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Padroni di niente, servi di nessuno

FS e soldi pubblici

Lo so, per certi versi il voler parlar male delle FS e’ come sparare sulla Croce Rossa. Per chi poi ha visto lo scorso giovedi la puntata de ‘Le iene’ l’argomento trattato potrebbe non meravigliare affatto. L’associazione dei consumatori ADUC, ci ha inviato un comunicato stampa che sarebbe oppurtuno leggere per capire se noi utenti siamo i fessi di turno o semplicemente e’ l’azienda FS che ha delle scuse da fare a tutti. Io opterei per la seconda ipotesi.
Antonella

Comunicato stampa Aduc
FS USA I SOLDI PUBBLICI PER PUBBLICITA’ INGANNEVOLE SULLA PELLE DEGLI HANDICAPPATI?

L’Azienda FS, che gestisce in regime di monopolio il servizio di trasporto su rotaia, si sta comportando, usando il denaro pubblico, come un piccolo venditore di pentole dei mercatini di provincia? E’ quello che abbiamo chiesto all’Ufficio Pubblicita’ Ingannevole dell’Antitrust.
Perche’, proprio in questi giorni, in cui diversi utenti si sono accorti di essere stati presi in giro con aumenti che arrivano anche al 40% (cosi’ come avevamo gia’ denunciato alla fine del passato mese di dicembre rispetto all’abolizione degli abbonamenti Eurostar su tratte -tipo la Firenze/Bologna- in cui sono praticamente gli unici treni a disposizione), l’azienda FS ha pensato bene di curare la propria immagine, diffondendo un opuscolo eufemisticamente chiamato La carta dei servizi 2000, in cui – tutto in un clima di spot per la stessa azienda, ma camuffato da presentazione obiettiva del proprio servizio- si fregia anche dell’elenco delle associazioni di consumatori (in cui non c’e’ l’Aduc – ovviamente e meno male), ambientaliste e dei portatori di handicap con cui ha un dialogo continuo. Peccato, pero’, che questo dialogo, confrontato con quelli che vengono chiamati “principali indicatori della qualita'”, si mostra essere, oltre ad una banale strumentalizzazione, anche una grande presa in giro del lettore/utente. Vediamo perche’.
* Sulla puntualita’ dei treni del trasporto regionale, ci fa sapere l’obiettivo 2000 sui treni che giungono con un ritardo non superiore a 15 minuti, e’ stato toccato nel 95% dei casi.
* Sull’integrazione modale (biglietterie con rivendita di biglietti di altri vettori locali), la percentuale e’ del 50.
* Sull’informazione a bordo (collegamento telefonico cellulare treno-terra), l’obiettivo 2000 e’ centrato al 100%

Ma ci sono alcune voci che rimangono misteriose, perche’ alla percentuale di avvicinamento all’obiettivo 2000, sempre nella stessa colonna, si sostituiscono dei numeri a valore assoluto, ed abbiamo:
* servizi per viaggiatori con handicap (numero di treni circolanti con carrozze attrezzate -giorno medio feriale): 629
* comfort scompartimenti (numero carrozze climatizzate): 454
* livello servizi di biglietteria (numero stazioni dotate di rivendita biglietti, anche automatica): 872

E che vogliono dire questi numeri? Come si fa a capire se l’obiettivo 2000 e’ stato avvicinato o raggiunto? Si da’ per scontata la conoscenza di altri valori assoluti di riferimento che, invece, nella tabella non sono riportati. Una pubblicita’ ingannevole? Che rasenta il tragico perche’ perpetuata su soggetti civicamente e logisticamente piu’ deboli, come gli handicappati?
Se questo l’azienda FS lo chiama ‘dialogo continuo’, chissa’ cosa succederebbe senza questa continuita’ di dialogo …
Bel modo ha l’azienda FS di utilizzare i soldi pubblici della sua proprieta’ pubblica.

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10 thoughts on “FS e soldi pubblici

  1. Tempo fa un dipendente FS mi disse che c’erano delle cose sporche che era il caso di sapere, per il tratto ferroviario riguardante la linea Roma-Pescara. Il signore in questione si fece lasciare un mio recapito perchË aveva delle cose molto scottanti da dichiarare, e sapendomi giornalista avrebbe voluto che la stampa si occupasse del suo caso (non era personale, ma riguardante disservizi delle ferrovie, a livello tecnico e sindacale). Mi ringraziÚ per avergli lasciato il numero dicendomi che si sarebbe fatto vivo al pi? presto, ma la fretta del momento non mi permise di approfondire nulla.

