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Padroni di niente, servi di nessuno

Chiarezza sulla crisi del Medio Oriente

Resoconto storico di Rania Hammad

Il 13 settembre del 1993 a Washington, alla Casa Bianca, dopo lunghi anni di guerra e sofferenza per il popolo palestinese, Yasser Arafat, leader del popolo palestinese, firmo’ insieme a Yitzhak Rabin, Primo Ministro di Israele, un accordo.
L’accordo, chiamato “dichiarazione di principi” era talmente importante, che un anno dopo ad Arafat, Rabin e Peres, il Ministro degli affari esteri di allora, e’ stato assegnato il Premio Nobel per la pace.

Questa dichiarazione rappresentava il primo accordo fra palestinesi ed israeliani dopo molti anni di guerre, di violenza e di rifiuto al riconoscimento reciproco; sarebbe servita a costruire la pace. Doveva cominciare con il ritiro delle truppe israeliane dalla maggior parte della striscia di Gaza e dalla citta’ di Gerico in Cisgiordania per poi concludersi con la restituzione di tutti i territori palestinesi occupati da Israele nella guerra del 1967. L’accordo era basato sul principio: “territorio in cambio di pace”.

I territori che dovevano essere restituiti al popolo palestinese per costruirvi il proprio stato erano la Cisgiordania, compresa Gerusalemme est, e la strisica di Gaza. A sette anni dal famoso accordo, solo il 18% dei territori che dovevano essere restituiti, sono nelle mani dell’Autorita’ palestinese e le citta’ e i villaggi non formano altro che delle piccole isole circondate da colonie israeliane protette militarmente.

Per questo motivo esistono ancora grandi problemi fra palestinesi ed israeliani. I piu’ complessi quelli riguardanti Gerusalemme Est, i profughi palestinesi e gli insediamenti. Tutte questioni che dovevano essere risolte nell’ultima fase delle trattative e entro la fine del 1998. Invece, lo stato di Israele non ha rispettato la legalita’ internazionale e le risoluzioni dell’ONU, che prevedono il ritiro totale dalle zone palestinesi, inclusa Gerusalemme Est.

Al contrario, Israele non ha fatto altro che continuare la sua politica di confisca illegale dei territori palestinesi per costruirci insediamenti ebraici. Questa politica e’ stata portata avanti nonostante il processo di pace fosse avviato. Dal Primo Ministro Rabin, a Netanyahu fino a Barak; in altre parole dal 1993 fino ad oggi, anno 2000.

L’ultimo summit, che ha avuto luogo negli Stati Uniti nel luglio 2000, avrebbe dovuto porre le basi per una pace “giusta”, ma e’ fallito con conseguenze tragiche: centinaia e centinaia di vittime e molte migliaia di feriti palestinesi.

Senza un sostanziale cambiamento da parte del governo israeliano sulle questioni principali: rifugiati palestinesi, ritiro dell’esercito israeliano dai territori occupati e la questione di Gerusalemme Est, non si potra’ raggiungere un obiettivo comune.

Inoltre, l’attuale accordo tra palestinesi e israeliani non prevede il rientro di milioni di uomini come mio padre, che hanno dovuto lasciare la loro citta’ quando e’ stato istituito lo stato di Israele nel 1948.

Ed e’ per cio’, che molti palestinesi ritengono questo accordo come una “giustizia possibile”, non una “giustizia assoluta”. In altre parole, i palestinesi avevano gia’ fatto il loro doloroso compromesso storico accettando di negoziare 6000 kmq rinunciando ai 27.000 della Palestina del 1948, o i 12.000 assegnati allo stato palestinese dalla risoluzione 181 dell’ONU. I palestinesi hanno dovuto rinunciare alle citta’ di Nazaret, Haifa, Akko e Jaffa, tutte citta’ con oltre il 90% di abitanti palestinesi (arabi israeliani).

Oggi per la Palestina e i palestinesi si cerca una “pace giusta”, una pace che risolva tutte le questioni importanti. L’accordo di pace fra palestinesi ed israeliani e’ stato definito come la “pace dei coraggiosi” ed e’ per questo che entrambe le parti devono fare sacrifici e compromessi “coraggiosi”. La pace ad ogni costo non e’ pace. Per avere una pace accettabile e stabile, la pace dovrebbe assicurare eguaglianza, sicurezza, prosperita’ e dignita’ per entrambe le popolazioni.

