mentre lo Stato fa finta di combattere la mafia

la macchina di Pino Maniaci è stata data alle fiamme. Quella stessa macchina con cui mi ha accompagnato a Corleone, a vedere la casa dei Lo Piccolo, a girare servizi fino a notte inoltrata, che mi ha riportato a Palermo perchè l’ultimo treno da Partinico l’avevo perso perchè c’era da lavorare fino a tardi… quella macchina, che accompagnava Pino da anni, è stata incendiata mentre era parcheggiata sotto la redazione. Questo accade mentre vengono tolti dal 41 bis i mafiosi, questo accade mentre il governo sta a guardare e se diciamo che gode di tutto questo finiamo imputati, ma accade ed era previsto. Lo sapevamo tutti il rischio che correva Maniaci, che ha dichiarato di non volersi fermare e di continuare la sua lotta. Quella di Maniaci è una missione, non un lavoro. Lui arriva dove non arrivano altri, e dice quello che altri non dicono. Questo è il prezzo da pagare, però: l’indifferenza dello Stato, la vita in eterno pericolo e una famiglia intera a rischio.
Noi continuiamo ad essere tutti Pino Maniaci. Perchè come diceva Peppe Fava, a che serve vivere se non c’è il coraggio di LOTTARE? E stavolta Pino Maniaci lotta contro il nemico e contro l’indifferenza di quelli che si dichiarano amici dell’antimafia.
A questa gente va tutto il più profondo disprezzo.

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