Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

Notizie di Ferragosto

“Chi viene in Italia -ha detto il leghista Ce’- deve innanzitutto
adeguarsi alla cultura ed al clima che trova. Se queste persone vogliono i
datteri in Italia, devono lasciar crescere gli abeti alla Mecca”.
Nota. Si dira’: non in tutta Italia crescono gli abeti. E neanche ci sono
solo i cattolici, ma chi glielo spiega a quelli che vogliono le cattedrali
ovunque?

Il papa ha chiesto ai fedeli di pregare per la pioggia. Non e’ piovuto. Non
e’ stato abbastanza furbo. Doveva guardare le previsioni del tempo e dire:
giovedi’, verso le sei – sei e mezzo, pregate per la pioggia. E dopo un
temporale dire “infedeli… prrrrrr”. Oppure gli hanno dato le previsioni
del tempo del tg4.

L’organizzazione terroristica Al Qaida ha fatto nuove minacce. Stavolta e’
toccato agli Usa e all’Australia. Per il mese prossimo i bookmakers danno la
Svizzera favorita (1:3), seguita dal Cile (1:5) e dall’accoppiata
Belgio-Lussemburgo (1:6)

Berlusconi se l’e’ ripresa con i giudici. Vuole costruire una commissione di
politici che giudichino i giudici per il modo con cui questi giudicano i
politici. A questo punto i magistrati del Csm hanno giudicato negativamente
che i politici giudichino i giudici che hanno giudicato i politici. Dopo
questa affermazione alcuni politici hanno giudicato i giudici che… (si
puo’ andare avanti all’infinito. Un pasticcere di Pavia detiene il record.
E’ arrivato al 115mo giudizio dei giudici sui politici che giudicano i
giudici su come hanno giudicato i politici. Non esiste niente del tipo:
golden gol, rigori, monetina?)

buone vacanze

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76 thoughts on “Notizie di Ferragosto

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  2. vorrei capire una cosa…….

    se il problema sono le aziende che governano il mondo, e mettono i vari ometti tipo bush e berlusconi, perche continuiamo a dare loro il nostro contributo in soldi??????

    tipo acquistare la pasta barilla che finanziava la guerra, la telecom,e mille altre aziende che ogni giorno ci prendono per il culo ,fanno danni mostruosi tra cui l innalzamento della temperatura e menate varie.

    la coscenza del mondo siamo noi

    se vogliamo fermare tutto questo sistema ,bisogna secondo me fare uno sciopero serio degli acquisti ,e crederci ……………………………………………….sciopero degli acquisti per fermare la politica della distruzione del pianeta

  3. …con tutti i marines che sono presenti nel golfo persico dal ’90 in poi, come mai da quelle parti il clima non è cambiato ?

    Spirocheta

  4. No,no è cambiato!!!

    Come al solito ti sbagli Spirochetta

    Fà molto più freddo da un pò di tempo da quelle parti.

    Il freddo delle migliaia di cadaveri che i tuoi marines hanno seminato in questi anni.

  5. La calotta polare dell’Artico, entro la fine del secolo, sparirà durante l’estate, a causa del riscaldamento globale, ma…

    “La calotta polare dell’Artico, entro la fine del secolo, sparirà durante l’estate, a causa del riscaldamento globale”: lo afferma un rapporto pubblicato in Norvegia dopo tre anni di studio. Negli ultimi 25 anni, afferma il rapporto, la calotta di ghiaccio intorno al Polo nord ha perso il 7,4% del suo spessore.

    Entro la fine del secolo, potrebbe sciogliersi completamente, e il mare di Barents a nord della Russia e della Norvegia potrebbe essere libero dal ghiaccio anche in inverno.

    Ma, udite! Udite!

    “Questo – ha dichiarato il professor Ola Johanessen, del centro Nansen per il controllo del’ambiente – renderà più facile l’esplorazione petrolifera, e potrebbe aprire la rotta nordica tra il Pacifico e l’Atlantico”. Il passaggio a nord farebbe risparmiare alle navi circa 10 giorni nel viaggio dal Giappone all’Europa rispetto alla rotta attraverso il canale di Suez”.

