Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

Integralisti della CIA

Quella che sto per pubblicare e’ una notizia segnalatami da Paolox,
webmaster di kontrokultura.org. Risale al 13 settembre 2001 ma e’ molto piu’ che attuale

John K. Cooley ci spiega che gli Usa, per mano della Cia e con la collaborazione fattiva di Pakistan, Arabia Saudita e Cina, armarono, addestrarono e finanziarono 250 mila mercenari islamici di ogni parte del mondo. Ed ecco come l’alleanza tra estremismo islamico e CIA diventa un boomerang
La Cia e l’estremismo islamico:
un’alleanza boomerang

John K. Cooley: “dall’accordo afghano” anni ’70 agli attacchi anti-Usa degli ex “alleati” fu l’alleanza stretta dalla Cia con gli estremisti islamici contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan a spianare la via al terrorismo degli integralisti musulmani che, ironia della storia, ultimamente colpisce direttamente proprio gli interessi americani, negli Stati Uniti e altrove?”John K. Cooley, giornalista e scrittore attualmente corrispondente da Atene di Abc News, non ha dubbi e nel suo volume fresco di stampa “Una guerra empia. La Cia e l’estremismo islamico” (Elèuthera, luglio 2000, pp. 399, lire 35 mila) documenta in modo dettagliato i vari passaggi di questa pagina di storia cominciandone la ricostruzione ben prima di quel 1979 che vide gli Stati Uniti avviare un rapporto stretto con i terroristi in funzione anti-sovietica. Cooley, tra l’altro, spiega che gli Usa, per mano della Cia e con la collaborazione fattiva di Pakistan, Arabia Saudita e Cina, armarono, addestrarono e finanziarono 250 mila mercenari islamici di ogni parte del mondo.

“Gli analisti occidentali, nei loro pensatoi, e i servizi di controspionaggio di Washington, Londra, Parigi e Roma si chiedevano: chi e’ il principale nemico del nostro nemico, il comunismo? In che modo potrebbe aiutarci? E, nello stesso tempo, come possiamo contrastare i leader del terzo mondo e le loro dottrine, che consideriamo al servizio del comunismo?” scrive l’autore. E poi spiega come si avviarono i contatti con personalita’ degli stati islamici e arabi piu’ conservatori. “Fu cosi’ – scrive Cooley – che ebbe inizio quello che in un primo tempo era un semplice flirt tra gli Usa e l’Islam e che si esprimeva con un sostegno moderato e prudente, in genere occulto, agli attivisti politici “islamisti”.

Cooley sostiene che sulla scorta di questi nuovi contatti, Gli Usa e alcuni alleati, finanziarono “una serie di guerre per procura” in Africa e in Asia, contro i propri avversari, spesso alleati veri o supposti di Mosca. Quando il Cremlino guidato da Breznev decise l’invasione dell’Afghanistan nel 1979, la Casa Bianca di Carter vide nell’iniziativa una minaccia all’equilibrio mondiale ma anche una buona occasione per “assestare un colpo decisivo al gia’ vacillante impero sovietico nell’area a nord dell’Afghanistan”.

Fu cosi’ che quella che Cooley definisce “love story” fra gli Usa e l’islamismo ebbe un nuovo “sussulto di passione” con l’alleanza tra la dittatura militare pakistana, d’ispirazione islamica, e gli americani. Dieci anni dopo l’armata rossa sara’ sconfitta e le vicende afghana daranno un colpo duro all’intero impero sovietico ormai al collasso. Nel frattempo, in Afghanistan il movimento dei talebani, favorito da Pakistan e Arabia Saudita, conquistera’ il potere e lo gestira’ in modo liberticida terrorizzando la popolazione nel nome di un’interpretazione severa dell’islamismo sunnita.

Ma il grande movimento mercenario messo in moto dagli Usa avra’ effetti anche fuori dei confini afghani. I talebani e l’orrore che seminano e’ solo una delle conseguenza. Le altre toccheranno direttamente anche gli americani: alle tensioni destabilizzanti in Egitto (attacchi ai turisti e agli autoctoni), Cecenia, Algeria e altri paesi, infatti, si affiancano gli attentati tragici al Word Trade Center e alle ambasciate americane di Nairobi (1998, 247 morti, 12 cittadini Usa) e di Dar-es-Salaam (dieci morti, cento feriti). E cosi’ il terrorismo islamico e la sua eminenza grigia, Usama bin Laden, da protetti alleati degli Stati Uniti diventano i principali nemici della Cia e della Casa Bianca.


Il principale indiziato (
scheda di Osama Bin Laden)

Non ci sono le prove, nessuna rivendicazione credibile, ma a quanto pare si stanno rafforzando le ipotesi che l’organizzazione di Osama Bin Laden sia responsabile degli attacchi terroristici sulle Twin Tower e sul Pentagono. Ci sono state infatti recenti perquisizioni dell’Fbi in ambienti legati all’integralismo. Inoltre, alcune fonti di intelligence hanno intercettato comunicazioni fra i militanti dell’organizzazione e confermerebbero l’ipotesi che lo sceicco laureato in economia sia il mandante degli attentati. I militanti, comunicando fra loro, indicavano che un paio di bersagli erano stati strong>colpiti.

Osama Bin Laden, il ricercato numero uno dell’FBI il grande Satana del terrorismo internazionale, lo sceicco integralista islamico che dovrebbe avere una base segreta nell’Afghanistan talebano e’ ricercato per l’attentato all’ambasciata statunitense di Dar Es Salaam.

Gli attentati hanno ucciso piu’ di 200 persone e ferito oltre 4000. Si ritiene essere il mandante del precedente attentato al World Trade Center di New York.

L’attentato dell’11 settembre ha infatti un precedente. Il 26 febbraio 1993 una torre del World Trade Center divenne il primo obiettivo in territorio americano ad esser colpito dal terrorismo internazionale . Una bomba chimica esplose alle 12.18 ora locale, nel garage sotterreaneo delle Torri Gemelle. L’attacco alla Grande mela venne subito attribuito al miliardario arabo Osama Bin Laden, il piu’ grande regista del terrorismo mediorientale. Sull’agendina di uno degli esecutori materiali dell’attentato fu infatti trovato un numero di telefono che riconduceva allo sceicco.

Nato nel 1957 in Arabia Saudita e’ il leader dell’associazione Al Qaida ed e’ uno sceicco islamico miliardario.
L’Fbi nelle sue pagine dichiara che Laden e’ armato ed estremamente pericoloso. Il Governo degli Stati Uniti offre una ricompensa di 5 milioni di dollari per qualsiasi informazione che lo riguardi.

Laden e’ il piu’ ricercato per attentati di questo tipo, e a quanto pare sarebbe molto favorevole all’uso di kamikaze . Fra i numerosi alias da lui utilizzati si possono elencare i nomi di Usama Bin Muhammad Bin Ladin, Shaykh Usama Bin Ladin, the Prince, the Emir , Abu Abdallah, Mujahid Shaykh, Hajj, the Director.

Nel 1998 annuncia la creazione di una grande alleanza terrorista denominata Fronte islamico internazionale contro gli Ebrei.

Negli anni ’90 Bin Laden crea un’organizzazione terroristica, Al Qaida, con l’obiettivo di “ristabilire lo Stato islamico” nel mondo. Gli Usa hanno aperto nei giorni scorsi a New York il processo in contumacia.

A discolpa di Laden, rispetto all’attentato odierno, da Kabul un portavoce del governo afghano dei Talebani afferma che lo sceicco saudita, non puo’ essere responsabile degli attentati di oggi negli Usa. “Cio’ che e’ accaduto negli Usa non e’ un lavoro da gente qualunque. Potrebbe essere il lavoro di un governo. Osama Bin Laden non puo’ fare una cosa del genere, noi neppure” ha detto all’agenzia Reuters Abdul Hai Mutmaen dalla citta’ di Kandahar il quale suggerisce piuttosto si tratti dell’azione di nemici interni degli Usa o di loro grandi rivali.
Ma, secondo un’analisi della Reuters, gli Usa hanno pochi nemici con i mezzi e le capacita’ di sferrare un attacco di questa portata. E tra questi uno dei piu’ accreditati e’ proprio Bin Laden.

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79 thoughts on “Integralisti della CIA

  1. … e qualcuno ha ancora il coraggio di pensare a “obiettivi puramente simbolici”?

    Il fatto che altrove sia morta molta alta gente non resuscita nemmeno una vittima delle Twin, non ve ne siete accorti?

    AlAn

  2. E aggiungerei: sono stati processati per la strage(molto peggio di una strage) inutile provocata in Giappone con l’atomica? Quello non a’ stato un delitto di guerra proprio come l’olocausto?

  3. definizione di porco:

    animale, definisce volgarmente il maiale , spesso utilizzata per indicare persone con comportamenti igienici o sociali aberranti.

    definizione di comunista:

    persona che crede nel comunismo, vedasi Carl Marx.

    Onestamente per il porco uno se la puo prendere ma per il comunista non credo propio.

    Siamo in uno stato civile dove essere comunisti Ë ancora tollerato (in America Ë illegale , semmai in Italia Ë legalmente vietato essere fascisti).

    Se hai qualcosa da dire, caro amico che non ti firmi, di qualcosa con un po di senso e parla con intelletto anzichË con offese, visto che comunque le offese che usi sono alquanto soggettive e possono lasciarci alquanto freddi.

