Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

lettera di un detenuto

AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE

Quello che sto scrivendo in questo momento non Ë uno dei tanti casi di cronaca o di politica che si possono leggere sui giornali in questi ultimi giorni o ascoltare dai mezzi di informazione. Quello che sto scrivendo in questo momento Ë un fatto disperato, che coinvolge me e quanti come me oggi si trovano ad uscire da un carcere e per una serie di circostanze paradossalmente “strane” non sanno dove andare.
Mi chiamo Tiziano D’Amico, ho trentatre anni e da circa due anni mi trovo nel carcere romano di Rebibbia N.C., al quale mi sono costituito spontaneamente per non compromettere ulteriormente la mia posizione giuridica.

Il mio fine pena Ë fissato al 24 ottobre 2001. Stando a quello che prevede la legge nei confronti di chi viene scarcerato, nella suddetta data io dovrei uscire dall’Istituto nel quale mi trovo. Questo evento generalmente crea un certo entusiasmo per un detenuto perchÈ determina la scadenza di una privazione, quella della libert‡ personale.
Nel mio caso invece crea molta ma veramente molta preoccupazione e perplessit‡: preoccupazione perchÈ una volta fuori di qui non saprÚ dove andare e cosa fare, perplessit‡ invece perchÈ non riesco a comprendere il fine rieducativo e di reinserimento sociale previsto dalle attuali normative vigenti in materia di recupero di un condannato sottoposto a misura restrittiva.

Non importa, infatti, che io non abbia una famiglia, dei punti di riferimento o un’attivit‡ lavorativa una volta fuori dall’istituzione carceraria. Come non importa se io possegga o meno un alloggio, un’abitazione nella quale possa far fronte la mia esistenza da uomo libero. Con un certo margine di contraddizione quello che importa Ë che io venga scarcerato e rimesso quindi in libert‡ in un contesto sociale stanco ormai di sentir parlare di criminalit‡ e di emarginazione sociale.

Durante la mia carcerazione qui a Rebibbia, conoscendo la mia posizione sia sotto il profilo sociale sia sotto il profilo giudiziario, ho pi? volte espresso il desiderio di uscire dal carcere e condurre una vita sana. Pi? volte ho manifestato un legittimo desiderio di non ricadere in quel circolo vizioso che negli anni scorsi, proprio perchÈ venivo puntualmente scarcerato con problematiche alle spalle identiche a quelle che sto tentando di denunciare attraverso questa mia umile lettera, mi ha sistematicamente ricondotto in carcere proprio perchÈ fuori non avevo quelle condizioni che mi consentissero di convivere con la collettivit‡ in maniera onesta.

Ecco, per venire al succo di questa mia lettera aperta al giornale, vorrei mettere al corrente l’opinione pubblica, quella parte di societ‡ seria che non ha pi? voglia di vedere un emarginato in giro e che non ha giustamente voglia di vedere un delinquente in giro per le strade del loro quartiere, che proprio in questi giorni ho inoltrato tramite Direzione del carcere un’istanza volta a rinunciare alla scarcerazione prevista dalla legge. Purtroppo non posso fare altro anche se sono consapevole di andare contro una Legge dello Stato.

Come dicevo sopra ho trentatre anni. Di questi, tra orfanotrofio, riformatorio e carcere ne ho trascorsi ben ventiquattro chiuso dentro quattro mura. Mura che nonostante il loro spessore e il loro squallore mi hanno dato modo di riflettere e di comprendere le mie responsabilit‡. Mura che nel contempo mi hanno anche aiutato a comprendere le responsabilit‡ degli altri, di chi per non lasciare alcun alone alle spalle ha investito e ancora investe centinaia di milioni a favore delle fasce pi? deboli ed emarginate di questo Paese.
Non voglio entrare nei meriti di certe questioni anche se sotto un profilo morale riguardano pi? me che una societ‡ comprensibilmente ignara di quanto un Governo stanzia annualmente per reinserire un detenuto privo di certi elementi fondamentali. Non voglio entrare in polemiche futili e forse interpretate in maniera opposta a quanto sto tentando di dire da un luogo di reclusione.

