Quello che Santoro non dice sul caso Travaglio

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Leggo dal corriere della sera che nel caso schifani/travaglio/chetempochefa, le parole di travaglio hanno provocato una multa dall’agicom alla rai. Della serie: se si attaccano cariche dello Stato, viene multata l’azienda Rai, mica il giornalista. Per dirla alla Di Pietro, “paga pantalone”, e cioè noi con il canone. Basterebbe far firmare a travaglio una liberatoria in cui si assume la responsabilità di quello che dice e secondo me la sua presenza non sarebbe compromessa. Come funziona il regolamento interno rai non lo conosco, non avendo mai avuto un guinzaglio (per dirla alla Travaglio), però a quanto si legge nel corriere della sera, l’azienda sta chiedendo proprio all’agcom una forma che tuteli l’azienda, prima di fare il contratto. E in questo non ci vedrei nulla di male. Visto che la regola dell’assunzione di responsabilità vale per tutti, non vedo perchè non debba valere anche per il signore del trono di cartone.

Aggiornamento sul caso Mannello

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In molti hanno seguito il caso Mannello, il comandante dei vigili di Morcone, di cui abbiamo parlato in passato sul sito, dopo essere veniti a conoscenza del caso a seguito di anonime segnalazioni. Eravamo rimasti a un processo che doveva subire, giusto? Beh, causa vinta, il giudice del lavoro l’ha reintegrato, stabilendo che sussistevano presupposti per nessuna sanzione. Pensavamo che la vittoria decretata dal giudice del lavoro che stabiliva il reintegro immediato del comandante Mannello, fosse l’epilogo della storia. Invece questa storia della vittoria in tribunale proprio non è andata giu. Tant’è che la SEGRETARIA del sindaco di Morcone (mica il sindaco, la segretaria!), il comune di riferimento, prima decide di farlo tornare si, facciamo contenti questi giudici, ma senza divisa, togliendogli gli incarichi, non contenti anche lo stipendio ingiustamente sospeso per 9 (diconsi nove!!!) mesi non viene restituito, dopodichè sempre la segretaria decide di demansionare il capitano a luogotenente (cosa che legalmente è impensabile, a Morcone però si può, il codice penale si inventa, non c’è nemmeno la reinterpretazione sbagliata, si inventa direttamente, si fa prima). E dopo qualche giorno dal reintegro, ci inventa un altro provvedimento disciplinare (stavolta per conto terzi, perchè pare che un subalterno del comandante abbia fatto uno sconto su una multa), cosa che ha celermente allertato la procura, che in tre giorni ha convocato una cinquantina di persone per chiedere se avevano pagato tutti la multa intera o con lo sconto di quegli 8 euro che fanno gola alle casse dell’erario comunale.  Noi c’abbiamo provato a sentire il sindaco di Morcone in modo da sapere la sua versione dei fatti, ma sono andata giovedi mattina e riceveva il pomeriggio. Sono andata giovedi pomeriggio e non riceveva più, perché FORSE era in ferie. E così anche vice sindaco, segretaria… tutti in ferie. Ci sarebbe piaciuto chiedere come mai i documenti pubblici chiesti con la legge per la trasparenza non venissero consegnati per motivi di privacy (solo a Reggio Calabria hanno trovato una scusa simile, a chi chiese l’accesso agli atti pubblici dopo l’omicidio Fortugno). Insomma, non finisce il calvario di Mannello, a Morcone, di cui continueremo a parlare nel sito prossimamente, anche perchè è stata presentata una denuncia per mobbing dall’ormai ex comandante del corpo di polizia municipale (che adesso non c’è più). Un mio amico per molto meno è stato risarcito con 250mila euro. Qui tra mobbing, decurtazione stipendi, danni materiali e fisici, i cittadini di Morcone prima o poi dovranno pagare gli errori del primo cittadino. Ci incuriosirebbe però sapere che fine ha fatto la denuncia per truffa che ha portato al banco degli imputati il “nostro” sindaco. Una denuncia per truffa (artt. 415 bis e 369 bis c.p.p.) depositata alla procura di Benevento il 05/10/2007, protocollo 1153/07.