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31 thoughts on “Chiarezza sulla crisi del Medio Oriente

  1. Il concetto Ë chiaro ma mi riservo di sentire l’altra campana.

    Resta il fatto che, se fossi israeliano, io non discuterei di nessuna proposta di pace sino a quando ci saranno protezioni di qualsiasi tipo nei riguardi dei terroristi palestinesi.

    Probalilmente Arafat non ha pi? l’influenza necessaria per proseguire il negoziato e tutto questo ritardo non fa altro che inasprire l’una e l’altra parte (vedi anche il passaggio da parte di molti israeliani da una visione moderata ad una di destra).

    Ciao a tutti

    Gianfranco

  2. scusa, gianfranco, ma se uno straniero viene a casa tua e ti dice “qui ci sto io, fattene una ragione” tu che fai?
    PerchË occhio e croce Ë cosÏ che sono andate le cose. Tu hai mai visto come vivono i palestinesi e come vivono gli Israeliani? Ci sei mai stato? in un posto dove da una parte manca l’acqua e l’elettricit‡, dall’altra vedi i giardini fioriti e c’Ë la cultura del massacro. Io ci sono stato, fidati, che stanno con le pezze al culo in casa loro, i palestinesi. In casa loro. Non mi sembra nË umano nË dignitoso.
    S. 67

  3. Scusa,forse le mie idee sono ancora poco chiare ma a quanto ho capito dopo la costruzione dello stato di Israele (la famosa “terra promessa”) gli ebrei hanno lavorato e costruito i famosi “giardini”;a questo punto i Palestinesi hanno cercato di riconquistarsi i la terra “negoziata” e hanno “perso” altri territori. A questo punto Chi e’lo straniero ? e di chi e’la casa? La mia domanda e’questa e se qualcuno ha una risposta ne sarei veramente grato.

    Grazie e Ciao

    BOZ

  4. La verit‡ Ë che noi europei non conosciamo affatto la storia di quel paese. Non si parla solo di confini, ma il problema Ë allargato al rispetto e alla tolleranza da entrambe le parti. FinchË Israele non riconoscer‡ la Palestina come Stato autonomo e sovrano, e finchË palestinesi e arabi non riconosceranno il diritto degli israeliani di vivere in palestina, la questione non si risolver‡ mai.
    Argo

  5. Concordo pienamente, le cose non le conosco bene

    a fondo ma da quello che ho capito Ë appunto come

    la intendi tu.Il terrorismo non Ë una buona cosa

    perÚ se tu sei un intruso e la fai da padrone, io

    posso anche accettare il disturbo (visto che sei

    figlio degli americani e quindi il pi? forte), perÚ se non mi dai alcun ascolto e mi tratti solo

    come il pi? debole da approffittarne, non mi resta altro che combattere con quello che ho per le mani (pietre).

  6. Fossero solo pietre ora il mondo sarebbe tutto dalla parte dei palestinesi.

    Quello che scrivi Ë giusto ma il problema Ë che a rimetterci non sono mai quelli che decidono le sorti di un paese.

    Ho parlato con una mia collega israeliana:

    Ë sconcertata perchË non solo tutti i coloni, da sempre di destra, ma anche un sacco di persone moderate hanno votato per Sharon grazie a questo terrorismo indiscriminato.

    Vedo se riesco ad inserirla nei commenti.

    Ciao Gianfranco

    P.S. Potete mettere il vostro nome alla fine dei commenti? La mia Ë solo una richiesta

  7. Credo che i buoni non stiano tutti da una parte e i cattivi tutti dall’altra.Ho visto l’asssinio di un bimbo palestinese e pure l’assinio di una bimba irsaeliana, gli spari dell’esercito israeliano e il linciaggio di ebrei inermi. Manca l’accettazione reciproca, questo Ë il punto. Per gli arabi Israele Ë territorio arabo e non finiranno l’intifada fino a che non avranno cacciato o sottomesso gli ebrei, non accettandoli come persone con pari dignit‡; e il discorso vale anche per l’altra parte. Non si risolve nulla colpevolizzando questo o quello. L’unico sbocco rimane quello di superare l’attuale reciproco atteggiamento di prevaricazione e lavorare affinchË si giunga ad una convivenza nel rispetto reciproco e nel riconoscimento dell’uguaglianza di arabi ed ebrei.