    La causa dello scioglimento della calotta polare è stata individuata nell’inquinamento e nell’effetto serra, mentre la perdita di spessore già registrata tra il 1920 e il 1940 era soprattutto l’effetto di fluttuazioni climatiche naturali.

  6. Un accordo con Regioni, agricoltori e Monsanto prevede il riutilizzo a scopi energetici dei semi transgenici. I Verdi: provvedimento illegale

    Non sarà distrutto come previsto bensì riutilizzato a scopi energetici, per produrre carburante biologico o come biomassa per gli impianti di produzione il mais transgenico sequestrato in sei regioni italiane. E agli agricoltori loro malgrado coinvolti nella semina ogm verrà riconosciuto un compenso in denaro. Questi i contenuti dell’accordo siglato ieri a Roma tra il ministero delle politiche agricole, le regioni, le associazioni di rappresentanza degli agricoltori e le multinazionali sementiere Monsanto e Pioneer. Un accordo che dovrebbe consentire il ritiro dei ricorsi presentati da ambientalisti, associazioni di consumatori e di agricoltori e, nelle intenzioni dei firmatari, l’archiviazione delle inchieste della magistratura. Così, cantano vittoria tutti i diretti interessati, dal ministro Alemanno (per il quale «si è finalmente conclusa la guerra delle sementi») all’Assobiotec, che ha come obiettivo finale il riconoscimento in Italia delle colture ogm, dal presidente della Lombardia Formigoni, la cui regione aveva adottato a luglio un provvedimento analogo, a Cia e Coldiretti che hanno visto soddisfatte le richieste economiche degli agricoltori. E perfino Legambiente parla di soluzione «soddisfacente» pur avvertendo che questo potrebbe essere il «grimaldello per una moratoria italiana degli ogm». Di fatto, il protocollo siglato ieri al ministero diretto da Alemanno rappresenta una vera e propria sanatoria per chi ha messo in commercio sementi ogm. Per la prima volta, infatti, viene accantonato il principio della tolleranza zero nei confronti del biotech e ne viene ammessa una commercializzazione. Tanto che a gioire sono soprattutto i sostenitori del biotech e le multinazionali del settore, mentre i Verdi parlano di un accordo «illegale» nel contenuto e denunciano il colpo di spugna che consentirà di rimettere in circolazione il mais sequestrato. Secondo i Verdi, «il protocollo d’intesa per la gestione dei campi di mais ogm è un maldestro tentativo per minimizzare, se non addirittura sanare in qualche modo, l’illegalità determinata con l’introduzione di coltivazioni ogm nel nostro paese a seguito della vendita agli agricoltori di sementi certificate come esenti ogm, che in realtà non lo erano».

    L’accordo prevede infatti che le aziende sementiere rimborsino a prezzi di mercato gli imprenditori danneggiati dall’uso di sementi inquinate da ogm (commercializzate nonostante il divieto in vigore in Italia) mentre contemporaneamente il mais transgenico verrà raccolto e stoccato dalle industrie sementiere con «ricollocamento sul mercato industriale» per scopi energetici. Il documento prevede che «le ditte sementiere firmatarie del protocollo ritirino e acquistino dai produttori agricoli il prodotto proveniente dalle sementi già risultate positive». Tale acquisto dovrà essere effettuato al «miglior prezzo di mercato, desunto dalle pertinenti rilevazioni della Camera di commercio». In questo modo, secondo Alemanno, «le associazioni di agricoltori, ambientalisti e consumatori potranno ritirare i loro ricorsi», mentre «anche la magistratura ha dato segnali positivi per chiudere i procedimenti giudiziari attualmente in corso».

    Ma i Verdi vanno all’attacco: «Il protocollo è illegale – dice Marco Moruzzi, responsabile del gruppo agricoltura – il mais transgenico sotto sequestro giudiziario nei campi dell’Italia del Centro e del Nord in quanto corpo di reato non può essere oggetto di alcuna trattativa commerciale, semmai di confisca da parte dello stato». Moruzzi ritiene che tale protocollo non porti nessun vantaggio agli agricoltori ma serva solo ad alleggerire la posizione legale delle due multinazionali interessate, che tra il 2001 e il 2003 hanno avuto ben tre sequestri di carichi, portando dunque avanti un comportamento recidivo. «Si crea in questo modo una sorta di mercato parallelo di un prodotto illegale e una filiera energetica del mais ogm – protesta Moruzzi – mentre bisogna che la distruzione del mais sia totale e immediata, evitando ogni rischio di dispersione». E mentre le associazioni degli agricoltori si dicono soddisfatte di un provvedimento che «sancisce il principio del chi inquina paga», critica è anche la responsabile ogm dei Verdi, Fabrizia Pratesi, secondo cui con questo provvedimento si manda all’aria tutto il lavoro svolto dalla giunta comunale piemontese che aveva disposto, l’11 luglio scorso, la distruzione delle colture nate da sementi ogm.

