Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

Due pesi e due misure

Anche Rania Hammad, figlia dell’ambasciatore palestinese in
Italia, in un’intervista rilasciatami tempo fa, si lamentava dei due pesi e due misure che si attuano spesso nel mondo arabo.

Perchè – dice Rania – in Arabia Saudita gli Stati Uniti non intervengono?Perchè gli occidentali si ergono a paladini di alcuni Stati si e di altri no? Pensiamoci bene�

Commenti Facebook

190 thoughts on “Due pesi e due misure

  1. Mi pare ovvio.Sarebbe come se tu andassi nei locali per sole donne…

  2. Era l’anno 1944 – NON DIMENTICARE

    Nell’anno 1944, il 20 ottobre uno dei peggiori massacri

    nei confronti della popolazione civile di Milano.

    Mai in una citt‡, si pianse cosÏ tanto !

    In tale data appunto – erano le 11,24 – una formazione di circa 40 quadrimotori angloamericani si portÚ sulla citt‡ per colpire gli insediamenti industriali presenti che si temeva celassero delle produzioni belliche (BREDA, FALCK, PIRELLI, ALFA ROMEO ed altri).

    Delle tre squadre che componevano il gruppo d’attacco la prima venne messa fuori gioco per un inconveniente tecnico, la seconda fu la sola che riuscÏ a colpire la BREDA mentre la terza, non si sa per quale motivo si trovÚ fuori rotta di 22 gradi; il comandante resosi conto troppo tardi aveva solo due possibilit‡: o proseguire in quella direzione liberandosi del carico in aperta campagna oppure sganciare immediatamente, sulla citt‡, anche se sotto di lui non c’erano obiettivi militari ma solo abitazioni civili. Decise per la seconda soluzione, che era gi‡ cinica, ma il destino volle che un grappolo di bombe centrÚ una scuola elementare dove si stavano svolgendo le normali lezioni.

    Nel quartiere di Gorla quel giorno si contarono circa 650 vittime, tra questi quasi 200 bambini dai 6 agli 11 anni, dalla prima alla quinta elementare, unitamente ai loro maestri ed ad alcuni genitori che erano accorsi con altri bambini piccoli in braccio, per condurli nei rifugi.

  3. IL DUELLO DE GASPERI-TOGLIATTI

    TOGLIATTI: Nell’estate del 1947 il suo credito che doveva assicurargli per decenni importanti poltrone governative si estingue all’improvviso. In seguito alle pressioni del presidente americano Truman che convoca alla Casa Bianca l’ambasciatore italiano Tarchiani per esprimergli l’appoggio incondizionato degli Stati Uniti a un governo presieduto da De Gasperi con l’esclusione dei comunisti, lo statista trentino con un colpo di mano estromette Togliatti e i suoi dal potere centrale nella sua quarta coalizione governativa. E questo alla vigilia delle pi? laceranti e decisive elezioni politiche, che si tengono il 18 aprile 1948. Per puro miracolo quelle elezioni si svolgeranno all’insegna dell’ordine e della tranquillit‡. E’ cosa nota che il partito comunista disponeva di un “esercito parallelo” capeggiato da Pietro Secchia che sognava di conquistare il potere con la lotta armata, ma Togliatti benchÈ brutalmente estromesso sceglie la via della legalit‡, forte dell’appoggio delle masse popolari e della forza operaia. Neppure la Democrazia Cristiana si affida ai mitra delle sue “forze armate occulte”, sulla cui esistenza ha giurato in tempi recenti l’ex presidente Cossiga, ma piuttosto a una propaganda che mette in guardia l’elettorato dal votare uno schieramento politico che esalta come esempio di democrazia il comunismo reale dell’Unione sovietica, proteso in concorrenza con l’America a garantirsi il dominio del mondo. E si affida inoltre a una propaganda capillare esercitata attraverso le parrocchie e i comitati civici del professor LUIGI GEDDA, genetista e fervente cattolico.

    Gli americani dal canto loro non lesinano le pressioni. Il generale George Marshall, segretario di Stato e artefice dell’omonimo piano di aiuti che prevede uno stanziamento di 5 miliardi e 300 milioni di dollari destinati alla ricostruzione in Europa, dichiara esplicitamente che sarebbe un vero e proprio tradimento votare per una forza politica che ha a pi? riprese proclamato la sua ferma ostilit‡ per tale programma e che un voto in tal senso significherebbe la prova del desiderio dell’Italia di dissociarsi. In parole povere, niente aiuti se votate per il Fronte Popolare, come veniva chiamata la coalizione dei partiti di sinistra in lizza. Un vero e proprio ricatto per i comunisti, che gridano allo scandalo ma perdono clamorosamente le elezioni. La democrazia Cristiana ottiene un suffragio che sfiora di poco il 50% dei consensi e la conseguente maggioranza in Parlamento.