L’unica cosa che intendo dire Ë che non ho pi? alcuna voglia di continuare a delinquere. Ma dirlo non basta. Ci vogliono i fatti. Fuori non ho nÈ un lavoro, nÈ una casa nÈ una famiglia. Ebbene, questo mi sembra un ottimo motivo per rinunciare all’ordine di scarcerazione. Solo cosi potrÚ aiutare me stesso e nello stesso tempo aiutare quella parte di societ‡ che non vuol sentir parlare di emarginazione sociale e che non vuoI vedere criminali sotto la propria abitazione.
Allego istanza di rinuncia della mia scarcerazione. Altro non posso fare.

Roma, 9 aprile 2001

Tiziano D’Amico

lo Stato sempre presente ha dato ancora una volta prova di un’efficienza indiscutibile. Sembra che chi ha sbagliato una volta Ë condannato ad essere sempre ghettizzato. Nel caso di Tiziano e della transessuale Sandra di cui si Ë parlato in articoli precedenti (ancor p? grave il fatto che spesso non si ghettizza una persona perchË sbaglia ma perchË Ë sbagliata).
Poi tutti parlano di uguaglianza di diritti e di doveri. Facile dire: “vai a lavorare, piuttosto che piangerti addosso”!
Ma chi lo darebbe un lavoro a un ex detenuto o ad una transessuale di oltre 50 anni, se Ë difficile anche per chi non fa parte di una minoranza?
AAA. cercasi datore di lavoro per reinserimento disadattati.
annuncio curioso, eh?

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36 thoughts on “lettera di un detenuto

  1. In nome di quale Dio esiste una legge strafalciona ed ipocrita che condanna alla morte sociale un essere umano?Non posso credere che non esistano mezzi per assistere ex detenuti in queste situazioni.Scegliere la strada dell’autodetenzione..mai!Non farlo,Tiziano.

    Seguiro’ la tua vicenda,e,credimi,se potro’ saro’ felice di aiutarti..come non so..ma ci provero’.

    ciao Laura

  2. Eh caro Tiziano come vorrei che tu ascoltassi questo mio consiglio una volta uscito, carissimo non elemosinare niente a nessuno sopratutto ad uno stato che non esiste per le fasce deboli

    e non pensare che io non conosca certe cose di anni di carcere me ne sono fatti 3 e tutti in carceri del sud dove o impari a fartela la galera come gli uomini o impari lo stesso, perchË ci sono dei professori che nel loro campo sono i migliori del pianeta. Vuoi sapere cosa ho fatto io una volta uscito: te lo racconto avevo 250.000 mila lire guadagnate negli ultimi mesi come lavorante in lavanderia con quei quattro soldi ho preso un treno per Monaco di Baviera una volta arrivato ho preso la guida telefonica ho telefonato a diversi ristoranti italiani e nello stesso giorno trovai lavoro come lavapiatti a 40 marchi al giorno pi? la camera e il mangiare offerti dai proprietari, ci sono stato 2 anni ho messo da parte qualche cosa e me ne sono tornato in Italia ora sono chi sono cioË nessuno e nello stesso tempo sono tutto perchË ho una famiglia. non ho elemosinato nulla a nessuno .. fai cosÏ Tizi‡ fai cosÏ.. ti auguro tanta fortuna e ti dico che se hai davvero riflettuto in quelle 4 mura devi aver imparato a farti da solo e a vivere con gli altri. Ti abbraccio e ti prometto che se non se c’Ë la fai ti aiuto io a darti un lavoro nella mia ditta e a trovare un monolocale ammobiliato in Alessandria.

  3. Claudio … come si f‡ per sapere come contattare Tiziano D’amico? Ë a Rebibbia Roma in Casa Circondariale pensi nn ci arrivi una lettera? esce in Ottobre. Sono brutte storie mannaggia!

  4. Mi riesce difficile conciliare quello che vedo in questa lettera e gli atteggiamenti che rilevo nei commenti sulla pedofilia. In fondo non sappiamo chi sia questo detenuto nË cosa abbia fatto. Non mi lancerei in atteggiamenti di accorata comprensione senza una valida conoscenza delle cose; se Ë in galera un motivo ci sar‡.