    (Il Manifesto 19/08/03)

  7. vai anche te nel golfo dato che ci tieni tanto al clima, ricordati la crema solare………..

    poi ti volgio fare uan domanda ,come fai a sapere che il clima non e cambiato?

  8. tralaltro ai marines li stanno facendo secchi uno a uno grazie all amato bush e la sua voglia di instaurare l anarchia negli stati ricchi di petrolio,quindi amico non e il caldo o il frewddo il problema

  9. Ero in autobus in compagnia di tre amici in giro per roma, sotto il sole torrido delle 15. La mia amica amica con top salva-abbronzatura, il suo ragazzo in bermuda, io in pantaloncini corti. La tipa comincia a dire “Convertitevi, brutti pagani (io avevo capito padani, mi chiedevo come faceva a sapere che fossero padani ^ _ ^ ) è colpa vostra che è caldo. Dio ci punisce col caldo perchè voi andate in giro così svestite! Pentitevi e vergognatevi!

    Vergognare mi son vergognata, ma con la mia amica che veniva da Cuba e non le capita spesso di ricevere prediche da sconosciute, specie di questo tipo.
    Ma come ho fatto a non pensarci prima? Il caldo arriva perchè noi andiamo vestite in pantaloncini. Se mettevo una felpa magari nevicava. ^ _ ^
    Il mondo è bello perchè è vario.

    Antonella

  10. Faziosa !

    Ci trovo dentro tutti i luoghi comuni della propaganda comunista !!!

    Fa caldo: governo ladro?

  11. si, quella del colore rosso, ma non quella dotata di falce e martello, tuttalpiù mause & telefonino.

  12. Dio mio, vedere faziosità in un racconto simile… qualcosa mi dice che siete malati! Ma da ricovero!
    B.

  13. E’ fazioso.

    A proposito Antonella, hai affermato “tre amici”, una con il top, l’altro con i bermuda..ed il terzo ? Casarini in perizoma ?

  14. il terzo non l’ho nominato perchè non è un amico come gli altri, non ci crederete mai ma a volte mi lascio la politica alle spalle ed esco per puro gusto del divertimento.

  15. ma essesere destraioli vuol dire avere una dittarella,per non pagare le tasse e corrompere i giudici?

    in cosa crede un destraiolo convinto?

  16. aahhh…capito.

    Amici di serie A, di serie B, di serie C.

    Ma a parte questo, era seminudo anche lui (Casarini) ?

  17. Riuscite a vedere il comunismo anche nel più banale dei racconti,non credete a tutte le favole che vi racconta il vostro kapò e cercate di vivere realmente da uomini liberi.

    La paura del comunismo vi stà rendendo ogni giorno più ridicoli.

  18. ma concretamente caro amico di sinistra(come me del resto)

    con fassino e rutelli che parlano a cazzo sul berlusca e non parlano di cose concrete tipo ….informazione giornalistica ,sanita ,energia, televisione senza pubblicita……cazzo ti aspetti,un cambiamento?

    io voglio programmi ,non schiavi degli interessi

    come quello li…..

  19. sciocco a me italiano non mi interessano i marines capito……….

    me ne frega delle persone anziane come tua nonna che magari non avendo la giusta assistenza ci lasciano la pelle per via del caldo …….

  20. Caro amico io sono realmente di sinistra…con Fassino e Rutelli abbiamo pochi argomenti su cui potremo trovarci d’accordo anche se stimo Fassino per la sua onestà politica.

  21. Si è vero ci vorrebbe un uomo solo che possa portare avanti le “riforme” senza nessun ostacolo che possa fargli perdere tempo con troppi cavilli democratici: che ne dici di Silvio Berlusconi?

