Pino Maniaci al 41 bis?

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Martedi mattina, io, Marilena (mia sorella) e Pino Maniaci, alle 6.45 siamo davanti Saxa Rubra. Pino Maniaci ha una diretta la mattina, sul programma di rai 1 “uno mattina”. Le sorelle serafini non erano previste, per cui si perde tempo davanti al gabbiotto di saxa rubra per farci lasciare il passi (valido fino alle 6:49). Noi diciamo a Pino di cominciare ad andare altrimenti fa tardi per la diretta, tanto l’avremmo raggiunto dopo. Procediamo per la registrazione. Marilena: data di nascita, nome cognome. Poi antonella: senza data di nascita. Mi sa che io c’ero già stata e risulto “schedata” ma non mi ricordo nemmeno in che occasione e per vedere chi. Andiamo avanti, cerchiamo il palazzo B. Dopo un bel pezzo a piedi, arriviamo a destinazione, il famoso palazzo B. Annunciamo che siamo con Pino Maniaci invitato a uno mattina, e ci dicono “la redazione di uno mattina è in fondo al corridoio, stanza 42″. Noi ci facciamo sto corridoio. 38, 39, 40, 41, 41 bis, 42. Trovato! Entriamo alla stanza 42 e ridiciamo che cerchiamo Pino Maniaci, ospite di uno mattina. La tipa della redazione fa: “dovete tornare indietro”. Risposta nostra, all’unisono quasi: “avete messo Pino al 41 bis? no, eh?”. Ci da le dovute indicazioni. Arriviamo nella “sala vip” (pino nella sala vip!!!) Tanto per ricordare a Pino di dire che la questura gli ha proposto di mettere la videosorveglianza in contatto diretto con loro, costo dell’operazione dai 300 ai 500 euro al giorno A SPESE SUE. Raccomandiamo a Pino di dirla, questa cosa, ma non ha modo di farlo per una serie di motivi.

Peccato, sarebbe stato bello farlo sapere all’italia intera, che uno deve tutelarsi A PROPRIO CARICO dopo un’aggressione fisica, dopo una macchina incendiata ecc ecc.

Vabbè, finisce il tutto, sono le 7.30, noi usciamo da lì, un po’ di saluti a qualche conoscente, e poi si va a far colazione (non senza aver fatto qualche scenetta stile guardie del corpo dell’onorevole nullazzo e qualche figuraccia mia verso qualcuno che mi stava guardando e non lo sapevo)

Colazione a colle salario. Una coppia di persone guarda pino e sorride, poi fa: “ma lei è il signore che lotta contro la mafia? Noi siamo onorati di essere qui con lei. Grazie mille per quello che fa.” Bello arrivare da Partinico e trovare vicino alla borgata fidene persone che stringono la mano con una specie di luccichìo negli occhi, che si sentono onorati per aver conosciuto questa bella persona. E pensare che c’è chi lo vorrebbe morto!

Bei momenti. Spero torni a trovarci presto, l’omino della bialetti, che è ripartito presto perchè c’era il tg da fare, e sarebbero venuti i nocs, la squadra operativa che ha catturato Binnu Provenzano, a dichiarare a Telejato che per la cattura di Matteo Messina Denaro, devono mettere mano al proprio portafogli, perchè soldi non ci sono. Come hanno fatto già per zu Binnu. Triste vedere che il destino che accomuna telejato, le forze dell’ordine oneste, è esattamente lo stesso: rimetterci di tasca propria per fare una missione sociale.

Un po’ è quello che facciamo anche qui in maniera ridotta. Per far capire: difficilmente chi fa un lavoro che considera una Missione, alla fine trae profitto da quello che fa. Diffidate dalle imitazioni, quindi.

Alla prossima

antonella

Nei panni di un ladro

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Ho provato a mettermi nei panni di un ladro che entra a casa mia.

Uno sguardo al giavellotto appeso al muro, uno sguardo all’arco con frecce, uno sguardo alle sciabole autentiche appese alla parete, uno sguardo alla corda da pugile per gli allenamenti, uno sguardo al nunchaku comprato fresco fresco di giornata, uno sguardo alla bandiera del pirata orgogliosamente messa sulla sala dove sono i computer…

Secondo me dopo un accurato sguardo intorno, fa i suoi passi indietro e se ne va!

