Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

Gatti sotto vetro

Esiste un sito internet dove si vedono immagini di gatti sotto vetro, costretti a crescere dentro bottiglie dalle forme piu’ strane per assumerne le sembianze, il tutto per essere poi venduti a chi ne volesse fare degli originali soprammobili. Una moda del momento.
E a questa moda molte persone ci hanno creduto. Articoli su articoli per spiegare le atrocita’ a cui i gattini vengono sottoposti. E se fosse solo uno scherzo di alcuni ragazzi per testare la creduloneria della gente?

Il sito sotto accusa e’ www.bonsaikitten.com, ed e’ stato rimosso dalla rete, ma si puÚ trovare il suo mirror su www.maranza.com

 

Da “Il Messaggero” 15/01/2001

Prima pagina

 

I mostri esistono e mettono i mici in bottiglia

di JOSTO MAFFEO 

MADRID – In questo mondo cane, c’e’ pure il dottor Mengele dei gatti. E non opera in un mondo virtuale, nonostante “risieda” nella galassia cibernetica di Internet. Questo sinistro personaggio, purtroppo, esiste ed e’ il promotore di uníorrenda organizzazione che incita alla tortura dei felini, alla forzatura della natura a beneficio di chissa’ quali considerazioni estetiche. Pensate: gattini appena nati imbottigliati – si’, messi in bottiglia – per farli crescere deformando loro il musetto e modellandone il corpo a piacimento del proprietario-aguzzino. Il quale, non c’e’ dubbio, e’ tutt’altro che un amico dei gatti. Ne e’ l’aguzzino, spietato torturatore il cui inaccettabile alibi porta l’etichetta del trendy, di una tendenza o moda che in realta’ e’ aberrazione. Pura e semplice. L’abbiamo scoperto navigando in quella Web che e’ fotocopia del nostro mondo di tutti i giorni, con le sue realta’ e immagini esaltanti e con gli abissi del peggio della condizione umana. In un quartiere malfamato di Internet – non poteva essere altrimenti – c’e’ una sinistra organizzazione che risponde al nome di Bonsai Kitten, etichetta che e’ tutto un programma di orrori. All’inizio, per lo sprovveduto visitatore del sito tutto appare poetico, esotico ed idilliaco. La “delicata bellezza prodotta da artisti orientali”, “l’arte della miniatura”, la “grazia espressiva dei bonsai giapponesi”.

Una terribile “bufala”, la “sola” iniziale per farcire di arte e cultura uníoperazione crudele, demenziale: miniaturizzare e deformare gattini appena nati, modellandoli a piacimento. Perche’, messi in bottiglia, i poveri felini “assumono la forma del vaso che li costringe”.
Meno male che questi sadici ammettono tutto e non ci sono dubbi. Si tratta di autentica, gratuita crudelta’. Le illustrazioni a corredo dell’iniziativa,
commerciale, sono piu’ che eloquenti: micini con il musetto spiaccicato contro il vetro, introdotti con il calzascarpe (si, con il calzascarpe) all’interno di vasi di cristallo dov’è’ loro impossibile muoversi e dove – ancora orrore! – cresceranno assumendo la forma del contenitore.
Alla Bonsai Kitten, che vende “gattini gia’ pronti” e commercializza gli opportuni strumenti di tortura per il “fai da te”, non sembrano proprio nutrire scrupoli etici. Se non si trattasse di animali, il dettaglio delle operazioni di miniaturizzazione farebbe ricordare gli orrori perpetrati nel corso della storia da grandi e piccoli torturatori. Ai micini, e’ spiegato, si iniettano sedativi affinche’ subiscano la tortura senza molestare; si applica un “diverticolo rettale”; per evacuare orine e feci all’esterno, senno’, oltre “a condurli a sicura malattia e morte” potremmo subire “l’inevitabile aspetto e odore”.
C’e’ di piu’, molto di piu’, in questa vetrina degli orrori felini ad uso e consumo di uníorganizzazione che ci specula e che promuove quella che vende come “opera d’arte” di moda. Potremmo occultare l’ubicazione del sito, ma forse e’ meglio indicare ai cibernauti, che in questi casi sanno reagire opportunamente con l’indignazione a colpi di clic e bit, dov’e’ l’antro in questione: www.bonsaikitten.com. Un indirizzo Internet e un numero di telefono di New York che potrebbero e dovrebbero interessare anche le procure della Repubblica italiane, visto che recentemente la Cassazione ha stabilito che i reati sulla rete sono perseguibili a prescindere da dove parta il messaggio
criminale. Un luogo – quel sito – dove si spiega con dovizia di dettagli la mollezza e plasticita’ delle ossa dei gattini appena nati, la “reazione di gonfiore iniziale” che il cliente puo’ osservare dopo una settimana di tortura, sintomo di un processo di “modellazione” che procede regolarmente.
Non ci stupiremo del passaggio seguente, in questa sinistra operazione di plasmazione del muso felino a piacimento del cliente: la vendita di contenitori con un vetro riproducente i lineamenti del volto del cliente, cosi’ si avrebbe un gatto con il perfido muso del padrone. Ci staranno gia’ pensando i promotori dell’affare, i quali, com’e’ consueto, raccomandano precauzioni e precisione nelle fasi di miniaturizzazione; se qualcosa va storto – povero gatto! – loro non assumono responsabilita’. Come non ne assumono se qualcuno intende “saggiare” la duttilita’ dei micini appena nati. Alla prima settimana di vita, avvertono, il gatto e’ molle ed elastico: “Se lo si getta sul pavimento, rimbalzera’. Attenzione, pero’, “puo’ finire sotto i mobili ed e’ difficile recuperarlo”.
Orrendi questi “riduttori” di micini. Dobbiamo registrare che pensano proprio a tutto. Tra i suggerimenti tecnici per una felice operazione, uno colpisce in particolar modo: bisogna praticare un foro nella bottiglia per far respirare ed alimentare il micio. Altrimenti, morirebbe. E bisognerebbe ricominciare daccapo, con un altro gatto. Mondo cane. Fateli sparire.