    Giorgio

  8. Lo Stato di Israele, che dopo il ’48 si e’ fortemente ingrandido rispetto al piano di

    spartizione dell’ONU, e’ guidato da un esecutivo presieduto da un criminale di guerra,

    autore di carneficine ben piu’ gravi di quelle viste durante la nuova intifada.

    Ne abbiamo avuto ampia dimostrazione, anche

    durante governi meno estremisti.

    L’arroganza dello Stato di Israele dipende sicuramente da un conflitto ideologico difficilemnte

    gestibile: essere ebrei, e quindi eredi di una cultura millenaria di indiscutibile valore

    artistico ed umano, ed essere nazionalisti di destra, coloni spregiudicati e razzisti.

  9. e’ il titolo dell’ultimo libro uscito su questo tema, molto ben fatto e con ampia bibliografia e sitografia. ed prospettiva, se ricordo bene.

  10. buttiamoci sul qualunquismo, a negare l’enorme disparita’ di forze e di arroganza che si vede “sul campo”.

    pietre e carri armati…mah

  11. le affermazioni pubblicate da Rania, si trovano anche sul sito Palestina nel cuore, un libro scritto da Rania per i bambini, in linguaggio semplice e chiaro con il quale racconta le vicissitudini del suo popolo.
    Il libro Ë stato presentato alla Fiera del libro di Torino, alla sala del Senato della Repubblica, al Convegno “Un mare di storie” a Sestri Levante, alla Biblioteca di Ronco all’Adige ed in numerose scuole. Chi avesse voglia di contattare l’autrice… io l’url de sito l’ho messo.
    Antonella

  12. Sar‡ che invecchio, sar‡ che mi dimentico anche di chi ho mandato a fanculo anche solo per sbaglio ma non riesco ad aggiungere altro oltre che ha concordare con Gianfranco che…

    Fossero solo pietre ora il mondo sarebbe tutto dalla parte dei palestinesi…

    Gi‡ sono brutte le guerre fatte dai soldati: questa fa veramente orrore da qualunque parte la si guardi.

    P.S. Potete mettere il vostro nome alla fine dei commenti? La sua Ë solo una richiesta (ma siamo in due a chiederlo)

    Alessio

  13. Stavo gi‡ dormendo… l’abitudine degli autoreply Ë difficile da perdere (spero la depenalizzino).

    Mi sono risvegliato con una canzone nella testa:

    posso ricordarvela? Lo faccio.

    L’immagine Ë quella di persone, ragazzi morti, insanguinati (il luogo non Ë importante)

    … un Compagno non puÚ averlo fatto.

    Anarchia non vuol dire bombe ma Giustizia nella Libert‡.

    Il fine non giustifica mai i mezzi.

    Alessio

  14. Una cosa mi chiedo…..dietro gli israeliani ci sono aiuti massicci da parte degli americani,ma i paesi arabi cosa stanno facendo nei confronti dei palestinesi?

    La domanda mi sorge spontanea: forse alla lega dei paesi arabi conviene mandare avanti qualcuno al posto loro per poi condannare gli atti degli israeliani.

    E magari Ë anche meglio per l’opinione pubblica se questi ‘POVERACCI’ hanno solo pietre da tirare.

    P.S. Purtroppo non ho una conoscenza globale di questo conflitto e quindi certe cose che scrivo potrebbero sembrarvi delle c…..e.

    Mi aspetto delle risposte da chi ne sa pi? di me.

    Gianfranco

  15. Ma chi e’ a casa sua in palestina?

    I sionisti che hanno fondato lo stato di israele

    o gli inglesi che se ne sono andati dal protettorato?

    O forse i Turchi scacciati dagli Inglesi o magari gli arabi conquistati dai Turchi?

    O i Romani che dominavano in Palestina durante gli anni di Cristo o I babilonesi o forse chi ha fondato sulla collina di Zion la sua citta’ santa?

    Mah, beati voi che avete le idee chiare sui buoni ed i cattivi.

