Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

suicidio Calvi

di G. –

Spett. Censurati.it

Quando nel 1982 Calvi fu “suicidato”…la magistratura si affrettò a chiudere il caso…Era palese che non si trattava di suicidio e, dietro all’illustre “suicidio” c’erano personaggi di spicco della politica di allora (e forse anche di oggi) ma io come tanti altri davamo per scontato che fosse stato ucciso!!!…Ebbene, dopo 20 anni….vista l’importanza del caso….ci si accorge, guarda caso, che non fu suicidio!!!….

A me, la scoperta con 20 anni di ritardo puzza ….si sono voluti trovare 2 capri espiatori e….dopo 20 anni….chi andrebbe a contestare???…Come le porcherie delle guerre…i colpevoli vengono a galla solo dopo 60/70 anni….quando i pi? sono morti o hanno dimenticato…in modo che al popolino si possa rifilare quialsiasi pappetta!!!…E’ una vergogna …. ma la cosa vergognosa Ë che non esista alcun organo di stampa che ci tuteli con imparzialit‡ e dica le cose come stanno senza aver paura di offendere i potenti!!!…
G.

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8 thoughts on “suicidio Calvi

  1. Mi sorprende la mancanza di commenti al “Caso Calvi”
    Esiste in libro parecchio interessante dal titolo “IL gioco dei potenti” di Ottone.Lo raccomando vivamente perche e` di gran lunga meglio di Tex Willer!
    Le dinamiche delle faccende Calvi,Rizzoli,Tassan Din Sindona ecc. nel libro sembrano credibili.
    Roberto Calvi era un pavido in fondo, ma avido e divorato da ambizioni vastissime.
    A certi livelli di finanza, il denaro piu` o meno legittimo e` costretto a confluire in quello piu` o meno sporco. Attaccati al denaro poi esistono i giochi di potere e la necessita` assoluta di giocarli (Dentro fuori insomma)
    Calvi era sostanzialmente un parvenu, convinto di trovarsi su una specie di tavolo verde per grandi giocatori e di essere autorizzato tacitamente al bluff.
    Invece il poveraccio,perse e pesantemente ed essendo sacrificabile fu sacrificato e senza esitazioni.
    Che morisse conveniva a tutti,dal`Opus Dei a Palermo,dal Lingotto al Corriere della Sera,da Montecitorio a Castelfibocchi fino a Piazza Affari.Sopravvivere sarebbe stato tecnicamente impossibile.Non credo che dal Black Friars bridge in poi sia mai piu` stato affidato tanto denaro a qualcuno talmente poco affidabile come Calvi.
    Sbagliando, come si dice,si impara e l`alta finanza oggi, lascia ai palazzinari gli equilibrismi e trattiene per se i segreti di un gioco tanto piu` complesso di allora e tanto piu` incomprensibile a chi si consuma come noi ai piani inferiori!

    Potevamo infatti a quei tempi intuire dietro le preziose pannellature di quercia dell`Ambrosiano le manovre di chi gestiva il malloppo pingue dei grandi risparmiatori con artrite da inginocchiatoio ma oggi…anche quella filibusta e panettoni a Natale, e` scomparsa. Ci rimane il gelo della manovra finanziaria cannibale e intellegibile e sapete cosa vi dico? Un po` ce la meritiamo.

    Kuoreditenebra

  2. Purtroppo, a parte lodevolissime eccezioni (Censurati e’ una di queste), la stampa e’ in mano al potere e scrive quello che il potere vuole (so che e’ brutto, ma il potere e’ anche e soprattutto questo: avere in mano tutte le cose essenziali!).
    Pertanto le cose non vengono raccontate come sono, se non quando al potere non interessa piu’ filtrare le notizie.
    Tutto questo per dire che, solo dove ci sono giornalisti con le palle (palle non solo strettamente professionali in senso di capacita’ di effettuare ricerche, di scrivere, eccetera, ma anche in termini di capacita’ di “mettersi in gioco” per il bene dell’informazione) le notizie vengono scritte (e quindi lette) mentre dove i giornalisti piegano costantemente il capo ai diktat della testata e delle varie ed eterogenee censure, la notizia non esce.
    L’etica giornalistica dovrebbe impedire la gran parte di censure, soprattutto sui fatti piu’ gravi ed inquietanti. Come abbiamo mille volte constatato i vari e blasonati giornalisti spesso parlano solo di quello che fa “cassetta” e che non dispiace al direttore o al potere che ci sta sopra….
    Saluti