Riporto invece qui uno scambio epistolare via email che ho avuto personalmente con l’autore dell’articolo:

Da: Antonella <antonella@censurati.it>
A: <josto.maffeo@ilmessaggero.it>
Data invio: mercoledÏ 24 gennaio 2001 16.06
Oggetto: bonsaikitten


> ho una domanda da porle in merito al suo articolo su bonsai kitten: come si e’ assicurato che non fosse semplicemente uno “scherzo di cattivo gusto” dando invece per buono che fosse tutto vero?
> Cordiali saluti
> Antonella Serafini
>

Da: J.M. josto.maffeo@ilmessaggero.it
A: antonella@censurati.it
Data invio: mercoledÏ 24 gennaio 2001 17.45
Oggetto: RE: Bonsai Kitten

> Il dibattito, non la sua domanda, mi sembra sterile.
> Vero o falso, scherzo o atroce attivita’, per noi si trattava di mettere in guardia. Il rischio, in ogni caso, risiedeva e risiede nella possibilita’ di emulazione da parte di alcuni navigatori della Web. Nella quale, esattamente come al di fuori del mondo virtuale, i limiti alla follia umana non sono ben definiti. A noi spettava denunciare un’attivita’ o la macabra apparenza di un’attivita’. Poco importava la differenza. L’abbiamo fatto, ma non siamo l’Fbi ne’ abbiamo “giurisdizione” negli Stati Uniti.
> Cordiali saluti.
> Josto Maffeo
>
>

N.B. l’email del giornalista in questione la pubblico perche’ gia’ apparsa a fine articolo proprio nelle pagine del Messaggero, per cui non ne ho leso la privacy

Non solo Maffeo Josto del Messaggero, ma anche Alain Elkan di Specchio, l’inserto de ‘La Stampa’, ha trattato l’argomento. Nientedimeno sotto forma di intervista a un luminare come Giorgio Bocca, l’anti-internettiano per eccellenza (o forse per partito preso, ormai)

Dopo tutte le polemiche scaturite sulla censura e su internet da parte dell’Ordine dei giornalisti (vedi l’appello di peacelink contro la ceensura dell’informazione in rete di cui abbiamo parlato tempo fa) ecco dimostrato come il giornalismo che l’ordine tutela non e’ quello che fa informazione vera bensi’ quello che serve a riempire spazi vuoti dei giornali. Che la notizia sia vera o no, non interessa a nessuno. O almeno, non ai giornalisti. O ancora meglio: non a TUTTI i giornalisti. Basterebbe un po’ di tempo in piu’ da dedicare alla ricerca della verita’, ed ecco che magari la notizia vera esce. Mi chiedo: ma e’ mai possibile che si possa credere a una cosa del genere, scientificamente impossibile, e poi cercare di dare la notizia (vera o falsa che sia) per “evitare che altri emulino quelle gesta?”