    Per me gli assassini ci sono in tutti i popoli (anche fra i tedeschi e gli Italiani, gli Inglesi e gli Americani) e le vittime pure. Ma se preferite dividere le persone in base al loro passaporto, allora buon divertimento.

    Francesco

  16. Antonella si chiede:

    >Quante persone sono davvero a conoscenza di come stanno realmente le cose?

    Io credo pochissime persone hanno il tempo, la voglia e la possibilit‡ di approfondire la conoscenza sui fatti che accadono nel mondo.

    Siamo tutti molto “occupati” e sopratutto siamo “disabituati” ad una attenzione critica.

    Penso che Internet ci possa aiutare a “guardare meglio” le cose e quindi vi invio alcuni link di approfondimento:

    Il sito dell’ONU per la questione Palestinese

    http://www.un.org/Depts/dpa/qpal/

    ci sono tutte le risoluzioni riguardanti la questione Palestinese.

    Provo a tradurre alcune parti di risoluzioni che mi sembrano indicative:

    (scusate le eventuali imprecisioni)

    Resolution 476 (1980)

    ì[Ö]

    Deplorando che Israele continui a modificare il carattere fisico, la composizione demografica, la struttura istituzionale e lo statuto della Citt‡ santa di Gerusalemme. Gravemente preoccupati per le misure legislative adottate alla Knesset israeliana per modificare il carattere e lo statuto della citt‡ santa di Gerusalemme.

    1 (il Consiglio) Riafferma la necessit‡ imperiosa di mettere fine allíoccupazione prolungata dei territori arabi occupati da Israele dopo il 1967 ivi compresa Gerusalemme [Ö]

    2 Conferma di nuovo che tutte le misure e le disposizioni legislative e amministrative prese da Israele, la potenza occupante, per modificare il carattere e lo statuto della ciitt‡ santa di Gerusalemme non hanno alcuna validit‡ in diritto e costituiscono una violazione flagrante della convenzione di Ginevra relativa alla protezione dei civili in tempo di guerra [Ö]

    6 Riafferma la sua determinazione, nel caso in cui Israele non si conformi alla presente risoluzione , di prendere in esame in conformit‡ alle pertinenti disposizioni della Carta delle Nazioni Unite, i mezzi pratici per assicurare líapplicazione integrale della presente risoluzione

    [Ö]î

    Resolution 641 (1989)



    ì[Ö]

    Il Consiglio di Sicurezza,

    Riaffermando le risoluzioni 607 (1988) del 5 Gennaio 1988, 608 (1988) del 14 Gennaio 1988 e 636 (1989) del 6 Luglio 1989,

    Avendo appreso che Israele, la potenza occupante , una volta ancora, in sfida a queste risoluzioni, ha deportato cinque civili Palestinesi il 27 agosto 1989,

    Esprimendo grave preoccupazione sulla situazione nei territori Palestinesi occupati;

    Richiamando la Convenzione di Ginevra Relativa alla Protezione di Persone Civili in Tempo di Guerra, del 12 agosto 1949, ed in particolare gli articoli 47 e 49,

    1 Deplora la continua deportazione fatta da Israele, la Potenza occupante, di civili Palestinesi;

    Chiama Israele ad assicurare il sicuro ed immediato ritorno ai territori Palestinesi occupati dei deportati e a desistere immediatamente dalla deportazione altri civili Palestinese;

    2 Riafferma che la Convenzione di Ginevra relativa alla Protezione dei Civili in in Tempo di Guerra, del 12 agosto 1949, Ë applicabile ai territori Palestinesi, occupati da Israele dal 1967, includendo Gerusalemme, ed altri territori Arabi occupati;

    [Ö]î

    Vorrei anche segnalare un sito di cooperanti italiani in Palestina:

    http:/web.tiscalinet.it/intifada2000

    Sul sito ci sono una serie di link commentati.

