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Padroni di niente, servi di nessuno

Disertore americano cerca asilo politico in Canada

Carole Duffrechou di Libération traduzione Noemi di Leonardo
7 dicembre
Arruolato nell’esercito il soldato Jeremy Hinzman si è rifiutato di operare in Iraq.
E’ un cittadino americano. Un soldato. E da quando lo scorso inverno si è rifiutato di servire la sua bandiera, un disertore. Si è rifugiato a Toronto con la moglie ed il loro bambino di due anni e mezzo. Jeremy Hinzman è comparso ieri davanti alla Commissione per i Rifugiati canadese che studierà la sua domanda di asilo politico. “Non volevo essere complice di una guerra immorale ed illegale” ha spiegato il 25enne Hinzman che a gennaio ha abbandonato la 82° divisione Airborne del North Carolina per raggiungere l’Ontario.
Rifugiandosi in un paese che si oppone alla guerra in Iraq, Jeremy ha riscosso la simpatia popolare, come accadde per le decine di migliaia di soldati americani che attraversarono i confini rifiutandosi di combattere in Vietnam.
“Volevo andare al college ed avevo bisogno di organizzare la mia vita” spiega il giovane del Dakota che nel gennaio 2001 ha firmato un contratto di 4 anni con l’esercito. “L’esercito sembrava la miglior soluzione per me, ma è stata un’ingenuità…” Durante l’addestramento, Hinzman è rimasto shockato ed allora cominciarono i dubbi sulla sua capacità di uccidere. Nell’agosto 2001 ha presentato richiesta di rinuncia come obiettore di coscienza, due mesi prima di essere mandato in Afghanistan come assistente cuoco, in seguito, ironia della sorte, come addetto alle armi. La sua richiesta fu rifiutata. Quando tornò nel suo paese nove mesi più tardi, aveva preso una decisione: non sarebbe andato in Iraq ed appoggiato una “guerra criminale” che secondo lui non aveva una base legittima. Considerando di aver fatto il possibile per arrivare ad un compromesso con l’esercito, alla fine ha preferito la diserzione, pensando prima alla Francia e poi al Canada, molti giorni prima la sua prevista partenza per l’Iraq.
Jeremy Hinz deve convincere la Commissione per l’Immigrazione di aver agito per convinzione morale e non per vigliaccheria, ma anche del rischio di persecuzione se tornasse negli Stati Uniti – soprattutto sarebbe arrestato. Le reazioni al suo abbandono e le e-mail ostili che ha ricevuto pesano a suo favore, ne è convinto il suo avvocato Jeffrey House, il quale sottolinea che, in virtù della Convenzione di Ginevra, un soldato può rifiutarsi di eseguire gli ordini, quando si tratta di conflitti che violano il diritto internazionale – invoca a questo riguardo le centinaia di civili uccisi a Falluja ed agli abusi nella prigione di Abu Ghraib.
A gennaio la Commissione per l’immigrazione dovrebbe comunicare la sua decisione sul primo caso di diserzione. Il legale, responsabile di 7 casi di diserzione, dichiara di essere stato contattato da centinaia di soldati. Hinzman sostiene che se la sua richiesta andrà a buon fine, altri se ne aggiungeranno “Questo è il motivo che fa esitare il Canada”.
Il Governo di Paul Martins, che per mesi ha espresso solidarietà ed appoggio al suo vicino, deluso dal non intervento di Ottawa in Iraq, vorrebbe soprassedere su questa questione. Qulche settimana fa Bill O’Reilly, nel popolare show televisivo della Fox, ha minacciato di boicottare i prodotti canadesi se i disertori non venivano rimpatriati.

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