Blitz in Chiesa. La famiglia di Ultimo colpisce ancora

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E’ successo qualcosa di magico, ieri. Un blitz organizzato dai volontari della casa famiglia e dal capitano Ultimo ha colpito al cuore. E chi ha vissuto questa esperienza si è arricchito nello spirito. Partenza ore 7.30 dalla casa famiglia. Tutti adrenalinici e sorridenti. Cornetto e caffè per tutti. In marcia e si sale in Pullman. Direzione: Assisi. Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Una volta arrivati alla meta, scendiamo dall’autobus in processione. Siamo tra 40 e 50 persone, tra ospiti della casa famiglia, volontari e amici strettissimi. Pietro “il legionario”, porta una croce grande, fatta da due pali rudimentali legati tra loro. Tutti in fila per due, attraversiamo la città ed arriviamo in Chiesa. Dentro ci sono fedeli che pregano. Due volontari aprono due custodie ed escono due violini. In coro, all’improvviso, bambini, volontari e musicisti cominciano a cantare le lodi di san Francesco con la canzone “Laudato si’ mio signore”. Intorno i fedeli increduli. Il nostro padre Rovo inizia il padre nostro subito dopo la canzone, con tutti i bambini che si tengono per mano. Finisce la preghiera e i i bambini (non solo chi vive in casa famiglia, ma tutti, inclusi i figli dei volontari) distribuiscono buste sigillate con dentro il pane fatto all’interno della struttura. Nel gruppo anche il nostro musulmano, che non si è tirato dietro. Una signora si è messa a singhiozzare quando una bambina le ha offerto la busta e ha detto “prenda, signora, è pane”. Altri avevano le lacrime agli occhi. Molti erano solo increduli. Non siamo rimasti di più. A consegna avvenuta, pranzo al sacco e di ritorno a roma. Felici e contenti di aver offerto un sorriso. I ragazzi che non hanno nulla, regalano pane a sconosciuti. E Ultimo, che ha organizzato tutto questo.. ha gioito con i ragazzi. Ci riprenderemo la strada che è stata svenduta per lucro e secondi fini. Al profitto risponderemo con il DARE senza chiedere nulla in cambio. Sarebbe stato orgoglioso dei suoi ragazzi, se l’avesse visti all’opera.. In qualche modo ha saputo e questa è una sua azione di lotta per la legalità, attraverso la solidarietà e l’arte nobile portata per strada

Gli amici non si mostrano, si dimostrano

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Pensiamo a chi va in tv a parlare di Falcone, tutti amici, adesso che è morto. Nessuno parla di chi si occupo’ di fare le indagini sulla strage di Capaci, che erano al fianco di Falcone quando era vivo:

- dr. Gianni Tinebra Proc. della Rep. -
- dr. Francesco Paolo Giordano Proc. Rep. Agg. -
- dr. Carmelo Petralia Sost. -
- d.ssa Ilda Boccassini Sost.
- dr. Fausto Cardella Sost. -

Nr. 2111/93/Mod. 21 Caltanissetta, li’ 10.11.1993

Gli uomini che non fanno spettacolo, che non fanno gli scrittori, ma che lavorano nell’ombra per noi tutti

Citiamo dagli atti delle indagini della procura di caltanissetta:
Le indagini venivano delegate, a partire dal novembre 92, al Raggrupamento Operativo Speciale dei Carabinieri. (alla Sezione del CAPITANO ULTIMO N.D.R.)

L’attività investigativa realizzata da tale organo di P.G. ha rappresentato, a parere di questa Direzione Distrettuale, il momento più significativo delle investigazioni in corso e ha costituito valido esempio di metodologia d’indagine che ha ampiamente dimostrato, qualora vi fossero dei dubbi, che soltanto uno studio mirato dei personaggi sul territorio in cui operano, può consentire l’acquisizione di validi elementi di prova, in ordine al reato associativo, tali da poter definire le modalità comportamentali – con l’ausilio dei mezzi tecnici a disposizione oggi consetiti dal nuovo codice di procedura penale – attraverso le quali l’associazione esiste e si manifesta.

Condannato a 8 mesi di carcere per aver detto la verità

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Martedì 10 febbraio, il tribunale di Roma ha condannato per diffamazione, a otto mesi, il cronista di Liberazione, Checchino Antonini, e il suo ex direttore, Piero Sansonetti. I fatti risalgono al 2005 quando l’allora capo della polizia, De Gennaro, attribuì ottimi voti, relativi al 2001, a due funzionari coinvolti nelle violenze di quell’anno al G8 di Genova. Gigi Malabarba, allora capogruppo al Senato di Rifondazione, denunciò quei criteri di valutazione e di selezione dei quadri di Ps ma fu a sua volta attaccato dalle dichiarazioni dei segretari di alcuni sindacati di polizia che facevano quadrato attorno al Viminale. Liberazione raccontò di quello scontro, tutto interno alla battaglia per verità e giustizia sui fatti di Genova. E per quel racconto si è trovata sulle spalle una denuncia, e poi una condanna. Dopo quasi dieci anni, guai a toccare Genova 2001.

