Caro Pino,
solidarietà militante a te e ai tuoi per la vigliacca (ma non casuale) aggressione di ieri. Ai boss, evidentemente, le inchieste fanno molta paura.
La solidarietà di Casablanca, e degli altri (pochi) che fanno libera informazione, però non può bastare; per una volta, ci piacerebbe vedere anche quella della gente perbene.
Per esempio:
1) L’Ordine dei giornalisti. Il direttore responsabile di Telejato (che è lo stesso di Casablanca) una settimana fa è stato convocato d’urgenza dai carabinieri per sapere chi controlla Telejato, e se i suoi reporter sono iscritti all’Ordine, e se tutte le marche da bollo erano state messe al posto giusto e se percaso non era stato rispettato l’articolo tale paragrafo talaltro richiestop dalla tale e talaltra burocrazia.
Su questo L’Ordine dei Giornalisti deve intervenire con autorità e urgenza. Quelli di Telejato sono giornalisti, o no? Bisogna aspettare la revolverata finale per essere riconosciuti dall’Ordine (come è stato per Beppe Alfano) o ci si può pensare anche prima?
2) La brillante carriera dell’attuale direttore responsabile di Telejato si deve alla volontaria rinuncia di un collega molto più autorevole di lui, Francesco Forgione. Forgione era direttore respionsabile di Telejato fin dalla fondazione. Ma si dimise appena nominato Presidente della Commissione antimafia, per alto senso di Responsabilità Istituzionale istituzionalizzata e per non dare l’impressione di non essere “al di sopra delle parti” ecc. ecc.
Tuttavia, quando una delle parti vienefermata per strada e presa a legnate dai mafiosi, forse si potrebbe anche credere che non sarebbe un peccato gravissimo non svolazzare al di sopra di essa ma riscendere sulla terra e fermarsi accanto a lei. Perciò sarebbe un buon segnale se l’onorevole Forgione riprendesse la direzione responsabile dell’emittente e si schierasse pubblicamente e “non neutralmente” a fianco dell’informazione antimafiosa, checché possano dirne i bempensanti. Non ci sarebbero ostacoli tecnici, perché l’attuale direttore sarebbe pronto a cedergli immediatamente la poltrona, nè c’è alcuna legge che vieti ai presidenti delle commissione antimafie di dirigere tivvù antimafiose.
Graziella Proto e Riccardo Orioles
(con preghiera di massima divulgazione)