    Questo Ë il sito della Palestine Red Crescent Society, la sezione palestinese della Mezza Luna Rossa (corrispondente alla nostra Croce Rossa)

    http://www.palestinercs.org/

    Questo Ë un sito israeliano del circuito indymedia

    http://www.indymedia.org.il

    Cordialmente

    Marco

  17. Sono convinto che la ragione non stia ne da una parte ne dall’altra, anche perchË queste non sono mai state e mai saranno due parti distinte e “svincolate” da interessi e legami con entit‡ che escono dai confini della piccola area interessata dal conflitto che tutti si ostinano a considerare territoriale. La realt‡ Ë che all’alba del terzo millenio, l’umanit‡ non Ë ancora riuscita a sviluppare modelli di convivenza civile a qualsiasi livello.Vediamo quotidianamente in ogni parte del mondo conflitti piccoli o grandi che hanno la stessa motivazione, la memoria e la vendetta sempre dominanti rispetto alle prospettive ed alle ambizioni per il futuro. Ci si ostina a dare la ragione a qualcuno e far parte di uno schieramento trascurando gli aspetti veramente importanti che sono necessariamente il superamento degli schemi. Sento sempre chiaccherare a proposito di destra e di sinistra, ma la contemporaneit‡ di realt‡ tanto diverse fanno risultare tali distinzioni come paradossi evidentissimi. Sarebbe come , per chi conosce la matematica , moltiplicare un qualsiasi valore per zero. Quindi fintanto che moltiplicheremo il valore delle ambizioni e delle lecite necessit‡ che ciascun popolo, che ciascun padre di qualsiasi origine ambisca a concedere ai suoi figli per zero, che Ë il valore delle distinzioni pregiudiziali nate nei secoli scorsi e rafforzati nel ventesimo secolo non avremo mai un risultato tangibile. Io dico che la pace Ë ottenibile solo dagli uomini che guardano avanti e che non dimenticano le proprie origini ma sopprattutto di essere come gli altri. Uomini!

  18. Grazie per le risoluzioni – se non altro chiariscono uno dei punti che si sono persi nella discussione, e cioe’ che Israele e’ “potenza occupante”. Cio’ vuol dire che Israele stesso NON ha annesso Gaza e la Cisgiordania, e cioe’ che Israele riconosce esplicitamente e secondo il diritto internazionale che quei territori NON sono israeliani. Il problema sta nell’identificare una controparte credibile con cui negoziare una pace credibile, con UN obiettivo e UNO SOLO: garantire la sicurezza DENTRO i confini di Israele. Purtroppo l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, fino al 1993 (Oslo) aveva nel proprio STATUTO l’obiettivo della distruzione COMPLETA dello Stato d’Israele – anzi, a tutt’oggi alcuni paesi arabi non usano la parola Israele, chiamandolo invece “Terra di Nessuno”. Diritto all’esistenza?????????

    Una precisazione anche sull’articolo iniziale. Negli ultimi negoziati di pace di Wye Plantation, il Primo Ministro Israeliano Barak e’ giunto con una proposta di pace che comprendeva: uno Stato Palestinese, una bozza di accordo per la spartizione dell’acqua (bene assai prezioso), co-operazione economica. Per quanto potesse essere migliorabile, Arafat NON ha accettato le proposte senza proporre un’alternativa. Chi ha affossato il negoziato?????

  19. Caro “Anonimo che riflette sulla storia”, vorrei che nelle tue rifelssioni tu facessi rientrare anche questi elementi, che probabilmente ignori:

    – Nel 1948 l’ONU propose la creazione di due stati, uno ebraico e uno arabo, furono proprio i “palestinesi” a rifiutare, e a dichiarare guerra agli ebrei.

    – gli ebrei hanno acquistato le terre dove vivono, le hanno bonificate, poiche’ durante il periodo in cui i “palestinesi” hanno vissuto li’, economicamente il territorio era diviso in deserto e paludi, che i “palestinesi” non si sarebbero mai sognati di bonificare. Uno stato palestinese prima del 1948 non e’ mai esistito, e dei “palestinesi” non e’ mai importato un accidente a nessuno. Ora che gli Israeliani hanno reso quel paese fiorente col sudore della propria fronte, sembra che sia diventato molto piu’ interessante…

    – anche la guerra del 1967 e’ stata dichiarata dagli arabi, che volevano scacciare tutti gli ebrei da Israele, perche’ essere padroni del 99% del Medio Oriente per gli arabi e’ troppo poco, perche’ sul Corano e’ scritto “uccidi chi e’ contro di te” mentre sulla Bibbia e’ scritto “non uccidere”

    – il “criminale di guerra” di cui parli e’ Sharon, che per un’accusa del genere ha fatto causa al Times e l’ha vinta. I crimini a cui ti riferisci probabilmente riguardano la strage di Sabra e Shatila. Vatti a leggere qualche libro di storia invece di leggere solo i giornali arabi: quella strage l’hanno fatta i cristiani maroniti.

