Ingroia: mentiva sapendo di mentire. Vi dimostriamo come

14996357_10207720943527648_460575965_nCARO INGROIA, ECCO PERCHE’ SUL PAPELLO NON LA RACCONTI GIUSTA

di Redazione

 

Ancora sull’argomento della sentenza “Mannino” al tribunale di Palermo, l’avvomagistrato Antonio Ingroia, intervistato da Antimafia Duemila in questo articolo: http://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/62825-ingroia-sentenza-mannino-frutto-di-una-somma-di-pregiudizi.html, afferma:

“Personalmente credo che vi siano prove evidenti che non vengono affatto tenute in considerazione. Il caso più clamoroso è quello relativo alla “grossolana manipolazione del papello”. Il giudice lo definisce così ignorando le prove che l’accusa aveva accompagnato come le approfondite ed accurate perizie tecniche svolte proprio su quei documenti. Perizie molto sofisticate, disposte a suo tempo e che non sono mai state smentite ma che confermano l’autenticità intrinseca del documento. A meno che non si ipotizzi che Ciancimino jr fosse un preveggente. Che già vent’anni fa avesse previsto che avrebbe dovuto fabbricare un falso, custodendo una risma di carte del tempo, al fine di ingannare i periti che avrebbero fatto la perizia merceologica successivamente. Senza contare che vent’anni addietro, quando esisteva quella carta, le perizie merceologiche non consentivano di ricostruire la datazione della carta utilizzata.”.

 

Dunque secondo Ingroia una qualsiasi fotocopia su carta d’epoca, è giocoforza un documento genuino, basta che l’epoca coincida con i fatti del suo oggetto.

Facciamo qualche esempio. Supponiamo che “salti fuori”, consegnata da un anonimo amico lussemburghese di cui non possiamo fare il nome (più o meno come è successo per  il papello)  una fotocopia di un foglio A4 dove in stampatello anonimo, si possa leggere, scritta da un altrettanto anonimo sedicente “compagno di facoltà” di Antonio Ingroia, qualcosa tipo: “caro Antonio Ingroia, ti ringrazio per la possibilità che mi hai dato di comprarmi la laurea come hai fatto tu grazie al canale al quale mi hai indirizzato, ma io queste cose non le faccio”. Ecco. E dunque, sarebbe sufficiente che questa fotocopia sottoposta a perizia risulti stampata con carta e toner degli anni 80, per avere la prova genuina che Ingroia si sia comprato la laurea, o che comunque, seriamente, un amico imprecisato, su carta dell’epoca,  lo abbia accusato di averlo fatto? Qualcuno potrà obbiettare che quanto meno bisognerebbe che l’oggetto del testo fosse verosimile, e Ingroia che si compra la laurea, non è verosimile. Già vero, mentre invece Totò û curtu che spedisce ad un colonnello del reparto operativo, nel giugno ‘92,  una lista della spesa contenente la richiesta di annullamento di un “decreto legge 41bis” che all’epoca nessuno aveva mai chiamato a quel modo, di cui nessuno conosceva l’esistenza (Cfr. G.Brusca: “In  quel  momento  non  si  parlava  del  cosiddetto  41  bis.”), e che non era mai stato applicato, o la richiesta di “levare la tassa carburanti come Aosta”, è verosimile, eh?  E allora, vogliamo provare a fabbricarla, questa fotocopia, e saggiare la reazione di Ingroia? Lui crede che sia così difficile procurarsi carta e toner datati? Lui crede che non esistano falsari professionisti dotati di ampie scorte di magazzino di “materie prime” di questo tipo? Lui crede che non siano sufficienti 4 mesi, che è il tempo trascorso da quando Ciancimino jr ha detto “ora vi consegno il papello” a quando ne ha consegnato la fotocopia, per reperire un foglio ed una cartuccia di toner datati? Lui pensa forse che in diritto la certezza di genuinità di un documento datato, possa essere certificata da una generica difficoltà a reperire una vecchia carta?  E quando afferma che Ciancimino dovrebbe essere stato preveggente nel conservare da vent’anni una carta per fare un falso, escludendo la possibilità che una carta datata sia comunque reperibile in vari modi, lo dice forse pensando che noi siamo tutti coglioni?

E comunque guarda, caro Ingroia, ora te lo proviamo pure, che ti sbagli.

Lo facciamo dimostrandoti che è già in atti CHE CIANCIMINO DISPONEVA E USAVA IN TEMPI RECENTI questa vecchia carta e questo vecchio toner, smentendoti quindi una volta per tutte.