Checchino Antonini e Piero Sansonetti sono stati condannati per aver svolto il proprio lavoro come hanno sempre fatto, senza mai aver derogato alla propria serietà professionale.
La solidarietà con i due cronisti ci sembra doverosa. Perché serve oggi a tenere aperti gli spazi per il conflitto sociale, per il diritto di cronaca, per tutte le battaglie di verità e giustizia in quello che, il familiare di una vittima della strage di Brescia, chiama il Paese dei comitati. Doverosa anche per non smettere mai di ricordare cosa è stato il G8 di Genova 2001, quali libertà fondamentali sono state lì violate e quali ragioni di libertà sono state gridate. Da tutti noi.

per adesioni:
liberalacronaca@gmail.com
info:
ilmegafonoquotidiano.it
liberazione.it

Quello che Santoro non dice sul caso Travaglio

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Leggo dal corriere della sera che nel caso schifani/travaglio/chetempochefa, le parole di travaglio hanno provocato una multa dall’agicom alla rai. Della serie: se si attaccano cariche dello Stato, viene multata l’azienda Rai, mica il giornalista. Per dirla alla Di Pietro, “paga pantalone”, e cioè noi con il canone. Basterebbe far firmare a travaglio una liberatoria in cui si assume la responsabilità di quello che dice e secondo me la sua presenza non sarebbe compromessa. Come funziona il regolamento interno rai non lo conosco, non avendo mai avuto un guinzaglio (per dirla alla Travaglio), però a quanto si legge nel corriere della sera, l’azienda sta chiedendo proprio all’agcom una forma che tuteli l’azienda, prima di fare il contratto. E in questo non ci vedrei nulla di male. Visto che la regola dell’assunzione di responsabilità vale per tutti, non vedo perchè non debba valere anche per il signore del trono di cartone.

Aggiornamento sul caso Mannello

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In molti hanno seguito il caso Mannello, il comandante dei vigili di Morcone, di cui abbiamo parlato in passato sul sito, dopo essere veniti a conoscenza del caso a seguito di anonime segnalazioni. Eravamo rimasti a un processo che doveva subire, giusto? Beh, causa vinta, il giudice del lavoro l’ha reintegrato, stabilendo che sussistevano presupposti per nessuna sanzione. Pensavamo che la vittoria decretata dal giudice del lavoro che stabiliva il reintegro immediato del comandante Mannello, fosse l’epilogo della storia. Invece questa storia della vittoria in tribunale proprio non è andata giu. Tant’è che la SEGRETARIA del sindaco di Morcone (mica il sindaco, la segretaria!), il comune di riferimento, prima decide di farlo tornare si, facciamo contenti questi giudici, ma senza divisa, togliendogli gli incarichi, non contenti anche lo stipendio ingiustamente sospeso per 9 (diconsi nove!!!) mesi non viene restituito, dopodichè sempre la segretaria decide di demansionare il capitano a luogotenente (cosa che legalmente è impensabile, a Morcone però si può, il codice penale si inventa, non c’è nemmeno la reinterpretazione sbagliata, si inventa direttamente, si fa prima). E dopo qualche giorno dal reintegro, ci inventa un altro provvedimento disciplinare (stavolta per conto terzi, perchè pare che un subalterno del comandante abbia fatto uno sconto su una multa), cosa che ha celermente allertato la procura, che in tre giorni ha convocato una cinquantina di persone per chiedere se avevano pagato tutti la multa intera o con lo sconto di quegli 8 euro che fanno gola alle casse dell’erario comunale.  Noi c’abbiamo provato a sentire il sindaco di Morcone in modo da sapere la sua versione dei fatti, ma sono andata giovedi mattina e riceveva il pomeriggio. Sono andata giovedi pomeriggio e non riceveva più, perché FORSE era in ferie. E così anche vice sindaco, segretaria… tutti in ferie. Ci sarebbe piaciuto chiedere come mai i documenti pubblici chiesti con la legge per la trasparenza non venissero consegnati per motivi di privacy (solo a Reggio Calabria hanno trovato una scusa simile, a chi chiese l’accesso agli atti pubblici dopo l’omicidio Fortugno). Insomma, non finisce il calvario di Mannello, a Morcone, di cui continueremo a parlare nel sito prossimamente, anche perchè è stata presentata una denuncia per mobbing dall’ormai ex comandante del corpo di polizia municipale (che adesso non c’è più). Un mio amico per molto meno è stato risarcito con 250mila euro. Qui tra mobbing, decurtazione stipendi, danni materiali e fisici, i cittadini di Morcone prima o poi dovranno pagare gli errori del primo cittadino. Ci incuriosirebbe però sapere che fine ha fatto la denuncia per truffa che ha portato al banco degli imputati il “nostro” sindaco. Una denuncia per truffa (artt. 415 bis e 369 bis c.p.p.) depositata alla procura di Benevento il 05/10/2007, protocollo 1153/07.