  22. non skerziamo

    cmq stimo fassino pero ,secondo me non sara lui l uomo giusto per portare il paese fuori da questa crisi regressiva.

  23. Ma essere comunisti significa essere un pecorone che la prende contoinuamente nel culo grazie ai suoi stessi compagni? Essere comunisti significa credere che Prodi, Fassino, Rutelli e soci non han preso nemmeno una tangente? Essere comunisti significa rifiutare l’idea che nel paesi dell’est europeo, a Cuba, in Cina, si siano ammazzate 30 milioni di persone? Essere cominista significa essere ipocrita quindi? O magari un fancazzista come Casarini e soci? O come quelli dei centri sociali?

  24. ah ha ah aha hahah ahaa haa ah ahaa aha aha ha ahaaha ah aaha aha aha ahaa hah a ahah ahaa ahah ahahaha ahah aha hahaha h ahaa aaaaah hahahahahaha ahahah ahah ahhaha aahha ahaa ahah ahahah ahah ahah ahahah aha hahha hha ahahah ahahahaha ah ahah ah ahha ah ah ha hah ahahahahah ah ah ah ah ahahhaahahahahihihih i ihihihhih ih ihihi hhihihihi hhih hihihi hhaha ha hah ah ahahahhah ah ahahahahahahaahhahahahhhahaahhaah ahahahahha

  25. Secondo me si, c’è bisogno di gente che abbia una grande esperienza politica e gestionale e a Fassino queste qualità non mancano anche se provano ad infangare il suo nome mi sembra impossibile che possano riuscire nel loro intento perchè conosco abbastanza approfonditamente la sua storia,anche se in molti casi da avversario politico e non ho mai trovato nessuno più trasparente e concreto anche durante i più aspri dibattiti, non sarà bellissimo,ma è bravo nel suo mestiere e soprattutto è onesto.

    Bisogna che prima o poi gli italiani si sveglino e diano più importanza alle qualità reali che non a quelle sbandierate senza alcun fondamento…non esisteranno mai presidenti operai questo è chiaro.

  26. per me e senza verve ,queste qualita me le stai facendo notare tu adesso.

    e rutelli come me lo spieghi allora?

    cioe l uomo immagine della sinistra italiana

  27. Sulla verve ti dò ragione e le qualità le noti solo adesso proprio per questo,mentre Rutelli in tre parole: mi fa cagare,ma siamo sempre a la meno peggio rispetto al presente.

    Che ci vuoi fare? Siamo arrivati a questo punto

  28. il racconto di Lorenza, sulla sua esperienza

    in Palestina, che ha lavorato insieme ad altri volontari

    internazionali contro la costruzione del muro dell’apartheid.

    Dopo le doverose risposte ai giornali locali, dopo aver scritto 13

    pagine puntigliose di memoria che sono servite tanto a me, per

    elaborare e scaricare il brutto effetto di quei momenti e tutti i

    rimorsi che mi hanno lasciato dentro, ma che non servono a voi e

    quindi vi risparmio, provo a raccogliere in parole chiave quello che

    ho vissuto e pensato nella mia brevissima prima (e continuo a sperare

    non ultima) esperienza con l’ISM

    Assurdo.

