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Padroni di niente, servi di nessuno

ecco come viene trattato lo sport pulito

a cura di viviana capurso

Dicono che nel ping-pong siano fondamentali concentrazione e silenzio. Quella che segue e’ la storia di quattro ragazze che di silenzio ne sanno qualcosa. Sono quattro studentesse di un liceo scientifico di Udine, ragazze con la faccia pulita, di quelle che a scuola vanno bene senza essere secchione, di quelle che fanno sport per passione, e fanno lo sport quello vero, vissuto, sudato, perche’ lo amano, perche’ fa bene, perche’ hanno la passione. Quattro tipe normali nella vita, ma con una marcia in piu’: nel ping-pong sono forti, ma veramente forti.

Spinte dal loro prof di ginnastica cominciano ad allenarsi ogni settimana. All’inizio era solo per gioco. Poi pero’ il gioco si fa serio. Le ragazze vincono i campionati studenteschi provinciali. I regionali. I nazionali. I vincitori dei campionati studenteschi nazionali possono partecipare ai mondiali a Shangai.

E’ il mese di settembre del 2005. All’inizio non ci credono neppure loro, sembra un sogno. Ma e’ tutto vero e bisogna passare alla realta’, bisogna allenarsi, darci dentro, sudarsi questi mondiali: sono loro che rappresenteranno l’Italia, sono loro che porteranno avanti il nome del nostro Paese, sono loro su cui grava questa responsabilita’. Il mese di aprile, in cui si svolgono i campionati mondiali, si avvicina a grandi passi.

Loro non si lasciano certo spaventare: intensificano gli allenamenti, chiamano un’ex-campionessa nazionale ad allenarle, investono tempo e denaro in quest’attivita’. Sacrificano i week end, le uscite con gli amici. Certo non e’ facile far combaciare tutti gli impegni, ma le ragazze dimostrano passione, motivazione e una volonta’ ferrea: a Shangai ci andranno. Da gennaio pero’ cominciano a chiedere qualche informazione, insomma, un po’ di organizzazione ci vuole. Ma nessuno sa niente.

Navigando su internet si accorgono che il nome dell’Italia e’ stato cancellato dall’elenco delle nazioni partecipanti ai mondiali di Shangai. Cominciano a preoccuparsi e con la loro insegnante cominciano il giro lettere-telefonate-e-mail. Un silenzio assordante e’ l’unica risposta.

Scrivono alla Federazione Nazionale Tennis-Tavolo. Nessuno le degna della minima attenzione. Come una pallina da ping-pong vengono rimbalzate da una associazione all’altra, da una persona all’altra.
Allora decidono di scrivere in Cina. Immediatamente dall’organizzazione rispondono che l’Italia ha ritirato la partecipazione nel mese di novembre. Ma nessuno si e’ ricordato di avvertirle. Per cinque mesi hanno investito tempo e denaro completamente a vuoto. Sulla spiegazione del ritiro persiste questo pesante e assordante silenzio.

E certo, si parla tanto di spingere i giovani allo sport pulito. Ma se i trattamenti riservati sono questi, che si fa, si passa al calcio?

Dov’e’ l’Italia che motiva i giovani, che li supporta e che investe su di loro?
“L’educazione attraverso lo sport e la maturazione di un’autentica cultura sportiva che e’ cultura di vita, entrano sempre piu’ a far parte dell’offerta educativa e della partnership tra scuola e famiglia”, questo si legge in un comunicato stampa del MIUR datato 25/05/2005.

Queste studentesse hanno quindici anni, fanno sport con passione e per lo sport hanno fatto parecchi sacrifici. Nessuno ha dato loro ascolto ne’ attenzione. Clara Mesaglio, Federica Del Zotto, Melinda Minen e Valeria Gaudenzi sorridono nella foto delle finali nazionali di tennis tavolo, sorridono e mostrano orgogliose le medaglie d’oro.
Oggi, pero’, non sorridono piu’, il loro sogno si e’ infranto senza rumore, ingoiato dal silenzio delle istituzioni, quelle stesse istituzioni che avrebbero dovuto sostenerle e considerarle motivo d’orgoglio per il nostro Paese.

Dicono che nel ping-pong siano fondamentali concentrazione e silenzio. Forse oggi Clara, Federica, Melinda e Valeria quello stesso silenzio lo odiano.

E’ molto interessante vedere cosa dice un giornalista del Messaggero Veneto in merito ai commenti della federazione
“Alla federazione nazionale e regionale nessuno sapeva nulla. Al Ministero peggio che andar di notte. Ci hanno spedito al centro universitario! Alla fine la risposta ce l’avevamo sotto il naso: a Udine, il professor Enzo Fattori responsabile provinciale dell’ufficio di educazione fisica ci dice: “Il Ministero ha deciso di cancellare l’iscrizione dell’Italia ai mondiali cinesi a causa dell’aviaria”.