Per la verità la cosa è già stata dimostrata nel dicembre 2010, dal Presidente Fontana della IV sezione penale del tribunale di Palermo, proprio interrogando i periti nel processo Mori-Obinu.

E’ tutto spiegato perfettamente in un vecchio articolo dell’epoca del blog “Segugio”, dal titolo “Contropapello: fotocopia nuova su carta vecchia“, di cui al fondo di questa pagina forniremo il link, per gli appassionati di questo genere di letture e per chi non credesse che queste cose su cui si continua a mentire, sono in realtà già ben note da almeno 6 anni.

Il giudice riuscì a scoprire la falla, interrogando i periti, scovando IN DIBATTIMENTO un indizio che dimostra che la fotocopia del cd. contropapello, realizzata anch’essa con carta e con toner dell’epoca esattamente come il papello, è stata prodotta, con una fotocopiatrice, in tempi recenti.

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E così nella sentenza, ecco che la corte spiegò all’universo mondo, Ingroia compreso, che forse se ne è dimenticato, quanto segue:

“Al di là della questione della assoluta precisione scientifica della datazione individuata a mezzo del carbonio 14, contestata dal consulente della Difesa DI TOMMASO, sulla quale il Tribunale non intende avventurarsi, si osserva che, al riguardo, il solo elemento sufficientemente certo che sia desumibile dalle relative indicazioni è, comunque, la impossibilità di collocare la redazione del documento o, nei congrui casi, la realizzazione della fotocopia in un momento temporale anteriore al polo più remoto del range. In altri termini, l’intervento grafico sulla carta o la utilizzazione della stessa per effettuare una fotocopia non possono essere stati anteriori all’epoca di produzione della carta medesima che sia indicata nel range come la più remota, ma possono aver seguito anche con notevole intervallo l’epoca di produzione, essendo evidente che se si utilizza carta di produzione risalente è possibile redigere in atto un documento che, se si tenesse conto esclusivamente del dato in questione, apparirebbe assai anteriore nel tempo.

Per esemplificare si può citare il documento manoscritto denominato da Massimo CIANCIMINO “contropapello” e consegnato dal medesimo in fotocopia ai magistrati inquirenti il 29 dicembre 2009 (esso è stato prodotto dal P.M. nella udienza del 26 gennaio 2010): il teste assistito ha riferito che la fotocopia era stata da lui effettuata nel periodo (2000/2002) in cui il padre gli aveva illustrato le vicende trascorse in vista della redazione del libro che aveva in mente di pubblicare ed ha precisato di aver di suo pugno vergato sul foglio la frase “allegato per mio libro”. Poiché, secondo quanto precisato dai tecnici della Polizia Scientifica, il documento consta di un’unica fotocopia nella quale non si riscontrano interventi grafici successivi, si deve concludere che la stessa fotocopia sia stata effettuata, appunto, nel periodo 2000/2002. E poiché l’epoca di produzione della carta viene indicata fra l’ottobre del 1986 ed il febbraio del 1991, si deve dedurre che fra tale momento e l’uso della carta sia trascorso un notevole arco di tempo, da nove a quindici anni circa.

 

E dunque, per tornare al papello, anche su quel documento la corte concluderà che:

 

“La produzione della carta utilizzata per realizzare la fotocopia, secondo i tecnici, deve essere collocata nel periodo giugno 1986/novembre 1990 ed anche il toner usato rinvia, approssimativamente, a quel periodo: il dato, dunque, è, di per sé, compatibile con la narrazione del CIANCIMINO, ma lo stesso dato non appare particolarmente probante, dovendosi ritenere, come già accennato, che con carta di produzione risalente e con un toner anche esso risalente siano state eseguite dai CIANCIMINO fotocopie anche in tempi più recenti.

 

Ingroia se n’era forse dimenticato, che c’era già una sentenza, confermata anche in appello, che diceva e provava la stessa cosa, oltre all’attuale sentenza Mannino? Si è forse dimenticato di quella famosa udienza del dicembre 2010, in cui il presidente Fontana interrogò il perito in merito alla datazione delle carte? Strano, perché lui in quel processo era PM, e quindi dovrebbe ricordarsene.

Bene, comunque ora noi gli abbiamo rinfrescato la memoria.

Ed ecco il link all’articolo del segugio, buona lettura:

http://segugio.daonews.com/2010/10/24/contropapello-fotocopia-nuova-su-carta-vecchia-2/

 

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violinista per hobby, giornalista per dovere civico e morale, casalinga per lavoro, contadina del web e "colpevole" di questo sito antonella@censurati.it