    In quest’ottica la tua “Sei solo un porco comunista” puo essere considerata come un rumore di fondo o, piu correttamente, come immondizia buttata qua e l‡ che non f‡ altro che farci capire quanta gente incivile e incapace di parlare esista a questo mondo.

    Vedi, contrariamente a quello che si tende a dire, molta gente, non solo ebrei, se la sono vista molto brutta a causa di gente che diceva “sporco ebreo”, “sporco comunista” etc etc

    Forse dovresti rivedere la tua precedente affermazione.

    /

    i m o n e

    /

  4. E allora via libera alla purificante America blindata con gli eroi armati cosi tanto che una sola divisa equivale a un anno di stipendio per i poveri afgani che vanno dall’altro lato del mondo a fare vittime su vittime, perchË di sicuro non hanno mandato migliaia di soldati solo per fermare la gente per strada e chiedergli: “sei un terrorista?” e se dicono “si” gli sparano altrimenti “mi scusi signora, ossequi alla famiglia, suo marito lo puo ritirare stasera all’cimitero”.

    Ma quello che davvero amo Ë che fino a poco tempo f‡ al TG5 c’era l’immagine di un presidente americano che faceva stringere le mani a Rabin e Arafat, ahhhh l’America super partes che agisce per il bene del mondo…

    E ora d’un tratto gli Ë arrivato un aereo di troppo? da buoni e pacieri sono diventati la mano vendicativa di Dio?

    Se ce l’hanno contro i terroristi perchË non fanno “giustizia” fra i presunti terroristi nel loro territorio (compresi quei simpatici americani doc che girano in mimetica e fucili semiautomatici e giocano a fare i marines e ogni tanto beccano qualche agente dell FBI) invece di partire per la liberazione del mondo…

    E mi Ë piaciuta anche la partenza di questi uomini iperarmati su navi enormi per la guerra con le mogli che piangevano sul molo e la banda che suonava New York New York rallentata (tutto con sottofondo di stelle e strisce).

    Ma scusate, abbiamo scritto “Joe Condor” sulla carta d’identit‡? Quando la Baraldini la condannarono si sono comodamente scordati del diritto internazionale e l’hanno reclusa per anni nelle loro patrie galere e ora, per un attacco terroristico fanno la guerra all’Afganistan che perÚ prima foraggiavano ed allenavano (e ce lo facevano vedere come il popolo dei buoni, andate a guardare Rambo e poi ditemi!).

    E noi, Europa, millenni di storia, guerre a mai finire e “civilt‡” cosa facciamo? “l’America ha ragione”…

    Ma si fanno le canne prima di decidere?

    Ora l’America ha subito un attacco terroristico e tutti i paesi devono comportarsi come se fossero stati aggrediti anche loro?

    Me la vedo l’America che sbarca nel nord Irlanda e presidia tutto perchË anche loro sono stati aggrediti in base al patto…

    Se una cosa la si vuole fare, la si faccia, ma non cerchino di farmi passare per imbecille patentato dicendomi che Ë giusto che sia cosi… quando vedo un film penso che Ë un film eppure a guardare le scene dei vari notiziari mi sembra di vedere un film, Ë tutto troppo stucchevolmente costruito…

    /

    i m o n e

    /

  5. Se vuoi per pasquino posso usare il mio pitbull

    si chiama totila, solo che Ë un pitbull sfigato…

    Ë bianco e non ha mai fatto male a una mosca, una volta Ë scappato pure davanti a un barboncino comunque se vuoi ci proviamo uguale…

  6. mi dispiace per te.ma quello di prima ha ragione.nonstante le vittime(persone che non ne potevano niente),se avessero voluto fare dei danni avrebbero colpito di sicure delle centrali nucleari.sicuramente alla lunga ci sarebbero state molte piu’ vittime.

  7. NON CAPISCO COME CI SI POSSA STUPIRE PENSANDO CHE LA CIA, NEGLI ANNI, ABBIA IMPERVERSATO IN LUNGO E IN LARGO, ATTRAVERSO AZIONI A DIR POCO DISCUTIBILI, IMPONENDO GOVERNI E………

    NON SI PUO DIRE ALTRO IL GRANDE ORECCHIO CI ASCOLTA

  8. gi‡ il numero spropositato di 250.000 mercenari islamici addestrati dalla CIA mi fa ritenere che la notizia Ë una stronzata

  9. e solidariet‡ anche a quei delinquenti parassiti e drogati dei Centri Sociali

    Maurizio

  10. Ti ascolta senz’altro tua madre che ti mantiene da quarant’anni suonati , brutto ubriacone visionario rincretinito

  11. Aerei Usa centrano un bus: 30 civili morti. Si combatte all’aeroporto di Kandahar di red Uno sbaglio. L’ennesimo sbaglio di questa guerra. Aerei statunitensi invece di un convoglio dei taleban, che in rotta da Kandahar cercavano di raggiungere Spin Baldok, al confine col Pakistan, ancora sotto controllo della milizia islamica, hanno colpito autobus e camion di civili in fuga. Il bilancio sarebbe pesantissimo: trenta morti. La notizia, che viene dall’Api – l’agenzia di stampa vicina ai taleban – ha purtroppo trovato le prime conferme ad Islamabad. L’errore d‡ la misura di quanto intensa sia stata l’attivit‡ degli americani in queste ore nella zona attorno a Kandahar. E qui, dal punto di vista militare, la situazione resta ancora molto confusa. Le ultimissime dal fronte dicono che le trib? pashtun del sud, guidate da Gul Agha e Gud Fida Mohammad, “sono nel complesso dell’aeroporto”. Poco prima era stato annunciato con toni trionfalistici che l’intero aeroporto era stato conquistato. Ora, invece, si dice che nella zona sono in corso furiosi combattimenti. “Miliziani di Al Qaida e arabi paretecipano agli scontri tra i taleban e le nostre forze”, ha detto Khalid Pashtoon, il portavoce del gruppo pashtun.

    Le milizie tribali, stando al portavoce, controllano la zona dell’aeroporto pi? vicina alla strada mentre il resto Ë ancora in mano ai taleban e a Al Qaida. I combattimenti sarebbero cominciati attorno alle 17 italiane, preceduti da pesanti bombardamenti americani.La scorsa notte, poi, aerei americani hanno bombardato pesantemente le prime linee dei Taleban. Il portavoce dell’Alleanza, Abdullah, ha precisato che a Kandahar ci dovrebbero essere ancora quasi 40mila “effettivi taleban”, “la maggior parte dei quali arabi e pachistani”. La popolazione,centomila persone prima dell’inizio della guerra, Ë in gran parte fuggita nelle campagne e nelle montagne. C’Ë da dire che anche molti taleban afghani hanno lasciato la citt‡ e stanno cercando al confine con il Pakistan.Bonn, Rabbani ora accetta la presenza del re

    Ascolta la corrispondenza di Gianni Marsilli

    Le navi italiane stanno arrivando nel Bahrain: a fare cosa?Luigi Bonanate

    “Le corti speciali Usa sono una mostruosit‡ giuridica”

    Antonio Padellaro

    L’ultima sconfitta

    Romano Forleo

    Rispettiamo l’essere umano Forum l’Unit‡

    Una sentenza

    che inquina 2? Congresso Nazionale Ds Frammenti

    d’archivio

  12. ovunque a causa delle ingerenze usa..leggi qua pirla che sei INTRODUZIONE Uomini siate, e non pecore matte,SÏ che ‘l giudeo tra voi di voi non rida.(Dante: Par. c. V; v. 80, 81)Il Times di Londra l’8 maggio 1920 dava un largo sunto dei “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”, annunziando che questi furono pubblicati in Russia a Tsarkoye Sielo nel 1905 e che la biblioteca del British Museum ne possedeva una copia col timbro di entrata del 10 agosto 1906, n. 3926 d 17.L’autorit‡ del giornale richiamava sulla pubblicazione l’attenzione degli studiosi e degli uomini politici, l’opinione pubblica ne fu commossa e le edizioni si vennero moltiplicando mentre quelle esistenti si diffondevano rapidamente. Tra queste le pi? notevoli sono: quella tedesca di Gottfried Zur Beek: Die Geheimnisse der Weisen von Zion (I misteri dei saggi di Sion) edita a Charlottenburg dall’Auf Vorposten (1919, 4? piccolo pp. 256) con una importante bibliografia sulla quistione ebraica, e due edizioni inglesi, la prima edita sui primi del 1920 a Boston (Small Majnard and C.), la seconda edita a Londra (The Britons: 62 Oxford Street) Protocols of the Learned Elders of Zion. Sono poi seguite numerose edizioni in Francia, Polonia, ecc.Una grave quistione si Ë dibattuta recentemente sull’autenticit‡ dei Protocolli. Noi non vogliamo dissimularla, sia per omaggio alla verit‡, sia perchÈ i poco scrupolosi non ne abusino. Anzi noi eviteremo di voler risolvere quella quistione nel senso formale, e d’altronde la discussione Ë troppo lunga e complessa perchÈ qui possiamo riprodurla, tanto pi? che vi sono sempre convinti sostenitori d’ambo le parti. A mo’ di esempio rammenteremo questo punto: il fatto indiscutibile innanzi accennato che i Protocolli furono pubblicati in Russia nel 1905 (l’anno seguente il British Museum ne registrava una copia) Ë citato dagli assertori dell’autenticit‡ come una prova, giacchÈ nessuno potr‡ dire che la prodigiosa realizzazione odierna dei Protocolli sia il volgare trucco di una opera stampata aprËs coup con una data anteriore. I negatori dell’autenticit‡ citano questo stesso fatto per la loro tesi, dicendo che quando in Russia comparvero i Protocolli, e poi furono ripubblicati, essi non furono presi in considerazione dagli stessi giornali e circoli antisemiti russi che pur avevano tutto l’interesse di farlo: segno, dicono i negatori della autenticit‡, che si sapeva esser quello un prodotto della celebre “Okhrana”.

