Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

ABAROSSA racconta

LA GITA DEI COMPAGNI DI MERENDE
Nel giorno della consacrazione di Rutelli a Milano il duce in doppiopetto e i suoi scherani, consigliati dal potentissimo e lungimirante Ufficio Marketing di Paperopoli, sono andati a fare il loro coup de the’atre presso i terremotati dell’Umbria. Mossa micidiale. Specialmente per chi, come loro, non e’ abituato a vedere la gente normale.

LA VIGILIA (Burlesquoni).
La vigilia e’ stata tormentatissima per tutti: Burlesquoni voleva andare in Umbria in elicottero e in aereo contemporaneamente, giusto per mostrarsi bello “unto” che scende dall’alto come le antiche divinita’ .

Dopo accese discussioni e non pochi sforzi, Veronica, che ha un cervello, gli ha fatto notare l’impraticabilita’ della faccenda e lo ha convinto ad andare in macchina. Anche se “andare in macchina” per Sylvio equivale a una coda ferragostana: 57 automobili di grossa cilindrata e BLINDATE (si sa, c’e’ troppa gente che odia persino i suoi parrucchieri e sparerebbe senza pensarci due volte anche a loro).

Caricati i truccatori e l’esperta per l’immagine sacra, Mitsy Simonetto, con seguito personale di aiutanti, in 22 macchine (tre pero’ erano per il cerone e la tintura per capelli); caricate le 45 guardie del corpo in altre 22 auto, di cui cinque per le sole munizioni; restavano appena 13 automobili di lusso per il resto dell’esercito: consigliori, esperti di marketing, addetti ai soprattacchi, portatori di borse, portatori di orologini di plastica del Milan, segretari,
faccendieri, stallieri, applauditori dalle mani enormi, ex tenori gridatori dei regolamentari “Silvio sei grande”

Ma, avendo riempito due auto di perline, vetrini colorati e whisky scadente fatto a Brembate, rischiavano di restare a piedi proprio i cantori delle gesta Burlesquoniche: Umilio Fido e i suoi trombettieri. Poco male, per loro si decide di affittare un pullman.

(Bossi, Maroni e Borghezio)
I tre intellettuali della Lega Nord non avevano proprio nessuna voglia di scendere in terronia. Ma si sa, Burlesquoni ha pagato e quindi qualche soddisfazione prima di mandarlo a cagare bisogna pur dargliela. Cosi’ hanno passato la vigilia a farsi fare vaccini su vaccini dai medici celtici, tanto che alla fine sembravano tutti e tre dei marines scampati al filo spinato. Cio’ pero’ non ha tolto loro la voglia di vivere alla grande: riuniti a sera dal noto gourmet Chez el Bauscia, rinomato locale per magnaccia e zoccole ritardatarie di Baggio, si sono ingozzati fino a tarda notte di aringhe, casseula e grignolino. Alle quattro li ha dovuti riaccompagnare alle rispettive case un amorevole autista celtico col camion della spazzatura.

(Casini e Buttiglione)
I due grandi strateghi di quella sfilacciata maglia di ladroni ex DC hanno passato la vigilia al telefono. Casini nell’alcova di una squillo e Buttiglione, cento metri piu’ sotto, dal sagrato di una chiesetta. Tutto il giorno al telefono per decidere chi dei due fosse piu’ importante nella gerarchia della Cassa delle liberta’ . “Passi tu a prendermi e pero’ andiamo colla mia macchina che e’ piu’ grande” faceva stizzito Buttiglione.
Che quando s’incazza guarda il telefonino in faccia, propende ancora di piu’ lo scarso collo in avanti, sputazza e si capisce ancora meno quello che dice. “Un cazzo, gli urlava casini dal suo Nokia, la tua macchina piu’ grande della mia?! Ma quando? Intanto passi tu da me e, se non sono ancora pronto, mi aspetti e non rompi i coglioni. Io ho un sondaggio che mi da’ al 5,4 %, mica un cazzo di 1,2% come te. Poi mi faccio prestare la macchina da Azzurra e ci accompagna l’autista suo, che’ sara’ pure meglio e piu’ dignitoso. E in piu’ paga lei la benzina.”
Dalle 11 del mattino alle 11 di sera, sempre cosi’. Casini ha speso circa due milioni di telefonino, oltre al milione per la mignotta. E non l’ha neppure toccata! Buttiglione ha speso anche lui un capitale e si e’ pure preso un sonoro raffreddore, visto che nel pomeriggio e’ piovuto tutto il tempo e in chiesa non si puo’ telefonare, quindi e’ dovuto stare a passeggiare sul sagrato.

(Fini,Gasparri, Er Pecora)
Qui le cose sono state piu’ semplici. Ammesso che sia semplice passare una giornata a dividere Er Pecora e Gasparri e spiegare loro che gli ordini del capo non si discutono mai. I due ex carabinieri hanno cominciato a darsele di santa ragione fin dalla mattina in via della Scrofa e hanno continuato per tutto il pranzo Da Fortunato, per poi finire col rincorrersi a calci per tutta la piazzetta del Pantheon. Fini, esausto, alla fine ha deciso che li avrebbe fatti montare tutti e due dietro con lui e che davanti ci sarebbe stato solo l’autista. Se glielo diceva subito non si sarebbero riempiti di cazzotti.

