dicembre 31, 2007
Giustizia, Personale
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Da un verbale di perquisizione (senza mandato) di alcuni CC a casa di una delle persone più pacifiche del mondo, si leggono le testuali parole:
“a seguito di specifica richiesta, il signor pincopallo prelevava da sopra un mobile posto nel soggiorno e consegnava al personale operante, una custodia di plastica colore nero, contenente una riproduzione di una pistola marca Bruni mod. 92 cal 8 mm K munita di tappo rosso nella canna, con inserito apposito caricatore sprovvisto di cartucce. La pistola, sebbene inoffensiva, è realizzata in metallo colore argento ed è simile ad un’arma comune da sparo. La stessa, dopo le opportune verifiche, veniva restituita al signor pincopallo. La perquisizione, con esito negativo, aveva termine alle ore…”
Per fortuna l’amico in questione non ha fatto PUM PUM con la bocca, altrimenti avrebbero scritto “sebbene il colpo non era di una pistola vera.. è comunque la riproduzione di uno sparo”
dicembre 31, 2007
Personale
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Un augurio a tutti i braccianti di censurati, affinchè il 2008 sia una anno proficuo per i nostri i raccolti!!! Dobbiamo essere tenaci per raccogliere i frutti!
Samanta
dicembre 26, 2007
Giustizia, Mafia, Politica
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Ricevo dal nostro amico Salvatore Borsellino la lettera aperta riguardo la grazia a Contrada. Noi stiamo dalla parte di Paolo Borsellino, che considerava pericoloso Contrada tanto da sobbalzare al solo sentirlo nominare. Noi siamo con Paolo Borsellino, il cui sacrificio è stato ripagato dallo Stato accelerando le procedure per dare la grazia a Bruno Contrada, condannato in via definitiva perché accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Al governo non nascondono neanche più le loro preferenze, al governo, preferendo appoggiare chi ha collaborato con Cosa Nostra che chi l’ha combattuta.
dicembre 22, 2007
Personale, cultura
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Ho suonato il 19 dicembre in concerto con formazione cameristica, alla Chiesa degli Artisti, una delle due chiese gemelle di piazza del Popolo a Roma. Età media decisamente altina. Causa il freddo siderale e l’assenza di riscaldamenti, ho suonato con i guanti mozzati (non l’ho messa apposta la spilletta “picchia il vip”, sul guanto). Va bene l’eleganza dei concerti serali, ma un po’ di svecchiamento ci voleva. E in fondo l’esecuzione è piaciuta, quindi l’apparire come al solito ha perso anche questa mano, e ha vinto l’essere.
dicembre 18, 2007
Cronaca, Politica
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Anche questa l’abbiamo sventata. Il problema identitario non è più un problema italiano. Gli italiani non si riconoscono più in questo governo? Nessun problema, ci pensa super Alf (no, non è il nome del pupazzo degli anni 80, è l’abbreviazione di Alfonso Pecoraro Scanio). Ha messo TRE – diconsi TRE – pali per la bandiera italiana, e per una vicino non meglio identificata a sfondo blu con le stelline messe a cerchio, che fa così trandy… L’effetto ottico lascia intravedere il vento che tira in due direzioni diverse, ma è solo un effetto ottico. Molto probabilmente hanno calcolato male le distanze e messo un palo in più. Tre pali due bandiere. Il terzo pennone della bandiera è stato così sacrificato per colpa di qualche operaio che ha mal preso le misure. Che spreco. Sarebbe potuto servire per ben altri usi. A buoni intenditor..
dicembre 15, 2007
Giustizia, Personale, Politica, cultura
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Ieri a Casa Pound, centro sociale di destra, è stato presentato il libro di Valerio Cutonilli sulla strage di Bologna. Una ricostruzione tecnica vista dal punto di vista processuale. In sala presenti una marea di persone. Per sfatare gli stupidi luoghi comuni, ho il dovere di riferire che sono entrata da comunista e nessuno mi ha picchiato, sprangato, o altre cretinate del genere che di solito si leggono sulla stampa. Anzi, è stato un bell’evento, e la gente era simpatica. Strano ma vero, esiste anche gente fascista simpatica. Noto che se c’è il rispetto, non hanno nessun problema ad avere un comunista nel loro “covo”.
Foto come al solito di scarsa qualità perchè scattata dal mio cellulare.
dicembre 13, 2007
cultura
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Da quando ho cominciato a lavorare
(si fa per dire: è cosa ben diversa
Dal lavorar la mia libertà persa)
Non smetto mai di bizzarrìe notare.
La più bislacca e idiota che mi pare
E’ quella che tra i mascoli imperversa:
Di giacca e di cravatta (o viceversa)
L’obbligo imposto sempre d’abbigliare
Ma mica indossatore oppure modello
Son io, che di sfilare è sua funzione!
Per questo me ne guardo quando posso.
Ma biasimato, al solito. Che bello
Saria – vigliacchi! – ignudi in gran tenzone
Sfilare, per veder chi l’ha più grosso!
da “Alla prima che mi fai ti licenzio e te ne vai” – di Luca Capannolo
dicembre 12, 2007
Personale, cultura
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Luca Rossomando non è noto come Roberto Saviano, ma è avvincente allo stesso modo. Non si può leggere Saviano senza passare a Rossomando. Sembrano due modi di scrivere consequenziali. Nel suo nuovo libro Rossomando ha presentato un altro modo di vedere Napoli. Non è un libro sulla denuncia, o un reportage sullo stato della città, ma una ricerca sociologica sul perchè cambiano le cose, sul come cambiano, su come si spostano i punti di vista, un’analisi perfetta che parallelamente associa tre metropoli: Barcellona, Parigi e Napoli. Tre realtà diverse ma simili, ognuna servita per studiare o capire l’altra. Un modo diverso per capire l’Italia. La presentazione di Riccardo Orioles (nella foto con Luca Rossomando) ha reso più gradevole il tutto. L’unica nota sconveniente, la campanella virtuale. Praticamente allo scoccare dell’ora X, altro libro, altra presentazione. Tipo catena di montaggio. Come direbbe il vecchio Uolter “non si interrompe così un’emozione”.
dicembre 5, 2007
Giustizia
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I giudici sono considerati davvero strani! La loro serenità può essere sconvolta da una fiction su una ragazza uccisa dalla mafia: Graziella Campagna. Ma gli stessi possono (o devono?) rimanere impassibili dinanzi a due trasmissioni che ormai propinano gli stessi argomenti. Da giorni nei salotti di Matrix e Porta a Porta ci si interroga sull’omicidio di Perugia. Mentre le indagini sono tutte in alto mare, chiunque è coinvolto, dai testimoni agli indagati, può rilasciare la propria dichiarazione. Due pesi e due misure?