    Come vedono i nostri lettori, c’Ë da continuare per un pezzo sulla stessa strada. Ebbene noi taglieremo corto con questa semplice affermazione: il suddetto dibattito verte materialmente sull’autenticit‡ propriamente detta del documento, cioË se realmente gli “Anziani di Sion” si siano radunati nel tale anno e luogo, ed abbiano redatto, parola per parola, quei Protocolli. Ma un’altra quistione, meno formale e pi? sostanziale, s’impone: quella della loro veridicit‡.Nessuno nega che un programma reso pubblico nel 1905 abbia oggi il suo pieno, stupefacente, spaventoso adempimento, e non solo in genere ma in molti punti particolari. O il documento Ë formalmente autentico, od esso fu compilato su varii documenti autentici e su informazioni sicure, dando a queste membra sparse una unit‡ di corpo.Ora, ogni onesto e intelligente lettore trover‡ che nell’uno e nell’altro caso il documento Ë prezioso. E come tale lo presentiamo al pubblico italiano.

    Quando nel 1905 il professor Sergyei Nilus rivelava, con la pubblicazione dei Protocolli, il piano di conquista politica del Sionismo ribelle ed oppresso, era ben lungi dal supporre che – quindici anni dopo – la sua pubblicazione sarebbe apparsa come la voce profetica alla quale il mondo ebbe il torto di non dare a suo tempo ascolto.Oggi una parte del terribile piano Ë attuata. PREFAZIONE ALLA TRADUZIONE INGLESE

    Londra, 2 dicembre 1919.In questo momento in cui tutta l’Europa Occidentale si occupa dei benefici derivanti dai governi costituzionali e discute da un lato i meriti e dall’altro le iniquit‡ del Massimalismo (Bolscevismo), ritengo di poter presentare con profitto al pubblico la traduzione di un libro stampato a Tsarkoye Sielo in Russia, nell’anno 1905.Si puÚ vedere una copia del documento originale alla biblioteca del British Museum, sotto il N. 3926 d 17, che porta il bollo di entrata: “10 agosto 1906 British Museum”. Quante altre copie di questo libro si trovino per il mondo non sono in grado di dire, giacchÈ sembra, che poco dopo la sua comparsa, nel I905, quasi tutte le copie esistenti siano state comperate simultaneamente ed apparentemente con uno scopo prefisso. Debbo inoltre prevenire i miei lettori, che non devono portare una copia di questa traduzione in Russia, giacchÈ chiunque ivi ne fosse trovato in possesso sarebbe immediatamente fucilato dai Bolscevichi, quale portatore di “propaganda reazionaria”.

    Il libro fu presentato al popolo russo dal professore Sergyei Nilus. Esso consiste di:

    1) Un’introduzione al testo principale, scritta dal Sergyei Nilus nel 1905.2) Appunti su conferenze fatte a studenti ebrei a parigi nell’anno 1901.3) Una parte di un epilogo scritto dallo stesso Sergyei Nilus che non ho ritenuto necessario riprodurre totalmente, giacchÈ in gran parte non interesserebbe il pubblico e non riguarda il tema che mi propongo e cioË: il Pericolo Ebraico.Chiedo ai miei lettori di tener presente, che le conferenze sopra accennale furono fatte nel 1901, e che l’introduzione di Nilus, nonchÈ l’epilogo furono scritti nel 1905.» impossibile leggere qualsiasi parte di questo volume, oggi, senza esser colpiti dalla nota fortemente profetica che lo domina; non solo per quanto riguarda la ex Santa Russia, ma anche rispetto a talune sinistre evoluzioni che si osservano in tutto il mondo nel momento attuale.Gentili. – In guardia!INTRODUZIONE DEL PROF. SERGYEI NILUS (1905)Mi Ë stato dato, da un amico personale ora defunto, un manoscritto il quale, con una precisione e chiarezza straordinaria, descrive il piano e lo sviluppo di una sinistra congiura mondiale, che ha il preciso scopo di. determinare lo smembramento inevitabile del mondo non rigenerato [Dal punto di vista ebraico, s’intende. – N. d. t.]. Questo documento venne nelle mie mani circa quattro anni fa (1901) insieme con l’assoluta garanzia che Ë la traduzione verace di documenti (originali), rubati da una donna ad uno dei capi pi? potenti, e pi? altamente iniziati della Massoneria [Massoneria Orientale]. Il furto fu compiuto alla fine di un’assemblea segreta degli “Iniziati” in Francia – paese che Ë il nido della “cospirazione massonica ebraica”.A coloro che desiderano di vedere e udire oso svelare questo manoscritto col titolo di “Protocolli degli Anziani di Sionne”.

    Chi esamina questi appunti puÚ, a prima vista, riportarne l’impressione che essi contengano ciÚ che di solito chiamiamo assiomi; vale a dire delle verit‡ pi? o meno conosciute, quantunque espresse con un’asprezza ed un sentimento d’odio che di solito non accompagnano le manifestazioni di simili verit‡. Ribolle fra le righe quell’arrogante e profondo odio di razza e di religione che per lungo tempo Ë riuscito a nascondersi; ora questo odio gorgoglia, si riversa e sembra che trabocchi da un recipiente colmo di furore e di vendetta, odio pienamente conscio della meta agognata che si avvicina!

    Debbo avvertire che il titolo di questo libro non corrisponde esattamente al contenuto. Non si tratta precisamente di verbali di adunanze, ma bensÏ di. un rapporto, diviso in sezioni non sempre logicamente seguentisi, presentate da un potente personaggio. Il documento d‡ l’impressione di essere una parte di un complesso minaccioso e di maggiore importanza, del quale manca il principio. L’origine, gi‡ menzionata, di questo documento Ë evidente.Secondo le profezie dei Santi Padri, le gesta degli Anti-Cristo devono sempre essere una parodia della vita di Cristo, ed essi pure debbono avere il loro Giuda. Ma, ben inteso, dal punto di vista terrestre questo Giuda non raggiunger‡ il suo scopo; e perciÚ, – benchÈ di breve durata, – una vittoria completa di questo “Sovrano del mondo” (l’Anti-Cristo) Ë assicurata. Si comprende che questo accenno alle parole di W. Soloviev non Ë adoperato qui come prova della loro autorit‡ scientifica. Dal punto di vista escatologico, non Ë la scienza che lavora, ma bensÏ il destino che eseguisce la propria parte importante. Soloviev ci fornisce il canovaccio, sar‡ il manoscritto che eseguir‡ il ricamo.Ci si potr‡ rimproverare la natura apocrifa di questo documento, ma se fosse possibile di provare l’esistenza di questo complotto mondiale per mezzo di lettere e di testimonianze, e di smascherare i capi tenendone i fili sanguinolenti per le mani, i “Misteri dell’iniquit‡” sarebbero violati. Secondo la tradizione non devono essere smascherati completamente sino al giorno della incarnazione del “Figlio della perdizione” (l’Anticristo). Non possiamo, nell’attuale complicazione di procedimenti delittuosi, sperar di avere prove dirette, ma dobbiamo contentarci della certezza acquistata mediante l’insieme delle circostanze, per cui non rimarr‡ alcun dubbio nella mente di ogni osservatore cristiano. CiÚ che segue dovrebbe esser prova sufficiente per tutti coloro che hanno “orecchi per sentire”: Ë lo scopo che ci siamo prefissi, di spingere tutti a proteggersi a tempo e a tenersi in guardia. La nostra coscienza sar‡ soddisfatta se, coll’aiuto di Dio, potremo raggiungere il nostro scopo, senza tuttavia suscitare ira contro il popolo accecato d’Israele. Confidiamo che i Gentili non nutriranno sentimenti di odio verso la massa credenzona degli israeliti, inconsapevole del peccato satanico dei suoi capi – gli Scribi e i Farisei – i quali hanno di gi‡ una volta dato la prova di essere la distruzione di Israele. Per scansare l’ira di Dio rimane una sola via – l’unione di tutti i cristiani in Nostro Signore Ges? Cristo, il pentimento nostro e degli altri – oppure lo sterminio totale. Ma Ë questo possibile date le condizioni attuali del mondo non rigenerato? Non Ë possibile per il mondo, ma lo Ë ancora per la Russia credente. La condizione politica degli Stati Europei Occidentali e dei loro possedimenti o domini in altri continenti, fu profetizzata dal Principe degli Apostoli. L’umanit‡ che aspira al perfezionamento della sua vita terrestre va in cerca di una realizzazione maggiore dell’idea di potenza, che dovrebbe assicurare il benessere di tutti; e brama un regno di saziet‡ universale, essendo questo diventato il pi? alto ideale della vita umana. Essa ha cambiato l’indirizzo dei suoi ideali, dichiarando completamente screditata la Fede Cristiana perchÈ essa non ha giustificato le speranze che si riponevano in essa. L’umanit‡ rovescia i suoi idoli di ieri, ne crea dei nuovi, innalza nuovi Dei sugli altari, erige loro tempÓ, pi? lussuosi e magnifici gli uni degli altri; poi li depone e li distrugge nuovamente. Il genere umano ha perduto perfino il concetto del potere dato da Dio ai suoi Eletti e si avvicina sempre pi? allo stato di anarchia. Fra poco il pernio della bilancia repubblicana e costituzionale sar‡ consumato; la bilancia croller‡, e crollando trasciner‡ tutti i Governi nell’abisso dell’anarchia furente.L’ultima barricata, l’ultimo rifugio del mondo contro l’uragano che viene Ë la Russia. In essa la vera fede vive ancora e l’Imperatore consacrato rimane il suo protettore sicuro.Tutti gli sforzi di distruzione dei servi sinistri e palesi dell’Anticristo, tutti gli sforzi dei suoi lavoratori coscienti e incoscienti, sono concentrati contro la Russia. Le ragioni di questo sforzo sono conosciute, l’obiettivo Ë conosciuto e deve essere conosciuto dalla Russia fedele e credente. Quanto pi? Ë minaccioso il momento che si approssima e pi? spaventevoli sono gli avvenimenti che si avvicinano nascosti nelle dense nubi, tanto pi? devono battere con coraggio e determinazione sempre maggiore i cuori russi intrepidi ed audaci. Devono coraggiosamente unirsi intorno allo stendardo sacro della loro Chiesa ed al Trono del loro Imperatore. Fintanto che vive l’anima, fintanto che il cuore batte nel petto non deve trovar posto lo spettro mortale della disperazione; tocca a noi con la nostra fede di ottenere la misericordia dell’Onnipotente e di ritardare l’ora della caduta della Russia.

