Volontari Capitano Ultimo sono con Rita Atria per ricordarla 365 giorni l’anno

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Una targa commemorativa per ricordare Rita Atria non solo il 26 luglio, ma tutti i giorni dell’anno. Questa la volontà dell’associazione Rita Atria, promotrice dell’evento, a cui ci siamo accostati lo scorso 23 Maggio, promettendo a Piera Aiello la disponibilità ad unire le forze. Siamo quindi onorati di aver contribuito con i fatti oltre che con le parole alla realizzazione di questo sogno.

L’evento sarà a viale Amelia a Roma, altezza del civico 23, dove fu ritrovato il corpo della coraggiosa diciassettenne che lavorava con Paolo Borsellino in qualità di testimone di giustizia. All’iniziativa dell’associazione Rita Atria hanno aderito Telejato, la tv ribelle di Pino Maniaci, Casablanca – Le siciliane, Acmos (Libera piemonte) Libera Liceo Volterra (presidio di Ciampino) e Libera Nazionale. Saranno presenti attori, attrici, musicisti per onorare la memoria di Rita con l’arte. Onorata in particolar modo da Fabrizio Varchetta, che ha realizzato (gratuitamente) una canzone dedicata a Rita, Piera Aiello, e ai testimoni di giustizia e a tutti quelli che da vivi continuano a lottare anche per noi.  Si ringrazia il comune di Roma per aver dato le concessioni che servivano alla realizzazione dell’evento, la commissione arte e storia, che ha approvato l’iniziativa e l’assessorato alla cultura che ci ha affiancato nelle lungaggini burocratiche. I ringraziamenti vanno anche a chi, anonimamente, ha lasciato un suo contributo, senza voler apparire in nessun modo. Ricordiamo solo il nome di uno dei due principali benefattori: Daniele. La beneficienza fatta in anonimato è la più vera. Appuntamento è il 26 luglio ore 18.00 a viale Amelia.

l’associazione volontari capitano ultimo si stringe attorno a graziella Proto

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(05/06/2009) – L’associazione dei Volontari Capitano Ultimo si stringe attorno a Graziella Proto, che si è vista arrivare il pignoramento della casa per il fallimento della rivista “I Siciliani”, giornale fondato da Peppe Fava. Dopo l’omicidio del direttore, alcuni compagni hanno cercato di mandare avanti la rivista, in testa Graziella Proto, purtroppo con scarsi risultati. Mentre nelle commemorazioni ufficiali si parla del coraggio di questo giornalista e della sua rivista, sottobanco viene punita Graziella Proto, perchè ha osato tentare di continuare l’opera del suo direttore tenendone in vita la memoria tramite il suo giornale. Per noi è importante che i morti non vengano dimenticati, ma che si continui la loro lotta rimanendo al fianco di chi, in vita, porta avanti lo stesso ideale di giustizia, perchè, come diceva Falcone, “Si muore quando si è lasciati soli”, e noi non vogliamo essere complici di questo silenzio. In questo clima di promesse e campagne elettorali ci duole far notare come i riflettori si abbassano su questioni importanti come questa, e ci associamo alle parole dell’associazione Rita Atria quando afferma che “questo fallimento doveva essere condonato per dignità” e per rispetto verso chi per questo Stato ha perso la vita e verso chi ha tentato di onorarlo.

l’associazione dei volontari capitano ultimo all’incontro con Piera Aiello. Lontano dai riflettori, ma al fianco di chi lotta