    VERSO IL MIRACOLO ECONOMICO

    Quelle elezioni, davvero cruciali e che hanno plasmato il nuovo volto della politica italiana, non furono tuttavia vinte dai comitati civici di Gedda nÈ dalle pressioni clericali, ma piuttosto dal buonsenso degli italiani che compresero, nonostante i limiti e le storture di certa propaganda cattolica, che il momento non era propizio per schierarsi con i fautori di un’ideologia troppo vicina alla politica dell’Unione Sovietica, negazione di ogni libert‡. Il modello americano era una garanzia con una forza militare che deteneva ancora saldamente il potere assoluto in campo nucleare. Del resto non erano invenzioni neppure le profonde convinzioni di De Gasperi in fatto di democrazia. Lo statista trentino ebbe l’immenso merito di aver avviato l’Italia verso il miracolo economico senza gravi turbamenti e di averne preservato con fermezza le istituzioni democratiche. Ed ebbe il demerito di aver perduto la grande occasione, nel momento in cui tutto era da rifare ex novo, dalle istituzioni all’amministrazione dello Stato, di creare un apparato pi? moderno ed efficiente. SacrificÚ la ricostruzione del Mezzogiorno all’esigenza di avere nel Sud un immenso serbatoio elettorale anticomunista, una riserva parassitaria e clientelare, e si limitÚ a ricostituire il tessuto burocratico e amministrativo di prima, ponendo le premesse di un predominio politico espresso per quasi mezzo secolo da un solo partito, la DC, e dagli stessi uomini, con le conseguenze che tutti sappiamo. Ma L’Italia del progresso, del Patto Atlantico e delle sofferte conquiste sociali, líItalia delle libert‡ e dei soprusi era fatta e usciva definitivamente dal ventennio della dittatura e dagli orrori di una guerra che aveva lasciato profonde cicatrici e messo gli italiani gli uni contro gli altri.

  4. MAGGIO 1936. Per Mussolini Ë il mese e l’anno dell’apoteosi, affacciato al balcone di Piazza Venezia, annuncia la “rinascita dell’ Impero sui colli fatali di Roma”. Gli italiani TUTTI applaudono.

    Il Re diventa per merito suo Imperatore; È il primo Savoia a diventarlo e gli È riconoscente e lo fa platealmente “Duce, molti, generali e ammiragli, discutono su di lei, ma lei vada avanti: ci sono io alle sue spalle…Avanti, le dico”. (Poi fu il primo ad andare indietro!! A scappare!!!)

    Inutile dire che la improvvisa, facile e fortunata conclusione della guerra in Etiopia portÚ il fascismo al suo apogeo. La popolazione non È solo entusiasta e felice, È perfino frastornata dalle relazioni che giungono da oltremare, e poi con il ritorno dei primi reduci carichi di medaglia.

    Gli intellettuali iniziano a rispolverare l’antico periodo dell’Impero Romano e teorizzano i nuovi eventi come un nuova “et‡ dell’oro” che Roma l’Eterna sta nuovamente rivivendo, portando come allora la civilt‡ in lontani territori del mondo primitivo. Nelle chiese i Te Deum di ringraziamento si sprecano.

    I reduci della vittoria, sono accolti al ritorno come grandi conquistatori. Si organizzano e sono invitati e raccontano nelle varie adunate, scuole, convegni, in ogni angolo del Paese le loro gesta enfatizzando, esagerando, gonfiando cosa hanno fatto e cosa hanno visto. I giornali, le riviste sono piene di “favole”: “… avevo davanti a me, su Harar, prati vastissimi, immensi, migliaia di ettari, verdi, fertile, dove pascolavano centomila, forse duecentomila capi di bestiame allo stato brado. Dio ha cominciato a premiare Mussolini e noi con lui”.