Pensare che sono pure una contraria alle armi!!!

Telejato: una tv a gestione familiare

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Una settimana di lavoro in sicilia, un’esperienza in trincea dentro una tv coraggiosa come telejato, non sono cose facili da descrivere. Proverò a farlo nel sito censurati.it con immagini e parole , rinnovando l’affetto e la stima non solo a Pino Maniaci, ma a tutta la famiglia Maniàci, che fa anche da redazione. Una tv a gestione familiare che è seguita in 22 comuni e che è arrivata ad aver bisogno di una scorta per gli attacchi velati ed espliciti a cui è stata soggetta, inclusa l’aggressione fisica, che udite udite, finirà davanti a un giudice di pace, come fosse una lite tra confinanti vicini di casa. Si tratta di figlio di un boss che tenta di uccidere un giornalista che denuncia gli affari della famiglia Vitale, ma probabilmente il tentato omicidio non esiste, se a farlo è figlio di un boss. Probabilmente se rubava una mela un affamato, ci sarebbe stato un processo per direttissima.
Questa è una delle tante raccontate in un video che presto monteremo e metteremo on line

Tutto questo ci serve anche per dire a tutti che esiste un’antimafia fatta di professionisti strapagati, e una lotta alla mafia, fatta di rinunce, sacrifici, devozione e pochissimi soldi, giusto per arrivare (quando va bene) a fine mese.

Nella foto: Letizia Maniaci che si arrampica per fare riprese con la sua telecamera, il suo terzo occhio.

Stampa clandestina? Parte la petizione

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fonte: Punto informatico

Roma – Un blogger condannato per stampa clandestina? La sentenza resa pubblica nei giorni scorsi ha suscitato grande emozione in rete ed ora c’è chi promuove una protesta per sensibilizzare su un argomento delicatissimo. In particolare ci lavora Censurati.it che ha avviato una petizione web.

La petizione parla di “sentenza oscurantista” e di “fatto gravissimo” che “potrà avere effetti devastanti per la libertà di espressione sul web in Italia”. A detta di Censurati.it, che da molti anni segue da vicino le restrizioni e i limiti imposti alla libertà di espressione dentro e fuori della rete, è stato di fatto condannato “un normalissimo blog”.

La sentenza viene descritta, dunque, come “incredibile”, una sentenza “che reca riscontri soltanto in Cina e in qualche nazione a regime dittatoriale, per le leggi che vigono nel nostro paese è un’assurdità. Costituisce un attacco frontale al mondo del web, alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. È quindi importante che le realtà delle reti, le sedi dell’informazione, le espressioni del paese civile rispondano con la massima determinazione”.

Firma la petizione – conclude il testo – potresti essere tu il prossimo condannato!

La pagina della petizione è raggiungibile a questo indirizzoP.S. Ci auguriamo che la gravità del fatto venga notata anche se non la notizia non parte da Grillo, da Travaglio, e dai vari paladini della giustizia (privata)

Intercettazioni, Travaglio: “Adesso arrestateci tutti”

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“Continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d´indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini”. Il suo sarà un atto di “disobbedienza civile”. “Anche a costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato” specifica il giornalista. “Al primo processo che subirò – continua – chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all´articolo 21 della Costituzione e all´articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell´uomo e le libertà fondamentali”. “Mi auguro – conclude – che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l´Unione Cronisti, l´associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti”