In fondo, pensandoci bene, anche Cinisi era un piccolo paese, proprio come Morcone. Cinisi aveva Peppino Impastato che faceva la trasmissione radio ONDA PAZZA, dove parlava di riunioni  in municipio fatte a mezzanotte (non molto diverso da quello che accade a Morcone, in cui fatti importanti vengono decisi con convocazioni d’emergenza 12 ore prima, e i documenti possono essere visti un’ora prima della riunione.. insomma, meno si sa, meglio è per tutti). Peppino Impastato è morto ammazzato, ma a Morcone non c’è la mafia quindi nessuno muore spappolato dal tritolo. Anche se c’è gente che avrebbe preferito  morire con un colpo secco, invece di subire una tortura senza fine, un fare persecutorio, con una morte psicologica e un crollo di un paese che vive nel terrore, e che è costretto a fare incontri carbonari, anche per un semplice saluto, per non essere visto dal sindaco. Ho visto gente terrorizzata. Commercianti, ex dipendenti comunali, semplici cittadini che prevedono tempi bui… Sarà il motivo per cui non mi hanno lasciato visionare atti pubblici per motivi di privacy? E meno male che hanno inventato questa legge: salva tutti (gli affari pubblici e chi li controlla). Avrò sbagliato a render noto quanto è a mia conoscenza sia la guardia di Finanza che i carabinieri del posto?  Forse, però il pensiero di salvare le casse di un ente pubblico prima di un tracollo e tutte le bellissime persone conosciute lì che non meritano questa vita e che vorrebbero tanto lavorare onestamente senza paura di ricatti o licenziamenti è stato più forte di me.

Gli aggiornamenti li troverete nel sito, perchè non è mica finita qui! Ci preme sapere se quel vincitore di concorso di cui mi hanno segnalato in anticipo il nome, ha vinto veramente, o se già lavora nell’ufficio tecnico, come la palla di vetro mi ha detto, tramite i volantini trovati proprio nei locali pubblici di Morcone

l’associazione dei volontari capitano ultimo all’incontro con Piera Aiello. Lontano dai riflettori, ma al fianco di chi lotta

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(24/05/2009) – Si è costituita in data 23 maggio l’Associazione dei Volontari capitano Ultimo, associazione di volontariato di cui fa parte lo stesso “capitano”. La scelta della data è stata fortemente voluta simbolicamente per dar vita a una palingenesi, la vita che nasce da una morte. L’associazione di volontariato affiancherà la fondazione già esistente sia per i progetti della casa famiglia già annunciati e resi noti grazie alle varie iniziative come la Partita del Cuore, sia per altre attività, atte a togliere dalla strada e dalle periferie romane (per ora) persone che potrebbero cadere nella facile tentazione di manovalanza per il crimine, diffondendo la cultura della legalità scendendo nelle strade delle borgate dimenticate. Sabato in rappresentanza dell’associazione, alcuni membri del direttivo erano presenti all’incontro organizzato dall’associazione antimafie “Rita Atria” con Piera Aiello (testimone di giustizia) e Nadia Furnari, per testimoniare la propria solidarietà e vicinanza concreta. Un incontro che è stato il battesimo dell’associazione di volotariato, prendendo una posizione al fianco di chi l’antimafia la fa senza passerelle, ma con azioni vere, e culturali. “La lotta ci deve unire, sostituire l’azione con la celebrazione, è il nostro reato più grave”, sono le parole del carabiniere che mise le manette a Riina a cui seguì l’isolamento punitivo e lo smembramento della squadra.


