Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

E’ tornato in uso lo zero come voto

Episodi di abusi di potere e soprusi all’interno delle universita’ ormai non fanno piu’ notizia, perche’ sembra che l’anomalia sia il contrario. Spesso o per paura, o per eccessiva prudenza, o per uscire prima possibile dalla facolta’, per mille altri motivi, alcuni episodi di eclatante ingiustizia non vengono denunciati agli organi di competenza, pur sapendo di essere dalla parte della ragione. E questo accade il piu’ delle volte perche’ i cosiddetti “baroni”, si sentono intoccabili e per questo sfruttano il loro potere fino ad arrivare agli abusi. Questo accade finche’ qualcuno non si stanca di veder calpestati i propri diritti come e’ accaduto alla protagonista dell’articolo che segue curato da Fabrizio Geremicca e gia’ pubblicato su Ateneapoli

Il giallo della camicia d’esame scomparsa.
Potrebbe essere questo il titolo della vicenda che si e’ svolta a Veterinaria e che ha per protagonisti da una parte Claudia Addezio, 23 anni, iscritta al quinto anno, media del 27 e tre esami mancanti per la laurea; dall’altra il professor Angelo Persechino, tra i professori piu’ severi, ordinario e veterano della facolta’. Coprotagonisti i professori Pietro Pagnini, Salvatore Florio. Il preside Gaetano Petegalli ed altri 13 studenti. La camicia in questione e’ la fotocopia di un originale sulla quale, a luglio, Pagnini e
Florio avrebbero appuntato l’esito della prova sostenuta da Claudia nei moduli di Tossicologia Alimentare degli Animali Domestici e farmacosorveglianza veterinaria. Insieme al modulo di Patologia Nutrizionale e Riproduttiva, costituiscono l’esame di Patologia Nutrizionale e Metabolica. Il voto finale e’ unico, ed e’ sempre stato il risultato della media dei voti riportati nei tre moduli.
Ho superato Tossicologia e Farmacosorveglianza con un bel 30 regolarmente scritto sulla camicia- ricorda la studentessa-. Ho sostenuto la prova insieme ad altri 13 colleghi a luglio; i professori mi hanno scritto il voto e l’ho firmata”.

Conferma, al suo fianco Simona Romano, media del trenta, anch’essa al quinto anno di veterinaria. “Florio e Pagnini ci hanno fatto firmare la camicia sulla quale hanno scritto
il voto per ciascuno dei due moduli”.
Perche’ e’ tanto importante questa camicia? La parola di nuovo a Claudia: “Il 13 ottobre, dopo essere gia’ stata bocciata a luglio, sostengo nuovamente la prova relativa al modulo di Patologia Nutrizionale e Metabolica con il professor Persechino. Mi tiene dalle 9 alle 10.30, alla fine e’ indeciso se darmi o meno l’esame. Mi fa accomodare a posto, si allontana, ritorna, firma la camicia, lascia il libretto sulla cattedra e va via. Io apro il libretto e vedo un venti. Chiedo chiarimenti, lui mi dice che non ho diritto a nessuna spiegazione e si allontana con un violento spintone prendendomi per il braccio. Dopodiche’ mi sbatte la porta in faccia. Presenti all’accaduto alcune ragazze hanno assistito all’episodio. Claudia si riserva di adire per vie legali.