    Matrix

  5. Intanto lasciamo intendere a questo ragazzo i buoni propositi delle persone civili quali ci riteniamo di essere tendendogli una mano , ed Ë chiaro e condivido il fatto che prima di aprire bene la porta si appuri cosa ha fatto perchË se ha violentato un bambino… questo Ë un esempio che lo scrivo per assurdo anche perchË Antonella non avrebbe mai messo online la sua lettera se avesse fatto una cosa del genere… bË se avesse commesso un reato del genere o simile quella porta non dovrebbe aprirsi mai.

  6. Il mio indirizzo

    REBIBBIA N.C.

    VIA RAFFAELE MAJETTI, 70

    00156 ROMA (RM)

  7. indirizzo di Tiziano D’Amico:

    REBIBBIA N.C.

    VIA RAFFAELE MAJETTI, 70

    00156 ROMA (RM)

  8. indirizzo di Tiziano D’Amico:

    REBIBBIA N.C.

    VIA RAFFAELE MAJETTI, 70

    00156 ROMA (RM)

  9. Tiziano non puÚ comunicare via internet, ne consegue che il messaggio dove si visualizza il suo indirizzo [‘il mio indirizzo’] non Ë scritto da lui. In data 30/5/2001 Tiziano ha confermato autorizzazione scritta affinchÈ venga reso noto il suo recapito:

    Tiziano D’amico

    via Raffaele Majetti, 70

    00156 Roma

    che non differisce granchÈ dai precedenti pubblicati. L’impercettibile differenza consiste nel fatto che il destinatario Ë una persona e non un anonimo carcere. E forse questo per lui potrebbe risultare abbastanza importante.

    Pedofilia!? soltanto per invasiva curiosit‡ qualcuno azzarda pure quest’ipotesi.

    Tiziano carissimo, non badarci amico mio.

    Cinzia

  10. Cinzia visto che ne sai tanto, scrivi qualcosa che tu ritieni si possa far sapere, tanto per capire generalmente di che si tratta e cosÏ l’invasiva curiosit‡ non viene azzardata.

    Vincenzo

  11. Ciao Claudio, sono Cristina, una volontaria del carcere di Rebibbia. Conosco Tiziano e ho saputo che su questo sito era stata pubblicata la sua lettera. Premesso che Ë tutto vero, lui Ë davvero disperatamente in cerca di un lavoro, il 20 giugno uscir‡ per un permesso (viene ospitato in un alloggio della Caritas). Mi ha chiesto di rispondere in vece sua, dando a chiunque fosse interessato il suo indirizzo (ovviamente quello del carcere): Tiziano D’Amico

    via Raffaele Majetti, 70

    00156, Roma

    Grazie per l’interessamento!

    Cristina

  12. Sono una volontaria in carcere e conosco Tiziano…e vi posso assicurare che non Ë un pedofilo. Ma perchË bollare subito una persona con un’accusa infamante? Capisco che in questi giorni il tema della pedofilia abbia sconvolto gli animi.. ma essere carcerati non vuol dire essere dei pedofili!! Sappiate che pedofili, violentatori e simili stanno in una sezione particolare del carcere,proprio perchË sono malvisti dagli stessi carcerati (e non solo dalle persone fuori!). Il carcere Ë una realt‡ che andrebbe conosciuta – il reinserimento lavorativo Ë un’utopia per molti ex detenuti, che saltano agli onori della cronaca solo quando, disperati, giungono ad atti di ribellione (suicidio, autolesionismo o, quando va bene, con cortesi lettere di denuncia, come Tiziano).

    Trovare lavoro tramite le cooperative sociali (le poche che ci sono) Ë difficile, e si puÚ solo sperare nelle offerte di aiuto dei privati. Mi rivolgo a Vincenzo, che sembra cosÏ sensibile a questa tematica: per favore, se davvero vuoi offrire un lavoro a Tiziano, dagli un tuo recapito (scrivendo al suo indirizzo), cosÏ sapr‡ come contattarti. Altrimenti le belle parole lasciano il tempo che trovano…

    Grazie, Cristina

  13. Io non so chi voi siate e per chi vi adoperate. L’unica cosa certa che so Ë che da ieri 21 giugno 2001, sono finalmente un uomo libero a tutti gli effetti anche se purtroppo, nonostante la disponibilit‡ di Cinzia e Claudio che hanno avuto il coraggio di pubblicare la mia lettera di denuncia su questo sito, ancora oggi non ho un lavoro, nË tantomeno una casa. Per il momento mi trovo appoggiato in una casa alloggio della CARITAS in via dei Giubbonari a Roma. Se qualcuno avesse un idea o una prospettiva di lavoro risponda su questo sito. Di tutti gli altri commenti non so che farmene. Grazie. Ciao Tiziano.