    La conquista che consisteva in un territorio quattro volte pi? grande dell’Italia, fece balenare miraggi di ricchezze a tutti, ricchi e poveri, diseredati e industriali. E fu un brutto colpo per gli antifascisti. Si sciolsero come neve al sole. Molti fuoriusciti scrissero al Duce “Ieri ero un tuo avversario, oggi pentito offro a te i miei servigi”.

    Quello del rivoluzionario socialista ARTURO LABRIOLA fu clamoroso: si era impegnato tutta una vita in una propaganda antifascista in mezzo mondo, era stato perseguitato, picchiato, esonerato all’Universit‡, poi alla fine era fuggito all’estero; ora chiedeva scusa a Mussolini. Venne il turno di SEM BENELLI altro intransigente sul fascismo. Poi fu la volta di LUIGI ALBERTINI che era stato buttato fuori dal Corriere della Sera; lo seguÏ il filosofo BENEDETTO CROCE che aveva contribuito alla guerra persino con l’oro della sua medaglietta; e clamorosamente anche VITTORIO EMANUELE ORLANDO, anche lui telefonÚ da Parigi “Sono a sua disposizione!”.

    Per non sottacere il gesto che abbiamo ricordato di GUGLIELMO MARCONI che si offrÏ volontario in Africa.

    Gli storici se veramente sono onesti, se devono usare l’obiettivit‡, hanno un bell’imbarazzo a descriverci il regime come una dittatura in questi met‡ anni Trenta. Possiamo raccontare che il regime si basava sulla massa ignorante, che esercitava sulla stessa una dittatura con la propaganda becera, grossolana, piena di retorica e molte volte grottesca. Possiamo persino comprendere e giustificare alle forze produttive il massiccio consenso perchÈ era necessario ed era vitale entrare in quel “sistema” salvo perdere appalti, sovvenzioni, la pubblicit‡ che si dava ai produttori consenzienti; cosÏ pure il consenso veniva dai funzionari dentro le strutture sia pubbliche che private per non finire a fare il mestiere di portinaio.

    Ma come rispondere quando troviamo il meglio degli intellettuali dei giornalisti e degli artisti dell’Italia contemporanea, che lodavano e celebrarono Mussolini come un vero imperatore romano, e si entusiasmavano alla sua “epopea” senza avere nemmeno tanto bisogno di essere spinti a farlo?

    Un bell’imbarazzo destinato a rimanere tale per ancora molto tempo. Inutile affermare come Montanelli (pace all’anima sua) che in Africa c’era, e aveva visto come aveva visto il padre dell’Autore che scrive, quello che accadeva e con quali mezzi si era conquistata l’Etiopia, inutile dire che erano tutti plagiati. Questo potrebbe essere un pi? che giustificato alibi per un ignorante, per un illetterato, non certo per chi ha educato il proprio pensiero alla libert‡, alla critica (e chi meglio di un intellettuale?) e normalmente, sempre e in ogni caso percorre altre strade nuove, controcorrente, perfino astrattamente, salvo essere un conformista, un imbalsamato, un quacquaraqu‡ al soldo di chi vince, anche quando vince con i mezzi poco ortodossi.

    Ma Mussolini aveva questo potere di plagiare tutti? Un bell’imbarazzo per gli studiosi. Ma studiosi di cosa? I documenti ora saltano fuori; i nomi anche e le verit‡ pure, e non ci sono pi? soggettive interpretazioni, opinioni, ma solo fatti! Quello che scrivevano Ë nero su bianco. Molti hanno occultato, ma la carta stampata Ë rimasta.

    Amara conclusione: il regime non poggiava su una massa di ignoranti come molti vorrebbero far credere oggi. Aveva il consenso di autorevoli “maestri” intellettuali. Ed erano loro a trascinare la massa, e per farlo ricevevano stipendi, medaglie, carriera, e privilegi.

    INTELLETTUALI

    IERI COME OGGI …COME SEMPRE!

  5. Hai ragione: il comportamento sbagliato di un singolo pilota basta a delegittimare tutta la guerra contro i nazifascisti. Gli americani avrebbero dovuto starsene tranquilli e lasciarci diventare tutti autisti di qualche colonnello tedesco.

    La logica, poi, Ë ineccepibile: un pilota americano bombardÚ una citt‡ italiana nel 44 (contro la quale era in guerra), ERGO gli americani sono come Bin Laden.

    Dan

  6. Agli americani e’ sempre il bombardamento “a tappeto”

    Sai cosa significa il bombardamento a tappeto?