A questo punto entra in gioco la camicia fantasma. “Persichino dice che prima di mettermi il voto complessivo era andato a consultarsi con i docenti degli altri due moduli. Io faccio due calcoli: per arrivare a prendere venti al voto finale dopo aver preso due trenta nei primi due moduli, avrei dovuto prendere zero nel modulo del professor Persechino. Trenta piu’ trenta piu’ zero diviso tre infatti e’ uguale a venti. Decido di chiedere l’intervento degli altri due professori, quelli che mi hanno messo trenta ai moduli. Entro nello studio di Pagnini e mentre spiego l’accaduto arriva una telefonata di Persechino. Pagnini gli dice che sarebbe andato con Florio nel suo studio per chiarire la questione. Prendono la camicia d’esame con i trenta che mi hanno messo a luglio nei loro moduli e spariscono. Tornano dopo un po’ e mi dicono che Persechino addirittura mi avrebbe messo venti per venirmi incontro. Cioe’, ripeto, per aiutarmi ha valutato zero l’esame che ho sostenuto nel suo modulo!” La studentessa non ci sta e si reca in presidenza. Nel frattempo il professor Persechini deve allontanarsi a causa di un grave lutto familiare del quale riceve comunicazione. “Spiego la questione al preside Pelagalli. Lui dice che il professore non doveva permettersi di fare l’esame in mattinata, perche’ finche’ si svolgono le lezioni non si possono tenere esami. Mi dice che devo chiedere l’annullamento dell’esame, poi mi da appuntamento a lunedi’ 16 ottobre, per avere il tempo di sentire il professore. Persechino torna in facolta’, dopo il lutto che lo ha seguito, il 19 ottobre. Io vado un’altra volta a parlare col preside per capire cosa vuole fare e lui mi risponde che non esiste nessuna camicia d’esame dalla quale risulti che io ho avuto due trenta nei primi due moduli, quelli sostenuti a luglio. Mentre discutiamo passa il professor Florio. Penso, ecco, lui puo’ confermare. Lui che mi risponde “:Claudia, lo sai che era una valutazione e non un voto. Poi, mentre va via mi fa: “Poi anche se avessi avuto trenta ai primi due moduli, sappi che zero e’ un voto”.  
La interrompe la collega: “A meno di pensare che 13 persone, a luglio, abbiano avuto contemporaneamente le visioni, non si puo’ negare che in quell’occasione ci e’ stata fatta firmare una camicia di esame, con tanto di voto espresso in trentesimi. Voto, altro che giudizio!” Claudia e’ amareggiata: “Il professore avrebbe potuto bocciarmi, se convinto che fossi andata disastrosamente. Lo ha già fatto a Luglio; avrei sostenuto la prova in un’altra sessione, per quanto concerne il suo modulo. Cosi’, pero’, non ha senso.
Anche perche’ non mi ha dato neanche la possibilita’ di accettare o rifiutare il venti”.
E’ intenzionata ad andare fino in fondo: “I colleghi che hanno firmato con me la camicia d’esame a luglio, mi hanno gia’ detto che sono disponibili a testimoniare. Tra i docenti spero di avere un appoggio da quelli del dipartimento di zootecnica, presso il quale mi sto preparando la tesi. Mi annullino l’esame; voglio sostenerlo di nuovo ma davanti ad una commissione allargata”. Il preside, intervistato da Ateneapoli, sposa la tesi del docente: “Provvedimenti? E perche’ dovrei prenderne. La studentessa aveva avuto due trenta nei primi due moduli? Non risulta niente. Non si mette un voto sui singoli moduli: semplicemente i professori di Tossicologia Alimentare degli Animali Domestici (Florio) e  Farmacosorveglianza Veterinaria (Pagnini), avevano dato un giudizio di sufficienza. Il diverbio tra la studentessa e Persechino tra l’altro avvenuto in un momento particolare, essendo stato colpito il collega da un grave lutto. Cosa vuole ottenere la studentessa?
Inimicarsi tutta la facolta’?
 

Giriamo la domanda all’interessata: “Ho la media del 27, mi mancano solo tre esami alla laurea, tra i quali uno con Persechino. A questo punto credo che mi trasferiro’ alla facolta’ di Milano. Ho un parente che mi ospita, altrimenti avrei preferito Bologna, che e’ l’unica facolta’ italiana di veterinaria che rilasci una laurea riconosciuta a livello europeo”. Gli studenti di Veterinaria della Federico II, infatti, non hanno la possibilita’ di esercitarsi e di fare pratica decente per l’ineguatezza delle strutture durante il corso di studi. Se varcano i confini, una volta laureati, per esercitare la professione, devono frequentare corsi integrativi.