Un briciolo di razionalita’ e’ d’obbligo, specie se si e’ pagati per fare informazione e non per cercare lo scoop.

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40 thoughts on “Gatti sotto vetro

  1. Gi‡, mi chiedo anch’io come la Antonella : ma Ë mai possibile che si possa credere a una cosa del genere, scientificamente impossibile, e poi cercare di dare la notizia (vera o falsa che sia) per evitare che altri emulino quelle gesta?. Quali gesta, mi spieghi, quelle che anche un bambino alla prima riga (non l’FBI) capiva subito essere una stupida beffa? E’ mai possibile rispondere in questi termini invece di fare una bella, intelligente, autocritica sulla foia da scoop? E, caro Maffeo, si immagina che sarebbe successo se questa grottesca notizia fosse stata data da un giornalista non iscritto all’Ordine? E, mi dica, le ha dato almeno una lavatina di capo, l’Ordine?
    ettagio

  2. A parte questo (non raro) infortunio sul lavoro, noi di bresciablob l’abbiamo gi‡ scritto che per entrare nell’Ordine dei giornalisti, questo cascame del Medioevo, bisogna passare sotto le forche caudine di quattro pensionati incartapecoriti che ti giudicano, di quattro redattori lottizzati e raccomandati che ti selezionano in lotta con quattro colleghi sgomitanti e servili che ti fanno giustamente la guerra per la giusta caccia alla pagnotta.
    http://www.bresciablob.com

  3. Credo che l’esistenza dell’Ordine sia necessaria, ma che il tutto debba essere rinnovato. Sarebbe bene un adeguamento, fare un upgrade. Senza disciplina non Ë possibile un controllo di qualit‡ del vero giornalismo. Il caso del bonsaikitten Ë la testimonianza di come Ë possibile che la carta stampata regolarmente autorizzata a fare informazione, in relt‡ puÚ fallire alla stessa misura di internet. Tutto sta al lettore, se crederci o meno. E’ bene che ci sia un Ordine per evitare che ci siano ‘cani sciolti’ che scribacchiano stupidaggini e si autoproclamano giornalisti, ma Ë tutto il sistema che a mio avviso va riveduto e corretto.
    Antonella

  4. Il cane sciolto Ë una persona. Si assume le responsabilit‡ di quello che scrive. Un editore si assume la responsabilit‡ di farlo lavorare e il suo lavoro ne testimonia la seriet‡ come giornalista.

    Non sono assolutamente un filo-americano ma due giornalisti del Washington Post hanno fatto cadere Nixon e non erano iscritti all’ordine.

    L’ordine dei giornalisti Ë una casta. Preferirei che fosse abolito.

    Non ne vedo i vantaggi.

    stima e saluti

    matteo bordone

  5. Mio film preferito? Tutti gli uomini del Presidente. Scandalo watergate. L’America ha altre leggi, perÚ. Qui in Italia non avrebbero potuto fare niente, i due giornalisti di cui parli, o almeno, non senza un ordine (lobby?) che tutela la sicurezza di chi fa inchieste. Riforme. Queste ci vogliono!
    Antonella

  6. Geniali questi ragazzi che hanno messo in rete la falsa notizia! Semplicemente geniali! WoW! Farei un viaggio in America solo per stringergli la mano! Mamma mia quanti boccaloni che esistono!
    Paolo

  7. Contraddizioni inter nos. Cara Antonella, mi stupisco che anche tu caschi nel solito trucco della regolamentazione e delle stupidaggini, naturalmente sempre e solo quelle altrui. Chi decide quando si dicono stupidaggini? Berlusconi? Storace? O l’Abruzzo, il grande presidente dell’Ordine dei lombardi, che di stupidaggini ne dice cento volte pi? di noi? Gliele discuto, gliele contesto, le sue stupidaggini, ma mica gliele regolamento. Sai che diceva il grande illuminista Diderot? Diceva ai suoi interlocutori : Sono disposto a farmi uccidere pur di difendere il tuo diritto di dire stupidaggini. C’Ë incongruenza nel tuo ragionamento. Prima tu dimostri alla grande che nell’Ordine pi? selettivo del mondo (e ottuso e chiuso, proprio in grazia di tutti gli sbarramenti) si continuano a scrivere stupidaggini e che quindi l’Ordine non serve a niente; poi fantastichi di un Ordine, che abolisca le stupidaggini che esistono e esisteranno sempre nell’universo mondo.