    – non e’ vero che i palestinesi hanno solo pietre, quelle le danno in mano a ragazzini di 10 anni e li mandano avanti a fare da scudi umani mentre quelli piu’ grandi stanno dietro a sparare. Se qualche ragazzino rimane ucciso, tanto meglio: per gli arabi la vita umana (specie quella di donne e bambini) non ha molto valore, e tanto comunque andranno nel paradiso dei mussulmani e oltre tutto e’ un’ottima pubblicita’ per la stampa occidentale, dove, per fortuna, la vita umana vale un po’ di piu’…

    – Se un bambino palestinese rimane ucciso, in Israele i cittadini sono dispiaciuti, se viene ucciso un bambino ebreo, i palestinesi si riempiono le mani del suo sangue e fanno festa…

    Ma credo che sia inutile dirti queste cose: essere filopalestinesi in Italia va molto di moda… Del resto non bisogna far arrabbiare gli arabi, che hanno il petrolio…

    Lara

  20. PENSO CHE BISOGNEREBBE IMMEDIATAMENTE REVOCARE IL PREMIO NOBEL AL TERRORISTA ARAFAT

    ARIEL/ANTICONFORMISTA

    P.S.: Antonella, disparita’ di forze???

    Hai mai visto un israeliano entrare in un supermercato o un luogo di ritrovo per giovani palestinesi a farsi saltare in aria come e’ successo a Tel Aviv davanti a una discoteca frequentata da giovani immigrati russi i cui padri sono sfuggiti al comunismo?

  21. Beh adesso….

    – Nel 1948 gli Arabi avrebbero dovuto accettare SE avessero potuto prevedere come sarebbe andata a finire. Sul momento, non vedo perchË avrebbero dovuto accettare, erano ancora a casa loro o cosÏ credevano.

    – daccordo che gli israeliani hanno trasformato il deserto in valle del latte e miele, ma: il fatto che abbiano curato meglio la terra rispetto ai precedenti proprietari non gli da’ alcuna giustificazione. Se io trascuro il mio orto, questo non da’ diritto al mio vicino di togliermelo e prenderselo lui per curarlo meglio.

    – Che sul Corano ci sia scritta una cosa (uccidi)e sulla Bibbia un’altra (non uccidere) non ha impedito a cristiani e ebrei di fare le loro stragi quando Ë convenuto quindi questo commento mi Ë parso totalmente gratuito. Tanto pi? che se leggi il Corano e il Vecchio testamento (l’unico che gli ebrei riconoscono) troverai molto pi? cruento e crudele il secondo.

    – Sharon E’ un criminale di guerra se lo Ë Milosevic. Sabra e Chatila le hanno fatte i maroniti di Jumblatt ma chi gliel’ha lasciato fare ? Chi circondava i campi per non far uscire nessuno ? Chi ha chiuso gli occhi e le orecchie per 2-3 giorni, lasciando le fotoelettriche accese perchË gli assassini non dovessero lavorare al buio ?

    – sono invece daccordo sullo sfruttamento dei bambini nell’intifada. PerÚ che gli israeliani siano migliori perchË a differenza degli arabi, dopo aver ucciso un bambino piangono, beh, posso ridere ?

    E comunque non stavamo parlando di religione e petrolio, ma di arabi e israeliani.

    Saluti

    Patrick

  22. Il motivo per cui non si vede l’israeliano “kamikaze” Ë semplice: perchË non ha bisogno di uccidersi per uccidere Palestinesi. Israele puÚ tranquillamente farlo bombardando civili inermi con aerei, missili, navi, carri armati, e anche con i bull dozzer.

    Vorrei tanto vedere noi, nella stessa situazione.

    Vorrei ricordare ai vari anonimi che dicono che la palestina era un deserto, di andarsi a leggere qualche libro che descriveva la palestina come il paese pi? sviluppato del medio oriente prima della creazione dello stato di israele. (documentazione delle nazioni unite nel periodo precedente al mandato britannico).