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37 thoughts on “E’ tornato in uso lo zero come voto

  1. Io una volta sono stata bocciata perchË non volevo lasciare il mio libretto al professore per tre giorni senza che lui mi rilasciasse una ricevuta.

  2. Devo dire la verit‡.. mi sono chiesto per qualche secondo cosa cavolo fosse sta camicia. Mi sono detto ci credo che finisce qui sta storia.. gente che scrive sulla camicia delle studentese i voti mica deve essere tanto giusta. Io l”universit‡ l”ho mollata presto, ho dato qualche esame copiando. Non ce la facevo, troppo casino, in 500 in un aula da 300, o al cinema. Io che al cinema solo film porno.. oddio lo squallore era lo stesso.

    L”atricolo poi l”ho capito. I professori si inventano sti sistemi caserecci e se poi c”Ë qualche contestazione non hano neppure il coraggio delle loro azioni. Mi ricordo la mia fidanzata (lei si Ë laureata.. uhm mi ha anche mollato.. ) sempre a dipendere dal Dio Professore, che se voleva c”era altrimenti bisognava aspettare, per la tesi , per i voti, per l”ora parlatorio. Cari miei impiegati ministeriali della pubblica istruzione.. vi siete montati la testa, vi ritenete IL SAPERE e non pi? lo strumento dello stesso. Debby’69

  3. un professore di Storia della sociologia mi chiese prestazioni straordinarie in cambio di un bel 30. Dopo il mio rifiuto ho preteso di svolgere l”esame in presenza di almeno altre tre persone, due assistenti e uno studente, per evitare di farmi bocciare pur sapendo la materia. Il professore mi diede 20, e io anche se avessi rinunciato, la volta successiva non avrei cambiato le cose, visto che solo lui insegnava quella materia. Beh, ragazzi, ho avuto la prova che esiste una giustizia divina: questo professore Ë morto di aids dopo due anni.

  4. Anche io ho subito un abuso di potere, se cosÏ si puÚ chiamare. In un esame il prof aveva la fissa di interrogare a porte chiuse, senza un testimone, senza nessuno se non l’esaminando. Io ho chiesto di poter essere interrogato a porte aperte, perchË avevo studiato ma avevo avuto degli scontri (solitamente se ho ragione non mi frega niente dei rischi in cui incorro, e nel caso della discussione col prof ero sicura di aver ragione). Ho chiesto al prof di fare l’esame a porte aperte, con gli studenti che sentivano quello che dicevo. Mi rispose non sei diversa dagli altri l’esame Ë a porte chiuse. Tolto il fatto che la cosa Ë illegale, e passi, che non ci fosse neache l’assistente, passi, ma il tono mi aveva fatto capire che io quell’esame, comunque avrei risposto, non l’avrei passato. La fortuna mi ha aiutato. Lui si Ë dovuto assentare un momento, io ho PAGATO 10 mila al ragazzo che stava prima di me ho fatto l’esame con l’assistente, e il prof l’ho fregato. Risultato: mi ha alzato la media quell’esame. Il colmo! Ho dovuto dare la mazzetta a uno studente come me. Sabrina 70

  5. Non sono situazioni inusuali. Io ho dovuto rifare l’esame di latino perchË me lo registrarono su un verbale sbagliato. Non si sono scomodati a ricercare il verbale col mio voto registrato, firmato da me e dai professori. Si parla di 10 minuti di tempo per cercare il verbale giusto contro i 3 mesi di studio (tanto ci sarebbe voluto per preparare da capo l’esame). Dimenticavo, sul libretto che avevo io risultava l’esame fatto con la loro firma. Era solo registrato in un altro verbale da loro. Quindi il disservizio era loro. Il prof era direttore di commissione in fase di tesi di laurea, per cui ho solo protestato verbalmente, ma non ho preso provvedimenti e ho rifatto l’esame. Fosse stato di Storia del Teatro, l’avrei rifatto volentieri, ma latino scritto e orale….! Roberta 73