    Non era la prima volta in Palestina. Le confische , le

    espropriazioni di terreni, le demolizioni arbitrarie già le conoscevo

    bene e per me erano il dato inequivocabile delle intenzioni

    politiche israeliane, ma nei due giorni passati nel caldo e nella

    polvere di Mas’ha dovevo ogni tanto ricordare a me stessa che ero in

    una situazione reale. Ci avrebbero portati via e avrebbero buttato

    giù quel recinto che ospitava qualche capra e qualche gallina. Ho

    evidentemente qualche strana idea inconscia di giustizia, mi sembra

    impossibile che la prepotenza possa essere così senza limite,

    stavamo li in tanti per dire ai militari, alla polizia, ai direttrori

    del cantiere che in nessuna parte del mondo, in nessuna regola

    scritta, si poteva accettare il diritto di fare quello che facevano,

    che era solo arroganza, sopruso. Ho sempre la speranza inconscia che

    qualche forza superiore alla fine interverrà per fermare questi

    torti violenti e sostenere chi ha ragione -avete visto per

    caso “Intervento divino” di Elia Suleyman- Ma questo è per l’appunto

    il finale da film, nella realtà bastano poche parole, “closed

    military zone” per stabilire chi ha l’impero sui torti e le ragioni,

    sulla legalità e l’illegalità. Così ci siamo trovati in quella scena

    irreale, noi seduti per terra in un cerchio stretto, i militari e i

    poliziotti in attesa di iniziare il loro “sporco lavoro” e il

    vecchio propietario della casa, che faceva il suo sermone con voce

    calma e potente, indicando noi con il suo bastone che poi puntava

    contro i soldati. “Loro” e “voi”, non so cosa diceva ma mi piace

    immaginarlo. Lo hanno lasciato finire come si concede l’ultimo

    desiderio prima dell’esecuzione della condanna. Se ne siano stati in

    qualche modo turbati non lo so, ma oso sperare di si.

    In Palestina d’altra parte l’ingiustizia ha i termini dell’assurdo e

    Mas’ha ne è il concentrato: la casa povera con pochi alberi secchi

    nella polvere proprio a fianco dell’insediamento di casette bianche

    con i tetti rossi e i terrazzini fioriti ,( non avevo mai visto la

    differenza così da vicino), l’acqua (quando c’è) cattiva da una canna

    in cortile mentre osservi l’enorme serbatoio sulla collina di fronte

    e pensi che sarebbe proprio bello stendersi all’ombra sui praticelli

    verdi oltre la recinzione, chissà che qualche colono gentile non

    offra di fare un doccia…

    E questo muro che viene chiamato di sicurezza ed è nella realtà di

    ladrocinio e spazza via tutto quello che trova sul percorso (ma non

    potevano, se proprio, deviarlo un pò sacrificando un paio di casette

    bianche dell’insediamento? forse si sarebbero risparmiati un po’ di

    rogne…) non è che l’ultimo abuso.

    Formiche: a Mas’ha , proprio sotto i quattro teli detti tenda, ce

    n’erano tante, piuttosto grosse e giustamente incazzate nel sentirsi

    soffocate dai materassini luridi su cui pretendevamo di rilassarci.

    Alla fine qualcuno di noi ha valutato che non era il caso di

    scatenare un conflitto ed ha deciso di dormire fuori dalla tenda,

    sulla base di cemento, rinunciando a quel po’ di riparo dall’umidità

    della notte in cambio della tranquillità. Basta adattarsi per evitare

    fastidiosi morsi, e così si rispetta il diritto degli altri a stare

    in pace in casa sua…In fondo questa casa piena di bambini, di capre

    e di galline non è che un fastidioso formicaio da eliminare perché

    intralcia i lavori, già tante case, pollai, campi sono stati spianati

    senza far rumore ne scandalizzare nessuno. Per Israele i palestinesi

    valgono quanto le formiche, per il resto del mondo sembrano non

    valere molto di più. Ma i palestinesi sono davvero come le formiche

    senza voce che si muovono affannose in uno spazio sempre più

    ristretto, però resistono, si adattano, si organizzano e quando

    possono mordono, talvolta in modo feroce.

    Scrupoli

    Hanno appena finito di portarci via che le ruspe sollevano montagne

    di terra e si dirigono verso il cortile (sono appena passate le

    sette di mattina, così la giornata di lavoro non è persa). Al

    poliziotto al mio fianco faccio un commento piuttosto scontato, “very

    good work”, credo che mi risponda senza guardarmi qualcosa del

    tipo “non è ne buono ne cattivo, è il mio lavoro”. Sono convinta che

    qualche scrupolo riesca ad averlo, la resistenza di quaranta

    internazionali e connazionali ( i palestinesi non fanno questo

    effetto purtroppo) deve essere una botta non indifferente per la

    coscienza, per quanto l’impalcatura di ragioni e giustificazioni

    assimilate sia solida.

