da Carmen Caballero
La Lav (Lega Anti Vivisezione) denuncia un traffico
internazionale di pelli. Coinvolte anche aziende di diverse regioni italiane.
Milioni di cani e gatti uccisi per farne pellicce. Secondo la Lega dietro alcune etichette presenti sui capi si nasconderebbe lo sterminio di animali domestici
Dietro i nomi esotici di alcuni tipi di pellicce si nasconde una realta’ molto poco edificante, quella dell’uccisione di milioni di animali domestici, in tutto il mondo. In altre parole: quando sulle etichette dei capi si legge gae-wolf, sobaki, goyangi o katzenfelle, in realta’ si tratta di pelli di cani e gatti.
L’annuncio arriva dopo che, per diversi mesi, la Lav ha indagato sulle aziende italiane coinvolte in un traffico internazionale, per il quale, ogni anno, sarebbero uccisi due milioni di cani e gatti: per recuperarne il pelo, utilizzato per cappotti, guanti, colli, cappelli e vari accessori.
Queste pelli, rivela l’associazione, provengono da piccoli allevamenti di animali presenti in Cina, Tailandia, Filippine e Corea, e sarebbero utilizzate da aziende produttrici e di intermediazione del Veneto, della Toscana, della Liguria, del Piemonte, del Trentino Alto Adige e della Sicilia, oltre che da
aziende di altri paesi europei.
Pastori tedeschi uccisi per 9 dollari, pelli conciate di gatto vendute a meno di 3 dollari: questa la realta’ denunciata oggi dalla Lav, attraverso un video ed alcune foto realizzate dalla Humane society of the United States. “Questo squallido commercio – spiega Roberto Bennati della Lega – e’ reso possibile da un sistema di etichettatura ingannevole per i consumatori, che acquistano capi con la dicitura ‘dogues du Chine’, ‘Asian wolf’, ‘Wild Cat’, mentre la pelle di cane viene spacciata anche per pelle di agnello, di capra o come ‘special skin’”.
Per questo, La Lav chiede al ministro dell’Industria di bandire al piu’ presto l’importazione di pelli di cani e gatti, invitandolo anche a introdurre l’obbligo di un’esplicita etichettatura per tutti i capi confezionati con pelli e pellicce.
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