Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

la salvezza o la morte

Nel giornale cosentino ‘Il domani’ che mi Ë arrivato questa mattina per posta prioritaria, si legge:
Si torna a parlare di Praia a Mare, ma stavolta non per la catena di morti bianche.
A mettere il dito della piaga, non sono ‘i soliti operai dello Slai-Cobas’, ma un giovane disoccupato che ha raccontato la sua disavventura al nostro giornale (Il domani, n.d.r.)[…]
Il giovane disoccupato legge un bando affisso nel proprio comune che invita a partecipare a un corso di formazione professionale indetto dalla Regione Calabria.
La formazione professionale serve per essere assunti all’interno della fabbrica Marlane a Praia, e riguarda ben 90 posti.
[…] Dopo una selezione che sembra superata, la Marlane comincia ad assumere 80 giovani, sui 90 del corso di formazione.
Per ovvi motivi, c’Ë chi si amenta della cosa, per esempio il disoccupato di cui sopra, che chiede invano spiegazioni a sindaco, partiti politici, sindacati, fino alla denuncia in procura!

fin qui sembrerebbe un articolo normale, se non fosse che la fabbrica per cui si ambisce lavorare sia la stessa che ha procurato morti, causato inizi di calvari che comprendono chemioterapie, day hospital ecc.

Mi chiedo, allora: quanto vale un lavoro? Il prezzo Ë davvero cosÏ basso, quello della vita? Non Ë altrettanto dignitoso un qualsiasi lavoro? Cos’ha questa Marlane che non puÚ darti un lavoro da barista? Ho davanti a me una rassegna stampa di questa fabbrica che fa orrore, fatta di morti, di sofferenze, di miliardi di incassi che vanno ovviamente nelle tasche dei padroni, non arricchiscono i lavoratori! Li uccidono!

Si Ë parlato di uno scandalo in questa fabbrica, in cui i morti sono stati rimpiazzati dai loro figli, per evitare una causa da parte dei familiari. Ma se tu, lettore di censurati.it, hai un padre morto per tumore a causa di una fabbrica, che fai…
A) fai causa alla fabbrica
B) metti una bomba alla fabbrica
C) ti fai assumere al posto suo?

Lo chiedo perchË o sono io che ho dei principi piuttosto strani e, diciamolo pure, drastici, oppure.. oppure non so, spiegatemi voi

Grazie
Antonella

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13 thoughts on “la salvezza o la morte

  1. si fa presto a dire principi… Quando la partita in gioco e’ la propria soppravivenza economica non e’ che si abbia molta scelta. O, meglio, fare scelte diverse e’ molto difficile. Certo non si puo’ partire dal pricipio che tutti siano eroi e nemmeno che tutti siano particolarmente intraprendenti.

    Questi casi di dissonanze paradossali tra interesse individuali (proprietario, lavoratore) e quelli dalla comunita’ sono comunissimi e possono essere risolti solo con l’intervento della comunita’ che si autoorganizza o si esprime tramite i suoi rappresentanti. Storicamente e’ sempre andata cosi…

    ciao

    Lorenzo

  2. La risposta ovvia sarebbe denunciare la fabbrica.

    Metterci una bomba, la pi? rivoluzionaria.

    Andarci a lavorare, al posto del padre, forse l’unica per chi deve comunque fare i conti l’affitto, la cena, l’enel, l’ici, le tasse scolastiche…

    Non avevo letto il primo intervento; questa storia mi tocca molto perchË ho un bellissimo ricordo di Praia a Mare.

    Ho incontrato tante persone simpatiche, disponibili, aperte e assolutamente non invadenti nÈ prevenute.

    Che siano questi pregi dei Praiesi [si dice cosÏ?] a renderli cosÏ esposti alle offese del Potere?

    Potrebbe… e in tal caso?

    Antonella scusa, ma tra le tre alternative che proponi nessuna mi convince.

    Cerco di capire meglio, di chiarirmi le idee, poi magari ritorno.