  13. LO hanno detto a DUrban ed ora in Europa :usa ed israele non intervengono, perche? Ecco per iniziare il 1? cap dei protocolli dei savi di sion…….

    PROTOCOLLO I Parleremo apertamente, discuteremo il significato di ogni riflessione e, per mezzo di paragoni e deduzioni, arriveremo a dare una spiegazione completa esponendo cosÏ il concetto della nostra politica e di quella dei Goys (parola ebraica per definire tutti i Gentili). Si deve anzitutto notare che gl’individui corrotti sono assai pi? numerosi di coloro che hanno nobili istinti, perciÚ nel governare il mondo i migliori risultati sono ottenuti colla violenza e l’intimidazione, anzichÈ con le discussioni accademiche. Ogni uomo mira al potere, ognuno vorrebbe essere un dittatore e sono, in vero, assai rari coloro che non sono pronti a sacrificare il benessere altrui pur di raggiungere le proprie finalit‡. Che cosa ha frenato quelle belve che chiamiamo uomini? Che cosa li ha governati? Nei primordi della civilt‡ si sono sottomessi alla forza cieca e brutale, poi alla legge la quale – in realt‡ – Ë la stessa forza, ma mascherata. Da ciÚ debbo dedurre che, secondo la legge della natura, il diritto sta nella forza. La libert‡ politica non Ë un fatto, ma una idea.Si deve sapere come applicare questa idea quando necessita, allo scopo di servirsene come di un’esca per attirare la forza della plebe al proprio partito, se detto partito ha deciso di usurpare il potere di un rivale. Il problema viene semplificato, se questo rivale diventa infetto da idee di “libert‡” – dal cosiddetto liberalismo – e se per questo ideale cede una parte del suo potere. In queste circostanze trionfa il nostro concetto. Una nuova mano afferra le abbandonate redini del Governo, secondo vuole la legge vitale, perchÈ la forza cieca del popolo non puÚ esistere per un solo giorno senza un Capo che la guidi, ed il nuovo Governo non fa che sostituire il vecchio indebolito dal suo liberalismo.Oggi giorno la potenza dell’oro ha sopraffatto i regimi liberali. Vi fu un tempo in cui la religione governava. Il concetto della libert‡ non Ë realizzabile perchÈ nessuno sa adoperarla con discrezione. Basta dare l’autonomia di governo ad un popolo, per un periodo brevissimo, perchÈ esso diventi una ciurmaglia disorganizzata. Da quel momento stesso cominceranno i dissidi, i quali presto si trasformano in guerre civili, l’incendio si appicca ovunque e gli Stati cessano virtualmente di esistere. Lo stato, sia che si esaurisca in convulsioni interne, sia che la guerra civile lo dia in mano a un nemico esterno – puÚ considerarsi definitivamente e totalmente distrutto e sar‡ in nostro potere. Il dispotismo capitalista, che Ë interamente nelle nostre mani, gli tender‡ un fuscello al quale lo Stato dovr‡ inevitabilmente aggrapparsi per evitare di cadere inesorabilmente nell’abisso.Se qualcuno per motivo di liberalismo asserisce che simili discussioni sono immorali farÚ una domanda: perchÈ non Ë immorale per uno Stato che ha due nemici, uno esterno e l’altro interno, il servirsi contro l’uno di mezzi difensivi diversi da quelli che usa contro l’altro, formando cioË piani segreti di difesa, e di attacco di notte o con forze superiori? Dunque, perchÈ dovrebbe essere immorale per lo Stato di servirsi di questi medesimi mezzi contro ciÚ che rovina le sue fondamenta ed il benessere della sua stessa esistenza? PuÚ una mente sana e logica sperare di governare una massa con successo per mezzo di argomenti e ragionamenti, quando sussiste la possibilit‡ che essi siano contraddetti da altri i quali, anche se assurdi e ridicoli, vengano presentati in guisa attraente a quella parte della plebe, che non Ë capace di ragionare o di approfondire, guidata come Ë interamente da piccole passioni e convenzioni, o da teorie sentimentali?Il grosso della plebe, non iniziata ed ignorante, assieme a coloro che sono sorti e saliti da essa, vengono avviluppati in dissensi di partito, che rendono impossibile qualsiasi accordo anche sulla base di argomenti sani e convincenti. Ogni decisione della massa dipende da una maggioranza casuale o predisposta la quale, nella sua totale ignoranza dei misteri politici, approva risoluzioni assurde, seminando in questo modo i germi dell’anarchia. La politica non ha niente di comune con la morale; un sovrano che si lascia guidare dalla morale non Ë un accorto politico, conseguentemente non Ë sicuramente assiso sul trono. Chi vuol regnare deve ricorrere all’astuzia ed all’ipocrisia. L’onest‡ e la sincerit‡, grandi qualit‡ umane, diventano vizi in politica. Esse fanno perdere il trono pi? certamente che non il pi? acerrimo nemico. Queste qualit‡ devono essere gli attributi delle nazioni Gentili, ma noi non siamo affatto costretti a lasciarci andare da esse. Il nostro diritto sta nella forza. La parola “diritto” rappresenta un’idea astratta senza base alcuna, e significa nÈ pi? nÈ meno che: “datemi quello che voglio perchÈ io possa dimostrarvi in conseguenza che io son pi? forte di voi”.Dove principia il diritto e dove termina? In uno Stato dove il potere Ë male organizzato, ove le leggi e le personalit‡ del regnante sono resi inefficaci dal continuo liberalismo invadente, io mi servo di una nuova forma di attacco usando del diritto della forza per distruggere i canoni e i regolamenti gi‡ esistenti, impadronirmi delle leggi, riorganizzare tutte le istituzioni, e diventare cosÏ il dittatore di coloro i quali hanno spontaneamente rinunciato al loro potere conferendolo a noi. La nostra forza, nelle attuali traballanti condizioni dell’autorit‡ civile, sar‡ maggiore di qualsiasi altra, perchÈ sar‡ invisibile, sino al momento che saremo diventati tanto forti da non temere pi? nessun attacco per quanto astutamente preparato. Dal male temporaneo, al quale siamo obbligati a ricorrere, emerger‡ il benefizio in un regime incrollabile che reintegrer‡ il funzionamento dell’esistenza naturale, distrutto dal liberalismo.Il fine giustifica i mezzi.

    Nel formulare i nostri piani, dobbiamo fare attenzione non tanto a ciÚ che Ë buono e morale, quanto a ciÚ che Ë necessario e vantaggioso.

    Abbiamo davanti un piano dove Ë tracciata una linea strategica dalla quale non dobbiamo deviare, altrimenti distruggeremo il lavoro di secoli. Per stabilire uno schema d’azione adeguato, dobbiamo tener presente la meschinit‡, l’incostanza e la mancanza di equilibrio morale della folla, nonchÈ l’incapacit‡ sua di comprendere e di rispettare le condizioni stesse del suo benessere e della sua esistenza. Si deve comprendere, che la forza della folla Ë cieca e senza acume; che porge ascolto ora a destra ora a sinistra. Se il cieco guida il cieco, ambedue cadranno nella fossa. Conseguentemente quei membri della folla che sono venuti su da essa, non possono, anche essendo degli uomini d’ingegno, guidare le masse senza rovinare la Nazione. Solamente chi Ë stato educato alla sovranit‡ autocratica puÚ leggere le parole formate con l’alfabeto politico. Il popolo abbandonato a sÈ stesso, cioË in balÏa di individui saliti su dalla plebe, viene rovinato dai dissensi di partito che hanno origine dall’avidit‡ di potere e dalla bramosia di onori, generatrici di agitazioni e disordini.

