Quello che segue e’ un resoconto di un chirurgo di guerra. Non un chirurgo qualunque: Gino Strada! Ma non si tratta del solito resoconto che dice quanto orribili possono essere le mine antiuomo. No, niente di tutto questo. Non lo dice, lo dimostra! E nel modo piu inquetante: mostrando il lato umano du tutto il meccanismo della fabbrica di morte. Ci spiega come la scienza e le piu avanzate tecnologie vengono usate per seminare morte.
Riportiamo uno stralcio del libro da cui e’ tratto l’argomento
“Guarda, questo e’ un pezzo di mina giocattolo, l’hanno raccolto sul luogo dell’esplosione. I nostri vecchi le chiamano pappagalli verdi…” E si mette a disegnare la forma della mina: dieci centimetri in tutto, due ali con al centro un piccolo cilindro. Sembra una farfalla piu’ che un pappagallo. La forma della mina con due ali laterali serve a farla volteggiare meglio.
da “Pappagalli verdi, di G. Strada, edito da Feltrinelli
In altre parole non cadono a picco quando rilasciate dagli elicotteri, si comportano un po’ come volantini, si sparpagliano qua e la’ su un territorio molto piu’ vasto. Sono fatte cosi’ per una ragione puramente tecnica, affermano i militari, non e’ corretto chiamarle mine giocattolo. Ma a me non e’ mai successo di trovare tra gli sventurati feriti da queste mine un adulto, neanche uno in piu’ di dieci anni.
La mina non scoppia subito spesso nono si attiva se la si calpesta. Ci vuole un po’ di tempo: funziona, come dicono i manuali, per accumulo successivo di pressione. Bisogna prenderla, maneggiarla ripetutamente, schiacciarne le ali. Chi la raccoglie puo’ portarsela a casa, mostrarla nel cortile agli amici incuriositi che se la passano di mano in mano, ci giocano.
Poi esplodera’. Ho visto troppo spesso bambini che si risvegliano dall’intervento chirurgico e si ritrovano senza una gamba o senza un braccio. Hanno momenti di disperazione, poi, incredibilmente si riprendono. Ma niente e’ insopportabile per loro come svegliarsi ciechi. I pappagalli verdi li trascinano nel buio, per sempre. Dicevo queste cose a Nestor e lui scuoteva la testa e la rabbia lasciava il posto alla tristezza, quella che riempie la mente quando non c’e’ piu’ la possibilita’ di capire, quando e’ svanita la ragione ed e’ solo follia.
Cosi’ abbiamo immaginato -sapendo che era tutto maledettamente vero- un ingegnere efficiente e creativo, seduto alla scrivania a fare bozzetti, a disegnare la forma della pfm-1. E poi un chimico, a decidere i dettagli tecnici del meccanismo esplosivo, e infine un generale compiaciuto del progetto, e un politico che lo approva, e operai che in officina ne producono a migliaia ogni giorno. Non sono fantasmi purtroppo, sono esseri umani: hanno una faccia come la nostra, una famiglia come la abbiamo noi, dei figli.
Probabilmente li accompagnano a scuola la mattina poi se ne vanno in ufficio, a riprendere diligentemente il proprio lavoro, per essere sicuri che le mine funzionino a dovere, che altri bambini non si accorgano del trucco, che le raccolgano in tanti. Piu’ bambini mutilati, meglio se anche ciechi, piu’ il nemico soffre, e’ terrorizzato, condannato a sfamare quegli infelici per il resto degli anni. Piu’ bambini mutilati e ciechi, piu’ il nemico e’ sconfitto, punito, umiliato.