    Questa documentazione dichiarava che la palestina era talmente sviluppata culturalmente, economicamente e politicamente da non necessitare di alcun mandato.

    Per chi crede invece, che gli ebrei si comprarono la palestina, vi consiglio di leggere questo stesso documento che dichiara che i terreni aquistati da ebrei in palestina erano meno del 1% della terra palestinese.

    I tempi della propaganda sionista devono finire!

    Andatevi a leggere libri pubblicati dalle nazioni unite che hanno seguito la storia dalla A alla Z. O magari leggetevi libri scritti da scrittori israeliani come Israel Shahak o Naom Chomsky. Cosi non direte che sono di parte.

  23. Le chiacchere stanno a zero….se arrivasse a casa mia un tipo dicendomi che Dio gli ha assegnato la mia casa duemila anni prima….anche se la ristrutturasse benissimo e ci facesse un bel giardino…. se mi cacciasse a calci e ci abitasse lui al posto mio sarebbe automaticamente nel torto…Lo stato di Israele Ë nato da una rivendicazione religiosa :”Dio ci ha dato questa terra anche se ci abiti da duemila anni ti caccio con la forza…”Ë questo il meccanismo insito nel sionismo…..se il popolo ebraico si fosse insediato con intenzioni pacifiche una cosa del tipo :”Dio mi ha dato questa terra 3000 anni fa ..anche se tu sei di un’altra religione e questo non ti interessa….ora ci abiti tu …vorrei tornare fammi uno spazietto e abitiamoci insieme..se non disturbo” sarebbe diverso..ma il concetto Ë differente…il concetto Ë “noi siamo il popolo eletto” e siamo i piu’ forti..quindi vi prendiamo a calci nel culo…ci sono poche chiacchere…

    Sharon, terrorista della banda Stern e genocida di palestinesi nei campi di Sabra e Chatila, ha provocato la recente crisi con l’irruzione nella piana delle Moschee al solo scopo di determinare un crisi che accelerasse un processo che Ë solo e unicamenete di COLONIZZAZIONE.

    I mezzi di informazione non ci ricordano come questo stato si Ë formato, attraverso attentati (l’uccisione del rappresentate ONU in palestina per esempio nel 48),stragi e guerre. Il diritto non Ë quello del piu’ forte…non Ë quello del piu’ ricco…se passa questo concetto si perde di vista qual’ Ë il vero problema

    alex

  24. la pace in Medio Oriente potr‡ “scoppiare” solo quando collimeranno queste 2 politiche:i dirigenti Palestinesi riusciranno ad isolare i fondamentalisti islamici di hamas,che radicalizzano lo scontro su base religiosa invece di porre al centro le questioni di civile e laica convivenza;il popolo israeliano,almeno la sua maggioranza,riuscir‡ a dare una svolta decisiva alla cultura dell’odio,iniziata con Rabin ma tramontata con la vittoria elettorale del guerrafondaio Sharon.Innanzitutto Israele dovr‡ uscire dalla logica dello Stato confessionale e concepire una Costituzione laica,perchË il dogma del “Popolo eletto” non puÚ che produrre un potere intollerante,aggressivo e discriminatorio.Poi ci sono i fattori geopolitici che introducono ulteriori difficolt‡ alla soluzione del processo di pace,a tutti gli effetti la Palestina Ë il termometro dei rapporti fra Occidente (Stati Uniti in testa) e Paesi Arabi non allineati alle mire imperialistiche di Washington.CosÏ la crisi israelo-palestinese viene spesso strumentalizzata da una parte o dall’altra, e i bisogni reali di milioni di persone in lotta per la sopravvivvenza diventano solo pretesti per la definizione delle aree di influenza economica e politica.

  25. diventa amica della figlia dell’ ambasciatore israliano poi sapremo l’altra campana

  26. Il vero processo di pace inizia quando si inizier‡ a sterilizzare tutti gli ebrei di questo mondo…………..

  27. Per risolvere il problema in palestina c’è un unico e semplice modo. Fuori dai coglioni gli israeliani dai territori che gli appartengono. Che i coloni vadano a casa loro. A dimenticavo, mi piacerebbe che venisse creato un giorno per la memoria dell’olocausto palestinese, delle migliaia di vittime che i figli di Erode continuano oggi prepotentemente e con il bene placido degli USA a mietere, così tanto per la par conditio.