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(24/05/2009) – Si è costituita in data 23 maggio l’Associazione dei Volontari capitano Ultimo, associazione di volontariato di cui fa parte lo stesso “capitano”. La scelta della data è stata fortemente voluta simbolicamente per dar vita a una palingenesi, la vita che nasce da una morte. L’associazione di volontariato affiancherà la fondazione già esistente sia per i progetti della casa famiglia già annunciati e resi noti grazie alle varie iniziative come la Partita del Cuore, sia per altre attività, atte a togliere dalla strada e dalle periferie romane (per ora) persone che potrebbero cadere nella facile tentazione di manovalanza per il crimine, diffondendo la cultura della legalità scendendo nelle strade delle borgate dimenticate. Sabato in rappresentanza dell’associazione, Silvia Baldelli e altri membri del direttivo, erano presenti all’incontro organizzato dall’associazione antimafie “Rita Atria” con Piera Aiello (testimone di giustizia) e Nadia Furnari, per testimoniare la propria solidarietà e vicinanza concreta. Un incontro che è stato il battesimo dell’associazione di volotariato, prendendo una posizione al fianco di chi l’antimafia la fa senza passerelle, ma con azioni vere, e culturali. “La lotta ci deve unire, sostituire l’azione con la celebrazione, è il nostro reato più grave”, sono le parole del carabiniere che mise le manette a Riina a cui seguì l’isolamento punitivo e lo smembramento della squadra.


Rosario Gambino in Italia, previsioni e scommesse

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Il mandato di cattura per Rosario Gambino lo firmò Giovanni Falcone. C’è voluto un po’ di tempo per riuscire ad ottenere l’estradizione. Ora che ci siamo riusciti si accettano scommesse. Chi se la sente di scommettere con noi?
Noi prevediamo questo: Gambino mette piede a Roma, parlerà con qualche magistrato e poi lo metteranno al 41 bis. Il tempo di capire che il 41 bis non è un carcere per signorine, e Gambino si pente. Ma proprio con le lacrime agli occhi pregando il Signore. Si pente e comincia a fare nomi. Ovviamente i nomi che farà saranno tutti funzionali ai processi attualmente in corso, o riconducibili a questo o quel politico. I magistrati, ottenuto quello che vogliono ottenere, lo ringraziano cordialmente, e ogni tanto daranno qualche licenza premio. Visita alla tomba dei familiari, un incontro con i vecchi amici…. ovviamente l’accertamento della verità delle rivelazioni non ci sarà, perchè dai tempi di Falcone nessuno credo stia facendo un riscontro di verità tra collaboratori (altrimenti non si spiegherebbero pentiti che rivelano cose opposte ma tutte funzionali, per questo processo o quell’altro. Esempio sono Giusy Vitale, La Barbera, Di Matteo, che spesso dicono cose discordanti, eppure tutte date per buone). E finirà a tarallucci e vino, con Gambino che dirà “a saperlo prima mi costituivo”.

Andrà diversamente? noi ce lo auguriamo, si accettano scommesse

settimana in sicilia

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bambino fotografato al corteo per Peppino Impastato. Il nostro futuro

bambino fotografato al corteo per Peppino Impastato. Il nostro futuro

Probabilmente dimenticherò molte cose, di questa settimana sicula, ma le più rilevanti le voglio dire:
il primo giorno che mi vedo con Nadia Furnari (associazione Rita Atria), concordiamo gli appuntamenti, le date, le persone da vedere, i passaggi in macchina per Partinico (per assistere al processo contro Pino Maniaci) e approfitto di un po’ di tempo in cui lei è al telefono per fare una telefonata privata. Lei parla dal suo telefono, io ovviamente dal mio. Cioè, non tanto ovviamente, perchè io nel mio apparecchio sento sia il mio interlocutore, sia Nadia, sia il suo interlocutore, e sente anche mio marito da Roma. Dubito fortemente che il mio telefono sia intercettato, ma sul suo comincio ad avere qualche certezza, anche perchè il fenomeno si ripete in più di una occasione.