    E leggendo i vari interventi apparsi sul tuo sito mi chiedo: ma possibile che vi facciate tutti paralizzare dalla pi? retorica e vuota delle parole, laregolamentazione, se applicata alla libert‡ di pensiero e di espressione, fulcro ed essenza della democrazia? Ma possibile che, paralizzati da reminiscenze scolastiche e disciplinari, non vi rendiate conto che questo Ë lo pseudo-ragionamento d’ordine dei Mussolini (in senso lato) e degli Abruzzo (in senso stretto e corporativo)? Che Ë una bardatura fasulla, uno spauracchio, che puÚ fare leva solo in un paese dalle tradizioni illiberali e controriformistiche, intessuto di nicchie di potere protette e di nidi di vipere? Sai che diceva il grande liberale Luigi Einaudi? Diceva che regolamentare con un Ordine il giornalismo sarebbe come regolamentare con un Ordine la poesia. L’assurdo. E vedrai che magari l’Abruzzo nella sua foia corporativa far‡ in proposito la sua bella proposta di legge assurda, dopo quella che prevede due anni di galera per i responsabili di siti on line se non iscritti all’albo dei suoi privilegi e delle sue stupidaggini. E sai che succede all’estero democratico dove non c’Ë l’Ordine? Che esiste un ottimo giornalismo, molto meglio di quello italiano, anche se, anzi, proprio perchË non c’Ë l’Ordine.

    Dirai. Ma se un poeta o un giornalista (che non si sa regolamentare) diffonde notizie false, insulta o diffama? Proprio come all’estero esistono un codice penale e civile, che ci regolamenta tutti senza ledere la libert‡ d’espressione e di informazione: diritto allíinformazione (corretta e completa), diritto di riceverla e diritto di farla, cui tutti, dico tutti, possono e devono accedere, secondo la nostra costituzione. Regolamentare il pensiero? La libert‡ d’espressione? Ma siamo matti. Lascialo dire all’ Abruzzo, cara Antonella, ma non ripeterlo tu, responsabile di questo tuo sito eccellente contro la censura perchË sarebbe una contraddizione in termini.

    Renato Rovetta

  8. Lungi da me limitare la libert‡ d’espressione di chicchessia. Voglio farti un esempio, perÚ, per spiegarmi meglio:
    un cretino qualunque diffama su un giornalino di quartiere (o se vogliamo su internet, Ë uguale) una persona che non puÚ permettersi un avvocato per intentare una causa che magari si presume anche lunga a finire. Lo stesso cretino, siccome ha scritto (con tutta la libert‡ che ti pare) su un giornale -seppur stupidissimo-, secondo te si puÚ considerare un giornalista?
    Pensaci bene: la qualit‡ e l’ordine adesso non vanno d’accordo, Ë qui che ci sarebbe bisogno di una riforma. Un controllo di qualit‡ e basta. In fondo non avremmo i minimi sindacali se non ci fosse un Ordine. O meglio ancora: pi? che un controllo di qualit‡, un controllo di professionalit‡, questo si che sarebbe auspicabile! Spero di essermi spiegata meglio, ora. Non sono iscritta all’ordine, come sai, ho pensato questo sito proprio in funzione di una libert‡ di espressione, ma molti articoli (che in seguito a miei accertamenti si sono rivelati solo diffamatori) non li ho pubblicati. Vogliamo parlare di qualit‡ di censura. allora? Onestamente non mi sento cosÏ magnanima da dovermi beccare querele per conto terzi perchË un pinco pallino diffama gratuitamente una persona ritenendo di poterlo fare in nome della libert‡ di parole e di espressione. Insieme a questo nostro diritto, c’Ë anche il dovere di rispettare la verit‡. Io cerco di farlo come meglio credo. ContinuerÚ cosÏ.
    Il caso bonsaikitten l’ho messo per far vedere come si puÚ manipolare la creduloneria della gente, a volte anche in buona fede, non era mia intenzione far polemica intorno all’ordine dei giornalisti. Le mie energie le vorrei spendere meglio, senza avvelenarmi l’anima con inutili battaglie contro i mulini a vento.
    In qualit‡ di free lance e di amica di Antonio Russo, colgo l’occasione di questo sano dibattito per informare tutti i giornalisti che si terr‡ a Roma il convegno ‘Antonio Russo: quando di
    libert‡ di informazione si muore. Giornalismo come vocazione per la dignit‡ professionale’.


