Intercettazioni, Travaglio: “Adesso arrestateci tutti”
giugno 16, 2008 Giustizia, Personale, Politica 3 Comments“Continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d´indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini”. Il suo sarà un atto di “disobbedienza civile”. “Anche a costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato” specifica il giornalista. “Al primo processo che subirò – continua – chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all´articolo 21 della Costituzione e all´articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell´uomo e le libertà fondamentali”. “Mi auguro – conclude – che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l´Unione Cronisti, l´associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti”
Noi “adesso arrestateci tutti” l’abbiamo detto al processo Marsilii, processo in cui è al corrente anche l’esimio giustiziere e ribelle alle leggi Marco Travaglio. Ma da un orecchio è entrata la notizia, da un orecchio è uscita. Forse perchè la signora Marsilii non era a suo avviso un personaggio da difendere? La signora fece una richiesta di aiuto per illegalità svolte all’interno dei tribunali, un appello su internet. A raccogliere l’appello eravamo due. E per aver assistito a quell’udienza, il processo lo stanno facendo a noi. Tornassi indietro lo rifarei, come ho detto anche in udienza. Ma per Travaglio forse andare contro le procure può essere controproducente (i documenti dei suoi libri arrivano tutti da li. A proposito, un documento falso creato da un procuratore della repubblica di Palermo, viene citato come fonte in uno dei suoi libri. Appurato davanti a un tribunale che quel documento è un diario falso costruito posticcio, secondo voi Travaglio l’ha detto ai suoi lettori?). Per come la vediamo noi, la divulgazione delle informazioni deve esserci per le persone competenti, gli addetti ai lavori e basta, per non ostacolare il percorso giudiziario. Pochi forse sanno che se le fughe di notizie dalle procure non fossero state punibili per legge, probabilmente non sarebbe stato arrestato solo Riina, ma tutto il circuito che gli girava intorno. Purtoppo si sono tutti allertati quando videro la stampa davanti al covo che chiedeva informazioni (il covo doveva rimanere località segreta). Quanti anni di galera dovrebbe prendere, il maresciallo che ha allertato contro gli ordini la stampa? Magari anche una condanna piena per favoreggiamento a Cosa Nostra. Se per Travaglio divulgare una notizia è più importante di tutto, anche di un non corretto funzionamento delle indagini che potrebbe rimanere compromesso da una fuga di notizie, noi la vediamo di tutt’altro avviso. Le leggi si rispettano sempre, le indagini non devono essere ostacolate, il crimine va combattuto collaborando con le forze dell’ordine, non scavalcandole per arrivare primi. Questo è solo individualismo becero, non è giornalismo. Il problema adesso è che Travaglio è diventato più importante delle cose che dice. Noi preferiamo appoggiare tutti i signori nessuno di cui lo Stato non si occupa, e quando lo fa è solo per schiacciarli. La signora Marsilii, la signora Mariani, la signora Paladino, la signora aldrovandi, il signor Scolaturru ecc ecc.. Per noi sono queste le persone per cui battersi. E per sostenere queste persone non ci servono le intercettazioni da pubblicare. Cominciamo a fare, invece di piangerci addosso perchè non possiamo copiare. Siamo italiani, ma non per questo pagliacci (come dice il noto gruppo musicale SottoFasciaSemplice)