    » forse possibile che le masse possano giungere tranquillamente ed amministrare senza gelosia gli affari di Stato che non devono confondere con i loro interessi personali? Possono le masse organizzare la difesa contro il nemico esterno? CiÚ Ë assolutamente impossibile, perchÈ un piano suddiviso in tante parti quante sono le menti della massa, perde il suo valore e quindi diventa inintelligibile ed ineseguibile. Soltanto un autocrate puÚ concepire piani vasti, assegnando la sua parte a ciascun ente del meccanismo della macchina statale. Quindi concludiamo essere utile per il benessere del paese, che il governo del medesimo sia nelle mani di un solo individuo responsabile. Senza il dispotismo assoluto la civilt‡ non puÚ esistere, perchÈ la civilt‡ puÚ essere promossa solamente sotto la protezione del regnante, chiunque egli sia, e non dalla massa.

    La folla Ë barbara, ed agisce barbaramente in ogni occasione. La turba, appena acquista la libert‡, rapidamente la trasforma in anarchia, la quale Ë per sÈ stessa la massima delle barbarie. Date uno sguardo a quei bruti alcoolizzati ridotti all’imbecillit‡ dalle bevande il cui consumo illimitato Ë tollerato dalla libert‡! Dovremo noi permettere a noi stessi ed ai nostri simili di fare altrettanto? I popoli della Cristianit‡ sono fuorviati dall’alcool; la loro giovent? Ë resa folle dalle orgie classiche e premature alle quali l’hanno istigata i nostri agenti – e cioË i precettori, i domestici, le istitutrici, gli impiegati, i commessi e via dicendo -; dalle nostre donne nei loro luoghi di divertimento; ed a queste ultime aggiungo anche le cosiddette “Signore della Societ‡” – loro spontanee seguaci nella corruzione e nella lussuria.Il nostro motto deve essere: “Qualunque mezzo di forza ed ipocrisia!”.In politica vince soltanto la forza schietta, specialmente se essa si nasconde nell’ingegno indispensabile per un uomo di Stato. La violenza deve essere il principio; l’astuzia e l’ipocrisia debbono essere la regola di quei governi che non desiderano di deporre la loro corona ai piedi degli agenti di una potenza nuova. Il male Ë l’unico mezzo per raggiungere il bene. Pertanto non dobbiamo arrestarci dinanzi alla corruzione, all’inganno e al tradimento, se questi mezzi debbono servire al successo della nostra causa.In politica dobbiamo saper confiscare le propriet‡ senza alcuna esitazione, se con ciÚ possiamo ottenere l’assoggettamento altrui e il potere per noi. Il nostro Stato, seguendo la via della conquista pacifica, ha il diritto di sostituire agli orrori della guerra le esecuzioni, meno appariscenti e pi? utili, che sono i mezzi necessari per mantenere il terrore, producendo una sottomissione cieca. La severit‡ giusta ed implacabile Ë il fattore principale della potenza dello Stato. Non solo perchÈ Ë vantaggioso, ma altresÏ per dovere e per la vittoria, dobbiamo attenerci al programma della violenza e dell’ipocrisia. I nostri principi sono altrettanto potenti quanto i mezzi coi quali li mettiamo in atto. Questo Ë il motivo per cui non solo con questi mezzi medesimi ma anche con la severit‡ delle nostre dottrine, trionferemo ed assoggetteremo tutti i Governi al nostro Super-Governo. Basta che si sappia che siamo implacabili per prevenire ogni recalcitranza. Anche nel passato noi fummo i primi a gettare al popolo le parole d’ordine: “Libert‡, uguaglianza, fratellanza”. Parole cosÏ spesso ripetute, da quel tempo in poi, da pappagalli ignoranti accorrenti in folla da ogni dove intorno a quest’insegna. Costoro, ripetendole, tolsero al mondo la prosperit‡ ed all’individuo la vera libert‡ personale, che prima era stata cosÏ bene salvaguardata, impedendo alla plebaglia di soffocarla.I Gentili sedicenti dotti e gli intelligenti, non percepirono quanto fossero astratte le parole che pronunciavano e non si accorsero che queste parole non solo non si accordavano, ma si contraddicevano addirittura.

    Essi non seppero vedere che l’eguaglianza non esiste nella natura, la quale crea calibri diversi e disuguali di mente, carattere e capacit‡. CosÏ Ë d’uopo assoggettarsi alle leggi della natura. Questi sapientoni non seppero intuire che la massa Ë una potenza cieca e che coloro i quali, emergendo da essa, vengono chiamati al governo, sono ugualmente ciechi in fatto di politica; che un uomo destinato a regnare puÚ governare, anche se sia uno sciocco, ma che un uomo il quale non Ë stato preparato a tale compito, non comprenderebbe nulla di politica anche se fosse un genio. I Gentili hanno messo da parte tutto ciÚ, mentre Ë su questa base, che fu fondato il governo dinastico.

    Il padre soleva istruire il figlio nel significato e nello svolgimento delle evoluzioni politiche in maniera tale che nessuno, fuorchÈ i membri della dinastia, potesse averne conoscenza e che pertanto nessuno potesse svelarne i segreti al popolo governato. Col tempo il significato dei veri insegnamenti politici, quali erano trasmessi nelle dinastie da una generazione all’altra, andÚ perduto, e questa perdita contribuÏ al successo della nostra causa. Il nostro appello di: “libert‡, uguaglianza, fratellanza”, attirÚ intiere legioni nelle nostre file dai quattro canti del mondo attraverso i nostri inconsci agenti, e queste legioni portarono i nostri stendardi estaticamente. Nel frattempo queste parole rodevano, come altrettanti vermi, il benessere dei Cristiani e distruggevano la loro pace, la loro costanza, la loro unione, rovinando cosÏ le fondamenta degli Stati. Come vedremo in seguito, questa azione determinÚ il nostro trionfo. Esso ci dette, fra l’altro, la possibilit‡ di giocare l’asso di briscola, vale a dire di ottenere l’abolizione di privilegi; ossia, in altre parole, l’abolizione dell’aristocrazia dei Gentili, la quale era l’unica difesa che le Nazioni ed i paesi possedevano contro di noi. Sopra le rovine di una aristocrazia naturale ed ereditaria, costruimmo un’aristocrazia nostra a base plutocratica. Fondammo questa nuova aristocrazia sulla ricchezza, che noi controllavamo, e sulla scienza promossa dai nostri dotti. Il nostro trionfo fu facilitato dal fatto, che noi, mediante le nostre relazioni con persone che erano indispensabili, abbiamo sempre agito sulla parte suscettibile della mente umana; cioË sfruttando l’avidit‡ di guadagno delle nostre vittime, la loro ingordigia, la loro instabilit‡, nonchÈ profittando delle esigenze naturali dell’uomo, poichÈ ognuna di queste debolezze, presa da sÈ, Ë capace di distruggere l’iniziativa, ponendo cosÏ la potenza volitiva del popolo in balÏa di coloro che vorrebbero privarlo di tutto il suo potere di iniziativa. Il significato astratto della parola libert‡ rese possibile di convincere le turbe che il Governo non Ë altro che un gerente rappresentante il possessore – vale a dire la Nazione -; e pertanto puÚ essere messo da parte come un paio di guanti usati. Il fatto che i rappresentanti della Nazione possono essere destituiti li diede in nostro potere e fece sÏ che la loro nomina Ë praticamente nelle nostre mani.

  14. PROTOCOLLO II

    Per il nostro scopo Ë indispensabile che le guerre non producano modificazioni territoriali. In tal modo, senza alterazioni territoriali, la guerra verrebbe trasferita sopra una base economica. Allora le nazioni dovranno riconoscere la nostra superiorit‡ per l’assistenza che sapremo dare ad esse, e questo stato di cose metter‡ entrambe le parti alla mercË dei nostri intermediarii internazionali dagli occhi di lince, i quali hanno inoltre mezzi assolutamente illimitati. Allora i nostri diritti internazionali cancelleranno le leggi del mondo e noi governeremo i paesi nello stesso modo che i singoli governi governano i loro sudditi.

    Sceglieremo fra i

  15. Ariel Sharon:”We control America”

    “Every time we do something you tell me America will do this and will do that . . . I want to tell you something very clear: Don’t worry about American pressure on Israel. We, the Jewish people, control America, and the Americans know it.” – Israeli Prime Minister, Ariel Sharon, October 3, 2001.