    Alessio

  3. gli operai sono colle spalle al muro: se non taccioni e sudano alla fine del mese non hanno di che pagare l’affitto. Tutto qui.

    Nessuna alternativa.

    I padroni lo sanno e votano per il Partito dei Padroni, che coi suoi fidi alleati il Partito dei Manganelli e il Partito dei Razzisti formeranno il prossimo Politburo italiano. Benedetto gi‡ dal giornale degli Uomini colle Sottane Nere. Dopo un governo che ha portato la guerra della Nato nei Balcani (e i lager agli extracomunitari e il carcere turco per Ocalan e la repressione per gli omosessuali) avremo un governo che porter‡ la guerra agli operai.

    L’alternativa mi pare stia fuori dalle urne.

    Un tempo la si chiamava lotta di classe.

  4. Caro Alessio, mi sembra il contrario, invece. Piuttosto che entrare in una fabbrica che ha tolto la vota al padre, se non ci sono alternative, Fabiola Ë disposta a prostituirsi! E’ per far capire (credo) che la vita umana non puÚ essere ricomprata con un posto di lavoro. Io ti uccido il figlio, e per non farti fare causa assumo te. E tu ci stai! E’ qui la disgrazia!
    Io sono per la bomba alla fabbrica, a primo impatto, poi pensandoci a freddo farei causa, ma MAI e poi MAI mi farei assumere dall’assassino di un mio genitore, e lavorare per lui. MAI!!!!
    Silvio 67
    p.s. Fabiola, hai tutto il mio appoggio

  5. Forse il dito non andrebbe puntato su chi, figlio o meno di un lavoratore deceduto alla Marlane, cerca un posto di lavoro, anche a rischio… talvolta essree senza lavoro Ë ancora piu’ a rischio (e ce lo ricordava la Fabiola).

    Ma piuttosto la Regione Calabria come si Ë inventata un corso di formazione professionale per una siffatta Azienda?

    Che a quanto pare ha un curriculum di inadempienze cosÏ platealmente vistoso da non dover neppure – si diceva – essere necessario l’esposto alla Magistratura?

    E la Magistratura? Si Ë mossa?

    Cazzo, se proprio dobbiamo mettere delle bombe non mettiamole a casa dei poveri cristi nË facciamo saltare i chioschi di giornali!

    Up Patriots to Arms ma non miraimo basso e soprattutto non miriamo allae persone sbagliate.

    Alessio

  6. Ma cavolo, prostituirsi significa vendersi altre mille volte la vita, magari non alla Marlene, ma comunque vendersela.

    Cambia qualcosa?

    E Tu Silvio, saresti pronto a dar via il culo (per via delle pari oppurtunit‡)?

    Pensate davvero che tutte quelle persone che cercano di avere un posto di lavoro a Praia a Mare siano degli emeriti coglioni, insensibili, disumani?

    Disumani invece siete Voi che parlate di cose che non comprendete affatto.

    Credo, che la colpa sia anche della Redazione che ha posto il problema in un ottica… sbagliata!

    (Stavo per scrivere altro ma mi trattengo. Conto: 1, 2 , 3, 4, arrivato a 1000 esplodo).

    Antonella, quando ce vo’… ce vo’

    Non condivido assolutamente il taglio che dato a questo tuo intervento!

    Alessio.

  7. penso che tutta questa situazione di Praia a Mare,(come poi tante altre, direi ‘innumerevoli’)

    sia riconducibile a tre parole aspramente forti :