Per le varie iniziative, ci si divide, io vado a Partinico mentre Nadia e il gruppo di Fabrizio Varchetta fanno il giro Corleone Partanna. Ci ritroviamo la sera a Trapani, dove ci sarà un incontro tra tutte le varie realtà che si occupano di antimafia, in un concerto che si rivelerà un successone. Il luogo d’incontro è la Calcestruzzi ericina, luogo confiscato alla mano e gestito da una cooperativa. Finisce il concerto, si va al caffè letterario di trapani dove la giornata va avanti fino alle prime ore del mattino. L’indomani partiamo da Trapani direzione Partinico per fare un servizio su telejato e proseguire poi verso cinisi per la manifestazione finale in ricordo di Peppino Impastato. Sono molti, sono tantissimi, vengono da ogni parte della sicilia, ma nella via che Peppino chiamava “corso Liggio”, tutti hanno le finestre rigorosamente sbarrate, anche se si vedono benissimo lampadari accesi all’interno. Mi fa piacere vedere che chi sta vicino a Impastato anche dopo 31 anni abbia l’orgoglio di farlo, mentre chi sta dall’altra parte si rinchiude, come fanno i topi, dentro le case, costringendosi a una luce artificiale anche con una stupenda giornata di sole. Il corteo parte da Terrasini, dove si trovava Radio Out, e finisce alla casa di Peppino a Cinisi.

Il concerto conclusivo l’hanno tenuto i modena city ramblers, ma devo dire che il successo più grande è stato quello dell’operaio fabrizio varchetta, un ragazzo (si può dire ragazzo a 40 anni?) che con il suo anticipo del TFR ha prodotto un cd i cui proventi vanno tutti alle famiglie delle vittime sul lavoro. In esclusiva, poi, è stata cantata una canzone, “Testimoni di giustizia”, dedicata a Piera Aiello e Rita Atria. Particolarmente commovente il messaggio di Piera Aiello, che pur non presente, fa leggere sul palco. Riporto il testo:
Ciao Cinisi, vorrei tanto essere lì con voi ma la mia condizione di testimone di giustizia non mi permette di godermi la gioia dello stare insieme. Devo però ringraziare una persona che mi ha dedicato una canzone da Viva. Io e Rita Atria ci stingiamo la mano ogni giorno. La sua morte ha messo un riflettore sui testimoni di giustizia oggi una canzone racconta la nostra esistenza e la nostra RESISTENZA.
Voglio dire grazie a Fabrizio Varchetta perché ha creduto in un progetto anche se piccolo per me grandissimo.
Grazie quindi a Fabrizio, Greta, Dema, Elisa, Dario ed Alessandro per il loro impegno sincero e grazie a Casa Memoria per essermi stata vicina in questo periodo.
Vi voglio bene e non lasciate soli coloro che hanno fatto della testimonianza un dovere civico; come diceva mia cognata/Amica Rita Atria: ‘Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse se ognuno di noi prova a cambiare. Forse ce la faremo‘.
Vi voglio bene.
Piera Aiello

La settimana siciliana non mi ha consentito di dormire quanto un comune mortale dovrebbe, ma è valsa la pena tutto. I ragazzi dello zen 2 che hanno trasmesso energia, pino maniaci e i suoi baci baffuti, il gruppo di fabrizio varchetta, giovanni impastato, salvatore coppola (dei pizzini della legalità), nadia, enza e tutti quelli che attivamente si danno da fare in luoghi caldi come quello, devono servire da esempio per tutti. Ultima cosa: non si può fare antimafia se non si vive in posti dove Cosa Nostra logisticamente staziona, decide, si muove.. Chi dice il contrario, mente.

gli amici a Cinisi lo ricordano così

gli amici a Cinisi lo ricordano così


mentre fuori si festeggia la vita, chi prende le distanze da Peppino Impastato si rintana in casa con la luce artificiale

mentre fuori si festeggia la vita, chi prende le distanze da Peppino Impastato si rintana in casa con la luce artificiale

La censura di Marco Amenta a don Ciotti

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Molti magari non lo sanno, ma don Luigi Ciotti è stato censurato proprio dal regista del film “la siciliana ribelle”, Marco Amenta. Perchè è stata fatta rimuovere l’intervista da youtube?  Marco Amenta nel 96 realizzò un documentario su Rita Atria utilizzando materiale di repertorio, ovvero, filmini di matrimonio di Piera Aiello, testimone di giustizia sotto protezione, rendendola così riconoscibile ed esposta al rischio. Piera Aiello e sua figlia Vita Maria Atria, hanno così preso le distanze dal prodotto cinematografico di questo regista, rilasciando interviste e documentando il pericolo a cui fu esposto un testimone di giustizia che viveva in località protetta. Ovviamente, non mostrando rispetto per le uniche persone che sono state vicine a Rita Atria (ovvero Pra Aiello e sua figlia), la presa di distanza dal film in memoria di Rita Atria è stato quasi un percorso obbligato.

