La preghiera del capitano ultimo insieme ai Rom

16344511_10209742500894193_488472222_nDomenica 22 gennaio, ci siamo recati nell’associazione di volontariato che fa da supporto alla casa famiglia Capitano Ultimo. E abbiamo visto un’altra realtà prendere forma. Un gruppo di rom, è stato incaricato di costruire pentole con il rame, come loro antica tradizione, collaborando con altre persone che già lavorano nella comunità in qualità di borse lavoro. I rom, che per molti sono considerati i “rinnegati” della società, hanno ascoltato la messa, pregato con noi, ascoltato le indicazioni dei lavori da svolgere ed eventualmente rivendere e/o insegnare ad altri il loro artigianato, per mantenere viva una tradizione tutta loro.

 

Ma per quale motivo i rom è erano lì? Abbiamo ascoltato  Ultimo parlare o meglio gridare i suoi pensieri ad un amico o forse al vento come dice lui.

Tutto nasce da una foto”, spiega Ultimo. “Tutto questo nasce perchè     alla  casa famiglia capitano ultimo è stato assegnato dal “penale” un ragazzo rom. Questo ragazzo vive   con noi, ha imparato a lavarsi, a rispettare gli orari, tutti questi principi che le leggi arroganti degli uomini mettono alla base della civile convivenza. Principi secondo i quali se uno non si lava, non rispetta gli orari ecc, è un criminale, o un disatattato, insomma uno su cui bisogna lavore e “rieducare”. Bene, in questo non siamo bravissimi.  Ma la cosa bellissima è che un giorno, appena prima di Natale, questo ragazzo è venuto da noi e ci ha fatto vedere con un certo orgoglio la foto della “casa” che lui stesso  ha costruito per la sua famiglia. Madre, padre e una decina di fratelli e nipoti.  Abbiamo visto la foto di questa casa. Una baracca aperta in cui le persone possono solo aspettare di morire. Quando   con la nostra piccola comunità abbiamo visto quelle immagini , abbiamo immediatamente capito che Gesù era in quella baracca, e che in realtà il Natale nostro si stava sviluppando attraverso l’azione di un piccolo ragazzo rom, il ragazzo della casa famiglia, che va e costruisce la casa per i suoi fratelli e i suoi genitori.

Abbiamo visto Gesù in questa baracca.  E abbiamo capito cosa era accaduto. Che noi come casa famiglia dovevamo accudire questo ragazzo perchè  l’aveva disposto il tribunale, ma Dio ha disposto che noi andassimo tutti quanti nella baracca casa famiglia dei rom, ospiti dei rom. E    in quel momento siamo stati tutti loro ospiti. E siccome la loro casa famiglia non è aderente alle norme delle  leggi arroganti degli uomini, l’abbiamo trasferita nella casa famiglia di Gesù, che è la Chiesa, la nostra capanna chiesa dove facciamo la messa con padre Max e padre Rovo”.

Ecco, questo il motivo per cui avevamo visto i rom in Chiesa, al nostro fianco.

Noi abbiamo capito una cosa semplice” insiste utimo. “Gesù ha detto e praticato  tre parole: uguaglianza, fratellanza, Amore. Noi diciamo   con una certa facilità  la parola uguaglianza, lo affermano tante  teorie politiche e sociali. Della fratellanza ne parlano  pochissimi. Dell’ Amore nessuno, solo Gesù. Questa deve essere la forza dei cattolici, una forza che spesso, ed io per primo viene negata e   nascosta vigliaccamente. Eppure questi principi  per noi sono tutto. Tutto il resto è sovrastruttura, è potere, è gestione, è governo. Dobbiamo abbattere da noi stessi tutte le forme di gestione, tutte le forme di governo, tutte ciò che è sovrastruttura, e rimanere attaccati all’esempio di Gesù, che mangiava insieme ai suoi fratelli, che divideva quello che aveva in parti uguali con i suoi fratelli e che donava, avendo poco lui, ad altri che non avevano niente. I miracoli erano la donazione gratuita. E come lo ha fatto lui lo possiamo fare noi. Questa è la preghiera, una preghiera che è facile, è vicina, che non abbiamo scuse per non praticarla, così facile da realizzare che è incredibile come non diventi l’unica forma di azione sociale sostenibile. Dobbiamo combattere, dobbiamo ribellarci a tutte le sovrastrutture che impediscono l’amore e la fratellanza, che sono gli Stati, l’Onu, il comune, tutti questi inganni a cui il Dio ci dice di ribellarci.

