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Padroni di niente, servi di nessuno

ANARCHIA E DINTORNI

VenerdÏ 27 luglio ho assistito a Bergamo al concerto di un gruppo punk abbastanza famoso nella zona, i Punkreas. Questi ragazzi sono conosciuti oltre che per la musica, per le loro idee: sono infatti dichiaratamente anarchici.
Il concerto doveva tenersi il sabato precedente, ma era stato rinviato per permettere al gruppo di raggiungere Genova in occasione delle manifestazioni di protesta contro il G8. Premessa doverosa, la serata si Ë svolta nellíarea della Festa dellíUnit‡ di Bergamo, di fronte ad un migliaio di persone.
Non avevo dubbi che i Punkreas avrebbero calcato la mano sugli avvenimenti di Genova, e cosÏ Ë stato. Prima del concerto, minuto di silenzio con tutta la band sul palco col lutto al braccio. Eí stato esposto un enorme striscione con la scritta ìRispettiamo Carlo, difendiamo i nostri dirittiî, accolto da un lungo applauso delle persone presenti. Poi Ë iniziato il concerto vero e proprio. I Punkreas sono soliti dialogare molto col pubblico, ed hanno esordito dicendo di essere molto tristi per quello che era successo a Genova, per gli abusi e le violenze a cui avevano assistito. Il bassista in particolare ha invitato tutti a non dimenticare quello che ìci hanno fatto quei bastardiî. I pezzi proposti in scaletta erano i classici del repertorio della band, accolti con gioia dai fans presenti. Tra questi ìVoglio armarmiî, brano anti-americano per eccellenza che parla dellíutilizzo sfrenato delle armi che si fa nellíaltro continente, Ë stato preceduto da una dedica a Bush, al quale Ë stato dato del ìfiglio di puttanaî, aggiungendo come postilla che ìlíunico idiotaî che appoggia le sue idee Ë Berlusconi. Giubilo della folla, che si Ë subita esibita in cori tipo ìBerlusconi in galeraî. Altro pezzo degno di nota ìZingariî, preceduto da questo commento del bassista del gruppo: ìÖcíË in giro chi si preoccupa della zingarella che gli ruba i soldi, mentre la polizia spara in faccia alla genteî. Nelle pause tra un pezzo e líaltro, trova spazio un attacco alla Chiesa, ìa quei bastardi straricchi, con quei medaglioni díoroÖî. Proposta lanciata, sempre dal bassista, líesproprio legale di tutti i beni della Chiesa, destinati invece ad aiutare chi muore di fame. Ultima perla, un pezzo di cui non ricordo il titolo (penso che fossi líunico presente a non ricordarloÖ) che nel ritornello recita ìdisonora lo Stato e brucia la bandieraî. Stranamente non Ë stata proposta uníaltra canzone abbastanza nota, ìNo copsî, che contiene nel testo queste parole: ìSono meglio 4 giorni pane e acqua in galera che restare delle merde per un mese una vita interaîÖogni riferimento alle forze dellíordine Ë puramente voluto.
Insomma, un successone, con pubblico in delirio a pendere dalle labbra della band e ad applaudire ogni qualvolta saltava fuori un ìfascisti di merdaî.
PerchÈ racconto questo? PerchÈ a pochi giorni di distanza dai fatti di Genova questa serata mi ha fatto riflettere. Questi ragazzi sono anarchici, ma sono innanzitutto un gruppo musicale, incidono dischi che hanno anche un discreto successo di vendite. Possono veramente dire ciÚ che vogliono? Possono veramente cantare ìdisonora lo Stato e brucia la bandieraî senza conseguenze? Il vilipendio Ë ancora reato se non ricordo maleÖ Gli attacchi continui alle forze dellíordine non sono causati da quello che Ë successo a Genova, perchÈ questa band da anni canta gli stessi ritornelli. Questo significa che líodio verso Polizia e Carabinieri, che in questi giorni sta venendo fuori pi? violento che mai, Ë coltivato e trasmesso da persone che hanno spazi e mezzi per diffondere le loro idee. La Festa dellíUnit‡ di Bergamo Ë un ottimo palcoscenico, ci sono tantissime persone che vi partecipano. Gli organizzatori conoscono benissimo le posizioni di questo gruppo, e il fatto che li abbiano fatti suonare indica che tra i DS cíË gente che approva certe idee e un certo modo di esprimerle. Lo striscione esposto allíinizio del concerto richiamava a difendere ìi nostri dirittiî. Ma quali? Vorrei che qualcuno mi spiegasse quali sono i diritti che questa gente invita a difendere. Le canzoni a sostegno degli zingari, del terzo mondo, del Chiapas sono solo un mucchio di belle parole, perchÈ con esse non si vuole tanto difendere questi soggetti ma attaccare i loro nemici. La canzone ìSostaî che parla di tutti quei furterelli che avvengono nei negozi o nei supermercati (e non certi per condannarliÖ) mi fa venire in mente una cosa: perchÈ uno che ruba in un negozio ed Ë ìlegittimatoî a farlo, dovrebbe pagare 25.000 lire per una maglietta dei Punkreas in vendita a pochi metri dal palco? La ruba che fa prima, no?
In conclusione, mi rifaccio ad un antico adagio, secondo cui ìne ferisce pi? la penna che la spadaî. Sento sempre pi? spesso chiedere il diritto di ìesprimere liberamente le proprie ideeî. Sacrosanto, peccato che la maggior parte degli spazi dove queste ìideeî potrebbero essere espresse ed ascoltate sono occupati da chi non ha nulla da direÖ
MARCO
marcogregis@iol.it

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