Integralisti della CIA

Quella che sto per pubblicare e’ una notizia segnalatami da Paolox,
webmaster di kontrokultura.org. Risale al 13 settembre 2001 ma e’ molto piu’ che attuale

John K. Cooley ci spiega che gli Usa, per mano della Cia e con la collaborazione fattiva di Pakistan, Arabia Saudita e Cina, armarono, addestrarono e finanziarono 250 mila mercenari islamici di ogni parte del mondo. Ed ecco come l’alleanza tra estremismo islamico e CIA diventa un boomerang
La Cia e l’estremismo islamico:
un’alleanza boomerang

John K. Cooley: “dall’accordo afghano” anni ’70 agli attacchi anti-Usa degli ex “alleati” fu l’alleanza stretta dalla Cia con gli estremisti islamici contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan a spianare la via al terrorismo degli integralisti musulmani che, ironia della storia, ultimamente colpisce direttamente proprio gli interessi americani, negli Stati Uniti e altrove?”John K. Cooley, giornalista e scrittore attualmente corrispondente da Atene di Abc News, non ha dubbi e nel suo volume fresco di stampa “Una guerra empia. La Cia e l’estremismo islamico” (Elèuthera, luglio 2000, pp. 399, lire 35 mila) documenta in modo dettagliato i vari passaggi di questa pagina di storia cominciandone la ricostruzione ben prima di quel 1979 che vide gli Stati Uniti avviare un rapporto stretto con i terroristi in funzione anti-sovietica. Cooley, tra l’altro, spiega che gli Usa, per mano della Cia e con la collaborazione fattiva di Pakistan, Arabia Saudita e Cina, armarono, addestrarono e finanziarono 250 mila mercenari islamici di ogni parte del mondo.

“Gli analisti occidentali, nei loro pensatoi, e i servizi di controspionaggio di Washington, Londra, Parigi e Roma si chiedevano: chi e’ il principale nemico del nostro nemico, il comunismo? In che modo potrebbe aiutarci? E, nello stesso tempo, come possiamo contrastare i leader del terzo mondo e le loro dottrine, che consideriamo al servizio del comunismo?” scrive l’autore. E poi spiega come si avviarono i contatti con personalita’ degli stati islamici e arabi piu’ conservatori. “Fu cosi’ – scrive Cooley – che ebbe inizio quello che in un primo tempo era un semplice flirt tra gli Usa e l’Islam e che si esprimeva con un sostegno moderato e prudente, in genere occulto, agli attivisti politici “islamisti”.

Cooley sostiene che sulla scorta di questi nuovi contatti, Gli Usa e alcuni alleati, finanziarono “una serie di guerre per procura” in Africa e in Asia, contro i propri avversari, spesso alleati veri o supposti di Mosca. Quando il Cremlino guidato da Breznev decise l’invasione dell’Afghanistan nel 1979, la Casa Bianca di Carter vide nell’iniziativa una minaccia all’equilibrio mondiale ma anche una buona occasione per “assestare un colpo decisivo al gia’ vacillante impero sovietico nell’area a nord dell’Afghanistan”.

Fu cosi’ che quella che Cooley definisce “love story” fra gli Usa e l’islamismo ebbe un nuovo “sussulto di passione” con l’alleanza tra la dittatura militare pakistana, d’ispirazione islamica, e gli americani. Dieci anni dopo l’armata rossa sara’ sconfitta e le vicende afghana daranno un colpo duro all’intero impero sovietico ormai al collasso. Nel frattempo, in Afghanistan il movimento dei talebani, favorito da Pakistan e Arabia Saudita, conquistera’ il potere e lo gestira’ in modo liberticida terrorizzando la popolazione nel nome di un’interpretazione severa dell’islamismo sunnita.

Ma il grande movimento mercenario messo in moto dagli Usa avra’ effetti anche fuori dei confini afghani. I talebani e l’orrore che seminano e’ solo una delle conseguenza. Le altre toccheranno direttamente anche gli americani: alle tensioni destabilizzanti in Egitto (attacchi ai turisti e agli autoctoni), Cecenia, Algeria e altri paesi, infatti, si affiancano gli attentati tragici al Word Trade Center e alle ambasciate americane di Nairobi (1998, 247 morti, 12 cittadini Usa) e di Dar-es-Salaam (dieci morti, cento feriti). E cosi’ il terrorismo islamico e la sua eminenza grigia, Usama bin Laden, da protetti alleati degli Stati Uniti diventano i principali nemici della Cia e della Casa Bianca.