  3. Non avevo notato che il post a cui ho risposto era datato 2002!?! sorry

  4. Il libro che suggerisco di leggere riguardo questa vicenda è: Poteri Forti di Ferruccio Pinotti edito Bur.

    La mia opinione sul caso è che da una parte vi era la Chiesa impegnata in una campagna di sostegno e finanziamento di Solidarnosc e dell’episcopato polacco, e quindi attraverso lo IOR vi era l’esigenza di drenare denaro dei risparmiatori dall’Ambrisiano, dall’altra il perenne bisogno dei partiti al potere di ottenere finanziamenti per l’attività politica e per le tasche personali di molti, e l’opportunità della Mafia di ripulire denaro. Il caso Ambrosiano implicava aspetti interni della politica italiana, e aspetti di politica estera non solo italiana. In quanto alle somme bruciate dal crack del Banco Ambrosiano oggi si è visto molto di peggio, vedi Parmalat e Cirio.

    Se prima la contrapposizione tra i 2 blocchi presentava in Italia l’esigenza di tenere il PCI lontano dal governo a costo di vendersi l’anima al divololo, e il crimine organizzato era considerato un istrumentum regni, ora che il Muro di Berlino non c’è più la Mafia a che serve? Nei primi anni 90 si aveva l’impressione che le cose sarebbero cambiate e che l’Italia sarebbe finalmente diventato un paese moderno, legale.Purtroppo le cose stanno tornando esattamente come prima.

  5. I primi anni del XXI secolo verranno ricordati come il periodo dell’impunità dei misteri che appartengono al nostro paese. Dopo l’assoluzione per la strage di Piazza Fontana, giunge un altro non luogo a procedere per insufficienza di prove sul caso Roberto Calvi. Quasi 25 anni fa il corpo del “Banchiere di Dio” venne ritrovato sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra, per mezzo secolo è passata l’ipotesi di suicidio, invece nel 2005 le autorità inglesi, che riaprirono il caso due anni prima, arrivarono alla conclusione: “Il banchiere Roberto Calvi fu strangolato da due o più persone con una corda e impiccato a un’impalcatura collocata sotto il Ponte dei Frati Neri”. In Italia nel 2005 il Gup Orlando Villoni chiese il rinvio a giudizio di quattro persone: Giuseppe Calò (ex cassiere della mafia), Flavio Carboni (faccendiere sardo), Manuela Kleinsizig (compagna di Carboni), Ernesto Diotallevi (ex boss della banda della Magliana). Successivamente vennero indagati Licio Gelli (capo della loggia massonica P2) come mandante dell’omicidio e Silvano Vittor (segretario di Carboni). Secondo l’accusa, dietro la morte di Calvi ci sarebbero una serie di intrecci torbidi: la cattiva amministrazione del denaro di Cosa Nostra affidato al banchiere e il pericolo di rivelazione sui segreti del riciclaggio attraverso il Banco Ambrosiano. Quest’ultimo nel 1982 aveva un buco da 1200 milioni di dollari, il banchiere si recò a Londra, accompagnato da Carboni e da Vittor, per contattare alcuni finanzieri che lo avrebbero aiutato a recuperare i capitali per far fronte al dissesto, mentre l’associata banca lo Ior (banca del Vaticano), con cui Calvi aveva gestito enormi investimenti e finanziamenti, temporeggiava ad aiutarlo e stessa cosa la massoneria. I pubblici ministeri depositarono una lista di testi comprendente 177 nominativi, dopo 2 anni di processo e 90 udienze il risultato è: tutti assolti. Ma nei 200 faldoni conservati negli archivi dei tribunali italiani, nelle 150.000 pagine di riscontri, interrogatori, perizie da aggiungere a quelle conservate nelle stanze di Scotland Yard, rimarrà nascosta la verità.

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