    Te lo spiego:

    Iniziare “a sganciare” 10 km prima e 10 km. dopo l’obiettivo da colpire……cosi’ tanto per non sbagliare bersaglio! Chi se ne frega dei civili o degli ospedali o scuole.

    Caro il mio stratega da 4 soldi!

  7. Vorrei che Har mi spiegasse cosa intende con “usanza da rispettare”.

    Credo aver capito male, e cio mi fa molta paura !

  8. GRAZIE, ma chi ha scaldato una sedia ministeriale per 26 anni non puÚ dire agli altri di andare a dormire !!! dovrebbe preoccuparsi lui di svegliarsi.

  9. La logica, poi, Ë ineccepibile: un pilota americano bombardÚ una citt‡ italiana nel 44 (contro la quale era in guerra), ERGO gli americani sono come Bin Laden.

    Dan

    P R O P R I O C O S I’

    C O M E B I N L A D E N

    ANZI PEGGIO!!!!!!!!!!!!

  10. Quando io “scaldavo” una sedia ministeriale tu eri un coglioncello con la merda in culo ora trasferita nel tuo cervello di ectoplasma.

  11. Carino vedere come il tuo intelletto da ministeriale (con il massimo disprezzo per i privilegiati) riesca a partorire solo offese, come te ne conosco molti e nessuno degno di stima, specie se come te hanno la coda di paglia e sanno solo offendere.

  12. Ci sono persone che hanno lottato per questi risultati. Se li vuoi, devi essere disposto anche tu a lottare. E’ troppo facile dire “eh, ma qui funziona diversamente”: rimboccati le maniche e datti fa fare. Detesto la mentalita’ tipicamente meridionale di chi vuole la pappa pronta e sa solo lagnarsi.

  13. Se non vuoi essere offeso non offendere

    il termine “ma chi ha scaldato una sedia ministeriale” l’hai usato tu!

    Impara a vivere idiota

  14. la verit‡ Ë che sei molto stupido e vuoto…..non riesci nemmeno a controbattere con intelligenza alle mie motivate accuse sul tuo comportamento da ectoplasma.

    A propsito sai cos’Ë un ectoplasma…

    Un essere vivente microscopico e senza cevello

    Ciao x sempre scemo!

  15. Mi sembra chiaro ciÚ che ho affermato, che nessuno ha mai alzato la voce per la condizione della donna in Afghanistan prima dell’11 Settembre, perchË a nessuno ha mai importato nulla.

    Nessuno alza la voce per le centinaia di fucilazioni nelle piazze in Cina, perchË a nessuno importa nulla, anzi, come premio alla Cina sono state assegnate le Olimpiadi.

    A nessuno importa delle centinaia di bambini che giornalmente muoiono in Africa, ma per quelli dell’Afganistan si…

    A nessuno importa dei nostri bambini che muoiono di leucemia, perchË altrimenti in molti di pi? c’iscriveremmo per donare il midollo…

    Questi sono esmpi reali e concreti: dove non c’Ë clamore, dove non c’Ë una guerra, dove non ci sono gli Stati Uniti “da combattere” tutto Ë normale…

    Questo volevo dire.

    Har

  16. un bel coraggio il tuo….complimenti….. dopo tutto quello che hai blaterato, proprio te parli di non riuscire a controbattere ??? sono quelli che lavorono in posti come il tuo che hanno creato la frase ” DUE PESI E DUE MISURE” ….negli stipendi !!

    Poi….scemo ??? mahh…un bel coraggio da un prepotente (sicuramente raccomandato) come te

    P.S. coglione che non sei altro, comprati un dizionario e cerca ectoplasma…non sai nemmeno cos’Ë….buffone

  17. OË niko ma che Ë sto ettoplasma forse ce lhai piccolo? oppure significa che sei froscio.ahahahahahah

    mortacci tua quanne risate me fa f‡ …tacci tua …aoË ammazzate

  18. CARO ALFREDO,

    leggi e il mio testo e rispondi;si trova piu in alto e si chiama: RISPOSTA AD ALFREDO SUL NAZIONALISMO

  19. sempre il solito parolaio, solo capace di offese, come tutti gli imboscati ministeriali….chiacchiere tante..fatti……..bheË

  20. Guardati allo specchio e risponditi da solo a questa domanda: in Afghanistan gli americani hanno bombardato a tappeto?

    Dan

  21. Caro amico

    Al’epoca si doveva stare o da una parte o dall’altra (ragioni di stato) e non vi era posibilit‡ di scelta.(ricordi “i partiti dell’arco costituzionale”) Ti dice niente?