    Emmanuel Ratier presenta un nuovo libro esplosivo…

    MISTERI E SEGRETI DEL B’NAœ B’RœTH

    ˜ La pi? importante organizzazione ebraica internazionale ˜

    Dalla rivista “Sodalitium” N. 38, Giugno-Luglio 1994 ó Verrua Savoia (TO)

    INTRODUZIONE

    Emmanuel Ratier ci presenta uno studio molto interessante sul “B’naÔ B’rith”. Su questo argomento non era stato scritto ancora nulla di cosÏ completo, dettagliato e nello stesso tempo ben documentato. Era infatti molto difficile poter parlare del “B’naÔ B’rith”, poichÈ riguardo a quest’associazione non si trovava nulla, di “esposto al pubblico”. Nulla, neppure alla Biblioteca Nazionale di Parigi, tranne tre modesti fascicoli del 1932. Tuttavia, secondo l'”Encyclopedia Judaica”(1970), il “B’naÔ B’rith” costituisce “la pi? antica e la pi? numerosa organizzazione giudaica di mutuo soccorso, organizzata in logge ed in capitoli in 45 nazioni. Il numero totale dei membri Ë di circa 500.000Ö”.Strano che un associazione cosÏ importante, fondata negli USA nel 1843, non abbia mai pubblicato nulla su di sÈÖ Se si consulta la collezione delle riviste, che per legge devono essere esposte in quattro esemplari alla Biblioteca Nazionale ogni volta che appaiono, si constata che il “B’naÔ B’rith” non ha mai effettuato tale deposito. pur essendone obbligato per legge. Malgrado questa precauzione, l’Autore dello studio presentato dal Ratier, ha potuto consultare una certa parte delle pubblicazioni del “B’naÔ B’rith” americano ed europeo. In questo articolo mi sono limitato a recensire tale libro, cui rimando il lettore per eventuali consultazioni di citazioni fatte nell’opera stessa.FONDAZIONE

    Il 13 ottobre 1843 il “B’naÔ B’rith” fu fondato al CaffË Sinsheimer, nel quartiere di Wall Street, a New York. Allora fu chiamato “Bundes-Brueder” (che significa “Lega dei fratelli”), nome tedesco a causa dell’origine dei fondatori ebrei-tedeschi, che parlavano soltanto il tedesco o l’yiddish. Il “B’naÔ B’rith ” Ë pertanto una delle pi? antiche associazioni americane ancora esistenti. Il fondatore, Henry Jones. cercÚ dei co-fondatori reclutandoli presso la Sinagoga. di cui era uno dei principali responsabili. Il “B’naÔ B’rith” stesso riconosce inoltre che almeno quattro dei suoi fondatori erano massoni. L’Ordine del “B’naÔ B’rith”. per libera scelta dei fondatori, era riservato ai soli ebrei.

    I fondatori volevano creare un Ordine che avrebbe dovuto essere il mezzo per unire gli ebrei d’Amenca ed “illuminare” cosÏ “come un faro il mondo intero”. Un mese dopo la creazione dell’Ordine, si decise che la sede sarebbe stata a New York; il locale scelto per fondare la prima Loggia di New York, non fu una sala della Sinagoga, ma il tempio massonico situato all’angolo di Oliver Street e Henry Street, proprio per mostrare la sua origine massonica.

    I fondatori decisero di cambiare nome all’associazione, stimando che un Ordine ebraico dovesse avere un nome ebraico. Conservarono cosÏ le iniziali B. B., ma cambiarono il nome dell’Ordine, che da “Bundes-Brueder ” (Lega dei Fratelli) divenne “B’naÔ B’rith” (Figli dell’Alleanza). Il motto dell’Ordine era: “Benevolenza, Amore fraterno ed Armonia”. Si scelse perciÚ come simbolo dell’Ordine la “menorah”, il candeliere a sette bracci, che simboleggia appunto la luce.

    FORMARE DEI QUADRI

    Henry Jones intuÏ la necessit‡ di una stretta unione della comunit‡ ebraica americana, in vista del suo futuro incremento, per l’arrivo di un sempre crescente numero di emigranti, e quindi il bisogno di un’organizzazione che provvedesse alla loro sistemazione ed al loro sostentamento; seppe unire i principi religiosi del Giudaismo a quelli filantropici di mutuo soccorso della Massoneria. Il disegno di Jones era quello di selezionare tra gli immigrati i migliori elementi. per costituire i “quadri” o le Èlites indispensabili al ruolo che il Giudaismo americano avrebbe dovuto avere nel mondo intero: essere il sacerdote dell’umanit‡ posta al suo servizio, come “noachida” o proselite della porta! Per far questo bisognava conservare il carattere religioso del Giudaismo, ma nello stesso tempo evitare ogni disputa teologica.Ora la Sinagoga, che in America era profondamente divisa, non poteva compiere quest’opera: la Loggia doveva quindi interporsi ed unificare ciÚ che le dispute sinagogali avevano diviso. Il “B’naÔ B’rith” avrebbe dovuto essere il grande educatore degli ebrei americani, per poterli innalzare al rango che compete loro: essere il faro dell’umanit‡! Esso aveva quindi una duplice funzione: essere un bastione contro la secolarizzazione e la perdita dell’identit‡ ebraica; e nello stesso tempo evitare ogni pericolo di divisione, a causa delle dispute teologiche. Per favorire quest’unione degli ebrei l’Ordine, rifacendosi ai principi della Massoneria, si poneva al di sopra dei partiti e delle correnti teologiche ebraiche. Esso divenne il centro di tutti gli affari del mondo ebraico americano ed il punto d’incontro degli ebrei liberali ed ortodossi. Grazie alla sua caratteristica pluralista, non esclusivista, il “B’naÔ B’rith” riuscÏ ad unire ciÚ che la Sinagoga aveva diviso. Inoltre il “B’naÔ B’rith”, per poter mantenere intatta la sua vitalit‡, mostrÚ sempre una grande capacit‡ di adattamento al mutare delle circostanze.

    INFLUENZA POLITICA DEL “B’NAœ B’RITH”

    Nell’ambito dei suoi compiti di tutela delle minoranze ebraiche l’Ordine esercitÚ, tramite il canale della diplomazia americana, enormi pressioni in favore degli ebrei perseguitati in Russia, in Romania, in Germania ecc. Nel 1903 per esempio, il presidente Roosevelt preparÚ insieme al “B’naÔ B’rith” una lettera di protesta da inviare allo Zar di Russia per condannare i pogrom russi. Le richieste contenute nella lettera, trasmessa dal Segretario di Stato americano, non furono accolte dallo Zar, il quale anzi, vedendo che gli ebrei capeggiavano i rivoluzionari russi, decise di sottomettere gli israeliti stranieri ad un regime speciale di passaporto, per poterli meglio sorvegliare. L’America fece nuovamente pressioni diplomatiche sullo Zar, ma Nicola II rifiutÚ ancora una volta di ricevere le proteste ebree. Il Gran Presidente del “B’naÔ B’rith” di quel tempo, Krans, ha scritto che uno dei membri del “B’naÔ B’rith” dichiarÚ in quell ‘occasione: “Se lo Zar non vuole dare al nostro popolo la libert‡ che esso desidera, allora una Rivoluzione installer‡ una Repubblica in Russia, mediante la quale otterremo i nostri diritti”. Previsione o premozione?Ö

    L’INFLUENZA ATTUALE DEL B’NAœ B’RITH

    Negli USA le campagne presidenziali passano inevitabilmente attraverso le assemblee del “B’naÔ B’rith”, dove i candidati, sia democratici che repubblicani, vengono a porgere i loro messaggi di sostegno ad Israele. Per esempio nel 1953 il vice presidente Richard Nixon fu il principale oratore politico al banchetto della Convenzione, ed il presidente Dwight Eisenhower inviÚ un caloroso messaggio d’incoraggiamento alla Loggia. Eisenhower prese poi parte al banchetto per il 40? anniversario dell’A.D.L. (Anti-Diffamation League of “B’naÔ B’rith”), il “braccio armato” del “B’naÔ B’rith”. Mentre nel 1963, per i 50 anni dell’A.D.L., l’invitato d’onore fu il presidente John Kennedy. Alcuni mesi pi? tardi anche il nuovo presidente Lyndon Johnson fu invitato dall’Ordine. Per finire, il presidente del “B’naÔ B’rith”, Label Katz, incontrÚ in udienza privata Giovanni XXIII nel gennaio 1960. Tramite Jules Isaac (membro del “B’naÔ B’rith”) l’Ordine ha giocato un ruolo di primo piano nella preparazione del documento Nostra ?tate del Concilio Vaticano II.

    IL B’NAœ B’RITH E LA MASSONERIA

    Oggi i membri del “B’naÔ B’rith” cercano di non parlare del loro legame con la Massoneria, ma abbiamo gi‡ visto come almeno quattro dei fondatori del “B’naÔ B’rith” erano massoni, che si riunivano in templi massonici. Il Ratier esamina a questo scopo ciÚ che autori o riviste massoniche o filomassoniche scrivono del ” B’naÔ B’rith”: Daniel Ligou, il “Dictionnaire de la franc-maÁonnerie” (1932),l'”Almanach maÁonnique de l’Europe”, Jean-Pierre Bayard, la rivista “Globe” secondo cui il “B’naÔ B’rith” Ë “il ramo ebraico della Massoneria”, Daniel Beresniak, la “Guide de la vie juive en France”, che parla, a proposito del “B’naÔ B’rith” di “Massoneria colorata di Giudaismo”, ed infine “Tribune Juive” secondo cui essi (“B’naÔ B’rith”) progettano di creare un tipo di “obbedienza massonica riservata ai soli ebrei”.

    Da qualche decennio tuttavia, i dirigenti del “B’naÔ B’rith ” stanno cercando di non far trasparire la specificit‡ massonica del loro Ordine.LA REGOLA DEL SEGRETO

    Ufficialmente il “B’nai B’rith” avrebbe dovuto abbandonare la regola del segreto nel 1920, ma ancora nel 1936 Paul Goldman, presidente della prima Loggia di Londra, parlava, in un articolo che ne tratteggiava la storia, del segreto o silenzio sulle attivit‡ della Loggia. Il Ratier spiega inoltre come vi siano nel “B’naÔ B’rith” delle “riunioni aperte” cui possono assistere anche i profani, e le “vere riunioni”, chiuse o segrete, riservate ai soli fratelli.

