Per una volta, questo voto, MERITATEVELO

Io aspirante libera cittadina Antonella Serafini, ritenendo che un politico debba essere il portavoce di un popolo e non il suo imbonitore, ritenendo che la sinistra non sa ascoltare la voce del “popolo sovrano”, così come la destra, posso con fierezza dichiarare di non poter essere rappresentata nè dalla destra nè dalla sinistra, nè tantomeno da quella massa informe di moderati centristi.
Così come il Delegato Zero in Messico ha deciso di creare un movimento trasversale che non si colloca nè a destra nè a sinistra, ma in basso, tra la gente, io vorrei avere il diritto di esigere da uno Stato che si finge democratico, lo stesso trattamento dignitoso che hanno i campesinos in Chiapas.
In un paese in cui Berlusconi si erge a martire della giustizia, in cui Veltroni pensa di essere il primo governatore di colore in Italia, in cui esiste un aborto mal riuscito come Giuliano Ferrara, che predica “l’utero non è mio ma lo gestisco io”, credo di non offendere nessuno usando frasi come “basta con i giochi, vaffanculo alle facce di plastica”.
Finchè nessuno in campagna elettorale fa un discorso un serio discorso sulla lotta al precariato, al caro affitti, all’usura bancaria, ai problemi della giustizia nelle procure, al diritto alla salute e all’istruzione che stanno sempre più viscidamente scomparendo con la copertura di un gattino che fa il surf che fa da anestetico mentale, saremo tutti nel giusto se ci ritenessimo stuprati della nostra capacità di pensiero e azione.
Non voglio sentire “più case per tutti”. Perchè non serve costruirne sempre più. Le abitazioni ci sono, molte sono vuote, mantenute vuote per tenere alti i prezzi, mai affittate perchè i palazzinari facciano i loro sporchi affari. Basterebbe la volontà di renderele tutte abitate. Basterebbe la volontà di una politica che faccia la volontà del popolo.
Non voglio uno Stato in cui devo pagare un avvocato per dimostrare che ho ragione, e poi mi risarcisca con i soldi pubblici e dove chi sbaglia con dolo non paga mai.
Perchè dobbiamo essere costretti a votare per il partito più liberista o per quello più capitalista?
Perchè la maggior parte dei diritti sanciti da una ormai vetusta Costituzione non sono tutelati dallo stato? Lavoro, diritto, famiglia, ricerca, divulgazione dell’arte. Sono diritti, non sono astratte idee facoltative a cui si può o non si può avere diritto.
Perchè devo vedere un giudice di 70 anni che non ha mai usato internet, emettere sentenze per reati informatici se non sa neanche cosa sono?
Chi, allo stato attuale, può ergersi a portavoce mia e di quella parte di popolo che è rinnegata?
Il tempo è scaduto.
Le promesse le hanno fatte tutti, in tutti gli schieramenti. Tutti hanno avuto un’opportunità di fare, e nessuno ha fatto (se non per peggiorare lo stato attuale delle cose).
Mai più i soliti volti noti in televisione. Mai più la voce del padrone. Mai più yes man.
La democrazia ha fallito. La parola a chi ha proposte, proposte serie per un bene comune, non per le proprie tasche.
Non più banchieri, nè marionette del Bildelberg, nè mafiosi nè amici di mafiosi.
Aria pulita. Aria fresca. Testa alta e trasparenza. Questo voglio.
Finchè non sarà possibile, il mio voto non l’avrà nessuno. Vale troppo.
Almeno per una volta, nella vita, MERITATEVELO!

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violinista per hobby, giornalista per dovere civico e morale, casalinga per lavoro, contadina del web e "colpevole" di questo sito antonella@censurati.it