
bambino fotografato al corteo per Peppino Impastato. Il nostro futuro
Probabilmente dimenticherò molte cose, di questa settimana sicula, ma le più rilevanti le voglio dire:
il primo giorno che mi vedo con Nadia Furnari (associazione Rita Atria), concordiamo gli appuntamenti, le date, le persone da vedere, i passaggi in macchina per Partinico (per assistere al processo contro Pino Maniaci) e approfitto di un po’ di tempo in cui lei è al telefono per fare una telefonata privata. Lei parla dal suo telefono, io ovviamente dal mio. Cioè, non tanto ovviamente, perchè io nel mio apparecchio sento sia il mio interlocutore, sia Nadia, sia il suo interlocutore, e sente anche mio marito da Roma. Dubito fortemente che il mio telefono sia intercettato, ma sul suo comincio ad avere qualche certezza, anche perchè il fenomeno si ripete in più di una occasione.
Per le varie iniziative, ci si divide, io vado a Partinico mentre Nadia e il gruppo di Fabrizio Varchetta fanno il giro Corleone Partanna. Ci ritroviamo la sera a Trapani, dove ci sarà un incontro tra tutte le varie realtà che si occupano di antimafia, in un concerto che si rivelerà un successone. Il luogo d’incontro è la Calcestruzzi ericina, luogo confiscato alla mano e gestito da una cooperativa. Finisce il concerto, si va al caffè letterario di trapani dove la giornata va avanti fino alle prime ore del mattino. L’indomani partiamo da Trapani direzione Partinico per fare un servizio su telejato e proseguire poi verso cinisi per la manifestazione finale in ricordo di Peppino Impastato. Sono molti, sono tantissimi, vengono da ogni parte della sicilia, ma nella via che Peppino chiamava “corso Liggio”, tutti hanno le finestre rigorosamente sbarrate, anche se si vedono benissimo lampadari accesi all’interno. Mi fa piacere vedere che chi sta vicino a Impastato anche dopo 31 anni abbia l’orgoglio di farlo, mentre chi sta dall’altra parte si rinchiude, come fanno i topi, dentro le case, costringendosi a una luce artificiale anche con una stupenda giornata di sole. Il corteo parte da Terrasini, dove si trovava Radio Out, e finisce alla casa di Peppino a Cinisi.
Il concerto conclusivo l’hanno tenuto i modena city ramblers, ma devo dire che il successo più grande è stato quello dell’operaio fabrizio varchetta, un ragazzo (si può dire ragazzo a 40 anni?) che con il suo anticipo del TFR ha prodotto un cd i cui proventi vanno tutti alle famiglie delle vittime sul lavoro. In esclusiva, poi, è stata cantata una canzone, “Testimoni di giustizia”, dedicata a Piera Aiello e Rita Atria. Particolarmente commovente il messaggio di Piera Aiello, che pur non presente, fa leggere sul palco. Riporto il testo:
“Ciao Cinisi, vorrei tanto essere lì con voi ma la mia condizione di testimone di giustizia non mi permette di godermi la gioia dello stare insieme. Devo però ringraziare una persona che mi ha dedicato una canzone da Viva. Io e Rita Atria ci stingiamo la mano ogni giorno. La sua morte ha messo un riflettore sui testimoni di giustizia oggi una canzone racconta la nostra esistenza e la nostra RESISTENZA.
Voglio dire grazie a Fabrizio Varchetta perché ha creduto in un progetto anche se piccolo per me grandissimo.
Grazie quindi a Fabrizio, Greta, Dema, Elisa, Dario ed Alessandro per il loro impegno sincero e grazie a Casa Memoria per essermi stata vicina in questo periodo.
Vi voglio bene e non lasciate soli coloro che hanno fatto della testimonianza un dovere civico; come diceva mia cognata/Amica Rita Atria: ‘Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse se ognuno di noi prova a cambiare. Forse ce la faremo‘.
Vi voglio bene.
Piera Aiello”
La settimana siciliana non mi ha consentito di dormire quanto un comune mortale dovrebbe, ma è valsa la pena tutto. I ragazzi dello zen 2 che hanno trasmesso energia, pino maniaci e i suoi baci baffuti, il gruppo di fabrizio varchetta, giovanni impastato, salvatore coppola (dei pizzini della legalità), nadia, enza e tutti quelli che attivamente si danno da fare in luoghi caldi come quello, devono servire da esempio per tutti. Ultima cosa: non si può fare antimafia se non si vive in posti dove Cosa Nostra logisticamente staziona, decide, si muove.. Chi dice il contrario, mente.

gli amici a Cinisi lo ricordano così

mentre fuori si festeggia la vita, chi prende le distanze da Peppino Impastato si rintana in casa con la luce artificiale