LA GITA
Dalle sei alle otto grandi preparativi nel viale della villona di Arcore: nessuno voleva anticipare i soldi per benzina e autostrada. “Il Cavaliere fa sempre cosi’ – digrignava i denti Tremonti- anticipa tu, e poi non si rivede mai un cazzo indietro e lui si compra un’altra villa in Sardegna. Comodo cosi’, eh?” Infine, partenza. Appuntamento alle nove al casello. Bossi e Maroni, ridotti due stracci per la notte brava e il poco sonno, e pieni di antibiotici (ordinati dai medici celtici) si sostenevano a vicenda come due ubriachi. Caracollavano, scatarrando e bestemmiando, sotto casa del senatur, aspettando un Borghezio che non arrivava mai. Borghezio si era attardato in cantina per riempire una fiasca portatile da un litro di buona sgnappa.
Per il viaggio. In ascensore, nel corso di due piani (era un bel viaggio anche quello) la grappa era finita ed era dovuto tornare in cantina. Alle otto e mezzo apparve in cima alla strada il Mercedes di Borghezio in piena gimkana, dopo alcune giravolte e qualche bocciatina qua e la’ si fermo’ cinquanta metri piu’ avanti. I due gli sputarono contro tutto il loro veleno e salirono a bordo non senza difficolta’ . .. E per arrivare al casello occorrevano almeno 45 minuti. Maroni punto’ i piedi e scaravento’ giu’ il pingue fine dicitore Borghezio,
spingendolo sul sedile posteriore: “Mi metto io alla guida, tu sei imbriaco come Flaminio Piccoli il giorno delle elezioni.” E parta’¬ con un’impennata degna di Valentino Rossi. Al casello arrivarono in ritardo anche Casini e Buttiglione, che non si parlavano. Cosa’¬ come non si guardavano nemmeno in faccia Gasparri e Er Pecora al loro arrivo. E Fini pensava, se continuano cosa’¬ faccio uno squillo a Daniela e li faccio prendere a calci in faccia tutti e due. Partenza.

All’arrivo, avete visti tutti come e’ andata: questo esercito di magnaccia statali e parastatali che scrocca un ricco pranzo al popolo dei containers. Burlesquoni che promette: “Quando andro’ al governo io mandero’ una delle mie imprese e, tempo due o trent’anni, tornerete tutti nelle vostre belle casette nuove”. Dimenticandosi di aver promesso due anni fa ben 2000 case ai profughi senza tetto del Kosovo e quelli lo stanno cercando per fargliela pagare, perche’, ovviamente, non hanno mai visto ne’ Burlesquoni, ne’ una sua impresa e tantomeno le case.
Poi Sylvio si priva di una lacrima (ah! poteri del Viks Vaporub passato sotto l’occhio!) e di un orologetto di plastica. Coll’anziano compagno che, vittima dell’abbraccio del puffo falso, sbircia l’oggettino di merda e lo butta via lontano. Casini che flirta con una suora di Assisi e, alle sue rimostranze “perche’ non sta bene che una suora si metta con un separato che e’ pure fidanzato ufficialmente con una giovane e ricca signorina”, Pierferdy le giura che lui sta con Azzurra Caltagirone solo perche’ “c’ha i soldi e perche’, non potendosi
ingroppare Burlesquoni, lui gode come un mantice a fottersi qualcosa di “azzurro”

Bossi, Maroni e Borghezio, imbriachi come trombette di capodanno, hanno continuato a bere e a stupirsi del come mai Assisi non sia a Varese. Un bel posto cosi’…
Fini ha cercato di fare una faccia intelligente, sforzandosi di capire i discorsi seri dei terremotati. Quelli, infatti, possessori di un cervello e di grande dignita’ , hanno da poco rivotato in massa per l’Ulivo e chiedevano a questi sparvieri che cazzo ci facevano lassu’ a rompere i coglioni.

E Fini, non perche’ sia tonto completamente, ma era distratto dai calcioni che si continuavano a tirare i suoi due sottoposti e si continuava a chiedere: “Ma veramente, ma che cazzo ci faccio qui invece di essere allo stadio? La’ almeno capisco tutto”

Sera, tutti sono ripartiti. Tranne Buttiglione, che e’ rimasto presso la Basilica Superiore di S. Francesco di Assisi a confabulare con un vecchio frate. In realta’ , il filosofo gli sta ancora chiedendo, da quando e’ arrivato: “Scusi, mi sa mica dire dove trovo un bagno, una toilette, una comoda, insomma?” Ma il frate non capisce proprio come cazzo parla questo

Abarossa

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13 thoughts on “ABAROSSA racconta

  1. Complimenti!

    Dopo avere,con fatica,letto tale massa di sciocchezze il Polo ha guadagnato un altro voto..!

