dicembre 22, 2007
Personale, cultura
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Ho suonato il 19 dicembre in concerto con formazione cameristica, alla Chiesa degli Artisti, una delle due chiese gemelle di piazza del Popolo a Roma. Età media decisamente altina. Causa il freddo siderale e l’assenza di riscaldamenti, ho suonato con i guanti mozzati (non l’ho messa apposta la spilletta “picchia il vip”, sul guanto). Va bene l’eleganza dei concerti serali, ma un po’ di svecchiamento ci voleva. E in fondo l’esecuzione è piaciuta, quindi l’apparire come al solito ha perso anche questa mano, e ha vinto l’essere.
dicembre 15, 2007
Giustizia, Personale, Politica, cultura
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Ieri a Casa Pound, centro sociale di destra, è stato presentato il libro di Valerio Cutonilli sulla strage di Bologna. Una ricostruzione tecnica vista dal punto di vista processuale. In sala presenti una marea di persone. Per sfatare gli stupidi luoghi comuni, ho il dovere di riferire che sono entrata da comunista e nessuno mi ha picchiato, sprangato, o altre cretinate del genere che di solito si leggono sulla stampa. Anzi, è stato un bell’evento, e la gente era simpatica. Strano ma vero, esiste anche gente fascista simpatica. Noto che se c’è il rispetto, non hanno nessun problema ad avere un comunista nel loro “covo”.
Foto come al solito di scarsa qualità perchè scattata dal mio cellulare.
dicembre 13, 2007
cultura
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Da quando ho cominciato a lavorare
(si fa per dire: è cosa ben diversa
Dal lavorar la mia libertà persa)
Non smetto mai di bizzarrìe notare.
La più bislacca e idiota che mi pare
E’ quella che tra i mascoli imperversa:
Di giacca e di cravatta (o viceversa)
L’obbligo imposto sempre d’abbigliare
Ma mica indossatore oppure modello
Son io, che di sfilare è sua funzione!
Per questo me ne guardo quando posso.
Ma biasimato, al solito. Che bello
Saria – vigliacchi! – ignudi in gran tenzone
Sfilare, per veder chi l’ha più grosso!
da “Alla prima che mi fai ti licenzio e te ne vai” – di Luca Capannolo
dicembre 12, 2007
Personale, cultura
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Luca Rossomando non è noto come Roberto Saviano, ma è avvincente allo stesso modo. Non si può leggere Saviano senza passare a Rossomando. Sembrano due modi di scrivere consequenziali. Nel suo nuovo libro Rossomando ha presentato un altro modo di vedere Napoli. Non è un libro sulla denuncia, o un reportage sullo stato della città, ma una ricerca sociologica sul perchè cambiano le cose, sul come cambiano, su come si spostano i punti di vista, un’analisi perfetta che parallelamente associa tre metropoli: Barcellona, Parigi e Napoli. Tre realtà diverse ma simili, ognuna servita per studiare o capire l’altra. Un modo diverso per capire l’Italia. La presentazione di Riccardo Orioles (nella foto con Luca Rossomando) ha reso più gradevole il tutto. L’unica nota sconveniente, la campanella virtuale. Praticamente allo scoccare dell’ora X, altro libro, altra presentazione. Tipo catena di montaggio. Come direbbe il vecchio Uolter “non si interrompe così un’emozione”.