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Padroni di niente, servi di nessuno

jeremy rifkin OGM e guerra batteriologica

Eí tempo di fare la voce grossa con le firme biotech a proposito di guerra batteriologica
Jeremy Rifkin
Guardian
Thursday September 27, 2001

Per i primi 10 giorni ci siamo preoccupati degli aerei commerciali dirottati e usati come missili. Ora, gli Americani, si preoccupano di una nuova e ancora pi? mortale minaccia: batteri e virus che possono piovere dal cielo su aree popolate, per infettare e uccidere milioni di persone.
LíFBI riporta che molti dei dirottatori del World Trade Centre avevano visitato pi? volte un servizio di ricovero per aerei ad uso agricolo in Florida. Secondo i proprietari, i dirottatori avevano chiesto informazioni sulla capacit‡ di carico e sulla potenza di irrorazione dei velivoli.
Conseguentemente, líFBI ha ordinato a tutti i 3500 velivoli per irrorazione agricola posseduti privatamente di stare a terra, nelle more di ulteriori indagini.
Nel frattempo, alcune universit‡, tra le quali la University of Michigan, Penn State, Clemson e Alabama, hanno vietato agli aerei di volare sugli stadi di loro pertinenza durante le partite di football, per paura di attacchi batteriologici. I policy makers si affrettano ad attrezzarsi, accantonando fondi per acquistare antibiotici e vaccini da conservare in gran quantit‡, e adeguando le procedure díemergenza presso ospedali e cliniche.
Sfortunatamente, a tuttíoggi, i politici, gli esperti militari e i media hanno svelato una realt‡ assai pi? grave per quanto concerne il bioterrorismo.
Il fatto È che le nuove informazioni genomiche scoperte ed utilizzate dallíingegneria genetica a fini commerciali in ambito agricolo, allevamento e medicina, sono potenzialmente convertibili in uníampia gamma di nuovi patogeni che possono attaccare piante, animale e uomini.
Inoltre, diversamente dalle bombe atomiche, i materiali e gli strumenti necessari per creare agenti patogeni ad uso bellico sono facilmente accessibili a basso costo, ed È questo il motivo per cui sono chiamate ìle bombe atomiche dei poveriî.

Un laboratorio a regola díarte puÚ essere costruito e reso operativo con soli 10000 dollari -valore non comprensivo dellíequipaggiamento degli scaffali (?)- e puÚ essere ospitato in una stanza di soli 15X15 piedi. Tutto ciÚ che serve È un fermentatore per birra, una coltura a base proteica, abiti di plastica e una maschera antigas.
Altrettanto spaventosamente, centinaia di studenti laureati sono abbastanza ferrati nellíuso rudimentale del DNA ricombinante e nelle tecnologie della clonazione, da disegnare e produrre in dosi massicce tali armamenti.

