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Padroni di niente, servi di nessuno

Torino, Trento, Milano: 3 Mostre per raccontare Grubicy e il divisionismo

Vittore Grubicy de Dragon, non solo pittore, non solo critico, ma traid d’union tra l’arte europea e l’arte italiana tra 800 e novecento. Una personalita’ che ha saputo individuare i punti cardine , a cavallo fra i due scoli, coglierne i contenuti e svilupparne i risvolti su tele e saggi che rappresentano il sunto della pittura moderna. Una personalita’ su cui catalizzare l’attenzione e il Mart di Trento ha pensato bene, nel 1999 di acquisire il suo monumentale archivio. Lettere, documenti, saggi critici e una cinquantina di opere, provenienti da Parigi, Roma, Milano e Bruxelles, costituiscono la mostra: Grubicy e l’Europa alle radici del divisionismo, esposta alla Gam di Torino e successivamente, dal 28 ottobre al 15 gennaio 2006, al Mart di Trento e a Villa Belgioioso di Milano dove sono esposte, inoltre le tele donate al comune di Milano e quelle proposte a Londra nel 1888.

Paesaggi velati da tonalita’ calde ma trasparenti e atmosfere tardo-romantiche aleggiano sulle tele come gocce dissolte nelle pennellate. La scena presto si modifica, compare la Scapigliatura e in eta’ piu’ matura la tecnica divisionista. Nei dipinti La vela, Ritratto di Luisa Violini, Mattino gioioso, Crepuscolo mistico, e’ la voce dei colori a vibrare nella luce dei suoi riflessi. Piccole pennellate fluiscono nei movimenti ora sinuosi, ora tesi dei soggetti. Anima e corpo in opere ricomposte nella loro unita’ cromatica dalla danza di quei punti di colore che, osservati a distanza ridonano il tono originario. La mostra, inoltre, comprende una ventina di lavori dei maestri olandesi, esponenti della Scuola dell’Aia: i fratelli Maris, Anton Mauve, maestro di van Gogh e Israels che gli indico il tema dei Mangiatori di patate.

Grubicy segue le vie dell’arte e le vie dell’arte lo conducono verso panorami europei dove si respira l’effervescenza artistica belga-francese, animata da artisti come Anna Boch, Willy Finch, Emile Claus, presenti in mostra. Su questo filone si delinea una pittura moderna e non piu’ accademica, Grubicy tratta gli artisti, promuove, cura esposizioni, come quella del 1889 per il maggiore esponente della Scapigliatura Daniele Ranzoni, al quale e dedicata una sala, e diviene l’instancabile organizzatore di eventi unici che hanno fatto storia. Il suo spirito artistico e’ vitalissimo, intraprendente, poliedrico e affascinante. La curiosita’ e la modestia intellettuale sono il suo biglietto da visita, conquista e si lascia conquistare dall’arte che si rivela ai suoi occhi nelle cromie, nelle sfumature nei tratti di chi “ha fatto la pittura italiana” nei primi decenni del novecento, Segantini, Morbelli, Volpedo, Previati, nomi dietro un talento ora in mostra dalla Gam di Torino al Mart di Trento a Villa Belgioioso di Milano.

Antonella Iozzo

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