    Michelini e poi Almirante fecero tanto….

    ma per 40 anni restammo inchiodati al 5/7% ?!?! – TI SEI MAI CHIESTO DEL PERCHE’?

    ONORE A TUO NONNO PATERNO

    (Quindi sei un ragazzo ….un ragazzo all’oscuro di tante cose e non per colpa tua!)

    Onore a Pino Rauti

    Un saluto

    Alfredo

  22. Grazie per avermi avvisato scusami ma non mi ero accorto della tua replica. Ti ho risposto in coda.

    Ti saluto con il mio braccio destro in alto!

    Alfredo

  23. Peccato che sia soltanto un braccio solo alzato.

    Fossero stati tutti e due potevi assomigliare ai tanti tuoi ideali camerati che, con la coda tra le gambe, si arrendevano all’arrivo delle truppe anglo-americane.

  24. La Cina Ë riuscita a mantenere una popolazione in crescita (e tuttora ci riesce) senza saccheggiare con colonie e “liberi mercati” il mondo! Ora stiamo bene perchÈ saccheggiamo l’80% delle risprse mondiali! Apri gli occhi e cerca di essere obiettivo.

    Ora che il Comunismo Ë caduto Ë andato tutto allo sfascio e certo che ORA ci sono i morti di fame. Prima NO! E’ ORA che Ë andato tutto in malora.

    Il problema del Comunismo Ë che tutto era affidato allo Stato e non all’iniziativa privata; occorreva e occorre un po’ di buon senso per capire che i due estremi (Stato senza privato e privato senza stato) sono fallimentari.

    Il liberismo selvaggio affama ogni giorno sempre pi? persone: forse non leggi le statistiche ma i poveri stanno aumentando anche nei paesi ricchi.

    Per es. Dimmi un po’ l’Argentina Ë un famoso regime socialista o comunista vero? Allora perchÈ ora schiattano tutti di fame?

    Spiega un po’ questo. E poi ne riparliamo.

  25. Caro camerata,

    forse ero all’oscuro di molti fatti sul m.s.i.

    Chiedo venia

    Camerata

    Giulio

  26. 1937

    L’Italia era in questo periodo tutta un cantiere, sulle strade, sui fiumi, nelle citt‡, nelle ferrovie, nelle campagne si lavorava alacremente; Ë il primo anno nella storia d’Italia che l’immigrazione registra un saldo positivo. Del resto, demagogia a parte, fino all’ultimo villaggio il gerarca del luogo voleva la sua casa del fascio, la sua Gil, il suo asilo, la sua scuola, il monumento, la palestra per giochi ginnici del sabato fascista, e naturalmente le scritte con gli slogan in ogni grande parete libera di ogni casa rurale. “L’aratro traccia il solco ma Ë la spada che lo difende”

    Imitando proprio i grandi imperatori romani, Mussolini volle fare di Roma nuovamente la citt‡ splendente dell’impero, resuscitare i fasti, le parate, i grandi raduni sportivi giovanili neroniani. Indi le trasformazioni urbanistiche, le bonifiche, le grandi costruzioni e i monumenti, che superarono perfino di numero, e anche come imponenza a quelli realizzate durante l’impero romano, mentre a quest’ultimi diede nuovo lustro “i monumenti millenari della nostra storia devono giganteggiare nelle necessaria solitudine”.

    Ci fu l’architettura e l’urbanistica razionale moderna di Sabaudia, ci fu l’architettura di Piacentini (l’EUR, la Citt‡ Universitaria, il Foro Mussolini ecc.), e quella detta “assiro babilo-milanese” (stazione centrale di Milano ecc.). In tutte le opere ci furono polemiche che sopravvivono ancora oggi; come la sistemazione dei Fori Imperiali e la creazione del “parco archeologico”; poi via della Conciliazione; la demolizione del Velio. Tutta la cultura italiana dell’epoca, archeologi, urbanisti, storici dell’arte, scrittori, giornalisti, plaudivano ed erano entusiasti di questa nuova romana monumentalit‡ littoria. Finito Mussolini rinnegarono quelle adulazioni e quei consensi e dissero che erano stati fatti solo scempi.