    Il 31 gennaio dalle ore 16 alle ore 20 presso il Museo di Roma in Trastevere – piazza S. Egidio, prima giornata commemorativa.
    Ragazzi, chi mi ama mi segua, siete tutti invitati.
    Antonella

  9. Personalmente e come responsabile del sito http://www.kontrokultura.org sono per la salvaguardia della libert‡ di ognuno di noi di scrivere, urlare, mettere sul web, cantare, dipingere , scolpire, qualunque cosa senza alcun controllo di qualita’ da parte di chicchessia. Dal controllo di qualit‡ alla censura il passo e’ breve…

    In realta’ e’ l’utente, il lettore, il telespettatore o il navigatore a dover cambiare il modo di percepire l’informazione: le voci aumentano, le fonti si moltiplicano , intenernet ha portato una moltiplicazione esponenziale delle notizie a cui puo’ accedere un cittadino, ma oggi piu’ che mai e’ l’utente stesso a dover imparare a fare le sue considerazioni dopo essersi informato.Oggi abbiamo molti piu’ mezzi e questa e’ una ricchezza, ma dobbiamo essere assolutamente scettici, sempre. il vecchio L’ha detto la Tivv?

    mandiamolo in pensione ( e lo stesso vale per le altre fonti)

  10. sar‡ stato pure uno scherzo, ma dalla mia esperienza di volontaria ad un canile ENPA ho potuto constatare che alla crudelt‡ umana non c’Ë davvero limite. Forse i gattini in vaso non ci sono su internet, ma micini le cui ossa sono state rese malleabili per le fratture da percosse o da lancio da auto in corsa ne ho visto pi? di uno! Lascio perdere il trattamento che cani di grossa taglia subiscono quando sono fatti crescere al buio in 1 o 2 metri quadri…

    Adesso saluto tutti i Bastardidentro sperando che mai si arrivi alla violenza sugli animali istituzionalizzata,basta e decisamente avanza quella spontanea

  11. Ma che rimosso dalla rete a tutt”oggi 5 febbraio 2001 il sito Ë liberamente visitabile !

    E” UNA VERGOGNA

  12. La vera vergogna Ë che persone che hanno perso ogni giudizio critico abbiano libero accesso ad ogni fonte di informazione e che non riescano e dicernere il vero dal falso. Ancora pi? vergognoso Ë che a queste stesse persone sia consentito diffondere queste notizie, rendendosi garanti della veridicit‡ delle stesse (veridicit‡ mai comprovata!). E ancora pi? vergognoso il movimento di opinione pubblica intorno a questa faccenda: non importa informare (e magari anche informarsi): bisogna scandalizzarsi, discutere sulla crudelt‡ umana, rendersi garanti dell incolumit‡ del prossimo evitando che qualche degenerato non pensi di farlo anche lui! Gi‡! PerchÈ il degenerato non se ne accorge, il degenerato crede che sia tutto vero! Che poi i micini vivano comunque.

    Forse, il vero punto chiave Ë la stupidit‡ e la creduloneria di tutti noi, abituati ormai ad assorbire qualsiasi informazione (utile o inutile, vera o falsa) che ci venga proposta, senza pi? ragionare, senza pi? confrontare!

    E poi vogliamo il potere, vogliamo decidere, vogliamo libert‡ di informazione!

    Addio giudizio critico.

  13. Spero tanto non sia vero! comunque il cattivo gusto e la stupidit‡ umana non hanno limiti…

    per fortuna esitono queste meravigliose creature…

  14. il sito bonsaikitten pare che appartenga a un’organizzazione che intendeva loggare gli acquisti di questi micini sul sito.. L’organizzazione pare che sia una sotto-associazione del WWF.

    Questo da fonti non accreditate, ma molto attendibili.

    Stefano

  15. oggi 09/02/2001 non c”Ë.

    Comunque rassicurati per i mici: sono un veterinario e non credo proprio che sia possibile

    che la sopravvivenza di un animale in quelle condizioni superi i due giorni, quindi Ë sicuramente una bufala.

    Mi preoccupano invece altri obbrobri tutt”altro che virtuali; esistono ancora feste paesane che sacrificano selvaggiamente animali nel nostro paese, e nella cultura ispanica Ë sempre in auge la Corrida….per non parlare dei combattimenti tra animali (non solo fra cani).