  14. >Se qualcuno avesse un idea o una prospettiva di lavoro risponda su questo sito. Di tutti gli altri commenti non so che farmene.

    Tiziano, non ti sembra di essere un po’troppo esigente? Il tono sfiora addirittura la prepotenza del tipo “Chi se ne frega di voi, io sto qua, aiutatemi”
    Onestamente, fossi al posto di Vincenzo, ci penserei bene prima di offrire il lavoro a una persona arrogante. Prendi quello che ti arriva, se arriva, perchË nessuno ha il dovere di far niente. Semmai la coscenza, ma non il dovere. Un po’ di umilt‡.
    Antonella

  15. Antonella hai mai seguito dal vero le vicissitudini di una persona che ha strapagato il suo debito con la giustizia, piena di voglia di ricominciare e appena uscita da un carcere? Sai cosa significa non avere uno straccio di riferimento o meglio un bel niente di niente [famiglia ecc.]. Cooperative inesistenti, false promesse, associazioni fantasma, contatti umani zero spaccato. Questo perchÈ come dici tu nessuno di noi ha il dovere di fare proprio un benemerito niente. E allora, visto che nessuno lo fa, nemmeno Vincenzo che dopo il gradito commento come gli altri Ë sparito, io non posso far altro che continuare e sperare che qualcosa si smuova, esponendomi in prima persona, senza arroganza. Non ho nessun dovere Antonella, perÚ ci sono, e forse questo puÚ fare la differenza, o forse no. Ci dovr‡ pur essere qualcun altro in questo grande e generoso paese in grado di poter dare un piccolo aiuto concreto a questo ragazzo, che magari non si limiti soltanto a fare commenti sterili su ipotesi inesistenti.

    Ti ringrazio ancora per aver pubblicato la lettera e per l’uso di questo importante canale.

    Cinzia

    e-mail: staff@ibnet.it

  16. cara Cinzia, ho detto queste cose proprio perchË di persone come Tiziano ne conosco veramente tante, vittime di errori giudiziari, veramente tante. Ma nessuno si Ë mai sognato di usare un tono del tipo “mi DEVI aiutare, altrimenti ciao”.

    Spero tutto il bene possibile per Tiziano, ma Ë anche giusto sapere che l’umilt‡ ripaga, la prepotenza mai. Se potessi aiutare Tiziano non lo farei, perchË come lui ne conosco altri, e nessuno pretende, ma semplicemente chiedono, e lo fanno per favore.
    Quindi a Tiziano serve un in bocca al lupo doppio, perchË di difficolt‡ ne trover‡ pi? degli altri.
    Io sono della filosofia che tutto quello che ti arriva Ë una benedizione, perchË nessuno regala niente. Lo dico anche per esperienza diretta. La vita non Ë facile per nessuno.
    Antonella

  17. Antonella questa non Ë una diatriba, qui c’Ë in gioco una vita e la storia mi sembra molto pi? importante di un’impressione momentanea. Vieni a conoscere Tiziano, Ë qui a Roma. Essendo uscito prima per buona condotta, per un determinato periodo di tempo non potr‡ allontanarsi dalla citt‡.

    Scambiaci due chiacchiere per conoscerlo un po’ meglio, poi accertati che quello che dice corrisponda a realt‡, dopo se lo ritieni opportuno emetti pure un giudizio.

    Se questo Ë un modo di porsi di fronte alle urgenze [complicandole, senza aver verificato in prima persona], no grazie. SarÚ diventata terribilmente arrogante anch’io? Mah.