    Eppure anche se (pur fra mille errori) dobbiamo proprio a questi interventi voluti da Mussolini se vennero alla luce i Mercati Traianei, i Fori di Nerva, quello di Vespasiano e in particolare quello di Giulio Cesare, che fino allora erano ricoperti da sterpi, e ci pascolavano sopra solo le capre. Tutta la zona archeologica che ammiriamo oggi era un insieme di rovine ricoperte da erbacce.

    Davanti alla statua di Cesare che veniva degli scavi lentamente alla luce, Mussolini rimase in profondo raccoglimento, era il suo mito, e proprio Lui lo portava a risplendere di gloria dopo duemila anni, dopo che ottanta generazioni non avevano mai prestato attenzione all’archeologia, in un Paese che di questi tesori era pieno come in nessuna parte del mondo. C’era l’Egitto, ma non era nulla in confronto a tutte le espressioni d’arte dal 700 a.C. in poi, espresse nel Mediterraneo prima in Grecia poi a Roma; e anche se non avevano i romani tanta creativit‡ nell’arte, avevano perÚ il gusto di raccogliere nelle loro campagne militari il meglio che era stato realizzato in dieci e pi? secoli. Oppure si facevano arrivare a Roma i migliori artisti, poeti, filosofi, architetti, maestri.

    Nonostante tante critiche di superficialit‡ e dilettantismo nel fare questi scavi o gli sventramenti delle orribili case e le catapecchie che erano addossate attorno alla Colonna Traiana, dobbiamo proprio a uno dei pi? validi collaboratori di Mussolini, GIUSEPPE BOTTAI (ministro dell’Educazione Nazionale) la creazione (cosa che non esisteva affatto in Italia) dell’Istituto Centrale di Restauro, in difesa del patrimonio artistico e archeologico italiano, chiamando accanto a sÈ non gente stupida, ma i giovani nomi della nuova ondata culturale, che diventeranno tutti artisti celebri: Quasimodo, Gatto, Pratolini, Carr‡, Ungaretti, Casorati, Manz?, Mafai, Guttuso, De Pisis, Cassinari, Sassu, Treccani, Vecchietti, Gadda, Pintor, Spini, Salvatorelli, Montale, Pavese, Zavattini, Biagi, Brancati, Montanelli, Buzzati, Bacchelli di cui alcuni (forse – perchË questo lo dissero dopo) non consenzienti al regime. Basta rileggere i nomi, li ritroveremo tutti nel dopoguerra a dire che non erano fascisti, e che al fascismo loro non dovevano nulla. Che Ë falso perchË Bottai li seppe riunire spregiudicatamente nella libera discussione, quindi gli dovevano eccome qualcosa, fascisti o non fascisti! Se non lo erano c’era allora libert‡, se lo erano allora hanno rinnegato chi li ha resi celebri e hanno abbondantemente mangiato nella greppia.

    Tutto questo fervore di Bottai a qualcuno del regime apparve persino ambiguo, subdolo, un “adescatore” di ribelli, un fascista dissenziente; altri invece sostengono che il suo scopo era quello di non far fuggire all’estero il meglio degli intellettuali e degli artisti; e infatti ci riuscÏ, sempre se vogliamo considerare il meglio i nomi citati sopra. (forse ce n’erano altri, ma forse pi? ribelli, e ovviamente con la carriera strocata)

    Purtroppo, pur con queste aperture mentali, e con una forte vocazione all’universalismo, non solo culturale e artistico, Bottai rimase poi nella storia come un personaggio offuscato da alcune colpe. Una contraddizione per gli storici; infatti, aderÏ con prontezza alla campagna antisemita; di quel genere messa in atto da Hitler in Germania. Questo “macchia” di Bottai pur essendo perfino uno dei promotori della destituzione di Mussolini il 25 luglio 1943, fece cancellare nella memoria degli italiani anche tutta la sua meritevole opera che non fu poca; a infierire contro di lui ci furono anche quelli che lui aveva reso celebri, che aveva lasciati liberi di esprimere la loro creativit‡ e la loro arte.

  27. se devi alzarti alle 5 che cosa fai ancora alzato.vai a dormire che e` meglio ,che poi domani combini casini.

  28. SALUTO CON AFFETTO TUTTI I CAMERATI.

    FA PIACERE SENTIRVI SEMPRE PRESENTI E

    NUMEROSI IN OGNI CIRCOSTANZA….

    TREMATE COMPAGNI, SIETE CIRCONDATI!