    Quando arriviamo ad Ariel poliziotti e militari sembrano

    complimentarsi a vicenda per aver portato a termine lo” sporco

    lavoro”, si scambiano pacche sulle spalle e sorrisi, prendono il

    caffè, sono cortesi con noi , provano anche a scherzare “bella

    italia ecc” (ma il mio basta cazzate credo che lo capiscano

    benissimo). Con Ariel, il ragazzino israeliano davvero tosto e

    Matthew, il ragazzo inglese che hanno caricato sulla camionetta

    lanciandolo di testa contro il portellone (poi avranno il coraggio di

    dirgli che è stato fortunato a non sbattere nel gancio di chiusura!)

    iniziano a discutere, credo di capire che gli argomenti sono il

    terrorismo e il rifiuto di Camp David: “se mettessero una bomba a

    Londra cosa faresti?” Hanno un grande bisogno di giustificarsi (con

    noi, non con i palestinesi), sono troppo imbottiti di vittimismo (che

    in occidente spesso è alimentato) per rendersi conto di essere loro

    gli aguzzini questa volta. Questa esperienza con la polizia non ha

    certo stimolato la simpatia per gli israeliani, ma più di prima sento

    la necessità di assumere anche le loro paura e di rompere

    l’isolamento in cui si sono e sono stati messi. Vorrei trovare il

    modo di sostenerli non in quello che fanno, come fa un certo pensiero

    che ti rinfaccia di antisemitismo ma poi li vuole mantenere a tutti i

    costi li fare l’avamposto occidentale democratico e bene armato, ma

    in quello che potrebbero fare.

    Disumanizzazione

    Hadera, il luogo dove mi hanno portato la sera dell’arresto, non si

    presenta poi così male: un giardino recintato e controllato da un

    paio di guardie armate che sembrava però spazioso e invitante, due

    piccole palazzine con strani terrazzini fatti a gabbia. “Ti

    divertirai ad Hadera” aveva detto il poliziotto che mi accompagnava.

    Divertirmi proprio no, ma mi so adattare. Non avevo ancora

    realizzato che era detenzione. Pensavo che avrei passato il giorno

    dopo in giardino, a meditare e organizzare il mio contatto con gli

    altri con quel telefono a scheda che mi avevano promesso dopo avermi

    tolto il telefonino.

    La mattina la porta delle stanze era chiusa. “Ma come, non si esce?”

    No ovviamente, mi informano le mie compagne immigrate con il visa

    scaduto in attesa di espulsione, solo una volta al giorno e sotto

    scorta per usare telefonare, un oretta se va bene, ma a volte anche

    mezz’ora, a discrezione delle guardie, se riesci ad avere il tuo

    turno per il telefono bene, (sono circa trenta donne in coda per

    due telefoni senza cabina, immaginate la privacy) altrimenti aspetti

    il giorno dopo sperando di essere più fortunata e più veloce. Capisco

    di essere stata ingenua, ma mi sfugge il senso di quella prigionia.

    Le mie compagne non hanno commesso crimini, non sono pericolose,

    difficilmente pensano di scappare e d’altronde è impossibile

    superare quel muro liscio e il filo spinato, sono li solo in attesa

    di un rimpatrio che spesso aspettano con ansia, la vita di un

    immigrato in Israele è dura da regolare, figuriamoci quando il visto

    è scaduto. Cosa costerebbe lasciare una mezza giornata (non voglio

    esagerare) in cortile, per fare le proprie telefonate senza ansia,

    per coccolarsi i gatti, per prendere il sole invece di stare in

    sedici a innervosirsi nelle stanze o nel terrazzino ingabbiato dove

    hai la sensazione di essere una scimmia allo zoo sotto l’occhio dei

    guardiani? I centri di detenzione per immigrati sono di per se

    discutibili, ma basterebbe così poco per renderlo quanto meno più

    umani: un piatto pulito invece delle vaschette di plastica unta che

    ognuna deve arrangiarsi a recuperare e risciacquare nel lavandino del

    bagno, un cambio per chi come me arriva senza aver avuto la

    possibilità di portarsi nemmeno un fazzoletto, una mensola dove

    appoggiare almeno lo spazzolino da denti invece di dormirci sopra,

    qualche sedia in più, lasciare il cellulare e non giocare con

    necessità come quelle di comunicare con l’esterno. La logica è invece

    assurdamente punitiva, un puro inutile esercizio di negazione della

    dignità. E’ un luogo dove è sospeso il nostro “reato” e il diritto

    di contestarlo, ma non la pena e per loro la possibilità di

    difendersi da soprusi gratuiti . Qualcuna di loro mi racconta anche

    di botte e insulti quando la polizia le prende e le porta li. Non

    tutte hanno un ambasciata che protesta.