    Cinzia

  18. Allora Cinzia mi rivolgo a te perchË parlavi di sparizioni..no no io nn sono sparito ci sono come sempre paziente ad ascoltare e ad agire, forse Ë meglio che il mio commento precedente lo rileggi,in ogni caso tu sei presente in una situazione che in qualche modo ora ti appartiene come lo Ë Antonella nelle sue cose e ti assicuro che per quel poco che so’Antonella Ë presente lo dimostra il fatto di aver publicato la lettera di Tiziano ma visto che nn esistiamo solo noi tre o quattro al mondo avr‡ anche da fare altro, comumque io penso che la sua parte l’abbia fatta poi vedete voi visto che per puntare l’indice a quanto pare nn ci pensate due volte. Ritorniamo a Tiziano sono contentissimo che avrai goduto di qualche beneficio tipo i 40 giorni all’anno per la buona condotta o altro perchË io sapevo detto da te che il tuo fine pena era in Ottobre nn in Giugno mi ripeto sono contento che sei uscito prima; perÚ nn avevi neanche accennato che questo avvenisse e nn Ë nelle mie possibilit‡ poter agire subito su due piedi ti auguro di trovare chi lo possa fare io nn posso dirti di pi? per ora. un saluto carissimo

    Vincenzo

  19. Caro Vincenzo,

    ho detto che sei sparito perchÈ, dopo aver letto cosa avevi scritto, credevo avessi preso contatto con Tiziano.

    Mi pare che l’indice si stia puntando verso questo ragazzo, correggimi se sbaglio. So benissimo che al mondo non esistiamo soltanto in tre o quattro e che noi tutti abbiamo un’infinit‡ di altre cose da fare, quotidiano compreso e tutto il resto. E nessuno si Ë sognato di affermare che Antonella non sia presente, forse l’hai pensato tu e mi dispiace.

    Ti ringrazio per tutto quello che potrai fare oppure no, andr‡ bene lo stesso, ti sei generosamente proposto e questo Ë gi‡ molto importante.

    Ti lascio il mio indirizzo postale perchÈ sarebbe cosa gradita per me scambiare due parole, se ti sar‡ possibile.

    Un saluto

    Cinzia

    e-mail: staff@ibnet.it

  20. Anche io sono una volontaria della caritas che opera all’interno del Nuovo Complesso,non conosco Tiziano ma vorrei ugualmente intervenire.

    Non voglio passare assolutamente per perbenista,altruista…etc…ma mi piacerebbe veramente che la genta potesse dedicare un po’ piu’ di tempo e attenzione a chi conosce la realta’ di un carcere,a chi passa ore a parlare con queste persone,a chi entra dentro quel complesso di celle,sbarre e cancelli…solo il rumore del cancello principale che ti si chiude dietro incute angoscia.Ognuno di noi ha dei problemi ma vi assicuro che viverli a casa propria con qualcuno su cui piangere Ë molto diverso che dentro quelle mura ,in silenzio ,soli e senza farsi vedere…Tiziano sono con te.

    Myriam

  21. Sono Tiziano D’Amico, da poco uscito dal carcere di Rebibbia (21.06.01)in Roma. Momentaneamente mi trovo appoggiato presso uno dei tanti Centri di accoglienza della CARITAS. Sono alla ricerca di un qualsiaisi tipo di lavoro. Chiunque abbia delle possibilit‡ e/o veramente voglia di aiutarmi, mi contatti cortesemente allo 3485473579, oppure allo066893138 Grazie

  22. Scusate, ma allora?

    Come sta, dove sta, cosa fa, Tiziano?

    Siete spariti tutti e il lieto fine di questa storia non l’ha ancora scritta nessuno xche’ scrivere Ë facile e sacrificarsi per qualcuno costa fatica, oppure semplicemente non avete pi? pubblicato nulla, ed io mi sono persa qualcosa?

    Aspetto notizie

    MONICA

  23. Giorni fa ho avuto modo di conoscere Cinzia la ragazza che ha scritto diversi e-mail su questo sito messo a disposizione da Antonella.

    Parlando delle problematiche di Tizziano ho scoperto che in verit‡ e vero che il giovane ha dei problemi, ma e altrettanto vero che non si possono creare una notoriet‡ alle spalle dei problemi degli altri.

    Allora quando uno accetta di aiutare un suo simile lo fa senza troppa propaganda.

    Osservatore.