    Che dire poi di ragazzini che giocano a pallone con un tenero micetto di pochi mesi in un cortile di periferia?

    Bonsai kitten Ë molto probabilmente solo un prodotto di una mente bacata, per fortuna non praticabile nella realt‡.

  16. Vi sottopongo due ipotesi:

    1) Non c””Ë limite all””umana stupidit‡ e questo Ë solo uno dei tanti esempi…

    2) prove tecniche di disinformazione, e test a screening sulla percentuale di chi abbocca…

    L””ipotesi 2, ove verificata, sarebbe un segnale sinistro.

    Sicuramente sinistro ( e francamente penoso) il comportamento di due ””illustri”” giornalisti al riguardo. E delle loro testate. Ma 1) ci sono o 2) ci fanno?

    Manlio

  17. Vi sottopongo due ipotesi:
    1) Non c”Ë limite all”umana stupidit‡ e questo Ë solo uno dei tanti esempi…
    2) prove tecniche di disinformazione, e test a screening sulla percentuale di chi abbocca…
    L”ipotesi 2, ove verificata, sarebbe un segnale sinistro.
    Sicuramente sinistro ( e francamente penoso) il comportamento di due ”illustri” giornalisti al riguardo. E delle loro testate.
    Ma
    1) ci sono
    o
    2) ci fanno?
    Manlio

  18. il fatto Ë che bisogna riempire gli spazi, e si va poco a fondo alla veridicit‡ della notizia. Il che non giustifica l’importanza che se ne Ë data da parte di professionisti portavoce dell’informazione. Ma per fortuna non ci cascano tutti.

  19. per me sono tutti inpazziti questo sta’ diventando tutto un mondo di merda Ë inconcepibile una cosa del genere

  20. Ho sentito anche io dei gatti sotto vetro, e , amandoli particolarmente sono andato a vedere il sito, e mi sono fatto una sana risata alla faccia di tutti coloro che hanno abboccato a questo scherzo (tra l’altro fatto molto bene), ma dico io, come Ë possibile pensare che dei gatti vivano in un vasetto di vetro? L’intervista poi, sul sito maranza, ma non sapete cosa vuol dire la parola maranza?

    Forza gente, scendete dal pero, aprite gli occhi e pensate con la vostra testa, senno farete la fine di tutti quelli che credevano nell’esistenza del mostro di Loch Ness…

  21. E va bene! L’Ordine impedisce ai cani sciolti di scrivere stupidaggini. Ma chi impedisce ai giornalisti impegnati e politicamente orientati di scrivere bugie? E’ mai intervenuto l’Ordine per richiamare questi giornalisti iscritti all’Ordine?

  22. salve,sono un cibernauta che ama tantissimo tutti i tipi di animali ed in particolari i gatti.

    Sono completamente rimasto sconcertato all’idea che ci possano essre persone con tanta fama di denaro su scrupoli tanto spietati e per niente umani.

    Personalmente non penso di essere in grado di fare molto per fermare questi malati di mente da ricovero immediato.

    Comunque tentero di tutto da domani stesso e mi assicurero per parte mia che venga diffuso alla vista di chi puo sicuramente trattare con bestie del genere..!!!

    Spero che voi nelfrattempo facciate tutto il possibile (come so che gia’ state facendo e ve ne ringrazio infinitamente) per contribbuire all’annientamento di questa losca azienda o organizzazione di spietati criminali che altro non sono e non importa che gli imputati siano dei gatti anzi a maggior ragione..!!!

    proprio perche’ spesso ci si dimentica che la vita degli animali vale tanto quanto la nostra.

    Vi auguro di riuscirvi il prima possible e vi do tutto il mio appoggio anche seppur solo virtuale e non esitate a mandarmi una o piu’ e_mail se avete nuove notizie a riguardo…

    Cordiali suluti…

    La mia e_mail: elrocho@libero.it o panchitoloco78@argentina.com

  23. Ma io dico, tutto questo rumore per una bufala di proporzioni catastrofiche. Ma come si fa a pensare che un sito come bonsaikitten sia veritiero? Andiamo, ho avuto il link del sito in una mail ricevuta da Bastardidentro, ci sono andato sopra e ho visto tubetti di vetro a forma di cane, di pera, insomma, sono scoppiato a ridere alla sola idea di vederci un gatto dentro!