    Continuate cosÏ e non preoccupatevi: segnalerÚ il vostro sito al maggior numero di persone (sensate)possibile.

  2. Bene, l’importante Ë che ne abbia guadagnato qualche migliaio da parte di chi non ha fatto nessunissima fatica a leggere e capire il pezzo.

    La prossima volta vedremo di fare di peggio.

    Saluti

    Aba 🙂

  3. non sarebbe pi? carino mettere almeno una firmetta? pure se si rimane anonimi.. almeno si puÚ rispondere evitando di dire caro il mio signor nessuno…
    Francesca ’73

  4. Francesca ’73 hai ragione,la foga mi ha preso la mano ; mi chiamo Stefano e cerco di esprimere il mio pensiero senza farmi influenzare da posizioni ideologiche preconfezionate o,meglio, inculcate.

    D’altra parte anche Abarossa pare avere accettato la critica,replicando in modo perentorio ma garbato.

    Stefano.

  5. I pi? sinceri complimenti per quello ke hai scritto da un sedicenne assolutamente antiberlusconiano e antifascista in generale. Sei stato veramente bravissimo. Continua cosÏ!!!! Ciao ciao.

    TRS ’84

  6. E’ una vergognosa esibizione di odio. Io, personalmente, preferisco dirigere il mio profondo disgusto verso i signori dei governi ulivisti che avevano promesso case e, comunque, pi? degna sistemazione a quei poveracci ed invece non hanno mantenuto quanto promesso. Hanno gabbato i terremotati ma la gente non Ë cretina: vede, ricorda e vota.

  7. Forse ti Ë sfuggito, ma la ricostruzuione (reale e definitiva) Ë in via di completamento per gli ultimi signori che stanno VOLUTAMENTE nei containers (c’erano gli alberghi a disposizione…). Ti Ë sfuggito anche che laggi? (o lass?) si Ë rivotato pochi mesi fa e la gente non ha dimenticato proprio un bel niente: tant’Ë che c’Ë stata la vittoria schiacciante dell’Ulivo.

    PerÚ ti invidio: dev’essere bizzarro e divertente vivere cosÏ, colla testa imbevuta di Tg4 🙂

    Ciau

    Aba

  8. Avevo deciso di stendere un velo…pietoso sulla questione ma leggendo questa risposta mi Ë venuto un brivido alla schiena! Abarossa, ma tu li hai visti i containers dei terremotati d’Umbria ? Sai come vivono questi ultimoi signori ? Non credo proprio!

    Ieri,19/11/2000 ero di passaggio a Spello e Spoleto,e ho constatato di persona le condizioni di vita di quella gente sfortunata ,ho compreso veramente il senso di disperazione,di approssimazione di vita che si respira da quelle parti ma credo di aver soltanto intuito la fatica quotidiana dell’esistenza in tale degrado (e chissenefrega se queste persone votano rosso,bianco,azzurro o nero:Ë mai possibile che non si possano registrare i fatti per come appaiono,anche se non sono funzionali al proprio tornaconto,alle proprie convinzioni politiche ? )

    Tale situazione,ti assicuro,Ë identica a quella da me gi‡ verificata due anni fa,quando ho visitato l’Umbria,la splendita,dolce e selvaggia Umbria (e chissenefrega,ancora, se ha votato o senz’altro voter‡ rosso; sarebbe forse meno incantevole Assisi, meno speciale Gubbio se le preferenze politiche dei loro cittadini fossero opposte a quelle del sentire comune odierno e che Tu dai per scontate,immutabili qualsiasi cosa avvenga ? (non ha inseganto nulla il Mugello alla tua parte politica ?); ci rifiuteremo,per questo, di visitare Narni e la rampante Perugia o ne saremo scacciati ignominiosamente se non passeremo sotto le forche caudine del pensiero politically correct ?

    Saluti,Stefano

  9. Premettendo che la mia parte politica non esiste, volevo soltanto farti notare che non dovevi solo passare-vedere-immaginare… avresti dovuto scendere dalla macchina e mettere i piedi per terra. In tutti i sensi. LÏ c’Ë soltanto gente che ci vuole stare. Stanno terminando le loro case, pi? belle-sane e confortevoli di pria. Questa Ë la sola e unica verit‡. Ma tu fai anche un’altra domanda : >. Risposta: eccome! Sarebbero degli osceni ammassi di brutto cemento. Ma non ti ha insegnato nulla la politica dei condoni e degli scempi di QUESTA destra mefitica?

    Ciau

    Aba

  10. Spero che siano i 16 anni che ti danno alla testa… sei rimasto un po’ indietro…. vedete il vostro problema Ë che siete sempre ‘anti”…ma mai ”pro”

  11. Parli giusto perchË non hai altro da fare… la vergogna non sai cos’Ë?

  12. Se la gente vedesse e ricordasse, Berlusconi non potrebbe prendere nemmeno un voto, no?

  13. Bravo, un pezzo davvero gustoso e rinfrescante, forza abarossa, sei la prova vivente che chi Ë intelligente sta a sinistra, sempre.

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