Peccato però che nessuno della stampa ufficiale abbia poi dato risalto alla lettera aperta di Vita Maria. Oltretutto basta leggere il diario di rita atria pubblicato non integralmente sul sito www.ritaatria.it per capire che il film di Amenta non ha nulla a che vedere con la realtà. Un film con tanti patrocini, con tanti sponsor, che crea un indotto spaventoso con l’autorizzazione dello Stato a calpestare la memoria di Rita Atria mancando di rispetto alle persone a lei più care.

Quella che segue è l’intervista di don Ciotti

Travaglio come Orlando. Stesse tecniche, periodi diversi

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La memoria è sempre breve, ma i corsi e ricorsi storici dovrebbero aiutare a non dimenticare. In passato, uomini illustri istituzionali hanno ostacolato la lotta a Cosa Nostra, nel momento in cui osteggiarono Giovanni Falcone, più volte trovatosi nella bufera di vili e calunniose accuse mirate alla sua delegittimazione; attacchi ad opera di quei falsi amici che riuscirono a farlo sentire solo e  “isolato” all’interno del palazzo di Giustizia di Palermo tanto che Falcone previde la sua morte con la frase “si muore quando si è lasciati soli”; quel Giovanni Falcone colpevole di essere scampato all’attentato all’Addaura, e “maldestro” nell’aver ritardato la festa agli avvoltoi costretti ad aspettare ancora prima di versare lacrime di coccodrillo sulla sua bara; quel Giovanni Falcone accusato di tenere “le carte nei cassetti” proprio da quei “simboli” dell’antimafia (più parlata che agita, é bene dirlo) consapevoli che nei cassetti non c’erano prove nascoste; gli stessi calunniatori che, a strage consumata” pur di autocelebrarsi politicamente e mediaticamente, erano in prima fila nella fiaccolata notturna per le vie di Palermo in suffragio di quel magistrato che essi stessi avevano vergognosamente e vilmente infangato e contribuito ad isolare. I nemici della verità cambiano volto ma non cambiano tecnica. Lo stesso lavoro che fecero con Falcone l’hanno fatto e lo stanno tuttora facendo con uno dei migliori uonini dell’arma dei carabinieri, il capitano Ultimo, che con i suoi uomini condusse l’inchiesta sulla strage di Capaci e che tuttora va avanti e cerca di lavorare e costruire lasciandosi alle spalle un lavoro di malelingue professioniste. Le stesse, probabilmente, che nel momento in cui la vittima di turno non ci sarà più andranno a decantarne le lodi. E’ sempre accaduto, è sotto gli occhi di tutti, e non ci si rende conto che la verità se la si vuole conoscere, è a portata di mano.

Raccogliamo i primi frutti della fiction su Riina e dell’antipolitica

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La politica non sta facendo la voce del popolo, è vero, ma le istituzioni, quelle cose sacre che portano valori sani, quelle vanno rispettate. Le istituzioni non danno mazzette, non corrompono nessuno, servono invece a far galleggiare la barca su cui ci troviamo tutti. Nel pieno rispetto della legalità. Ci sono persone che istigano alla mancanza di rispetto delle istituzioni (vedi Grillo, Travaglio) dando per scontato che le persone sono tutte pensanti. Purtroppo molte sono plasmabili, e basta una fiction sul capo dei capi che viene fuori un fan club con quasi 2000 iscritti.

Riportiamo le frasi scritte sul fan club di Totò Riina prese da Facebook (il primo social network mondiale)

Totò Riina…il vero Capo dei Capi ha scritto:
l’ unico vero capo! Un carisma che non ha eguali

Masaniello Esposito
ha scritto
alle 2.49 del 13 dicembre 2008
Ti stimo xkè da niente sei riuscito a diventare IL CAPO nessuno potrà mai eguagliarti! Hai vissuto la fame e sei riuscito a fartene una virtù, oggi in molti cercano di somigliarti ma invano, nn si può pensare di essere un vero capo se nn si ha la forza mentale e il carattere ke si forgiano nella fame! Complimenti a te x l’impegno ke hai messo nel diventare quello ke ora sei!