    La mattina dopo il mio arrivo mentre aspettavamo che ci facessero

    uscire per telefonare ci stavamo godendo a loquacità allegra di

    Graciela che sistemava le sue enormi valige. Insieme a Gloria

    sarebbe stata rimpatriata il giorno dopo, destinazione Bogotà con

    scalo a Madrid. L’espulsione per lei voleva dire anche riabbracciare

    la figlia che non vedeva da quattro anni, uscire da quella prigione

    e da quel paese che pochissime di loro ricorderanno con simpatia.

    Quel giorno “l’ora d’aria” veniva continuamente rimandata, ogni volta

    che chiedevo dicevano aspetta le 10, poi le 11, poi l’una, poi fra

    mezz’ora.. ci hanno chiamate che erano quasi le tre. Poco dopo per me

    sono arrivati i funzionari dell’ambasciata. Quando sono salita in

    camera Graciela era in lacrime. Aveva saputo dal suo consolato che la

    sua partenza era rinviata, perché la Spagna non accettava più lo

    scalo per gli espulsi e dovevano trovare un altro volo. Ancora una

    settimana di carcere, se va andava bene, l’attesa che aveva

    coltivato tutto il giorno era svanita così.

    Terroristi

    Penso ai ragazzi palestinesi che lavorano con l’ISM, la loro

    convinzione, la loro fiducia in quel metodo. Sono giovanissimi e

    fanno i coordinatori, i formatori nei training, i giornalisti. Si

    confrontano col metodo del consenso con giovani di tutto il mondo in

    meeteng infiniti ( e qualche volta un po’inutili), fanno

    i “mediatori” fra la cultura a cui appartengono e quella di noi

    occidentali. Qualcuno anche qui in Trentino ci accusa di approvare il

    terrorismo (è ovvio), e potevi ben dire che il terrorismo si alimenta

    anche di umiliazioni, di mancanza di tutela, di isolamento. Ora mi

    sento di chiedere prima di tutto che alternative diamo ai

    palestinesi, cosa si è fatto per permettere loro di difendere i loro

    diritti in altro modo. Penso che l’ISM sia una alternativa al

    terrorismo. Più i palestinesi hanno fiducia in questo tipo metodo e

    più è possibile disalimentare il terrorismo. I giovani palestinesi

    con l’ISM hanno trovato una forma di lotta che si costruisce nel

    confronto, un protagonismo positivo e costruttivo, ben diverso da

    quello che offre Hamas di affidare la propria protesta ad un video e

    ad una cintura di esplosivo. E in prospettiva anche un tipo di

    organizzazione sociale partecipata e non gerarchica come immagino

    quella di Hamas.

  29. cara mia o caro mio sono sempre ivan che ti risponde.

    non vorrei che salisse al potere il solito governo di sinistra scialbo,cabisci ,basta chiarezza le verita sono tante o una sola?

    diciamocelo ci sono troppi interessi e i politici li gestiscono ,noi credo che non sappiamo un cazzo e vediamo e ci limitiamo alle parole dette in tv.

    io talvolta vorrei capire se berlusconi (il piu vero dei politici perche da fesso quale e si vede che e su per i suoi interessi)

    sia l unico di quello stampo

    e vorrei capire se e peggio di prodi…….

    rutelli non esiste……

  30. Caro Ivan, io se non l’avessi ancora capito, ti parlo come militante di Rifondazione Comunista e le parole che ho speso in favore di Fassino erano sincere,ma soprattutto dettate da quello che vedo tutti i giorni nella strada,nelle fabbriche ,negli uffici insomma guardandomi intorno.

    L’insicurezza che si respira nella nostra società è sempre più lampante e confermata dai dati economici che ogni giorno ci giungono.

    Non voglio dilungarmi soprattutto perchè non ho tempo e di questo mi scuso, ma in parole povere ti voglio dire, per concludere, che per cercare di migliorarsi bisogna prima tirarsi fuori dal baratro.

