A sei anni – racconta Irene nella lettera – mi ammalai di un tumore ad alta malignit‡, le terapie che mi fecero (radio e chemioterapia) mi guarirono dal tumore ma danneggiarono la vescica, il cuore ed i reni. In Italia non potevano fare piu’ niente: ero su una sedia a rotelle con dei tubicini nei reni collegati a sacche per contenere le urine. Il mio medico di famiglia mi porto’ in Francia ed in breve nel ’92 mi ricostruirono la vescica con pezzi del mio stomaco e nel ’94 mi fecero un doppio trapianto cuore e rene, 22 ore di intervento. Ora sto bene, vado in discoteca, adoro la tua musica -
aggiunge la ragazza che vive a Fauglia (Pisa) e studia per recuperare gli anni perduti-, le mie canzoni preferite sono: ‘Io non so parlar d’ amore’, ‘L’arcobaleno’ e ‘Per averti’.
Certo – prosegue la lettera di Irene – che hai scatenato un bel po’ di casino tra il titolo del programma ed il tuo pensiero sulle donazioni d’ organi. Avrai anche detto mille cazzate su questo argomento, ma io sono un tipo che cerca di trovare il lato buono in qualsiasi cosa. E in quello che hai detto non c’e’ niente di buono, ma sei riuscito a tirar fuori il problema dei trapianti. Grazie a te in questi giorni, ne parlano tutti i politici, tutti i giornali, tutti i telegiornali. E’ l’argomento di ogni passante e oggi tutti si sono ricordati di quel cartellino arrivato dal ministero della sanita’ insieme agli scorsi certificati elettorali denominato ‘Una scelta consapevole’. Tempo fa – ricorda la ragazza – in una trasmissione le ‘Iene’ fecero un servizio dove intervistavano varie persone tra cui alcuni politici e dimostrarono che quel tesserino non lo conosceva nessuno, solo Rosy Bindi lo riconobbe… Francamente penso che alla fine tu ha dato una bella spinta all’argomento, grazie al tuo putiferio che ha scatenato forse la gente si rendera’ conto che il diritto alla salute per ogni cittadino, corrisponde anche al dovere dello stato di tutelare questa salute. Per cui chi ci governa ha l’obbligo di intervenire sull’educazione delle nostre coscienze, lasciando ovviamente sempre la liberta’ di scelta’.
Se, come spero, – conclude la lettera – hai fatto quei discorsi soltanto per provocare una reazione… cavolo, allora si’ che sei un grande e se vorrai verro’ al tuo programma per parlare ancora di trapianti o per cantare insieme la tua canzone che dice ‘Apri il cuore…’.
Dall’ANSA del 30 aprile