  6. UN CLASSICO!

    Sono amareggiato quanto Claudia… io ho abbandonato luniversit‡ per questi motivi. Non sarei mai riuscito a laurearmi perchË non sono il tipo che tace e subisce questo tipo di abuso, soprattutto quando pago per istruirmi! Ma questa Ë litalia o meglio litaliano mediocre, pieno di paure ed insicurezze, che si sfoga sul pi? debole per il gusto di assaporare il suo potere, fanno schifo come i pedofili. Posso solo dare un consiglio agli studenti: abbiate coraggio e ribellatevi TUTTI insieme, LUNIONE FA LA FORZA trovate un loro punto debole schiaffateci una leva e saltateci sopra! 😉 Marco!

  7. Ë uno scandalo

    non ho nessun problema a credere a claudia

    visto che ho avuto a che fare con prof simili

    il loro potere Ë troppo forte dovrebbe essere stemperato in qualche modo

  8. Se hai dei suggerimenti… Ë dura scalfire il patronato dei baroni. Sono praticamente inattaccabili. Claudia ha dimostrato coraggio, ma non so se la cosa le sar‡ utile… Ho i miei dubbi.
    Francesco ’74

  9. Voglio solo apportare un”altra testimonianza a favore della tesi che I BARONI ESISTONO ANCORA.

    Il prof. Russo di Chimica industriale per ing. chimici della Federico II, non solo È uno dei docenti con la media pi? alta di BOCCIATI, ma se qualcosa durante l”esame non gli va gi? scade nel turpiloquio tipo: Ma che sei venuto a fare, solo per dire stronzate come te?

    Non solo ma pi? di una volta delle colleghe sono uscite in lacrime.

    Fatto ancor pi? grave È l”unico docente che assiste all”esame e ciÚ per statuto È proibito.

    Continuando, quando ha deciso che voto darti non ti da possibilit‡ di replica e se ti boccia puoi sostenere l”esame solo 60 giorni dopo.

    Al termine dell”esame se gli domandi delle spiegazioni lui dice : L” ing sei tu e dovresti saperlo da solo

    SE QUALCUNO È IN GRADO DI DIRMI COME CI SI DIFENDE DA QUESTE PERSONE SENZA DANNEGGIARE LA PROPRIA CARRIERA LO PREGO DI FARMELO SAPERE ATTRAVERSO QUESTE PAGINE. GRAZIE

  10. Ma di Giona di Principi Chimici della facolt‡ di ingegneria chimica ne vogliamo parlare? Non ti fa vedere i compiti scriti quando dice che sono andati male… Se li tiene sotto sequestro. Credo che comunque si sia beccato molte maledizioni.. prima o poi qualcuna lo coglie.

  11. Russo il prof di Chimica Industriale colpisce ancora.

    Durante un esame ad una studemtessa in difficolt‡ ha detto: Allora lo devi dire davanti a tutti che sei ignorante, hai capitoooo?

    E’ o non Ë un barone?

  12. che dire… questo paese Ë la solita italietta che si rende ridicola in ogni cosa che fa… la mia esperienza con l’universit‡, Ë terminata quando, dopo aver tentato per la terza volta consecutiva lo scritto di Economia Politica, (facolt‡ di giurisprudenza , universit‡ di Tor Vergata, Roma) mi sono visto assegnare la solita insufficienza che preclude la possibilit‡ di sostenere l’orale…il fatto Ë, cari signori, che quella volta, visto che tanto anche uccidendosi sul libro, facendo esercizi ecc.ecc. non si passava l’esame, ho fatto il furbino… mi misi messo seduto vicino ad una mia collega (ora laureata, per quanto mi consta) e ho copiato il compito di sana pianta… indovinate un po ? io bocciato , lei promossa… quella Ë stata davvero la goccia che ha fatto traboccare il vaso.. in Italia vogliamo fare..vogliamo dire.. ma siamo in balia di questa gente.. di questi baroni della conoscenza, di questi politici col rolex, di questi difensori della patria, che ruspano tutto ciÚ che possono, prima che la legislatura seguente li mandi a spasso… che schifo… siamo in balia degli eventi e dei banditi che in nostro nome, abusano di noi.un saluto dal MiGuZ, leguleio fallito.

