. Cosa vuole ottenere la studentessa?
Inimicarsi tutta la facolta’?
 

Giriamo la domanda all’interessata: “Ho la media del 27, mi mancano solo tre esami alla laurea, tra i quali uno con Persechino. A questo punto credo che mi trasferiro’ alla facolta’ di Milano. Ho un parente che mi ospita, altrimenti avrei preferito Bologna, che e’ l’unica facolta’ italiana di veterinaria che rilasci una laurea riconosciuta a livello europeo”. Gli studenti di Veterinaria della Federico II, infatti, non hanno la possibilita’ di esercitarsi e di fare pratica decente per l’ineguatezza delle strutture durante il corso di studi. Se varcano i confini, una volta laureati, per esercitare la professione, devono frequentare corsi integrativi.

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violinista per hobby, giornalista per dovere civico e morale, casalinga per lavoro, contadina del web e "colpevole" di questo sito antonella@censurati.it