Queste parole sono belle solo perchè si aggrappano ad un disperato desiderio di far vivere un esempio che già c’è stato, dei principi eterni che noi abbiamo tradito, tracciati da Gesù di Nazareth e da Francesco d’Assisi.

Questa è l’unica rivoluzione possibile. Seguendo il Vangelo Noi abbiamo la necessità e il dovere di creare una rivoluzione permanente e internazionale. Non ci possiamo nascondere dietro false religioni e falsi poteri politici.

Combattiamo le sovrastrutture, i sistemi di potere che siano politici economici o finanziari che appartengono a un mondo fallimentare. Qui, nella nostra comunità, tutte le iniziative economiche che   intraprendiamo sono per creare sopravvivenza. Non si basano, pur rispettandoli, sui principi economici e fiscali dello Stato burocratico, qualunque esso sia. Noi partiamo dalla preghiera e dall’esempio di Gesù che è creare sopravvivenza ai fini dell’uguaglianza e della fratellanza. Questi devono essere i principi su cui  costruire una nuova società e nuovi modelli economici fiscali politici e sociali. Quindi noi dobbiamo imporci, e ci imponiamo, il principio che tutto ciò che noi facciamo prima passa alla Messa davanti a Dio e poi passa davanti alle leggi arroganti degli uomini, che noi rispettiamo come possiamo rispettare Ponzio Pilato ed Erode, allo stesso identico modo.  A queste leggi di Erode e di Pilato noi vorremmo mettere accanto un modo di fare comunità basato sul principio dell’uguaglianza, della fratellanza e dell’Amore cristiano. Noi non accettiamo il concetto  del  prezzo. I prezzi che vengono praticati da noi sono indicazioni di donazioni minime da cui creare sopravvivenza. Riconosciamo i principi del baratto, e riconosciamo il principio che a chi non ha niente noi doniamo. Nel dono vediamo il Natale e la nascita di Gesù. Tutto il resto ci è estraneo”.

 

Quando ultimo parla, grida,  con i suoi amici (o al vento come dice lui). Si deve avere una dolcezza nel cuore per capire esattamente quello che vuole dire, e in fondo se lo incontri da vicino lui ti dirà che le sue parole sono solo una povera preghiera imperfetta, una povera preghiera cristiana di strada.

Abbiamo chiesto a Padre Max, cosa può aggiungere un uomo di Chiesa come lui alle dichiarazioni di Ultimo

Potete semplicemente restare veri” afferma padre Max, “restare quello che siete, restare persone imperfette che nonostante le paure e contraddizioni si sforzano di tenere alto un sognano. Abbiamo poco da aggiungere. La legittimazione viene da quello che accade, viene dai fatti. C’è un passo negli atti degli apostoli in cui i primi cristiani sono visti come soggetti strani, pericolosi, e c’è tutto una nomenclatura, una casta che vorrebbe fermarli. Un uomo saggio risponde loro di stare in pace, di stare buoni, perchè se quell’opera viene da Dio nulla la potrà fermare, mentre se viene dagli uomini, finirà da sola. Ecco, tutto quello che viene da Dio va avanti, si evolve, continua. E se il lavoro che è svolto qui sta crescendo, sta cambiando, sta assumendo profili sempre nuovi, probabilmente è un disegno di Dio, non è opera umana, per cui non potrà essere fermata. E allora la fragilità, gli errori, contano poco, perchè non sono un ostacolo al disegno di Dio

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violinista per hobby, giornalista per dovere civico e morale, casalinga per lavoro, contadina del web e "colpevole" di questo sito antonella@censurati.it