    MARCO

  29. X CINGHIALE

    Questo terrorismo di massa è il nuovo demonio del mondo di oggi. Viene perpetrato da fanatici totalmente indifferenti alla sacralità della vita umana e noi, le democrazie di questo mondo, noi lo dobbiamo combattere insieme e sradicare completamente questo demonio dal nostro mondo” (Tony Blair, 11 settembre 2001)

    Non si tratta solo di una guerra contro gli Stati Uniti, questa è una guerra contro la civiltà, contro tutti i paesi che credono alla democrazia” (Colin Powell, 12 settembre 2001)

    “Questa è la battaglia del Bene contro il Male. Ma non v’ingannate: il Bene trionferà” (George W. Bush, 12 settembre 2001)

    ANDATE UN PO A VEDERE LE IMMAGINI UFFICIALI DAL PAESE DELLA LIBERTA:

    http://digilander.iol.it/falcemar/Usa/guerra/guantanamo.htm

  30. BRUTTO COGLINO CHE PARLI CON IL CULO….. FORSE NN HAI LETTO ABBASTANA LIBRI O HAI LETTO I LIBRI SBAGLIATI…. FORSE TI SFUGGE COSA I TUOI CARI COMMILITONI FACEVANO AI DISSIDENTI POLITICI. SENZA PROCESSO SENZA GIUSTA CAUSA, SOLO PERCHE QUALCHE SPIA O SERVO DEL PARTITO FASCISTA L’ACCUSAVA DI ESSERE COMUNISTA, VENIVA APPESO PER I PIEDI IN PIAZZA CON LA MADRE E LE MOGLI COSTRETTE A GUARDARE LA MORTE DEL CARO, E IL PIU DELLE VOLTE COSTRETTE A TIRARLI PER I PIEDI FINO A CHE LA MORTE NN SOPPRAGGIUNGEVA. BRUTTO STRONZO LAVATI LA COSCIENZA. E FORSE TI DIMENTICHI DI CHI ERA ALLEATO IL TUO CARO MUSSOLINI? FORSE DI QUELLO CHE E’ PASSATO ALLA STORIA PER L’OLOCAUSTO?

    SE I COMUNISTI IN GIRO PER IL MONDO SI MACCHIATI DI FEROCI CRIMINI, VOI NN SIETE STATI DA MENO ANZI….. E TI RICORDO UNA COSA PERCHE’ QUELLI COME TE RICORDANO SOLO QUELLO CHE FA LORO COMODO; TITO ERA IN JUGOSLAVIA, STALIN IN RUSSIA, HITLER IN GERMANIA, MUSSOLINI IN ITALIAAAAAAAAAAAAAAAAA.

    QUANDO CI SONO PERSONO CHE RAGIONANO COME TE LA CIVILTA’ FA UN PASSO INDIETRO. ORA CAPISCO COME IN ITALIA CI SIA AL GOVERNO IL CENTRODESTRA, SE L’INTELLIGENZA DEI SUOI ELETTORI E’ QUESTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  31. ciao, quelle che hai detto su Piazzale Loreto non bugie.

    cerca di verificare quanto dici con libri più oggettivi e vediti un pò di foto dopo piazzale Loreto per capire cosa è successo

    ciao

    Manny

  32. CARA CAMERATA,

    MI CHIEDEVO SE POSSEDEVI INFORMAZIONI APPROFONDITE SUL MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO E SU PINO RAUTI SU ALMIRANTE E SU RAMELLI.

    SE ME LE POTRESTI INVIARE MI FARESTI UN FAVORE.