    Ho anche pensato di mettere il mio pesciolino rosso in una fiala di penicellina per non farlo crescere troppo!

    Il problema non Ë quello, il problema Ë invece che sulla rete ci sono una marea di atrocit‡ molto pi? crude e reali. Navigando in siti poco eruditi ho trovato un link per http://www.rotten.com, non so da quanto tempo sia attivo il sito, ma la cosa che davvero mi stupisce e sconvolge allo stesso tempo Ë sapere che per due gattini chiusi in un”ampolla di vetro (fotoritocchi peraltro molto ben fatti) si sia allarmato l’intero globo e che all’opinione pubblica, alle stesse persone che ritengono un atrocit‡ il solo pensiero di imbottigliare un gatto non interessi minimamente sapere che c’Ë un sito (e chissa quanti altri simili) dove invece di gattini in vitro si vedono foto molto ben dettagliate e purtroppo reali di vittime di incidenti stradali, cadaveri bruciati, autopsie eseguite su bambini, e chi pi? ne ha pi? ne metta.

    E il tutto alla portata di chiunque abbia un pc e un telefono.Questa Ë una cosa orribile, non l’azzecato scherzo di un diciannovenne americano che con sei paginette html ha preso per i fondelli tutto il mondo!

  24. Gli ordini di qualunque settore e genere sono una truffa legalizzata… per dare l’esame per perito devi essere iscritto all’ordine dei periti… per dare un esame di STATO devi pagare un ENTE PRIVATO…. tutti hanno provato ad abolire gli ORDINI e nessuno c’Ë mai riuscito… troppi miliardi… troppi introiti… troppa MAFIA…

    ORDINE Ë MAFIA… ecco la verit‡!

  25. Orribile anche se fosse solo uno scherzo!

    Viene spontaneo riflettere su quale mente possa partorire atrocit‡ del genere….

  26. ma lo avete visto il sito??? ci sono le foto, le istruzioni!! ma sono fotomontaggi?? non mi pare, quello lÏ i gattini li ha spiaccicati dentro un barattolo di vetro e gli ha fatto le foto!!! o no?

  27. continua a sognare, bimbo… le foto si ritoccano.

    trovo di cattivo gusto la satira di bonsaikitten.com, ma la libert‡ di parola Ë inalienabile. L’unica cosa importante Ë non fare del male a degli esseri viventi, e non mi sembra che sia il caso di bonsaikitten… a meno che non crediate ai sogni.

    e non mi scandalizzo nemmeno dell’esistenza di rotten.com… Ë un male necessario, se vogliamo che esista la libert‡ di espressione

  28. no! non ci credo Ë troppo anche per un uomo, Ë pura crudelt‡, anche pensarlo mi fa venire meno! mentre leggo sento un nodo in gola non Ë possibile!!!!

  29. Cari amici,

    ho letto l’articolo pubblicato sul vostro sito e devo chiedervi una cosa: pensate mai agli effetti che, in base alle cose che che vediamo in giro, possono avere, magari non nel presente, ma in un immediato futuro?

    Hanno fatto chiudere un sito perchË parlava di torture perpretate su animali. Poteva essere uno scherzo, ma poteva anche non esserlo.

    Di certo siamo in un paese libero, ma ricordiamo che, come si suol dire “il troppo stroppia”, nel senso che non tutti riescono a capire profondamente cosa sia vero o meno.

    Quanti incidenti capitano per colpa della superficialit‡? Di sicuro ci sono siti peggiori, nella rete, quali quelli pedofili, quelli che pubblicano foto inerenti a incidenti ed altre mostruosit‡, ma pensate un attimo, se qualcuno avesse deciso di sperimentare questa cosa. La colpa su chi ricadrebbe in questo caso?

    Pensiamo alle cose che facciamo, e questo vale per tutto, perchË di sicuro ci sono tante cose che andrebbero “rivisitate”, ma cominciamo sopratutto a cercare di cambiare le cose che ci sembrano ingiuste, sia grandi che piccole, invece di lamentarci o di reagire solo per partito preso. Va bene la libert‡, ma cominciamo anche ad avere un minimo di buon senso.

    Sopratutto mi rivolgo agli autori del mirror “gattibonsai.it”: crediate sia divertente insultare le persone solo perchË non la pensano come voi? Questo significa agire da vigliacchi e non avere il coraggio di confrontarsi con gli altri. Crescete.