  24. Caro Osservatore,

    Credi sul serio che io mi stia facendo luce attraverso questo ragazzo? Oppure ce l’hai con lui? Cosa intendi per propaganda [brutta parola]? Pensi che senza alzare un po’ il tono della voce arrivi davvero il principe azzurro a dare un aiuto concreto a Tiziano? Io no.

    Di parole ne sono arrivate. Tante.

    Scusami ma non ricordo di averti conosciuto.

    Grazie ancora ad Antonella che saluto con affetto.

    Cinzia

  25. Sono Tiziano il ragazzo che in un modo o in un altro ha dato spazio a questo Sito, gentilmente messo a disposizione da Antonella.
    Mi permetto di scrivere su questo Sito per far sapere, ovviamente a quanti ne sono realmente interessati,che in attesa di un offerta lavorativa da parte di Associazione o simili, sarei disposto ad offrire la mia disponibilit‡ per assistere anziani, malati o persone con problematiche da Handicap. Penso tutto ciÚ mi darebbe modo di creare delle nuove amicizie sane (senza virgolette)e nel contempo mi darebbe modo di maturare meglio ciÚ che da tempo, seppur indirettamente, sto constatando…
    Aspetto notizie e ringrazio quanti fino ad oggi si sono adoperati in maniera positiva. Compresa Cinzia. Ciao Tiizano

  26. chi scrive queste poche righe è Tiziano; quel Tiziano che spesso avete giudicato; avete cvommentato, avete enfatizzato, senza spesso pensare cher il giorno di questa mia “comparsa”, sarebbe prima o poi narrivato.
    ma non per questo giudico. tutt’altro.
    Oggi sono qui per dire semplicemente grazie a tutti voi; quel grazie che viene da dentro e che è sicuramente privo di retorica, di quella falsità che ci rende ottusi e ignoranti anche dinanzi a una guerra ingiusta, come lo è quella che appunto vediamo ormai da anni dai nostri lussuosi e costosissimi schermi…
    Al di là di queste mie personali e apparentemente presuntuose affermazioni, sappiate che io sto bene; che in fondo vi voglio bene; che non dimenticherò mai questa originale esperienza con voi e che, per le raggioni che molti di voi conoscono, non smetterò mai e poi mai di denunciare ingiustizie a svantaggio delle fasce più deboli ed emarginate di questro straordianario mondo.
    un grazie di cuore a tutti:
    Il mio nuovo indirizzo non è più presso la casa circondariale di Rebibbia in Roma, bensi: Tiziano D’Amico, via Brodolini n° 5 – 05100 TERNI (TR).
    Di nuovo, un grazie di cuore a tutti. spero di scrivervi ancora “le mie avventure”.

  27. rileggendo quello che ho scritto pocanzi, ho notato che ci sono diversi errori sul testo.bèh sappiate che non l’ho fatto di proposito e me ne scuso infinitamente con quanti leggeranno…
    un abbraccio.

  28. sono tiziano d’amico, il ragazzo (trentasettenne) che, grazie alla disponibilità di Antonella, ha dato vita a questa pagia.
    volevo dire a quanti hanno aderito al sito che di recente ho scritto un libro-autobiografico, con argomenti che vanno appunto dall’abandono presso un orfanotrofio, alla denuncia (per niente programmata e che riguarda la vicenda giudiziaria contro Luigi chiatti, alias “mostro di foligno”, della quale sono stato supertestimone), contro la pedofilia; dalla successiva adozione da parte di due coniugi alla triste esperienza del carcere e della droga con ciò che inevitabilmente ne consegue: la disperazione, l’emarginazione sociale, il degrado e tanti altri argomenti che qualcuno potrà ben capire, associati alla triste vicenda della prematura morte della mia ragazza, di soli ventitre anni.
    Non voglio creare adepti o fans. tutt’altro.
    Il mio scopo è quello di sensibilizzare quanti in queste materie ci studiano.
    ho pensato quindi di rendere noto il mio intento, finalizzato solo a capire meglio determinate dinamiche, certamente anormali per una persona comune, o come si suol dire normale.
    bèh…per qualsiasi cosa potete trovarmi sulla pagina che diete appunto voce ad una mia ennesima protesta (incostituzionale) dal carcere di Rebibbia, dove al momento mi trovavo…
    spero di sentirvi presto.e scusatemi per eventuali errori contenuti.
    tiziano d’amico

  29. Mi conosci,ma sei andato via senza che potessi augurarti in bocca al lupo per il libro.. mi fai sapere con precisione quando verrà pubblicato e dove? Grazie e.. in bocca al lupo per tutto!

