Internet e pedofilia.. Assurdita’  della rete

Il webmaster di Kontrokultura ci invia il seguente articolo preso direttamente dal suo sito:

I SERVER DEI PEDOFILI
Hanno il loro logo, associazioni regolarmente registrate, librerie , meeting, pubblici dibattiti, e persino server dedicati a ospitare i loro siti.
Si autodefiniscono “Boylovers” (amanti dei ragazzini) e ammettono tranquillamente di essere pedofili.
Sono i pedofili “per bene” quelli che arrivano a teorizzare che le loro abitudini sessuali sono assolutamente innocue e che i bambini li amano davvero.

Dopo tutto quello che si e’ detto e fatto contro la pedofilia negli ultimi tempi non sono pochi i navigatori che hanno provato a controllare se e’ davvero cosi’ facile imbattersi in un sito per pedofili. Diciamo subito che (per fortuna) non lo e’. Non basta inserire qualche parola chiave in un motore di ricerca per trovarsi in un sito con foto raccapriccianti di bambini rapiti e, anche quando si trova un sito sospetto, spesso la sezione foto e’ protetta da password oppure si riceve il messaggio “not found” indice che la pagina e’ stata rimossa.

La pedofilia , quella tipica che popola l’immaginario collettivo e le prime pagine dei giornali, quella violenta e sadica, su internet c’e', ma non e’ certo internet ad averla creata: Si direbbe un fenomeno ristretto a una piccola cerchia di maniaci criminali che usano il web come usano l’automobile o il telefono: per le loro azioni sono responsabili loro, non certo il web, le case automobilistiche o le compagnie telefoniche!

Piu’ facile e’ invece imbattersi nei siti dei cosiddetti “Boylovers”, pedofili per loro stessa pubblica ammissione, ma attenti alla loro immagine sociale e organizzati in associazioni che operano alla luce del sole.
Sono i pedofili “per bene”, quelli che sostengono di incarnare realmente l’etimologia del termine “Pedo-Filo” che in greco significa semplicemente “amante dei bambini”. Si dichiarano contro la pornografia e si sentono vittime della discriminazione dovuta (a loro personalissimo avviso) alla isteria collettiva.
Trovare i loro siti, dicevamo, e’ piuttosto facile: non hanno alcuna forma di protezione e sono normalmente indicizzati dai principali motori di ricerca “spyder” (quelli che scandagliano il web automaticamente , tipo Altavista, Google ecc).

All’indirizzo www.fpc.net, non senza una certa sorpresa, il visitatore si imbatte in un server che offre spazio web gratuito ai siti che operano nell’area della pedofilia ufficiale, autorizzata e attivista.

Tra gli utenti una lunga lista di siti da ogni parte del mondo che trattano tutte le varianti del boy-loving, chat, forum, indirizzi di librerie specializzate, date di meeting e foto di ragazzini con qualche pretesto artistico.
E’ piuttosto sconcertante la naturalezza della gestione e dell’approccio all’argomento da parte dei webmaster: i siti si presentano facili e diretti, a volte allegri, in fondo simili a un qualunque sito amatoriale che tratti di ricette di cucina, di cartoni giapponesi, o altro… Alcuni hanno anche propri banner da far girare in rete tra cui uno che recita: “Boylove : too good to be legal!” tradotto: “Sesso coi ragazzini: troppo bello per essere legale!”. Dietro un layout allegro e a volte persino castigato , pero’, non e’ difficile trovare frasi e discorsi che fanno riflettere: “Io non faccio nessun male ai bambini che frequento, anzi loro mi vogliono bene e sono consapevoli e consenzienti, sostiene uno di loro all’interno del proprio sito personale , ma lo stesso autore piu’ avanti ammette “potrei innamorarmi di una bimba di tre o quattro anni, non ci sarebbe nulla di male”. Una bimba di tre anni consapevole e consenziente?!

Le contraddizioni sono frequenti…
UN PEDOFILO COLTO E’ MENO PERICOLOSO?
E’ abitudine dei boylovers attingere all’arte e alla cultura per giustificare le loro abitudini sessuali: il sito BL music, ad esempio, propone una selezione di testi di canzoni di artisti famosi dove si puo’ ravvedere (ma si tratta comunque di un’interpretazione dei versi) una dedica a ragazzini e bambini visti come oggetto di attrazione sessuale.

Sono molti anche i siti che citano testi letterari di Faucault e altri famosi scrittori in odore di pedofilia estrapolando brani e frasi in tema.

Il sito “Paiderastia” si rifa’ invece alla cultura classica greca per tentare di dimostrare che la pedofilia ha sempre accompagnato la storia dell’umanita’ e che, anticamente, era vissuta in maniera naturale.

Probabilmente non hanno mai riflettuto sul fatto che nella antica Grecia esisteva anche la compravendita degli schiavi e la soppressione dei bambini malformati.
All’interno del sito viene raccontata la storia della relazione tra un pedofilo e un ragazzino nella prima puberta’: l’autore sostiene che la relazione e’ divenuta carnale solo dopo le avances del ragazzino nei suoi confronti… lui non voleva , ma alla fine esclama “non sono di pietra!”.

La storia ha tutta l’aria di una fantasia erotica dell’autore piu’ che di una cronaca …

NON TUTTO E’ ALLA LUCE DEL SOLE
Tra i siti ospitati da fpc.net c’e’ anche “Safe Mail” una lunga lista di server di posta anonima con servizi vari per mantenere segretissime le comunicazioni e la navigazione. Interamente dedicato ai pedofili, tra i servizi anche alcuni a pagamento.

Considerazioni di Censurati.it: “le forme di depravazione non si possono mascherare in uno pseudo perbenismo riguado cio’ che viene definito puro amore nei confronti di bambini. La tutela del minorenne deve essere sacrosanta e legittima. L’amore di un ragazzino nei confronti di un adulto non e’ mai a sfondo sessuale, per cui il bambino consenziente e’ una contraddizione in termini. Non esiste a nostro avviso il pedofilo per bene, esiste il pedifilo e basta. Sono le forme di depravazione che hanno semmai livelli differenti.”

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