Ironicamente, mentre líamministrazione Bush esprime una profonda preoccupazione verso il bioterrorismo, giusto la scorsa estate la Casa Bianca ha lasciato di stucco la comunit‡ mondiale rifiutando le nuove proposte di rafforzare la convenzione internazionale sulle armi batteriologiche.
Il blocco si È verificato a proposito delle procedure di verifica che consentirebbero ai governi di ispezionare i laboratori delle compagnie biotech statunitensi.
Le compagnie hanno chiarito che non avrebbero tollerato il monitoraggio delle loro attivit‡ per timore del furto di segreti commerciali.
Le armi biologiche implicano líuso di organismi viventi per propositi militari.
Le armi biologiche possono essere virali, batteriche, micotiche, rickettsiali e protozoiche. Gli agenti biologici possono mutare, riprodursi, moltiplicarsi, e diffondersi su vasta scala territoriale con il vento, líacqua, gli insetti, e per trasmissione animale e umana.
Una volta liberati, molti patogeni biologici sono capaci di sviluppare nicchie vitali e di mantenersi indefinitamente nellíambiente.
Gli agenti biologici tradizionali comprendono la peste Yersinia, la tularemia, la febbre della rift valley, Coxiella burnetii (febbre Q), encefalite equina, antrace e vaiolo.
Le armi biologiche non sono mai state usate a causa del pericolo e delle spese che comporta la produzione e lo stoccaggio di grandi volumi di materiali tossici, nonchÈ per la difficolt‡ di centrare líobiettivo nella disseminazione degli agenti biologici.
Tuttavia gli avanzamenti delle tecnologie di ingegneria genetica, nelle due decadi passate, hanno reso la guerra biologica vitale per la prima volta.
Armi disegnate con il DNA ricombinante possono essere create in molti modi. Le nuove tecnologie possono essere usate per programmare i geni come micro-organismi infettivi al fine di aumentarne la resistenza agli antibiotici, la virulenza e la stabilit‡ ambientale.
Gli scienziati dicono che possono clonare selettivamente tossine, per eliminare specifici gruppi razziali o etnici il cui makeup genotipico li predispone a certe forme di malattia.
Líingegneria genetica puÚ anche essere utilizzata per distruggere specifiche linee o specie di piante o animali domestici.
Le nuove tecniche di ingegneria genetica forniscono una forma versatile di arsenale che puÚ essere usato per uníampia variet‡ di propositi militari, dal terrorismo alle operazioni controinsurrezionali, alla guerra su larga scala mirata contro popolazioni intere.
La maggior parte dei governi, inclusi gli USA, dichiarano che il loro lavoro sulla guerra biologica È solo di natura difensiva e sottolineano che il trattato sulle armi biologiche esistente consente la ricerca a fini difensivi.
Tuttavia, È largamente riconosciuto che È praticamente impossibile distinguere tra ricerca difensiva e offensiva, in questo settore.
Gli osservatori militari professionisti non sono ottimisti sulla possibilit‡ di riuscire a tenere la rivoluzione genetica fuori dalla portata dei pianificatori della guerra.
Come strumento di distruzione di massa, líingegneria genetica rivaleggia con le armi atomiche ma puÚ essere sviluppata a una frazione del costo di quelle.
La rivelazione che líIraq aveva ammassato massicce quantit‡ di agenti batterici e che si preparava ad usarli durante la guerra del Golfo ha rinnovato líinteresse del Pentagono verso la ricerca a fini difensivi per contrastare líescalation della corsa alle armi biologiche.
Il governo di Saddam Hussein aveva preparato ciÚ che chiamava il ìgrande parificatoreî, un arsenale di 25 missili le cui testate contenevano pi? di 11,000lb di agenti biologici, incluso il veleno mortale del botulino e germi di antrace.
Una quantit‡ addizionale di altri agenti patogeni pari a 33,000lb era stata sistemata nelle bombe che dovevano essere sganciate da aerei militari.
Se gli agenti batterici fossero stati utilizzati, i risultati sarebbero stati catastrofici come quelli di Hiroshima e Nagasaki.
Uno studio condotto dal governo statunitense nel 1993 scoprÏ che il rilascio da un aereo di sole 200lb spore di antrace, su Washington DC, avrebbe potuto uccidere 3 milioni di persone.
LíIraq non È il solo paese ad interessarsi allo sviluppo di una nuova generazione di armi biologiche. In uno studio del 1995, la CIA riferÏ che 17 paesi erano sospettati di condurre ricerche e di accumulare armi batteriologiche, compresi Iraq, Iran, Libia, Siria, Nord Korea, Taiwan, Israele, Egitto, Vietnam, Laos, Cuba, Bulgaria, India, Sud Korea, Sud Africa, Cina e Russia.
Nel 20^ secolo, la scienza moderna ha raggiunto il suo apice con la scissione dellíatomo, seguita subito dopo dalla scoperta della doppia elica del DNA.
La prima scoperta ha immediatamente portato allo sviluppo della bomba atomica, lasciando líumanit‡ a riflettere, per la prima volta nella storia, sulla prospettiva della fine del futuro sulla terra.
Ora, un numero crescente di osservatori militari si interroga sulla questione se le nuove scoperte scientifiche del nostro tempo saranno presto utilizzate in modo paragonabile, ponendo una minaccia simile alla nostra esistenza come specie.
Nessun laboratorio, per quanto sicuro e confinato, È libero dalla possibilit‡ di errore. Disastri naturali come inondazioni e incendi, cosÏ come effrazioni del sistema di sicurezza sono possibili. Eí altrettanto probabile che i terroristi si rivolgeranno verso le nuove armi genetiche.
A Novembre, 143 nazioni si riuniranno a Ginevra per rivedere la convenzione sulle armi biologiche, un trattato disegnato per “proibire lo sviluppo, la produzione e lo stoccaggio di armi biologiche e di tossine”. I negoziatori, compresi i rappresentanti USA, dovranno indicare le serie lacune che esistono nel vigente trattato, che permette ai governi di impegnarsi in ricerche difensive quando, di fatto, la gran parte di quel tipo di ricerca È convertibile a fini offensivi.
E non si dovrebbe consentire che le preoccupazioni commerciali degli USA e delle altre compagnie biotech nel mondo, miranti a proteggere segreti industriali e altre informazioni commerciali, inficino i protocolli predisposti per verificare ed attuare le prescrizioni della convenzione sulle armi biologiche.

Eí tempo di fare i duri e di fare la cosa giusta. Si potrebbe pensare che il benessere della civilt‡ umana sia pi? importante degli interessi di parrocchia di una manciata di industrie che si occupano di scienze della vita.

Jeremy Rifkin is the author of The Biotech Century (Penguin, 1998) and president of the Foundation on Economic Trends in Washington, DC

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