In fondo, pensandoci bene, anche Cinisi era un piccolo paese, proprio come Morcone. Cinisi aveva Peppino Impastato che faceva la trasmissione radio ONDA PAZZA, dove parlava di riunioni  in municipio fatte a mezzanotte (non molto diverso da quello che accade a Morcone, in cui fatti importanti vengono decisi con convocazioni d’emergenza 12 ore prima, e i documenti possono essere visti un’ora prima della riunione.. insomma, meno si sa, meglio è per tutti). Peppino Impastato è morto ammazzato, ma a Morcone non c’è la mafia quindi nessuno muore spappolato dal tritolo. Anche se c’è gente che avrebbe preferito  morire con un colpo secco, invece di subire una tortura senza fine, un fare persecutorio, con una morte psicologica e un crollo di un paese che vive nel terrore, e che è costretto a fare incontri carbonari, anche per un semplice saluto, per non essere visto dal sindaco. Ho visto gente terrorizzata. Commercianti, ex dipendenti comunali, semplici cittadini che prevedono tempi bui… Sarà il motivo per cui non mi hanno lasciato visionare atti pubblici per motivi di privacy? E meno male che hanno inventato questa legge: salva tutti (gli affari pubblici e chi li controlla). Avrò sbagliato a render noto quanto è a mia conoscenza sia la guardia di Finanza che i carabinieri del posto?  Forse, però il pensiero di salvare le casse di un ente pubblico prima di un tracollo e tutte le bellissime persone conosciute lì che non meritano questa vita e che vorrebbero tanto lavorare onestamente senza paura di ricatti o licenziamenti è stato più forte di me.

Gli aggiornamenti li troverete nel sito, perchè non è mica finita qui! Ci preme sapere se quel vincitore di concorso di cui mi hanno segnalato in anticipo il nome, ha vinto veramente, o se già lavora nell’ufficio tecnico, come la palla di vetro mi ha detto, tramite i volantini trovati proprio nei locali pubblici di Morcone

A volte, di noi, si parla anche bene :)

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Daria Lepore, direttore del giornale locale di Morcone “La Cittadella”, ha aperto il suo editoriale parlando di noi. La cosa ci lusinga, perchè è un periodico indipendente “servo di nessuno”, come piace a noi, e che in diverse occasioni hanno tentanto di comprare, non riuscendoci. La schiena dritta nella città di Morcone, ce l’hanno in tanti. Anche se sempre troppo pochi in confronto a chi si mette in vendita.

Riportiamo l’editoriale per intero

LA FORZA DELLE IDEE (di Daria Lepore)

Incontrare Antonella Serafini, la giornalista che ha scritto del caso Mannello sul sito Censurati.it, è stata un’esperienza davvero piacevole, ma che mi ha riservato delle punte di disagio.
Ci siamo prese un aperitivo alla Formica, il giorno seguente a quello in cui, come una santa, è stata onorata in processione da mezza Morcone.
Antonella ha degli occhi bellissimi, sembrano scaglie di giada, che ti guardano dritto in faccia senza abbassarsi mai. Quello sguardo puoi reggerlo solo se come lei non hai paura della verità.
Non so come sia giunta a Morcone, non le ho chiesto niente a riguardo, non m’interessava. Sono però certa del perché: desiderava seguire un caso umano e professionale palesemente ingiusto.
Abbiamo parlato di tante cose e spesso i suoi occhi hanno brillato d’interesse, come quando le ho sintetizzato la storia di Carlo Senzamici, l’operatore ecologico fatto fuori senza giusta causa e che ora sta a spasso in attesa di un rinserimento nel mondo del lavoro, che tarda a venire, pare, per mancanza di fondi. Read the rest…

Mai attuale quanto ora

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Questa è la lettera che Kipling scrisse al figlio nel 1910, per far capire la differenza tra bene e male. Una copia era attaccata nell’ufficio di Boris Giuliano prima della sua morte. Grazie a Fabio Catalano che l’ha segnalata, a cui va tutto il nostro rispetto.

Se riesci a mantenere la calma quando tutti attorno a te la stanno perdendo;
Se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te tenendo conto però dei loro dubbi;
Se sai aspettare senza stancarti di aspettare o essendo calunniato non rispondere con calunnie o essendo odiato non dare spazio all’odio senza tuttavia sembrare troppo buono ne’ parlare troppo da saggio;

Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se riesci a pensare senza fare di pensieri il tuo fine;

Se sai incontrarti con il successo e la sconfitta e trattare questi due impostori proprio nello stesso modo;
Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto, distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;
Se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita distrutte e sai umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

Se sai fare un’unica pila delle tue vittorie e rischiarla in un solo colpo a testa o croce e perdere e ricominciare dall’inizio senza mai lasciarti sfuggire una sola parola su quello che hai perso;
Se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più e così resistere quando in te non c’è più nulla tranne la volontà che dice loro: <<Resistete!>>;

Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà o passeggiare con i re senza perdere il tuo comportamento normale;
Se non possono ferire ne’ i nemici ne’ gli amici troppo premurosi; Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;
Se riesci a riempire l’inesorabile minuto dando valore ad ogni istante che passa: tua e’ la Terra e tutto ciò che vi e’ in essa e – quel che più conta – tu sarai un Uomo, figlio mio !