  13. frustrati nella vita si rifanno con chi possono. Penosi! Magari sono costretti a camminare con le pattine in casa perchË sennÚ la moglie li sgrida, e allora si fanno valere con gli alunni. Non sanno quello che fanno. Non sanno e basta!

  14. Queste sono le facolt‡, le baronie dei professori. Tutte storie sentite, viste e vissute da chiunque abbia frequentatp un qualunque corso universitario in Italia. Con questo non so certo come sia all’estero! Da noi Ë cosÏ ovunque e questi eccessi sono punte dell’iceberg, una montagna di ghiaccio chiamata universit‡.

    Simone, Firenze

  15. Al Politecnico di Milano, facolta’ di Architettura, ne ho viste talmente tante da essere sopraffatta dalla nausea per l’ambiente e decidere di andarmene. L’intera macchina organizzativa della facolt‡ sembrava (non so come sia ora, a distanza di alcuni anni) esser stata pensata per impedire agli studenti di laurearsi, anzichË aiutarli. Quanto ai baroni, ce ne sono piu’ che a un ballo di corte… Ho assistito di persona o avuto notizia da terzi di decine e decine di episodi di abusi come quelli ricordati qui da altri studenti o ex-studenti: dal docente che non ti fa l’esame se non ti presenti con la bibliografia completa e IN ORIGINALE (non fotocopie…)di tutti i testi, 3/4 dei quali scritti da lui (costo: attorno al mezzo milione)… a quello che non c’Ë mai, ma proprio mai, agli esami e li fa fare dagli assistenti… a quello che ti da’ il voto sulla base della simpatia immediata (perche’ durante l’anno non ti ha mai visto…) e in modo del tutto slegato dalla tua prestazione d’esame… a quelli (e sono veramente tanti) che fanno lavorare gli studenti su progetti LORO e poi li pubblicano a proprio nome… potrei continuare ancora chissa’ per quanto. Voglio solo aggiungere una cosa: mi pare, sulla base della mia esperienza, che chi si ribella a questo sistema di cose tenda ad uscire dal circuito universita’, mentre chi si adegua a questa divisione del potere e cerca di acquisirne, per esempio ingraziandosi un docente, tenda invece ad entrare a far parte del sistema stesso, perpetuandolo… se fosse davvero cosÏ, ci sarebbe ben poco da sperare… I pochi che resistono davvero hanno vita difficile e, purtroppo, non fanno notizia.

    Cristina

  16. Complimenti Debby, sei la sola persona che abbia fornito un’opinione spiritosa e intelligente.

    Per il resto, la rubrica Ë gremita di commenti sgrammaticati che parlano da soli: persone che si dolgono di aver subito ingiustizie accademiche, quando gli errori di grammatica che commettono dimostrano che la sola ingiustizia loro perpetrata Ë stata la promozione all’esame di maturit‡ della scuola elementare!

    D’altronde, l’incapacit‡ di accettare i propri limiti e l’invocazione di ingiustizie clamorose sono luoghi comuni, indubbiamente meschini ma squisitamente umani.

    La tua autoironia e l’accostamento della lezione nel cinema ai film porno sono splendide.