    IL CARDINALE DEL B’NAœ B’RITH

    Il 16 novembre 1991, il card. Albert Decourtray, Arcivescovo di Lione e Primate di Francia, riceveva il Premio internazionale dell’azione umanitaria del distretto XIX (Europa) del “B’naÔ B’rith”. Nel discorso pronunciato per la consegna della medaglia ricordo a Decourtray, Marc Aron, presidente del “B’naÔ B’rith” francese, fece un’allusione molto interessante circa l’evoluzione delle relazioni tra gli ebrei e il Vaticano: “Poi venne Jules Isaac, un “B’naÔ B’rith”; il suo incontro con Giovanni XXIII Ë la punta dell’iceberg; il Vaticano II, Nostra ?tate, le direttive conciliari per lo sradicamento di ogni concetto antigiudeo nella catechesi e nella liturgiaÖ”.IL CARDINALE BEA

    L’attitudine filoebrea del cardinale Bea gli valse l’accusa di essere un agente segreto B’naÔ B’rith”. Qualcuno, come ha riassunto LÈon de Poncins, ha accusato Bea di essere d’origine ebrea, si sarebbe chiamato, BÈja, o BÈhar, ed avrebbe agito nel Concilio come agente segreto del “B’naÔ B’rith”, Ma non ci sono prove serie di ciÚ fino ad ora.

    FREUD E IL B’NAœ B’RITH

    L’Autore scrive che Freud era un membro della Loggia del “B’naÔ B’rith” di Vienna e che il “B’naÔ B’rith” ha influito molto sullo sviluppo della psicanalisi, fondata sulla c‡bala giudaica.IL B’NAœ B’RITH E IL COMUNISMO

    La domanda che il nostro Autore si pone Ë questa: vi fu opposizione o sostegno, da parte del “B’naÔ B’rith”, alla Rivoluzione comunista del 1917? Globalmente, leggendo la stampa del “B’naÔ B’rith”, si puÚ dire che vi fu sostegno, senza che vi fosse alcuna paura per lo sviluppo della comunit‡ israelitica russa, tranne le inquietudini per un’eventuale assimilazione degli ebrei nello Stato comunista e le difficolt‡ per la pratica religiosa. Ma oltre questi due punti, non si trova, nella stampa del “B’naÔ B’rith” dell’epoca, nessuna condanna del regime dittatoriale comunista per la sua ideologia. Per quanto riguarda “l’eliminazione degli ebrei ortodossi, essa fu condotta dalla sezione ebrea del partito comunistaÖ la ‘Evsekzija'(Ö) Si assistette perciÚ al triste spettacolo di ebrei, che spogliavano i loro propri fratelli”. IL B’NAœ B’RITH E IL SIONISMO

    Il “B’naÔ B’rith” puÚ essere definito un movimento pre-sionista. Fin dall’origine e per sua natura, il “B’naÔ B’rith” Ë un Ordine d’ispirazione sionista, anche se nel 1843 questo termine non esisteva ancora. Paul Goldman, presidente della Prima Loggia d’Inghilterra, scrisse nel 1936 un piccolo opuscolo sulla storia ditale Loggia. In esso sono contenute notizie molto importanti sull’influenza delle logge londinesi del “B’naÔ B’rith” nello sviluppo del Sionismo. “Nella Palestina ó scrive il Goldman ó “B’naÔ B’rith” ha esercitato un ruolo unico, prima che il Sionismo ne facesse la base dello Stato ebraico”. Nel 1865, ventitrË anni prima dell’Organizzazione sionista mondiale di Herzl, il “B’naÔ B’rith ” organizzÚ una grande campagna d’aiuto alle vittiime ebree di un’epidemia di colera in Palestina. Dopo di che l’Ordine non ha pi? smesso di sostenere finanziariamente le iniziative private in Israele (nel 1948, inviÚ pi? di quattro milioni di dollari in Israele). Tuttavia a causa di una minoranza antisionista tra gli ebrei, il “B’naÔ B’rith”; che ha sempre cercato di evitare ogni querelle e divisione tra israeliti, non ha preso ufficialmente posizione (fino al settembre 1947) in favore delle tesi sioniste, pur difendendole e partecipando attivamente a tutte le conferenze sioniste.

    IL B’NAœ B’RITH FA RICONOSCERE ISRAELE

    » stato il “B’naÔ B’rith” che ha provocato il riconoscimento (de facto) dello Stato d’Israele da parte del presidente americano Harry Truman, che era ostile ad un riconoscimento rapido d’Israele, e che a causa del suo “ritardismo” veniva accusato dai dirigenti sionisti di essere un traditore. Nessuno dei leaders sionisti era ricevuto, in quei frangenti, alla Casa Bianca. Tutti, tranne Frank Goldman, presidente del “B’naÔ B’rith”, che non riuscÏ perÚ a convincere il Presidente. Allora Goldman telefonÚ all’avvocato Granoff, consigliere di Jacobson, amico personale del presidente Truman. Jacobson, un “B’naÔ B’rith”, pur non essendo sionista, scrisse tuttavia un telegramma al suo amico Truman, chiedendogli di ricevere Weizmann (presidente del Congresso Sionista mondiale). Il telegramma restÚ senza risposta. allora Jacobson chiese un appuntamento personale alla Casa Bianca. Truman lo avvisÚ che sarebbe stato felice di rivederlo, a condizione che non gli avesse parlato della Palestina. Jacobson promise e partÏ. Arrivato alla Casa Bianca, come scrive Truman stesso nelle sue “Memorie”: ´Delle grandi lagrime gli colavano dagli occhiÖ allora gli dissi: “Eddie, sei un disgraziato, mi avevi promesso di non parlare di ciÚ che sta succedendo in Medio Oriente”. Jacobson mi rispose: “Signor Presidente, non ho detto neanche una parola, ma ogni volta che penso agli ebrei senza patria (Ö) mi metto a piangere” (Ö) Allora gli dissi: “Eddie, basta”. E discutemmo d’altro, ma ogni tanto una grossa lacrima colava dai suoi occhi (Ö)Poi se ne andÚª.Ebbene poco tempo dopo, Truman ricevette Weizmann in segreto e cambiÚ radicalmente opinione, decidendo di riconoscere subito lo Stato d’Israele. CosÏ il 15 maggio 1948 Truman chiese al rappresentante degli Stati Uniti di riconoscere de facto il nuovo Stato. E quando il Presidente firmÚ i documenti di riconoscimento ufficiale d’Israele, il 13 gennaio 1949, i soli osservatori non appartenenti al governo degli Stati Uniti erano tre dirigenti del “B’naÔ B’rith”: Eddie Jacobson, Maurice Bisyger e F

    IL COMPITO PIŸ ARDUO: IMPEDIRE L’ASSIMILAZIONE

    Sappiamo gi‡ che il “B’naÔ B’rith” ha per scopo di unire gli israeliti, per far progredire l’umanit‡. L’Ordine cerca pertanto di sviluppare il carattere morale ed intellettuale dei propri correligionari; tuttavia, studiando meglio il problema, si puÚ scorgere un certo “razzismo” ebreo in tali programmi. L’Ordine dei “Figli dell’Alleanza” presuppone una fedelt‡ totale al Giudaismo, in quanto esso serve a rafforzare la coscienza ebraica. Uno dei compiti pi? alti dell’Ordine Ë di preservare il popolo ebreo da ogni pericolo di assimilazione da parte di altre nazioni e da una conseguente perdita d’identit‡. La “Lega Anti-Diffamazione” (A.D.L.) scrive che essa “crede nell’integrazione, cioË nell’accettazione degli ebrei, come eguali. Ma che Ë opposta all’assimilazione: ossia alla perdita dell’identit‡ ebrea (Ö). Uno dei principi dell’Ordine Ë che “non vi Ë posto nel “B’naÔ B’rith” per un Fratello che tiene i suoi figli lontani dalla comunit‡ israelitica”.IL RIMPIANTO DEL GHETTO E I PERICOLI DELL’EMANCIPAZIONE

    Nelle pubblicazioni del “B’naÔ B’rith” di questi ultimi anni, traspariva ancora una certa nostalgia del ghetto, come garanzia della propria identit‡, e perciÚ certi membri arrivano financo a stimare che “il nemico mortale degli ebrei non Ë l’antisemitismo, ma Ë l’assimilazione”. Il “B’naÔ B’rith” lotta anche contro i matrimoni misti. nei quali uno dei coniugi Ë un “goy”, anche se il matrimonio viene celebrato nella Sinagoga.L'”ANTI-DIFAMATION-LEAGUE”: O IL BRACCIO ARMATO DEL B’NAœ B’RITHL’A.D.L. fu fondata dal “B’naÔ B’rith” nell’ottobre del 1913 per lottare contro la diffamazione e la discriminazione che si sarebbero potute esercitare contro la comunit‡ ebraica americana. Molti presidenti degli USA hanno tessuto l’elogio dell’A.D.L., ad esempio Truman, Eisenhower, J. Kennedy, Johnson, ReaganÖL’associazione scheda regolarmente ogni anno tutti coloro che hanno espresso delle opinioni non filo-israeliane. In Italia, quest’estate, il giornalista Maurizio Blondet Ë riuscito, clamorosamente, a rendere pubblico l’elenco dell’A.D.L. 1993, in cui si trovavano, tra gli altri, i nomi degli onorevoli Pivetti e Miglio, dei cardinali Ruini e Pappalardo. L’on. Pivetti ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo al Ministro degli Interni un’inchiesta sul caso, senza ricevere alcuna risposta.