Volontari Capitano Ultimo sono con Rita Atria per ricordarla 365 giorni l’anno

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Una targa commemorativa per ricordare Rita Atria non solo il 26 luglio, ma tutti i giorni dell’anno. Questa la volontà dell’associazione Rita Atria, promotrice dell’evento, a cui ci siamo accostati lo scorso 23 Maggio, promettendo a Piera Aiello la disponibilità ad unire le forze. Siamo quindi onorati di aver contribuito con i fatti oltre che con le parole alla realizzazione di questo sogno.

L’evento sarà a viale Amelia a Roma, altezza del civico 23, dove fu ritrovato il corpo della coraggiosa diciassettenne che lavorava con Paolo Borsellino in qualità di testimone di giustizia. All’iniziativa dell’associazione Rita Atria hanno aderito Telejato, la tv ribelle di Pino Maniaci, Casablanca – Le siciliane, Acmos (Libera piemonte) Libera Liceo Volterra (presidio di Ciampino) e Libera Nazionale. Saranno presenti attori, attrici, musicisti per onorare la memoria di Rita con l’arte. Onorata in particolar modo da Fabrizio Varchetta, che ha realizzato (gratuitamente) una canzone dedicata a Rita, Piera Aiello, e ai testimoni di giustizia e a tutti quelli che da vivi continuano a lottare anche per noi.  Si ringrazia il comune di Roma per aver dato le concessioni che servivano alla realizzazione dell’evento, la commissione arte e storia, che ha approvato l’iniziativa e l’assessorato alla cultura che ci ha affiancato nelle lungaggini burocratiche. I ringraziamenti vanno anche a chi, anonimamente, ha lasciato un suo contributo, senza voler apparire in nessun modo. Ricordiamo solo il nome di uno dei due principali benefattori: Daniele. La beneficienza fatta in anonimato è la più vera. Appuntamento è il 26 luglio ore 18.00 a viale Amelia.

l’associazione volontari capitano ultimo si stringe attorno a graziella Proto

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(05/06/2009) – L’associazione dei Volontari Capitano Ultimo si stringe attorno a Graziella Proto, che si è vista arrivare il pignoramento della casa per il fallimento della rivista “I Siciliani”, giornale fondato da Peppe Fava. Dopo l’omicidio del direttore, alcuni compagni hanno cercato di mandare avanti la rivista, in testa Graziella Proto, purtroppo con scarsi risultati. Mentre nelle commemorazioni ufficiali si parla del coraggio di questo giornalista e della sua rivista, sottobanco viene punita Graziella Proto, perchè ha osato tentare di continuare l’opera del suo direttore tenendone in vita la memoria tramite il suo giornale. Per noi è importante che i morti non vengano dimenticati, ma che si continui la loro lotta rimanendo al fianco di chi, in vita, porta avanti lo stesso ideale di giustizia, perchè, come diceva Falcone, “Si muore quando si è lasciati soli”, e noi non vogliamo essere complici di questo silenzio. In questo clima di promesse e campagne elettorali ci duole far notare come i riflettori si abbassano su questioni importanti come questa, e ci associamo alle parole dell’associazione Rita Atria quando afferma che “questo fallimento doveva essere condonato per dignità” e per rispetto verso chi per questo Stato ha perso la vita e verso chi ha tentato di onorarlo.

l’associazione dei volontari capitano ultimo all’incontro con Piera Aiello. Lontano dai riflettori, ma al fianco di chi lotta

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(24/05/2009) – Si è costituita in data 23 maggio l’Associazione dei Volontari capitano Ultimo, associazione di volontariato di cui fa parte lo stesso “capitano”. La scelta della data è stata fortemente voluta simbolicamente per dar vita a una palingenesi, la vita che nasce da una morte. L’associazione di volontariato affiancherà la fondazione già esistente sia per i progetti della casa famiglia già annunciati e resi noti grazie alle varie iniziative come la Partita del Cuore, sia per altre attività, atte a togliere dalla strada e dalle periferie romane (per ora) persone che potrebbero cadere nella facile tentazione di manovalanza per il crimine, diffondendo la cultura della legalità scendendo nelle strade delle borgate dimenticate. Sabato in rappresentanza dell’associazione, Silvia Baldelli e altri membri del direttivo, erano presenti all’incontro organizzato dall’associazione antimafie “Rita Atria” con Piera Aiello (testimone di giustizia) e Nadia Furnari, per testimoniare la propria solidarietà e vicinanza concreta. Un incontro che è stato il battesimo dell’associazione di volotariato, prendendo una posizione al fianco di chi l’antimafia la fa senza passerelle, ma con azioni vere, e culturali. “La lotta ci deve unire, sostituire l’azione con la celebrazione, è il nostro reato più grave”, sono le parole del carabiniere che mise le manette a Riina a cui seguì l’isolamento punitivo e lo smembramento della squadra.