    Ora, io faccio quel percorso almeno 10 volte al mese, tra andata e ritorno, ma la persona che mi parlÚ non l’ho pi? incontrata (spero in una casualit‡). Se qualcuno di voi Ë a conoscenza di cosa accade sulla Roma-Pescara, la mia email Ë a disposizione.
    Antonella

  2. Si sono fatti in quattro per noi! Ma chi gliel’ha chiesto? Quando non c’era tutta sta premura per noi si stava una schifezza ma si pagava pure di meno. Adesso si sta una schifezza lo stesso e si paga di pi?. Avemo fatto ‘n’affare…..
    Silvio 67

  3. La Roma-Pescara? oltre al fatto che Ë la linea pi? vecchia che esiste, mai rinnovata dai tempi del duce, di certo posso dirti che Ë la tratta pi? frequentata dalle entreneuse (ho scritto bene?) dei vari localini abruzzesi. Ma non credo che il tizio che hai incontrato si riferisse a questo.
    Francesco da Chieti
    P.S. e sono anche brutte!

  4. caro alessandro, sono per la libert‡ di credere in quello che si vuole. Io credo a Striscia la notizia, alle iene, al mio sesto senso, ai miei occhi, alla mia famiglia, agli amici e al mio ragazzo e alla nutella. Tu fa pure come vuoi.
    in bocca al lupo
    Antonella

  5. Mi parli delle iene? Cara Antonella, mi meraviglia che proprio tu che gestisci un sito come questo, piuttosto ‘serioso’, spezzi una lancia a favore della televisione, e ancor peggio a satira di dubbio gusto. La TV Ë finzione, lo sanno tutti e non dovresti fomentare l’informazione televisiva, che poi chiss‡ se Ë informazione vera o no. Ho i miei dubbi
    Alessandro da Varese

  6. C”Ë satira e satira. Non entro nel merito delle iene (seppure mi sembra di aver visto dei bei servizi sui barboni e su altri aspetti…)

    PerÚ, prima di commentare, guardiamo il servizio che andr‡ in onda.

    Altra cosa: tra pocoi dovrei curare una rubrica su Censurati proprio a sfondo di satira e commento sopra le righe. Gradirei, quando uscir‡, che tu mi dicessi cosa ne pensi, ma non prima di averla letta.

    Ciao, Valerio

  7. Alessandro scendi sulla terra e prova a fare il pendolare su tratte regionali e poi mi sai dire….

  8. Palermo dista da Trapani solo 100Km; ore di percorrenza in treno 4 (QUATTRO!!)

    In Sicilia esiste una sola linea eufemisticamente decente La Palermo Messina che per meno di 250 Km impiega una media di tre ore e mezza per essere percorsa da un diretto.

    Pare che i treni provenienti dagli stabilimenti Fiat di Termini Imerese abbiano precedenza assoluta su tutti i treni diretti in continente sull’unico binario della Palermo-Messina

    Pensate che l’interno della Sicilia (che per lavoro percorro in lungo ed in largo in auto) ha una rete stradale disastrosa (anche a scaqpito del turismo) a fronte di una capillare rete ferroviaria in dismissione o in totale abbandono.

    Centinaia di paesi hanno gi‡ dismesso stazioni ferroviarie, e materiale rotabile rinunciando ad un mezzo di trasporto sicuramente pi? ecologico e funzionale.

    Il patrimonio immobiliare (caselli e piccole stazioni) Ë al momento in svendita trasformandosi, per pochi eletti, in graziose residenze estive.

    Come Ë possibile abbandonare un tale patrimonio considerando rami secchi ciÚ che in effetti Ë la forza del mezzo ferroviario capace di portarci direttamente al centro di una citt‡? PerchË sacrificare la capillarit‡ della rete ferroviaria, smantellandola, in nome dell’alta velocit‡, inutile spreco che riduce l’italia ad un unico nastro nell’asse Nord Sud (solo da Napoli in poi tra l’altro)?

    Pensate alla abbandonata ferrovia circunvetnea capace di collegare tutto l’interland etneo, con potenzialit‡ turistiche enormi.

    Assurdamente invece si cerca di competere con con il mezzo aereo che si confronta con le grandi distanze, senza capire che il medio o corto raggio Ë la peculiarit‡ migliore da sfruttare?

    Che me ne faccio io del ponte di Messina se per arrivare a Trapani ci metto 4 ore?

    Forse che bisogna usare gli stessi metodi del Cavaliere (che certo non amo) e privatizzare le ferrovie interne?

    PerchË perÚ tale argomento Ë lo spauracchio di tutti?

    Indagate, gente, indagate.

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