    RINGRAZIO VIVACEMENTE

    OSSEQUI

    GIULIO

  33. secondo me inutile e antiproducente parlare di nazismo e comunismo dittature entrambe che hanno seminato morte e terrore in tutto il mondo!oppure credinate del tipo che guevara e stato fatto a pezzi dopo la morte e mussolini è stato appeso!secondo me il crimine contro l’umanita piu grande della storia è stato commesso degli americani a hiroshima con la bomba atomica niente puo essere paragonabile a quel atto brutale!poi mi domando anzi vi domando!ma come mai nei tribunali internazionali dell’onu cè di tutto tranne americani?come mai gli americani che commettono torture e crimini all’estero non vengono giudicati da una corte internazionale?per esempio ve lo ricordate il pilota americano che fece la strage a cavalese?per vostra informazione se ne sta alle hawaii!e a questi militare che hanno commesso torture in iraq che fine faranno?altra situazione ce l’hanno i marines britannici ve lo ricordate il boody sunday?bè dopo che i para di sua maesta ammazzarono 17 civili a londonderry invece del processo gli venne conferita la medaglia al valore!come potete convincermi che questi stati siano giusti onesti e democratici dopo quello che vedo?ma secondo voi se bin laden l 11 settembre avesse colpito l’italia gli americani avrebbero fatto guerra a mezzo mondo?bush fa la stessa politica hitleriana sostanzialmente e siete con me oppure emabargo o guerra contro!vanno in afghanistan facendo finta di essere liberatori delle donne e del popolo dichiarano guerra all’iraq sulla base di menzogne(armi di sterminio)ma la colpa piu grave secondo me è di certi capi di stato che stanno seguendo la politixa americana solo per lecchinaggio!e intanto ragazzi giovani muoiono in nome di cosa?di una guerra che non è la loro!i nostri militari si dice sono li per missione umanitaria!umanitaria?io sapevo che le missioni umanitarie si fanno con il cibo e i medicinali non con i fucili e i carro armati!

  34. trmoun “coglion bari”a chi???non te permette piu fig d putten

  35. ho letto con estremo interesse i tuoi post.
    e non mi sono sembrati frutto di fantasie, come affermato da altri blogger.

    ma non mi sembra neanche che gli storici abbiano mai negato che mussolini per alcuni anni abia avuto effettivamente un largo consenso popolare, che non va inteso come limitato alle classi popolari ma proprio come consenso generalizzato. del rsto vinse le elezioni con ampio margine, e nessuno può affermare che fu frutto di brogli.

    ciò nondimeno, sempre di dittatura si trattava.

    per hitler e stalin, così come per tito o altri dittatori, il discorso è uguale: erano dittatori, avevano il sostegno della popolazione ed hanno prodotto uno sforzo enorme per lo sviluppo di strutture ed infrastrutture in grado di migliorare la vita dei propri connazionali.

    ma sempre di dittature si trattava.

    piuttosto salta all’occhio un’altro problema: ma siamo certi che nelle dittature si viva peggio?

    mi spiego. partendo dal presupposto che ogni dittatura è diversa dalle altre, proprio perchè legata indissolubilmente alla personalità del dittatore, possiamo distinguere le dittature di pazzi sanguinari (penso ai batista o ai somoza) da quelle dei “progressisti”, ossia quei dittori che, pur usando il pugno di ferro nei confronti degli oppositori politici, si sono impegnate nelle grandi opere di sviluppo sociale: scuole, ospedali, strade, fabbriche.

    ma l’oppressione delle dittature in genere è “solo” oppressione politica, nel senso che se la pensi diversamente da chi comanda è meglio che non vai a dirlo troppo in giro.

    ma per chi non ne era un oppositore del regime, pur non essendone encessariamente sostenitore, la vita diveniva in un certo modo più semplice.

    ci sono stati dittatori che hanno veramente lottato per strappare i loro popoli dalla fame e dalla miseria.

    e spesso lo hanno fatto prima e meglio delle democrazie.

    anche perchè non è certo che nelle democrazie sia il popolo a comandare. l’intervento militare in irak è l’ultimo di una serie di esempi lampanti a proposito. tranne gli americani, che in guerra devono starci tutti gli anni per tradizione, i governi italiano, inglese, olandese, spagnolo, polacco, bulgaro, giapponese e tutti gli altri volonterosi hanno mandato le loro truppe nonostante l’opposizione massiccia dei propri popoli, opposizione tra latro mai gridata in maniera tanto forte e contemporanea.

    non chiedetemi altri esempi altrimenti riempio l’intero sito.

    fin qui l’elogio della dittatura.

    il neo delle dittature è che sono sistemi fragili, in quanto legate ad una singola personalità….essendo gli uomini mortali, con la fine del dittatore finisce la dittatura (vedi la spagna di franco)….o ne comincia un’altra veramente peggiore (vedi urss dopo lenin), perchè formata da gente delle seconde file che ha per tutta vita lottato con i denti per ottenere brandelli di potere…tale fase storica porta inevitabilmente a disastri.

    quanto a bottai, credo che se all’interno del fascismo ci fossaro stati un pò di bottai in più, probabilmente il fascismo sarebe stato ricordato diversamente dalla storia e dagli stessi antifascisti.
    putroppo di bottai ce n’era uno solo…

    doc

Comments are closed.