  28. Gerusalemme é sempre stata una cittá molto contesa: é infatti l´omphalus (ombelico) del mondo di ben 3 religioni ed una infinitá di sette…La spartizione dei territori sempre si é bloccata a Gerusalemme.Ma tutto per essa puó succedere.Ci sono fanatici ebrei e ultimamente,data la criticitá della posizione palestinese grandemente svantaggiata e ghettizata fondamentalisti islamici,che potrebbero arrivare a distruggere il Terzo posto Sacro al Mondo per importanza per la fede Islamica, per fare scoppiare inreversibilmente la piú grande guerra che il Mediterraneo abbia mai visto: La Cupola della Roccia.

    Giá alcuni sionisti per poco non ci riescono: se cosí fosse nessuno potrebbe mai impedire un conflitto tra tutti i mussulmani che nessun governante potrebbe mai fermare in nessun modo e gli israeliani.Sarebbe la fine. ¿Accadrá mai?

    Credo proprio di sí a questo punto….!!!!!!!!

    E che dire dell’ intervento militare degli Stati Uniti in Irak, Iran, Somalia(?) e Corea del Nord, che sono fra i 20 obbiettivi MONDIALI che intendono attaccare?

    Per non contare gli obbiettivi NON DICHIARATI ANCORA…

    Vedere seguenti Link:

    http://www.google.com/search?q=Cupola+della+roccia&restrict=Espa%F1ol

    http://members.xoom.virgilio.it/alisawi/moschea.htm

    http://images.google.com/images?q=Cupola+della+roccia&hl=es&lr=lang_es|lang_en|lang_it&sa=N&tab=wi

    italy.indymedia.org/front.php3?article_i…

  29. Qualcuno fará un bel botto con la Moschea della Roccia ed allora…..sará la fine per Israele !!!Sará la 3A Guerra Mondiale.

    Gerusalemme é sempre stata una cittá molto contesa: é infatti l´omphalus (ombelico) del mondo di ben 3 religioni ed una infinitá di sette…La spartizione dei territori sempre si é bloccata a Gerusalemme.Ma tutto per essa puó succedere.Ci sono fanatici ebrei e ultimamente,data la criticitá della posizione palestinese grandemente svantaggiata e ghettizata fondamentalisti islamici,che potrebbero arrivare a distruggere il Terzo posto Sacro al Mondo per importanza per la fede Islamica, per fare scoppiare inreversibilmente la piú grande guerra che il Mediterraneo abbia mai visto: La Cupola della Roccia.

    Giá alcuni sionisti per poco non ci riescono: se cosí fosse nessuno potrebbe mai impedire un conflitto tra tutti i mussulmani che nessun governante potrebbe mai fermare in nessun modo e gli israeliani.Sarebbe la fine. ¿Accadrá mai?

    Credo proprio di sí a questo punto….!!!!!!!!

    E che dire dell’ intervento militare degli Stati Uniti in Irak, Iran, Somalia(?) e Corea del Nord, che sono fra i 20 obbiettivi MONDIALI che intendono attaccare?

    Per non contare gli obbiettivi NON DICHIARATI ANCORA…

    Visitate i seguenti LINK:

    http://nyc.indymedia.org/front.php3?article_id=22207&group=webcast

    http://italy.indymedia.org/front.php3?article_id=46629&group=webcast

    http://nycap.indymedia.org/publish.php3

    http://india.indymedia.org/front.php3?article_id=1024&group=webcast

    http://argentina.linefeed.org/news/2002/04/20421.php

    http://southafrica.indymedia.org/display.php?id=1020

    http://nigeria.indymedia.org/front.php3?article_id=459&group=webcast

  30. quando dici “la pace dei coraggiosi” intendi parlare con gli israeliani che devono essere forti e continuare a farsi scoppiare dalle varie bombe o ai palestinesi o ad Arafat continuo a mandare 1 milione di Shaidim contro Israele!?!??

    Il TERRORISMO non e’la risoluzione e’ il PROBLEMA!

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