  30. Il dolore l’attricità,lo squartamentoi mentale i minuti che sembrano giorni che non passano,lo schiacciamento del cervello non è una causa di punizione e di correzzione specie quando e spesso succede che L’uomo sia incriminato di un fatto che non ha mai commesso.Ogni Magistrato o Ufficiale dovrebbe provare il dolore della CARCERAZIONE,Le coseguenze che esso procura ai figli genitori e poarenti,si dovrebbe provarli,poi rimettersi al psoto dovuto certamente con tanta sapeinza giudicherebbe e vedrebbe le cose sul vero e giusto punto di Vista.Spero solo che qualcuno,si dico qualcuno coraggioso e leale,misericordiso e Potente intervenga con tutte le sue forze ricordandosi che siamo polvere ed aiutare le persone ed essere misericordiso aiuta,sana e corregge.Ma sono sicuro che non avendo mai provato alcun tipo di dolore nessuno di queste persone puo nemmeno immedesimarsi,pertanto Un saluto Umano e caloroso a Tutte le persone che hanno avuto a che fare con questa mostruosa macchina della giustizia.

  31. ho conosciuto tiziano d’amico tre anni fa, e ho stretto una profonda amicizia, ma da questo inverno non ho più notizie di lui, vorrei sapere che fine ha fatto vi ringrazio anticipatamente

  32. ho frequentato il carcere di rebbibia nel 2002, quanto andavo a fare i colloqui con tiziano d’amico, scopro insomma il carcere e il suo mondo, e sopprattutto scopro i veri protagonisti della vita quotidiana, i detenuti e in particolare tiziano la sua storia, la sua umanità la sua dolcezza il suo macabro e disperato sense of humor.
    aveva ragione il presidente pertini:da quegli uomini senza libertà c’e sicuramente da imparare qualcosa ( e non dimentichiamo che pertini è stato un detenuto partigiano)
    e ora veniamo alle utopie.
    la promessa di riscatto del condannato, che la carta costituzionale assegna alla pena, non ha alcuna possibilità di realizzarsi, se fuori dal carcere, la società civile non è in grado di raccogliere l’opera di risocializzazione che il carcere dovrebbe svolgere, e su questo terreno che le riforme del 1975 e del 1986, tutte imperniate sul rinserimento sociale del condannato, hanno incontrato e incontrano le maggiori difficoltà e resistenza.
    ciao tiziano un bacione grande da laura.

  33. vorrei fare qualche osservazione sui volontari.
    c’e gente che il carcere se lo va a cercare, gente spinta ad avvicinarsi al pianeta-garela dall’umano desiderio di dare una mano a chi ne ha più bisogno.
    sono gli assistenti volontari definiti in gergo “articoli 17” tutti coloro come recita l’omonima norma della legge penitenziaria “che avendo interesse per l’opera di risocializzazione dei detenuti dimostrino di potere utilmente promuovere lo sviluppo dei contatti tra la comunità carceraria e la società libera”.
    l’interesse per i più deboli, i più disperari, è un valido criterio per misurare l’indice di civiltà di un paese, e a giudicare dal numero di volontari, posso concludere che l’italia è ancora un paese di solidarietà.
    ci sono tante iniziative nel carcere come es. convegni, incontri dibattiti, animazione teatrale, lezioni, corsi di recupero delle scuole superiori( che fra l’altro tiziano frequentava con eccellenti risultati) sempre sostenuti dai volontari del carcere di rebbibia.
    la stragrande maggioranza dei carcerati viene da condizioni disperate, come l’emarginazione, la povertà,molte volte senza una famiglia e senza punti di riferimento,quindi evviva la preziosa e disinteressata e non retribuita opera dei volontari, che sostengono i detenuti.
    un saluto affettuoso a tutti quelli che sono chiusi dentro quattro mura.
    ciao tiziano un abbraccio da laura

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