Rosario Gambino in Italia, previsioni e scommesse

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Il mandato di cattura per Rosario Gambino lo firmò Giovanni Falcone. C’è voluto un po’ di tempo per riuscire ad ottenere l’estradizione. Ora che ci siamo riusciti si accettano scommesse. Chi se la sente di scommettere con noi?
Noi prevediamo questo: Gambino mette piede a Roma, parlerà con qualche magistrato e poi lo metteranno al 41 bis. Il tempo di capire che il 41 bis non è un carcere per signorine, e Gambino si pente. Ma proprio con le lacrime agli occhi pregando il Signore. Si pente e comincia a fare nomi. Ovviamente i nomi che farà saranno tutti funzionali ai processi attualmente in corso, o riconducibili a questo o quel politico. I magistrati, ottenuto quello che vogliono ottenere, lo ringraziano cordialmente, e ogni tanto daranno qualche licenza premio. Visita alla tomba dei familiari, un incontro con i vecchi amici…. ovviamente l’accertamento della verità delle rivelazioni non ci sarà, perchè dai tempi di Falcone nessuno credo stia facendo un riscontro di verità tra collaboratori (altrimenti non si spiegherebbero pentiti che rivelano cose opposte ma tutte funzionali, per questo processo o quell’altro. Esempio sono Giusy Vitale, La Barbera, Di Matteo, che spesso dicono cose discordanti, eppure tutte date per buone). E finirà a tarallucci e vino, con Gambino che dirà “a saperlo prima mi costituivo”.

Andrà diversamente? noi ce lo auguriamo, si accettano scommesse

Quando festeggiamo il rogo della Tyssenkrupp?

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Come leggenda vuole (dico leggenda perchè cercando su google l’origine della festa della donna ha versioni molteplici) che uno dei probabili motivi è stato l’incendio in una fabbrica americana che ha distrutto la vita di quasi 150 operaie. La maggioranza erano giovani donne immigrate, molte italiane, molte orientali. Poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d’uscita. I proprietari della fabbrica, che al momento dell’incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiuse a chiave le operaie per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni operaia morta: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.

Ora sta per finire il processo Tyssen e sicuramente finirà in modo simile, con una sorta di scaricabarile.. un contentino per le famiglie, nessuno andrà in carcere per mancata manutenzione. Però in compenso ci sarà la festa dell’uomo.

Così, per parità!

TONFA

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di Mimmo Lombezzi

Il manganello Tonfa,
che ruppe molti denti,
Fa finta di dormire,
pronto per gli studenti.

Dai tempi del G8,
è quasi sempre appeso.
Liscia schiene di negri,
cose di poco peso…

Ma ora sente la brezza
di un altro autunno caldo,
e una mano accarezza
quel manico ben saldo…

Avviso ai naviganti :
“Okkio al cranio ribelle!
Se restate occupanti
vedrete ancor le stelle.

Cercando gli infiltrati
delle Brigate Rosse
Potreste esser coinvolti
da presunte percosse…”.

Poesie della Seconda Repubblica

Vi ricordate del macchinista di trenitalia licenziato?

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Petizione online, richiesta reintegro del Rls Dante De Angelis al suo posto di lavoro di macchinista.

Chi vuole aderire all’appello, invii, nome, cognome, azienda, qualifica, città, alla seguente email: bazzoni_m@tin.it

Spett.le Trenitalia Spa, Vi chiediamo il reintegro immediato del macchinista, nonchè Rls, Dante De Angelis.
Questo è un attacco a tutti gli Rls d’italia.
Dante De Angelis ha solo ricordato che lo spezzamento degli Eurostar a Milano il 14 e il 22 luglio scorsi, sono stati degli incidenti molto pericolosi, e un campanello d’allarme, che pone con forza all`attenzione di tutti la questione della manutenzione, della progettazione e dei controlli sugli Etr.
Non bisogna dimenticare che anche l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, “ammise” in qualche maniera la questione, in un comunicato Fs : http://www.fsnews.it/fsnews/v/index.jsp?vgnextoid=816a183ad255b110VgnVCM1000001c42fe0aRCRD
Se adesso un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, non si può più permettere neanche di andare in assemblea, e dire i problemi che ci sono per la sicurezza sul lavoro nella sua azienda, che in questo caso riguardano anche tutti i cittadini, dato che i treni, bene o male, li prendiamo tutti, significa che siamo messi davvero male.
Inoltre, è inammissibile che un licenziamento venga comunicato a voce.
Gli è stato comunicato ieri 15 agosto 2008, mentre si era recato a lavoro per prendere regolarmente servizio (non ha ancora ricevuto la lettera di licenziamento che potra’ vedere solo lunedi 18 agosto, dato che è stata notificata in giorni festivi e giace attualmente presso gli uffici comunali)
Marco Bazzoni, Andrea Coppini, Mauro Marchi-Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
Claudio Gandolfi-Edile.
Email: bazzoni_m@tin.it

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