    L’A.D.L. E LO SPIONAGGIO PRIVATO NEGLI USA

    Il 10 dicembre 1992 e l’8 aprile 1993, i locali dell’A.D.L. del “B’naÔ B’rith” di S. Francisco e di Los Angeles, furono perquisiti simultaneamente da agenti dell’F.B.I. e molti dei documenti sequestrati provano che l’A.D.L., tramite la sua sezione di ricerca documentaria (“Fact Finding Division”), diretta fin dal 1962 da Irwin Svall, Ë stata, nÈ pi? nÈ meno, una vasta rete di spionaggio, non solo contro militanti politici vagamente antisemiti, ma anche contro diverse confessioni religiose, clubs, associazioni localiÖ che non hanno nulla di antisemita. La polizia americana scoprÏ allora che la maggior parte degli uomini o associazioni spiate dall’A.D.L., non avevano mai avuto alcun legame diretto o indiretto con la comunit‡ ebraica, e non avevano neppure preso una posizione netta pro o contro Israele. (In Italia per esempio, il card. Ruini Ë stato schedato come antisemita per aver scritto che Ges? era stato crocifisso dagli ebrei. Il card. Pappalardo per aver usato l’espressione scritturale “Sinagoga di Satana”Ö)

    Una tale rete di spionaggio Ë stata messa in piedi grazie alle amicizie che l’A.D.L. conta tra i poliziotti, gli sceriffi e persino tra gli agenti dell’FBI. Il potere della comunit‡ ebrea Ë tanto grande che i locali dell’A.D.L. di Los Angeles dovettero essere perquisiti dalla polizia di San Francisco, perchÈ la polizia locale si era rifiutata di cooperare direttamente all’inchiesta. Il procuratore generale di San Francisco, Arlo Smith, disse che si trattava “della pi? vasta rete di spionaggio che opera su scala nazionale”. Due cronisti del quotidiano “San Francisco Chronicle”, Phillip Matier e Andrew Ross, hanno scritto che il dossier dell’A.D.L. di San Francisco, sequestrato dalla polizia di Los Angeles, Ë “soltanto la punta dell’iceberg di un raggio nazionale di spionaggio e di indiscrezioni programmate dai servizi di sicurezza”. I due giornalisti affermano anche che “poliziotti di almeno altre sei grandi citt‡, sono egualmente implicati nella vendita di schede confidenziali di polizia”.

    Altra tattica impiegata dall’A.D.L. Ë quella d’infiltrare gruppi o partiti americani. Alcuni studenti ebrei dell’Universit‡ di San Francisco, come riporta il settimanale “San Francisco Weekly”, hanno ammesso di spiare, per conto dell’A.D.L., altri studenti o professori, annotando sistematicamente le osservazioni fatte su Israele o sugli ebrei. Se ne deduce che l’A.D.L. scheda ogni persona che esprime sentimenti od opinioni critiche su Israele.

    Sembra che l’origine dei legami A.D.L.-polizia risalga ai preliminari della dichiarazione di guerra americana del 1941. Quando gli USA dichiararono la guerra, le schede dell’A.D.L. divennero una miniera d’oro per l’F.B.I., che potÈ cosÏ controllare gli agenti nemici. Questa pratica non Ë cessata: l’A.D.L. ha fornito all’F.B.I. liste di persone o organizzazioni ritenute “razziste”; anzi l’A.D.L. ha organizzato dei seminari di formazione ai quali venivano invitati poliziotti americani per poter identificare e schedare gli “antisemiti” o presunti tali. Nel 1989 fu il capo stesso dell’F.B.I., William Sessions, a partecipare all’assemblea annua dell’A.D.L., mettendo a disposizione della stessa la sua esperienza professionale. Per ottenere i favori dei poteri repressivi e facilitare la sua penetrazione nell’apparato poliziesco, l’A.D.L. sponsorizza ogni anno, numerosi seminari consacrati specialmente ai cosiddetti “estremisti bianchi”, ai quali partecipano numerosi ufficiali di polizia, dall’F.B.I. fino agli sceriffi, ivi compresi i procuratori generali di tredici Stati.

    Le ´pubblicazioni “tecniche” dell’A.D.L., che costituiscono spesso una vera opera di schedatura di persone critiche nei confronti del Sionismo, sono d’altronde destinate ad essere utilizzate dalla polizia, come precisa lo stesso catalogo pubblicitario dell’A.D.L.ª. Per conto dell’A.D.L. vengono organizzate anche operazioni di provocazione, orchestrate nel seno di gruppi di estrema destra, in modo da screditarli e al tempo stesso pilotare l’opinione pubblica sull’esistenza di un grave pericolo razzista ed antisemita, in realt‡ inesistente.

    UN LIBRO DI DENUNCIA

    Nell’estate del 1992 appariva in Francia un libro, intitolato “Les droites nationales et radicales en France”, edito da “Presses universitaires de Lyon” (P.U.L.), scritto da due giovani autori RenÈ Monzat e Jean-Yves Camus (nati entrambi nel 1958). Sul retro della copertina si puÚ leggere la scritta: ´Opera pubblicata col concorso del “B’naÔ B’rith” di Franciaª. Ora il presidente del “B’naÔ B’rith” francese Ë il dottor Marc Aron, un influente personalit‡ lionese, che ne ha firmato la prefazione dal titolo: “Il cerchio vizioso dell’estrema destra”. L’opera Ë costituita in larga parte dalla trascrizione di schede della polizia (da pag. 61 a pag. 100) ed Ë un’opera di autentica denuncia di partiti, personalit‡, bollettini (c’Ë anche il nostro “Sodalitium”), associazioni, ecc.

    di don Curzio Nitoglia.Il libro “Misteri e Segreti del B’naÔ B’rith ” Ë disponibile al costo di £ 50.00 (+ Spese di spedizione) presso:

    Centro Librario Sodalitium

    Loc. Carbignano 36

    10020 Verrua Savoia

    Torino Il testo francese integrale del libro “MystËres et Secrets du B’nai B’rith” puÚ essere ordinato dalla casa editrice Facta al seguente indirizzo:Facta

    37 rue d’Amsterdam

    75008 ó Paris

    Francia…visita il sito del B’naÔ B’rith: http://bnaibrith.org/

  16. Quanto odio nelle tue parole!

    Quanto dolore nel mio cuore!

    Magari non te ne importa niente ma io la penso cosi`: Tanto tempo fa’ la Palestina era territorio inglese e dopo la persecuzione nazista per mettersi a posto con la coscienza e` stato ceduto agli Israeliani. Ora gli Israeliani ci vivono da piu` di cinqunata anni. Il problema e` che le cose sono state fatte a tavolino esattamente come e` successo in Africa quando gli Europei l’hanno colonizzata. Non si possono decidere i confini a tavolino. E` queelo che e` successo in Israele. Non e` colpa di nessuno se non dell’Inghilterra di cinquanta anni fa`. Non puoi cancellare Israele e neanche Israele la Palestina o i Palestinesi. Eppure non l’hanno ancora capito e si combattono da piu` di trenta anni. Esuste un motivo valido per uccidere un bambino israeliano o palestinese???? Ti prego pensaci!!!!!!!!!!!!

  17. Cosa vuol dire morte e Israele?

    Saresti in grado di uccidere?!!!!

    E cosi` che tu risolvi i tuoi problemi?

  18. Che razza di persona sei?

    Ma ti rendi conto di quello che dici?

    Tu saresti in grado di uccidere?

    Sei mai stato in un campo di sterminio?

    Hai mai visto gli effetti di un gas tossico?

    Lo sai cosa prova una donna che viene stuprata?

    Spero che tu non ti renda conto di quello che hai detto perhce` se e` cosi` sei un MOSTRO-

  19. Parli con me ?

    Scusa ma io non so usare ben il computer e non capisco se qualcuno mi risponde ma leggo i messaggi e dico la mia. Perdonami se non ti rispondo ma non so di cosa stai parlando!

    Vale

  20. Sono d’accordo con te : non esistono guerre giuste.

    E credimi non sono moralista. Ma non riesco a discutere in questo forum: c’e` tanta rabbia e tanta voglia di combattere.

    Poca di risolvere o tentare di trovare delle soluzioni.

    Vale

  21. RIDATE LA VITA AL TIBET! ASSASSINI!

    COMUNISTI ASSASSINI!

    COMUNISTI ASSASSINI!

    COMUNISTI ASSASSINI!

    COMUNISTI ASSASSINI!

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    COMUNISTI ASSASSINI!

    COMUNISTI ASSASSINI!

    COMUNISTI ASSASSINI!

  22. non riesce ad avere altri argomenti che gli insulti e la delegittimazione dell’interlocutore…..

    Scuola Feltri?

    Sergio R.c.P.

  23. Puoi credere ciò che vuoi.
    Puoi credere a ciò che più ti rassicura.

    La verità, però, di solito è un’altra cosa….

    Sergio R.c.P.

  24. Le torri se le sono buttate giù loro con l’ausilio del mossad.
    Dei 4.000 ebrei che lavoravano alle torri ne sono morti solo sei
    gli altri quel giorno non si sono presentati al lavoro!
    Che coincidenza!!!!!!!!

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