    La sinistra è vero che è ricca di cotraddizioni,ma è anche vero che queste stesse ne fanno una grande forza democratica, che sicuramente viaggerà più lentamente,ma sicuramente sarà più attenta ai molteplici aspetti che occorre valutare per governare uno stato.

    I vari Prodi,Rutelli e Fassino saranno vigilati e criticati da un nuovo riscoperto attivismo politico della base che potrebbe diventare la sorpresa e soprattutto la risorsa per i prossimi anni a venire.

    Ti saluto

  31. ARIA FRITTA.

    Parli di insicurezza, ma quando l’Italia ha vissuto in sicurezza ?

    Ogni anno da quando ho memoria c’è sempre stato qualcosa che turbava la sicurezza degli italiani, dalla guerra fredda, agli anni di piombo, da tangentopoli alle varie guerre giustificate e non.

    Dall’11 settembre poi, non è che ne abbiamo ricavato una grande lezione (parlo della popolazione), a parte qualche grande manifestazione tutto è caduto nell’oblio, giustificato da interessi quotidiani che ben poco spazio danno ai grandi movimenti di massa. Si parla di recessione, ma milioni di italiani si sono fatti le ferie in giro per il mondo e non rinunciano alla griffe, all’auto nuova, al cellulare ipertecnologico. Chi percepisce maggiormente questo disagio è la popolazione che supera abbondantemente gli “anta”, memore forse delle difficoltà dei decenni passati e proiettata verso un futuro alquanto nebuloso. La politica per i giovani è un interesse marginale, solo in pochi casi diventa un interesse od una forma di fanatismo.

    Destra o sinistra è tutta una porcheria in quanto qualsiasi candidato per accedere alla poltrona deve perdere la verginità morale ed ideologica a causa degli interessi di partito o coalizione.

    Ho votato Berlusconi come alternativa ad un governo di sinistra che vegetava. Me ne sono pentito, perchè nulla è cambiato anzi, su talune esibizioni mi si è rivoltato lo stomaco.

    Non vedo al momento nessun nuovo personaggio che mi possa smuovere dall’apatia che provo per la classe politica italiana.

    Rifondazione compresa.

  32. Sei troppo pessimista e sottovaluti un nuovo movimento globale di coscienze che non è caduto nell’oblio,anzi è sempre più attivo ma alla maggior parte dei media non conviene metterlo in risalto, c’è parecchio fermento e le poltrone ne hanno una paura fottuta 😉

    Dai che su siamo “Nell’era dell’ottimismo” e i giovani non sono così stupidi come ci vogliono far credere, hanno ideali nuovi e sono meno dogmatici di un tempo, menti elastiche che elaborano con più apertura mentale gli eventi e se ne fanno un quadro globale senza vincoli politici.Hanno il coraggio di criticare il passato e riconoscerne gli errori,non sono degli “Spaccavetrine” per quei tre che hanno fatto vedere in TV,ci sono altri mille che credono nella non-violenza e che non si piegano alla cattiva informazione che viene fatta su di loro continuando a lavorare per un mondo migliore.

  33. sono ivan

    noto con piacere che il ragazzo la pensa come me ,io ho votato il berlusca per colpa della scialba sinistra italiana, me ne sono pentito

    ma non vedo spiragli nei giovani ,sono troppo deluso dalla sinistra e sempre in ritardo

    ………………credo che la soluzione siano i verdi

    perche prova a scindere gli interessi dei politici ,noterai che la loro maggiore fonte di guadagno arrivi dall ambiente

    petrolio ,acqua,energia e via dicendo,

    magari mi sbaglio infatti ci sto riflettendo

  34. Già data !

    Risultato: zero assoluto.

    Pochi elementi affidabili, nessuna capacità di interpretare le reali esigenze del popolo italiano, oramai abituato nell’arte dell’arrangiarsi.

    Comunque la nostra classe politica rispecchia quello che noi siamo o vorremo essere : scaltri, ricchi, nepotisti, fannulloni.

  35. pero da che mondo….l uomo e sempre stato cosi,quindi la tua soluzione e non pensare al futuro giusto?

    quindi noi siamo lo specchio di berlusconi?

    vorresti dare del mafioso a mio nonno giusto perche e ricco scaltro fannulone?

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