    CORRUZIONE

    DISOCCUPAZIONE

    INDIFFERENZA

    che purtroppo caratterizzano la fitta ragnatela del ‘sistema’ tessuta da uomini potenti ed avidi di denaro che, pur di guadagnare una lira in pi?, venderebbero il culo della propria madre. Mi domando in che mondo ostile ci stiamo avviando a vivere tra un Busch che se ne frega delle pi? elementari norme di tasso d’inquinamento e innumerevoli episodi del tipo Praia a Mare che addirittura vedono lo stato complice di tali deplorevoli scempi, ormai routine per occhi spenti dalla quotidianit‡ di una vita fatta di cose labili di satiricon e gossip che si trapiantano ad un buon senso ormai perduto da sin troppo tempo. E c’Ë bisogno di esasperarla una notizia affinchË possa essere notata da occhi che vedono solo ciÚ che pi? fa comodo a se stessi, occhi che non guardano nË la realt‡ presente, nË quella passata, da cui dovermmo trarre saggi insegnamenti, nË si spingono sino al futuro dove

    un giorno le nuove generazioni sararnno costrette a vivere succubi dei potenti e di una volont‡ che non Ë pi? la loro come gi‡ la nostra societ‡ Ë stata avviata.

  8. AntonË alle tue 3 domande A-B-C fai anche i conti con la ma fame nel vero senso della parola e poi cerca la risposta. Analizza la C e infilaci dentro qualche proverbio tipo e poi pensiamo pensiamo pensiamo :-))

  9. considerazione personale: preferirei morirre di fame piuttosto che lavorare per i responsabili della morte di mio padre. Sar‡ che a lui devo molto, e se una fabbrica minacciasse la sua incolumit‡ non so cosa potrei fare, so solo quello che sicuramente NON farei: lavorare per loro. Su questo mi ci gioco quello che vuoi. Alternative del tipo trasferirsi al Nord, per es.? lÏ lavoro ce n’Ë. Spero che questo commento lo leggano i proprietari di tutte le fabbriche che non rispettano la 626. Basta fare i soldi fruttando A MORTE chi ha bisogno di lavorare. Io sono dalla parte degli operai, ma di quelli che non si svenderebbero. Per il bene loro, non dovrebbero svendersi. Io alla prospettiva di passare la vita a fare chemioterapia (perÚ con un lavoro) non faccio salti di gioia. Tu?
    Antonella

  10. ma veramente tu pensi che la gente che ha lavorato lÏ sapeva quale era il suo destino?

    nessuno fosse andato!

    dopo le cose prendono sempre le sue conseguenze nel senso che : la politica interna della fabbrica faceva credere hai nuovi assunti che le cose erano cambiate che c’era pi? sicurezza ecc. ecc. ecc. ora giudichiamo anche gli operai per il loro comportamento, vogliamo condannare i loro errori confrontandoli con i nostri ideali ?

    Il pesce puzza dalla testa! ed Ë quella che bisogna tagliare .

  11. Sono perfettamente in sintonia con l”Anonimo che scrive…

    AntonË alle tue 3 domande A-B-C fai anche i conti con la mia fame nel vero senso della parola e poi cerca la risposta. Analizza la C e infilaci dentro qualche proverbio tipo e poi pensiamo pensiamo pensiamo :-))

    Per un uomo ci vuole pure un senso a sopportare di poter sanguinare e il senso non deve essere rischiare!!!

    PerchË non iniziamo a guardare chi ha la faccia (che sia Sibari o Gioia Tauro) ma mostra solo il viso?

    Per esempio la Regione Calabra che promuove e finanzia corsi di formazione professionale finalizzati a reclutare nuove vittime per la Marlene?

    Ciao Anto” (a Praia direbbero Antoneliuzza)

  12. la regione ha le sue colpe, come gli imprenditori della fabbrica che non fanno rispettare la legge per la sicurezza, e come gli operai che non boicottano invece di favorirla, sta benedetta Marlane.
    andrea pischeddu

  13. Stasera sento da TG5..

    il Dr Orlando Amodeo (scusate non ricordo il suo ruolo istituzionale… lo ascolto solo come persona che mi sembra molto onesta e professionale) avverte di aver rilevato in due profughi turchi, approdati clandestinamente sulle coste calabri, profonde ferite ai fianchi da cui ha verificato – come hanno ammesso gli stessi – si siano venduti un rene per poter avere il passaggio clandestino per l’Italia.

    Metteremo in croce anche questi ragazzi turchi?

    Alessio Robotti

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