Strage di Bologna: psicopatologia della magistratura quotidiana

Trovo preoccupante che ogni volta che parlo della Strage di Bologna e di depistaggi devo fare la premessa che SONO COMUNISTA. E’ accaduto in passato, con l’articolo L’ora della verità e accade ora, perchè a pochi giorni dalla ricorrenza della strage, sono tornate le polemiche. C’è una piazza che chiede giustizia, ma c’è stato un processo con due condanne esemplari e una persona tuttora in carcere. Ho letto anche esimi onorevoli europarlamentari (Sonia Alfano, IDV) fare comunicati contro lo Stato assente alla commemorazione di una strage che ancora chiede verità. In effetti non c’era nessuno delle Istituzioni, a Bologna. Nemmeno lei, la “signora” Alfano! La gente scende in piazza chiedendo una giustizia perchè sa bene che giustizia non c’è stata, nonostante sentenze e colpevoli ufficialmente acclarati. Il principale accusatore dei condannati, Massimo Sparti, non era a Bologna come diceva, ma a Roma con la famiglia. Tutti i parenti lo testimoniano, tutti vengono ritenuti inattendibili perchè vicini ad ambienti neofascisti mentre Sparti, un pregiudicato terrorista, diventa di colpo attendibile. Uscirà dal carcere subito dopo la falsa testimonianza perchè fu diagnosticato un falso tumore al pancreas e indicato come “malato terminale”. Muore dopo 20 anni e non per malattia. Quale altra pista potevano seguire? Quella di Carlos, lo sciacallo, il terrorista che ha fatto tremare l’europa intera. Ma hanno preferito farci su un bel film e sbianchettare un documento che puntava tutti gli indizi sul tedesco Thomas Kram, che si dichiarerà innocente perchè aveva l’alibi di un treno preso ad un orario che non era compatibile con gli orari della strage. Ora, dopo aver scoperto la totale infondatezza dell’alibi grazie anche a un MANIPOLATO DOCUMENTO PRESENTATO ALLA COMMISSIONE MITROKIN, stiamo ancora lì a chiedere giustizia con un processo fatto e risolto. Ma non c’è mai nessuno che chiede le seguenti cose:

1) chi ha manipolato il documento che scagiona il terrorista tedesco, principale sospettato con tutte le credenziali?

2) possibile che in carcere ci sia dentro una persona, tutt’oggi, che fu “inchiodata” solo quale amico inseparabile di due imputati che poi sono riusciti a provare di trovarsi altrove, al momento della strage?

3) dicono tutti che Gelli depistò per allontanare i sospetti dalla destra eversiva. Ma come mai come depistaggio furono fatti ritrovare tutti documenti che portavano a un uomo dei NAR? Che razza di depistaggio è? Che gioco ha fatto Gelli?

4) Come mai è stato licenziato il medico che ha fatto scoprire i documenti falsi della malattia di Sparti e non è stato punito chi ha falsificato la diagnosi ed ha aiutato lo stesso Sparti a uscire di galera?

Sarà forse per queste e altre centinaia di domande che i bolognesi chiedono che venga fatta giustizia? Purtroppo (perchè non piace neanche a me l’idea) per avere giustizia bisogna ricominciare da capo, e rivedere se l’Italia è pronta ad ammettere che gli unici condannati vanno puniti per altri omicidi e per altri reati, ma sicuramente non per la strage di Bologna.

leggi l’articolo correlato http://www.censurati.it/2007/11/23/ignoranza-di-comodo-lora-della-verita-per-bologna/

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violinista per hobby, giornalista per dovere civico e morale, casalinga per lavoro, contadina del web e "colpevole" di questo sito antonella@censurati.it