  17. Purtoppo ci sono passata, e non mi meraviglia quanto dici. Cose che dovrebbero sembrare paradossali, sono invece quelle che non fanno notizia perchË del tutto usuali.. All’Universit‡ dell’Aquila Ë lo stesso, come alla Sapienza di Roma, e come ci dice la protagonista di questo caso, anche a Napoli…. Segni perÚ di stanchezza da parte di chi subiesce ce ne sono, e questo Ë buon segno.. Spero solo che chi Ë passato per queste realt‡ e intraprende una carriera universitaria abbia abbastanza carattere da scalzare questo sistema.. Non sar‡ facile, ma io spero nelle nuove generazioni (anche se tra questi ci sono i lecchini portaborse dei baroni di cui sopra, purtroppo). Insieme e uniti si puÚ fare molto, perÚ. Un abbraccio a tutti i torturati
    Antonella

  18. Cara antonella anch’io sono daccordo che uniti si puÚ fare molto. MA, COME UNIRSI? Molti di noi, anche essendo dei ragazzi in gamba, non hanno la possibilit‡ di esporre le proprie idee seza pagarne le conseguenze. PESANTI.

  19. sfuttiamo queste pagine, cerchiamo avvocati in gamba, io ne conosco diversi, pronti a tutelare i diritti degli studenti.. cerchiamo (cercate, visto che ormai l’universit‡ Ë un tempo passato, per me) di non fare mai affermazioni senza testimoni, di fare esami con gente presente, se ci sono professori che si rifiutano di avere testimoni, mobilitiamo i media, come ha fatto Claudia scrivendo alle Jene, prima o poi dovranno venir fuori i diritti dello studente oltre che i doveri di pagare le tasse (mi sembra che su quelle perÚ nessuno dice niente). Per esempio… che le tasse sono eccessive in confronto al trattamento che l’Universit‡ riserva a tutti noi, su questo anche si potrebbe parlare. Un business, ormai, lo studio, specie per i prof. che impongono di studiare su testi scritti da loro… E’ uno scandalo.. Dammi un po’ di tempo, sto facendo in modo che censurati.it sia molto pi? visto… e quando (non SE, parlo di QUANDO) ci riuscirÚ, allora mi muoverÚ giornalisticamente per fare le dovute domande ai professori in questione, per avere delle risposte su cui fare degli articoli.. Internet sa essere feroce. Spero di fare il pi? possibile, questi torti li ho subiti anche io, come ho gi‡ spiegato a Claudia, e quindi Ë una causa che sposo volentieri. Intanto fate attenzione a circondarvi della gente giusta all’interno degli atenei, perchË i portaborse e lecchini sono tanti, e non ci vuole niente a farsi belli agli occhi di un prof a scapito di chiunque. Certa gente (non molta per fortuna) venderebbe anche la madre, per entrare nelle grazie di questo o quel professore. Sono ottimista, siatelo tutti, esiste un Dio, una giustizia divina, che lo sappiano un po’ tutti.
    Un abbraccio
    Antonella

  20. insomma….

    diciamo che ti sei salvata la vita tirando fuori le palle e nascondendo le tette

  21. Vorrei non essere un caso isolato, e magari vorrei che fare le cose onestamente non sia sinonimo di avere le palle. Mi piacerebbe, molto utopisticamente che le cose giuste vengano riconosciute come tali senza perÚ essere catalogate come casi rari. E non Ë detto che una ragazza la da a un prof solo perchË va all’esame con un po’ di trucco e una gonna corta (e nemmeno tanto, poi). E’ quanto ho fatto io, per sentirmi fare proposte vomitevoli. Se non le accetto vengo considerata con le palle, invece Ë solo onest‡, perchË per quanto possa sembrare strano agli allupati uomini che si sentono Dio, una coscienza pulita vale molto pi? di un voto alto. Molto di pi?. E si dorme anche meglio, si vive meglio (cosa che non potr‡ mai pi? dire il prof accusato e morto di aids, scusate il cinismo ma non ho nessuna piet‡). Chi vale merita, e non tutte le ragazze sono oche, per fortuna. Ciao

  22. voi universitari dovete solo studiare

    e non fare la bella vita.

    andate a lavorare

  23. Noi non abbiamo letto una parola del papiro che c’Ë venuto fuori. Il testo Ë compatto, presentato in malomodo indi per cui ciÚ non invoglia la lettura da parte dell’utente. Al fine di rendere il coso pi? interessante vi invitiamo a cambiare l’impaginazione.