Simone Bianciardi (ITN G. Da Verrazzano Porto S. Stefano) ha scritto
alle 14.12 del 15 dicembre 2008
Dal nulla è diventato un boss…!!! Il capo dei capi…!!! Totò è uno dei miei idoli…!!! Il rispetto prima di tutto…!!! E lui si ke si faceva rispettare…!!! Grande Totò… 6 un mito…!!!!!

Dario Cisnetti
ha scritto
alle 16.48 del 15 dicembre 2008
l’unico vero uomo d’onore, è da ammirare come si sia fatto da solo e dall’ultima ruota del carro che era si è preso tutta la sicilia, certo che il rispetto che aveva lui nessuno l’abbia mai avuto…..bisogna ammettere che è stato scaltro

Flavio Santopadre ha scritto
alle 11.20 del 17 dicembre 2008
Gabriele tu dicì stè cose perchè nù tin i cugliunaa…iddù si…Zù Tòtò merita rispetto…salutammo

Totò Riina…il vero Capo dei Capi ha scritto
alle 18.12 del 18 dicembre 2008
senti un pò Giorgia….
dici chiddu che dici…..
la forza du ziu era la fame!!!
tu l’ hai provata mai?!?!?!?
Non penso, e ti dirò di più, credo che chiunque avrebbe agito come lui, avrebbe vissuto come lui avendo un passato come il suo…e tu non sei da meno!
LIBERTA’ PER GLI UOMINI D’ ONORE, MORTE AI PENTITI

Vincenzo Majuri ha scritto
alle 3.17 del 19 dicembre 2008
Baciammo i manu ziu Totò

Coviello Roberto ha scritto
alle 12.00 del 19 dicembre 2008
uè grande totò….. Amma esse tutti coma a tèèèè

Masaniello Esposito ha scritto
alle 1.30 del 20 dicembre 2008
Vedo ke in molti avete criticato il mio messaggio sulla bacheca do ziu, ma di questi molti scommetto ke nesuno di voi a conosciuto la vera fame, e tanti di voi fate parte di quella fetta di italiani ke hanno votato x berlusconi e forse ancora in più siete quelli ke fanno qualcosa nella vita xkè ci pensa papino con le sue raccomandazioni e le sue amicizie, se nn stimate totò riina o nn capite quello ke ha fatto siete pregati di andare a commentare la vita di altri personaggi di spicco della nostra italia!

Alessandro Minnella ha scritto
alle 14.05 del 22 dicembre 2008
siete tutti bravi a parlare di pace…e siete i primi a farvi i cazzi vostri…la mafia nn morirà mai…e zu totò è ineguagliabile


Francesco Concio
ha scritto
alle 21.40 del 24 dicembre 2008
Questa gente che scrive MINCHIATE…..sulla bacheca…du’ Zu’….MA NON C’AVETE NIENTE DA FA’……MANNNNNNATENEVEAFFFANCULOD’ANANTRAPARETE ,e siete pure dementi scunchiuduti e pure burattini dei vostri PAPA’ che ancora vi danno la paghetta e la macchinetta per il sabato sera.Prima di scrivere sulla bacheca di MIO ZIO…….pensate….a quello che meritate voi dalla vita ossia niente senza il paparino che vi sgancia a piacimento vostro.RIINA e io sopra scritto, i PICCIOLI,sudati e faticati c’e’ li siamo poi sperperati,senza chiedere a nessuno.Prima di scrivere..sulla bacheca di ZIO..occhio che i tempi stanno cambiando e poi campa solo chi c’e’ l’ha duro….gente svegliateve….TOTO” un santo e’ LA POLITICA ITALIANA un merdaio e pure chi ci sta’ mangiando adesso sopra…e una merda capitoooooooooooooooooo…

Vincenzo Cellini ha scritto
alle 14.52 di ieri
auguri zio totò..baciamo le mani..