Noi “adesso arrestateci tutti” l’abbiamo detto al processo Marsilii, processo in cui è al corrente anche l’esimio giustiziere e ribelle alle leggi Marco Travaglio. Ma da un orecchio è entrata la notizia, da un orecchio è uscita. Forse perchè la signora Marsilii non era a suo avviso un personaggio da difendere? La signora fece una richiesta di aiuto per illegalità svolte all’interno dei tribunali, un appello su internet. A raccogliere l’appello eravamo due. E per aver assistito a quell’udienza, il processo lo stanno facendo a noi. Tornassi indietro lo rifarei, come ho detto anche in udienza. Ma per Travaglio forse andare contro le procure può essere controproducente (i documenti dei suoi libri arrivano tutti da li. A proposito, un documento falso creato da un procuratore della repubblica di Palermo, viene citato come fonte in uno dei suoi libri. Appurato davanti a un tribunale che quel documento è un diario falso costruito posticcio, secondo voi Travaglio l’ha detto ai suoi lettori?). Per come la vediamo noi, la divulgazione delle informazioni deve esserci per le persone competenti, gli addetti ai lavori e basta, per non ostacolare il percorso giudiziario. Pochi forse sanno che se le fughe di notizie dalle procure non fossero state punibili per legge, probabilmente non sarebbe stato arrestato solo Riina, ma tutto il circuito che gli girava intorno. Purtoppo si sono tutti allertati quando videro la stampa davanti al covo che chiedeva informazioni (il covo doveva rimanere località segreta). Quanti anni di galera dovrebbe prendere, il maresciallo che ha allertato contro gli ordini la stampa? Magari anche una condanna piena per favoreggiamento a Cosa Nostra. Se per Travaglio divulgare una notizia è più importante di tutto, anche di un non corretto funzionamento delle indagini che potrebbe rimanere compromesso da una fuga di notizie, noi la vediamo di tutt’altro avviso. Le leggi si rispettano sempre, le indagini non devono essere ostacolate, il crimine va combattuto collaborando con le forze dell’ordine, non scavalcandole per arrivare primi. Questo è solo individualismo becero, non è giornalismo. Il problema adesso è che Travaglio è diventato più importante delle cose che dice. Noi preferiamo appoggiare tutti i signori nessuno di cui lo Stato non si occupa, e quando lo fa è solo per schiacciarli. La signora Marsilii, la signora Mariani, la signora Paladino, la signora aldrovandi, il signor Scolaturru ecc ecc.. Per noi sono queste le persone per cui battersi. E per sostenere queste persone non ci servono le intercettazioni da pubblicare. Cominciamo a fare, invece di piangerci addosso perchè non possiamo copiare. Siamo italiani, ma non per questo pagliacci (come dice il noto gruppo musicale SottoFasciaSemplice)

Pubblicità non occulta

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Domenica 15 giugno alle ore 18 i DisCanto

terranno un concerto aPettorano sul Gizio (AQ) nel Castello Cantelmo.

Li consiglio perchè li conosco, e perchè alcuni membri del gruppo sono stati compagni di merende (diciamo così) in tempi (quasi) remoti. Ciao Sara, Ciao Germana!!

 

Michele Avolio:
voce, chitarra, bouzouki e tammorre
Sara Ciancone:
violoncello, percussioni e cori
Antonello Di Matteo:
zampogna, fisarmonica, clarinetto, flauti, organetto e percussioni

Doriana Legge :

chitarra e voce
Germana Rossi:
fisarmonica, voce, violino e percussioni

Autopromozione

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Censurati.it si lega ancora di più a chi si rimbocca le maniche. Massimiliano Coccia, scrittore emergente e già presidente dell’associazione “Io sto con Falcone”, cercherà di raccontare in una rubrica nuova del sito di censurati, tutte le storie di chi invece di lagnarsi per le cose che non vanno, pensa a costruire per il bene di tutti. Perchè questo è anche il Paese che molti rispettano e tentano di tenerne alto il nome, non solo di chi lo stupra (anche legittimato da certe politiche oligarchiche a farlo). Un po’ di aria fresca ci voleva. Serve fare le cose. Il giornalismo racconta, non crea, in fondo.

Quanto segue, è la presentazione di Massimiliano Coccia

L’Italia viva è quella che resiste alle contingenze del momento, che lavora e fatica, che si guarda indietro cercando di proiettarsi al futuro.
Raccontare questa Italia è difficile, perché viene nascosta dalle notizie negative che influenzano la nostra vita fino a sfiduciarci a farci restare chiusi in casa.
Questo Paese conserva nel suo D.n.a. pregi e difetti, ma è capace di stupire con quelle che Alex Langer chiamava “le buone pratiche di cittadinanza” e così basta guardare fuori dalla finestra per vedere che un mondo diverso esiste, che nella difficoltà emergono esperienze che rovesciano paradigmi, abbattono i muri del compromesso e costruiscono ogni giorno l’Italia migliore.
Siamo un popolo dedito alla chiacchera da bar, ai convegni per decidere di decidere, e questa piccola rubrica vuole essere “un granello di sabbia nell’ingranaggio del pensiero unico” e spero nel corso delle settimane di raccontare qualcosa che stupisca e faccia tornare a produrre energie vive e positive.