    By Due amiche che hanno preso zero

  24. quando avrÚ tempo per i fronzoli messi solo per facilitare la lettura, magari penserÚ alle cornicette, va bene? Ho paura che dovrete aspettare a lungo, care amiche.
    Antonella

  25. Antonella mi sa che le due ragazze si riferivano a una motivazione data dal professore che ha dato loro 0 e non al tuo sito che, sinceramente, adoro come impaginazione: chiaro e veloce.

    Stefano

  26. CiÚ non fa altro che dimostrare una volta di pi? lo stato dell” universit‡ in Italia. E” una VERGOGNA ! In pi? Ë assurda la vacuit‡ e l” imprecisione normativa in cui si versa. Lo studente non Ë messo in condizione di conoscere le norme che regolano il servizio: provate a chiedere dove trovare lo statuto della vostra facolt‡… volete vedere che vi frapporranno mille ostacoli ? Per non parlare del continuo, mancato rispetto delle norme stessa da parte degli stessi docenti, irregolarit‡ formali e sostanziali, piccole e grandi ingiustizie. La verit‡ Ë una sola: lo studente deve fregare i docenti prima che questi freghino lui, e ve lo dice non il primo arrivato, ma uno diplomatosi con il massimo dei voti e con una buona media all” universit‡. Fatevi furbi!

  27. tu devi essere uno di quei poveri imbecilli che si vantano di non aver fatto l’universita’ con la motivazione che nella vita hanno sempre lavorato…be’ ho una notizia per te e per tutti:esiste gente che lavora e nel frattempo studia.se tu avessi fatto lo stesso capiresti cosa vuol dire non passare un esame per la bastardaggine di un professore frustrato!

  28. E’ un peccato: davvero un peccato che docenti con una qualifica professionale, si lascino prendere dalla vita, rifacendosi con chi sta loro davanti in quel momento. Sono senz’altro dalla parte della studentessa che, anzichË essere premiata, Ë stata mortificata da un ingiusto trattamento. Devo anche aggiungere che la scuola tutta, soffre di questo male che Ë quello di farla scontare ai pi? deboli, quando invece dovrebbe essere una palestra per i buoni sentimenti e i valori della vita. Mi dispiace tanto per la studentessa Claudia che, non dubito, sar‡ un’ottima e felice veterinaria e, le auguro, molto presto!

    Molti affettuosi saluti, AnnaMaria BresciCivai, Arezzo

  29. Sinceramente devo dire che mi dispiace leggere tutte queste cose.Fino ad oggi (tocchiamo ferro) le mie esperienze personali con i professori della mia facolta” le giudicherei ottime. Sono al terzo anno di Fisica alla Statale di Milano e devo dire che praticamente tutti i professori che ho incontrato si sono comportati egregiamente, alcuni molto severamente ,e” vero, ma sempre nel rispetto degli studenti.A volte e” vero che erano irreperibili per i colloqui o si assentavano ingiustificatamente, ma a lezione ed agli esami si sono sempre comportati egregiamente.

    Con questo non voglio assolutamente dire che non credo a quello che dite,anzi, ma non e” neanche giusto generalizzare.Il mondo e” pieno di persone idiote, dispotiche e arroganti,le puoi trovare sull”autobus, a lavoro, in discoteca o al supermercato,alcune indossano una divisa e alcune le trovi dietro una cattedra della tua universita’,tutto qui, e con ognuna di loro bisogna comportarsi di conseguenza.

    Saluti

    Alessio

  30. E’ vero! Mi hanno detto che è l’unica soluzione. Dove lo compro?????

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