Rosario Gambino in Italia, previsioni e scommesse

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Il mandato di cattura per Rosario Gambino lo firmò Giovanni Falcone. C’è voluto un po’ di tempo per riuscire ad ottenere l’estradizione. Ora che ci siamo riusciti si accettano scommesse. Chi se la sente di scommettere con noi?
Noi prevediamo questo: Gambino mette piede a Roma, parlerà con qualche magistrato e poi lo metteranno al 41 bis. Il tempo di capire che il 41 bis non è un carcere per signorine, e Gambino si pente. Ma proprio con le lacrime agli occhi pregando il Signore. Si pente e comincia a fare nomi. Ovviamente i nomi che farà saranno tutti funzionali ai processi attualmente in corso, o riconducibili a questo o quel politico. I magistrati, ottenuto quello che vogliono ottenere, lo ringraziano cordialmente, e ogni tanto daranno qualche licenza premio. Visita alla tomba dei familiari, un incontro con i vecchi amici…. ovviamente l’accertamento della verità delle rivelazioni non ci sarà, perchè dai tempi di Falcone nessuno credo stia facendo un riscontro di verità tra collaboratori (altrimenti non si spiegherebbero pentiti che rivelano cose opposte ma tutte funzionali, per questo processo o quell’altro. Esempio sono Giusy Vitale, La Barbera, Di Matteo, che spesso dicono cose discordanti, eppure tutte date per buone). E finirà a tarallucci e vino, con Gambino che dirà “a saperlo prima mi costituivo”.

Andrà diversamente? noi ce lo auguriamo, si accettano scommesse

Quando festeggiamo il rogo della Tyssenkrupp?

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Come leggenda vuole (dico leggenda perchè cercando su google l’origine della festa della donna ha versioni molteplici) che uno dei probabili motivi è stato l’incendio in una fabbrica americana che ha distrutto la vita di quasi 150 operaie. La maggioranza erano giovani donne immigrate, molte italiane, molte orientali. Poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d’uscita. I proprietari della fabbrica, che al momento dell’incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiuse a chiave le operaie per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni operaia morta: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.

Ora sta per finire il processo Tyssen e sicuramente finirà in modo simile, con una sorta di scaricabarile.. un contentino per le famiglie, nessuno andrà in carcere per mancata manutenzione. Però in compenso ci sarà la festa dell’uomo.

Così, per parità!

La censura di Marco Amenta a don Ciotti

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Molti magari non lo sanno, ma don Luigi Ciotti è stato censurato proprio dal regista del film “la siciliana ribelle”, Marco Amenta. Perchè è stata fatta rimuovere l’intervista da youtube?  Marco Amenta nel 96 realizzò un documentario su Rita Atria utilizzando materiale di repertorio, ovvero, filmini di matrimonio di Piera Aiello, testimone di giustizia sotto protezione, rendendola così riconoscibile ed esposta al rischio. Piera Aiello e sua figlia Vita Maria Atria, hanno così preso le distanze dal prodotto cinematografico di questo regista, rilasciando interviste e documentando il pericolo a cui fu esposto un testimone di giustizia che viveva in località protetta. Ovviamente, non mostrando rispetto per le uniche persone che sono state vicine a Rita Atria (ovvero Pra Aiello e sua figlia), la presa di distanza dal film in memoria di Rita Atria è stato quasi un percorso obbligato.

Peccato però che nessuno della stampa ufficiale abbia poi dato risalto alla lettera aperta di Vita Maria. Oltretutto basta leggere il diario di rita atria pubblicato non integralmente sul sito www.ritaatria.it per capire che il film di Amenta non ha nulla a che vedere con la realtà. Un film con tanti patrocini, con tanti sponsor, che crea un indotto spaventoso con l’autorizzazione dello Stato a calpestare la memoria di Rita Atria mancando di rispetto alle persone a lei più care.

Quella che segue è l’intervista di don Ciotti

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