Camilla Tana ha scritto
alle 22.18 di ieri
grande zio totò io mi inginocchio davanti a te sei il meglio peccato che nn ci sei più… penso che se c’eri ancora le cose sarebbero diverse…

Il problema dell’antimafia. Lettera aperta ai “professionisti”

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Forse sto per dire una cosa molto criticabile dalla società civile, però è un’analisi critica personale. Il problema dell’antimafia è proprio l’antimafia. La mafia non si sconfigge con l’antimafia. Si sconfigge con uno Stato presente. Presente come non lo è stato quando è stata lasciata morire la rivista Casablanca, come non lo è stato quando saltarono in aria i nostri migliori giudici, come non lo è stato quando si è trattato di dare una mano ai testimoni di giustizia (non i pentiti, ma i testimoni come Piera Aiello), come non lo è stato quando si è trattato di non isolare chi combatte, come Ultimo, Arciere, e tanti come loro.

Un po’ come se l’antifascismo fosse la sola arma contro il fascismo. Ma nessuno vede più un comunismo, accecato dall’antiqualcosa.

Per togliere il buio non ci vuole l’antibuio, che non si sa cos’è. Ci vuole la luce.

Bisogna cambiare ottica, l’unico modo è costruire là dove si demolisce. L’unico modo è fare invece di criticare. L’unico modo è combattere invece di scappare.

Non voglio dire che mi vergogno di essere italiana a causa delle assurde ingiustizie. Voglio vantarmi di essere italiana per aver contribuito nel mio piccolo a cambiare le cose, magari usando la trasparenza là dove si è abituati ad offuscare e insabbiare. Una battaglia alla volta, voglio vivere combattendo come l’ultimo dei diseredati, non esistere vivendo come il primo dei borghesi.

Diamoci una mossa e rimbocchiamoci le maniche, che il momento è favorevole. I buffoni e idioti che attecchiscono al potere mafioso, sono solo vigliacchi. Perchè dovremmo lasciare il nostro Paese in mano a un branco di vigliacchi?

Pino Maniaci li ha sfidati da solo facendo abbattere il simbolo del loro potere, Giulio Cavalli li ha ridicolizzati con uno spettacolo teatrale. Non si può stare a guardare dicendo “bravi”. Perchè è necessario metterci la faccia ed esporsi in prima persona.

Facciamolo insieme, informare in maniera pulita è già un modo buono per costruire. Se le mafie vivono di morte, noi rivitalizziamo la vita. Eccheccazz…

Antonella Serafini

Cominciamo con l’aiutare Carlo Ruta


Telejato: una tv a gestione familiare

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Una settimana di lavoro in sicilia, un’esperienza in trincea dentro una tv coraggiosa come telejato, non sono cose facili da descrivere. Proverò a farlo nel sito censurati.it con immagini e parole , rinnovando l’affetto e la stima non solo a Pino Maniaci, ma a tutta la famiglia Maniàci, che fa anche da redazione. Una tv a gestione familiare che è seguita in 22 comuni e che è arrivata ad aver bisogno di una scorta per gli attacchi velati ed espliciti a cui è stata soggetta, inclusa l’aggressione fisica, che udite udite, finirà davanti a un giudice di pace, come fosse una lite tra confinanti vicini di casa. Si tratta di figlio di un boss che tenta di uccidere un giornalista che denuncia gli affari della famiglia Vitale, ma probabilmente il tentato omicidio non esiste, se a farlo è figlio di un boss. Probabilmente se rubava una mela un affamato, ci sarebbe stato un processo per direttissima.
Questa è una delle tante raccontate in un video che presto monteremo e metteremo on line

Tutto questo ci serve anche per dire a tutti che esiste un’antimafia fatta di professionisti strapagati, e una lotta alla mafia, fatta di rinunce, sacrifici, devozione e pochissimi soldi, giusto per arrivare (quando va bene) a fine mese.

Nella foto: Letizia Maniaci che si arrampica per fare riprese con la sua telecamera, il suo terzo occhio.

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