(Massimiliano Coccia)
www.massimilianococcia.com/blog

uso pubblico di una cosa privata

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Questo post lo aggiornerò man mano.

Sono le risposte che mi sono state date all’annuncio che mi sposavo la prossima settimana. Solo le più significative:

MA ALLORA E’ VERO! (Mia sorella francesca a 6 giorni dall’evento)
SE NE VANNO SEMPRE I MIGLIORI (il chitarrista della mia band)
NO! (la corista dell’orchestra)
MA CHE DAVERO? (un mio studente)
E NO, CAZZO, NON VALEEEE (il figlio di Paola, mia amica)
RIPENSACI, SEI ANCORA IN TEMPO (francy, un’amica)
PORELLO, MI DISPIACE (il mio barman preferito riferito al mio ragazzo)
MA PERCHE’, HAI PROBLEMI? (un collega giornalista)
ERA ORA (i miei genitori)
MA L’ANNO SCORSO NON TI SEI SPOSATA! (mio nipote, 4 anni)
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO, NON E’ POSSIBILE (davide, un amico)
MINCHIA ANTONE’ (vincent il gelataio)
IN BOCCA AL LUPO (il mio ex)
QUESTA NOTIZIA MI COGLIE IMPREPARATO (alfredo, un amico)
CONTRO CHI? (Vojna, mafarka man)
AO’, MA CHE TE SEI RINTRONATA? (alex, un amico)
PERCHE’? (Felicia, un’amica)
SE UNA PERSONA COME TE SI SPOSA, NESSUNO E’ AL SICURO! (Django, da myspace)
ANCHE I DURI MOLLANO (Mary, un’amica)

io al mio ragazzo: adesso è tutto pronto, non fare che non ti presenti
lui: no no, tranquilla, al limite mando qualcuno :-)

Qualcosa l’ho dimenticato, ma la maggioranza ha detto “SO CONTENTO/A” e cose simili.

Petizione per un combattente

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www.censurati.it si schiera al fianco di un combattente onesto, senza aspettare il momento in cui la cosa sarà ufficiale. Noi noi non vogliamo dire “aspetto la fine del processo”, perchè la stessa esistenza di un processo come questo è un delitto e un disonore per tutte le persone oneste. Un esercito di straccioni e di sognatori, non si piega con queste intimidazioni di palazzo.

Firma la petizione anche tu

Toto arresti. Avanti un altro

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Qualche tempo fa, ci occupammo della battaglia di indio, un ragazzo che stava cercando di fare informazione sulla legalità delle bollette dell’acqua. Ne scaturì anche un servizio giornalistico che abbiamo messo come podcast, sul sito. A distanza di tre anni, quasi per gioco, abbiamo provato a fare un toto arresti. E discutendo discutendo, abbiamo osato pensare (in virtù anche dell’articolo che avevamo fatto) che sarebbe potuto finire al gabbio nientemeno che il comandante della stazione de La Maddalena. E’ passato molto tempo, ma abbiamo osato dirlo, e non molto tempo fa tutti i tg hanno aperto con la notizia che “il comandante Mele è stato arrestato per associazione a delinquere”. Io non ci avrei mai scommesso, ma avrei scommesso sul personale dell’ufficio tecnico che aveva per le mani le graduatorie dei lavoratori, da cui veniva escluso sistematicamente Indio, pur avendo i titoli per lavorare lì. L’ufficio tecnico gestiva gli appalti dei servizi sulla potabilità dell’acqua. Presto detto: una settimana fa esce lo scandalo (di cui nessuno si stupisce), che sono inquisiti alcuni dipendenti dell’ufficio tecnico.

Ora, dal momento che la nostra “preveggenza” ha funzionato, vorremmo azzardare un toto arresti per il futuro. Secondo meeeeeeeeeee, secondo meeeeeeeeeeeee, la palla di vetro mi dice cheeeeeeeeeeeee, il prossimo in manette è il capo dei vigili de La Maddalena. Quello che ogni volta che si segnala una villa abusiva gira la testa dall’altra parte, mentre quando si attaccavo i volantini sull’acqua, era il primo che faceva storie.

Scommettiamo che la palla di vetro ci da ragione anche sta volta?

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