Il principale indiziato (
scheda di Osama Bin Laden)

Non ci sono le prove, nessuna rivendicazione credibile, ma a quanto pare si stanno rafforzando le ipotesi che l’organizzazione di Osama Bin Laden sia responsabile degli attacchi terroristici sulle Twin Tower e sul Pentagono. Ci sono state infatti recenti perquisizioni dell’Fbi in ambienti legati all’integralismo. Inoltre, alcune fonti di intelligence hanno intercettato comunicazioni fra i militanti dell’organizzazione e confermerebbero l’ipotesi che lo sceicco laureato in economia sia il mandante degli attentati. I militanti, comunicando fra loro, indicavano che un paio di bersagli erano stati strong>colpiti.

Osama Bin Laden, il ricercato numero uno dell’FBI il grande Satana del terrorismo internazionale, lo sceicco integralista islamico che dovrebbe avere una base segreta nell’Afghanistan talebano e’ ricercato per l’attentato all’ambasciata statunitense di Dar Es Salaam.

Gli attentati hanno ucciso piu’ di 200 persone e ferito oltre 4000. Si ritiene essere il mandante del precedente attentato al World Trade Center di New York.

L’attentato dell’11 settembre ha infatti un precedente. Il 26 febbraio 1993 una torre del World Trade Center divenne il primo obiettivo in territorio americano ad esser colpito dal terrorismo internazionale . Una bomba chimica esplose alle 12.18 ora locale, nel garage sotterreaneo delle Torri Gemelle. L’attacco alla Grande mela venne subito attribuito al miliardario arabo Osama Bin Laden, il piu’ grande regista del terrorismo mediorientale. Sull’agendina di uno degli esecutori materiali dell’attentato fu infatti trovato un numero di telefono che riconduceva allo sceicco.

Nato nel 1957 in Arabia Saudita e’ il leader dell’associazione Al Qaida ed e’ uno sceicco islamico miliardario.
L’Fbi nelle sue pagine dichiara che Laden e’ armato ed estremamente pericoloso. Il Governo degli Stati Uniti offre una ricompensa di 5 milioni di dollari per qualsiasi informazione che lo riguardi.

Laden e’ il piu’ ricercato per attentati di questo tipo, e a quanto pare sarebbe molto favorevole all’uso di kamikaze . Fra i numerosi alias da lui utilizzati si possono elencare i nomi di Usama Bin Muhammad Bin Ladin, Shaykh Usama Bin Ladin, the Prince, the Emir , Abu Abdallah, Mujahid Shaykh, Hajj, the Director.

Nel 1998 annuncia la creazione di una grande alleanza terrorista denominata Fronte islamico internazionale contro gli Ebrei.

Negli anni ’90 Bin Laden crea un’organizzazione terroristica, Al Qaida, con l’obiettivo di “ristabilire lo Stato islamico” nel mondo. Gli Usa hanno aperto nei giorni scorsi a New York il processo in contumacia.

A discolpa di Laden, rispetto all’attentato odierno, da Kabul un portavoce del governo afghano dei Talebani afferma che lo sceicco saudita, non puo’ essere responsabile degli attentati di oggi negli Usa. “Cio’ che e’ accaduto negli Usa non e’ un lavoro da gente qualunque. Potrebbe essere il lavoro di un governo. Osama Bin Laden non puo’ fare una cosa del genere, noi neppure” ha detto all’agenzia Reuters Abdul Hai Mutmaen dalla citta’ di Kandahar il quale suggerisce piuttosto si tratti dell’azione di nemici interni degli Usa o di loro grandi rivali.
Ma, secondo un’analisi della Reuters, gli Usa hanno pochi nemici con i mezzi e le capacita’ di sferrare un attacco di questa portata. E tra questi uno dei piu’ accreditati e’ proprio Bin Laden.

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