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Padroni di niente, servi di nessuno

I grandi maestri del passato nelle opere di Sussmann

89 secondi per cambiare i punti di fuga, 12 minuti per osservare la nuova prospettiva e ritrovarsi dietro l’apparenza della realta’. “89 seconds at Alcazr” e’ l’opera di Eve Sussman presentata alla Biennale del Whitney Museum di New York nel 2004. Sulla scia dell’enorme successo e’visibile ora, fino al 19 giugno, c/o la Changing role move over gallery di Napoli. L’arte interpreta la storia in dipinti come Las Manimas di Velazquez ed Eve Sussman con le sue opere interpreta la verita’ storica. Partendo proprio da questo quadro,l’artista ricrea i momenti che precedono e seguono l’atto dipinto. In 12 minuti di video, il prima e il dopo, scorrono sotto I nostri occhi come sequenze temporali rapite all’intima visione del sensibile.

La vita in un fermo immagine, l’arte di Eve Sussman in uno slide – show dove passato, presente e futuro sono lo sfonfo, il primo piano e la visione riflessa del nostro esistere. Il cinema e l’arte di Sussman ne colgono l’essenza e il proscenio della quotidiania’ diviene l’anticamera del nostro ego.

Emozioni, sensazioni, stati d’animo congelati nell’occhio indiscreto del’obiettivo, o nei tratti caldi e percettivi della pittura, o ancora, nella plasticita’ della materia irretita in scultura. Ogni espressione d’arte respira in flutti atemporali, in momenti che implicano un prima e un dopo, un flusso costante e ininterrotto di tensione vitale, di energia interiore regolata da eventi e situazioni. Saper scandire, sezionare, sintetizzare quei frammenti, interargendo con l’opera d’arte, e’ pura genesi creativa nella spazialita’ del non – vincolante e del non – tangibile. Staccarsi dalla realta’ immanente, anticipare e posticipare l’azione, uniformare forme e stile, sono le linee guida di dipinti in movimento.

Figurazione nella transitoria rappresentazione di scene, dove i soggetti e gli ambienti si animano, riprendendosi la loro vita e tessendone la trama in proiezioni su grande schermo. Un’inquadratura della famiglia reale dinamica, dove il fattore tempo governa gesti, apre nuovi scenari verso viaggi mancati e disegna percorsi nella memoria. Eve Sussman continua ad interpretare storie ed a elaborare leggende con modalita’ innovative. Ora sta lavorando a ” Raptus”, ispirato a un quadro di Jacques-Louis David ” ratto delle sabine “. Il simbolo diviene ricordo, fatto, storia, mito nella fluidita’ poetica del sensibile e del percepibile, come un teatro dei sogni sospeso nella mente.

Antonella Iozzo

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