    E poi, da amante degli animali, e dei felini sopratutto, se era uno scherzo era di gusto barbaro.

    Cordiali Saluti

    SpAwN

  30. Io non so se qualcuno ha gi‡ avanzato questa ipotesi.

    Non avete mai pensato che forse si Ë cercato di dimostrare per l’ennesima volta che tutto ciÚ che si trova in rete Ë MALE?

    La rete che se ne dica resta una fonte libera di informazione, non controllabile e del tutto indipendente, perchË basta poco per dire la propria. Cosa che su un quotidiano non Ë possibile…I gatti bonsai sono stati un pretesto, andiamo chi poteva crederci? Un’altra manovra per gettare fango su qualcosa che potrebbe dar fastidio…la libert‡ della rete…

    Matteo theos@numerica.it

  31. Ma allora…piantatela, creduloni!!!

    Se vivete in un giardino dorato (come vi auguro, perchË io invece devo vivere nel MONDO VERO)forse non sapete che fin dalla notte dei tempi esistono stronzi che maltrattano gli animali…anche quando gattibonsai e internet non esistevano.

    Inoltre non parlatemi di “emulazione”….anche perchË Ë pi? facile vedere Gatto Silvestro fatto a pezzettini o Tom saltare in arie su qualunque TV che prendersi la briga di trovare un mirror….

    Piuttosto, diventate volontari presso un centro per gli animali abbandonati, che farete sicuramente meglio che restare seduti davanti ad uno schermo a scandalizzarvi!!

  32. A me non sembra tanto ganzo sbeffeggiare chi si Ë allarmato per la storia dei gatti-bonsai:anche se Ë una bufala,c’Ë sempre il deficiente che emula anche le peggiori cose (vedi la storia dei sassi in autostrada…).Dopo poco tempo che aveva fatto scalpore questa notizia,hanno trovato un povero micio morto perchË qualcuno lo aveva infilato e compresso in un lampioncino di vetro trasparente.Particolare orribile:il micio Ë morto bruciato dalla lampadina del lampioncino.Ora,a chi ha fatto questo,e a chi solamente per scherzo mette in internet sevizie,vere o finte che siano,sugli animali,io effettuerei la lobotomia.Non ridiamo:la madre degli imbecilli Ë sempre incinta!

    Alessia Ricci

  33. Io c’ho creduto! E ho pure rabbrividito. Fortuna che non era vero o… beh, checcazzo, se un idiota (tipo me) ci provava (non lo fare mai io!!), come l’averste messa?? E cmq cosa ti dice che nessuno c’ha provato a inscatolare un gatto??

    Lord

  34. NON NE POSSO PIU’ DI SENTIRE COSE DEL GENERE

    DOBBIAMO FERMARLI QUESTI MOSTRI CHE MALTRATTANO I NOSTRI AMICI A 4 ZAMPE DOBBIAMO FARCELA!!

    MA PULTROPPO IN QUESTO MONDO C’E QUALCUNO CHE NON AMA GLI ANIMALI,E QUESTO VUOL DIRE CHE NON AMA NEMMENO SE STESSO

  35. Troppe atrocità subiscono giornalmente miliardi di animali perchè si possa trovare divertente un sito che insegna a metterle in atto. Gattibonsai non è affatto satira, c’è gente che combatte per evitare cose del genere e vedere affidato alla potenza mediatica di internet un sito che scherza su cose più che serie fa tanta rabbia.

    Chi ha usato il proprio tempo per mettere su questo scherzo di pessimo gusto deve essere qualcuno che non ha proprio niente di meglio da fare nella vita. Qualcuno che si affida alla “libertà di espressione” per dire stronzate. Un tempo si moriva per la Libertà di Espressione, e c’è chi la usa come scudo per giustificare la sua coglionaggine. Questo è molto triste.

    Fate un sito che prende per il culo la gente che muore di fame che ci facciamo altre quattro risate.

  36. Cara Alessia Ricci.. tu sarai una viziata beota che non sa dire che “concordo pienamente”…

    Torna ai parioli.. o al fleming… è quello il tuo habitat naturale… cogliona..

  37. mi fa semplicemente schifo pensare all’esistenza di certi mostri……..perché non li mettiamo loro dentro un vasetto e li rendiamo bonsai??????!!!!!!! Magari farebbe ancora più soldi la geniale mente che ha ideato questa brutalità!!!!! Peccato che dopo non saprebbe come spenderli!!!!

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