Intervista a Ultimo

Il capitolo più controverso (e mediaticamente più succulento) è quello relativo al famoso covo di Riina. La famosa villa di via Bernini, può essere definita un covo?

L’abitazione a cui si fa riferimento, era l’abitazione di Ninetta Bagarella dove i bambini ricevevano altri bambini per giocare. Negli atti processuali c’è tutto. Rifarei oggi tutto quello che ho fatto quel 15 gennaio, perchè il covo, la base logistica, non è mai nella casa dove vivono moglie e figli. E dopo la cattura di Provenzano, dovrebbe essere chiaro questo concetto. Lui in un posto (covo), e la moglie in casa con i figli.

Il pm Ingroia: è più grave che abbia rapporti con i mafiosi come l’imprenditore Aiello o il maresciallo Ciuro, talpa di Provenzano, o è più grave che non sapesse, come ha dichiarato, che fossero mafiosi?

Sono gravi entrambe le cose,  e in questi casi capisci quanto erano grandi Falcone e Borsellino e ti rendi conto del  vuoto, della mediocrità, “professionale e morale” che hanno lasciato con la loro scomparsa.


Nel processo sono emersi fatti importanti. Informazioni riservate date in pasto ai giornalisti contravvenendo agli ordini, documenti falsi scritti postumi. Qualcuno è stato indagato per questa mano data a Cosa Nostra?

No, nessuno.

Quando Lei uscì dal Ros, lo fece perchè non c’erano più le condizioni ottimali per il suo lavoro, oppure ha ritenuto la sua missione conclusa?

La missione di difendere la gente dai criminali non ha fine nel mio cuore e finirà insieme al mio cuore. sono andato via con dolore perchè quelli per cui combattevamo erano assolutamente estranei alla lotta e anzi rappresentavano il vero grande ostacolo. ma è una storia patetica da raccontare, per capire meglio basta andare al circo e guardare lo spettacolo dei pagliacci. Alla fine sono andato via quando non capivo più la differenza tra lo spettacolo del circo e il posto dove mi trovavo. Ma capivo chiaramente il dovere morale di non partecipare allo spettacolo con i clown.

Il motivo per cui questa intervista è stata rilasciata a noi e non ai giornali “importanti” è proprio il motivo dell’essenza di Ultimo, che è al fianco dei poveri, non con gli organi importanti di stampa.
Questa intervista è stata rilasciata più di un anno fa, e non abbiamo voluto pubblicarla in qualche modo per “tutelare” Ultimo dentro l’arma, visto che ovunque va, tocca equilibri che nessuno può toccare, non facendo sconti a nessuno. Ma dopo che Arciere (un altro membro del gruppo che arrestò Riina) è finito sotto processo, perchè avrebbe potuto con questa operazione avere un riconoscimento in termini di carriera“, cioè, arresterebbe criminali recuperando refurtive per farsi bello (il che vorrebbe dire non fare più nessuna operazione, per paura di un arresto), visto il silenzio dell’Arma che “usa osservar tacendo”, abbiamo pensato che forse era il caso di ritirare fuori l’intervista. Tanto la punizione è già pagata.

Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere. (Giovanni Falcone)

 

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violinista per hobby, giornalista per dovere civico e morale, casalinga per lavoro, contadina del web e "colpevole" di questo sito antonella@censurati.it