Ci riseviamo di inserire le dichiarazioni che noi riusciremo a strappare alla federazione (ammesso che di uno sport che sembra figlio di un dio minore si interessi qualcuno)

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5 thoughts on “ecco come viene trattato lo sport pulito

  1. Il paragone con il calcio lo condivido: nessuno si sarebbe permesso di cancellare l’iscrizione se si fosse trattato di mandare 22 milonari più l’allenatore, milionario pure lui, e altri tecnici per il serissimo ed eroico compito di dare quattro calci al pallone, fare falli e sputarsi addosso.
    Il ping pong non attira le masse e soprattutto le corporation che l’impestano di loghi e marchi, così invece di sostenere economicamente la squadra italiana in Cina si rinuncia con la scusa più idiota: l’aviaria, così non si sborsa un euro e allo stesso tempo si evita la figuraccia con i comunistacci che, accidenti a loro, oltre a detenere l’80% della produzione industriale mondiale trovano pure il tempo di giocare a ping pong! E sono pure fortissimi.
    Grande solidarietà a queste ragazze che a 15 anni apprendono la dura lezione di vivere in un Paese come il nostro, che frana inesorabilmente nel fango anno dopo anno schiacciato dalla prepotenza e dall’ignoranza.
    Ma ieri l’Italia ha vinto 3 a 0 no? ecco, meglio così, tutti salvi, tutti bravi, tutti liberi, la vittora ha l’effetto di un ago in vena, peccato che come l’eroina è un breve attimo che però rovina la vita…

    Gianluca

  2. Esattamente come nell’atletica leggera, lo sport più sano e naturale che ci sia, dove tutti i soldi e gli investimenti del CONI vanno a quei pochi atleti in ITALIA già affermati a livello internazionale. Gli danno equipe medica, massaggiatori, gli pagano raduni, stages, partecipazioni alle gare (anche negative) ecc… mentre tutti gli altri è come se non esistessero!
    E’ un mondo dove si cerca solo un modo per far fruttare o guadagnare soldi in maniera veloce e sicura, senza darsi da fare in gesti per il bene di tutti o che paghino semplicemente la passione per lo sport.
    E’ un mondo di miseria!

  3. profondamente sbagliato prendersela con l’istituzione in sè. non è l’istituzione ad avere responsabilità,dal momento che l’istituzione è impersonale, ma le persone che la gestiscono, e questi hanno nomi e cognomi precisi.
    che nessuno rilasci dichiarazioni per evitare che si conoscano questi nomi e cognomi è un altro discorso, ma anche qui non è colpa dell’istituzione in se.

    il problema è un altro.
    qualcuno pensa forse che se invece dei campionati mondiali di ping pong, la cina avesse ospitato quest’anno i mondiali di calcio, pensate che qualcuno avrebe sollevato il problema dell’aviaria e cancellato la nazionale italiana dall’elenco dei partecipanti al torneo?

    nemmeno per sogno. perchè? qual’è la differenza tra calcio e ping pong?

    risposta fin troppo facile: sponsor e diritti televisivi. ovvero, un’enorme massa di danaro che esce dalle tasche dei tifosi per entrare in quelle dei soliti noti (tronchetti provera, agnelli, berlusconi, moratti, murdoch, ecc ecc) attraverso i modi più disparati: dal prezzo del biglietto per lo stadio, al prezzo che si paga per vedere le partite nella propria tv, dalle magliette con sponsor vendute a peso d’oro (l’unico caso nel quale si paga-e caro-per fare pubblicità ad una multinazionale), e dato che i soldi sono tanti, bisogna garantirsi la posizione di mercato comprando arbitri, federazione, giornali e giornalisti, commentatori televisivi.

    se il problema del calcio italiano fosse stato solo moggi, il problema non esisterebbe già più.

    dal momento che moggi non era IL problema, ma solo uno dei suoi componenti (il meno elegante, se vogliamo), il calcio è ben lontano dall’esser risanato.

    il marcio, quello vero, continua a far bella mostra sulle magliette: pirelli, mediolanum, sony, adidas, erg, nike, capitalia, ecc. ecc. (mi scuso con tutte le aziende non citate).

    ma ti pare che nel paese dei cachi si spendevano soldi per mandare 4 liceali a giocare a ping pong fino in cina? con tutti gli oratori che abbiamo in italia?! e senza far guadagnare un centesimo ai vari nike, adidas, ecc ecc?!

    ma dove vivete?

    siamo nel magico mondo del neoliberismo, dove un uomo senza etichetta non conta più un cazzo! e non basta un’etichetta in se, ci vuole quella “giusta” (nike, moschino, dolcegabbana, sony- se la tua etichetta invece è mecap oppure comunista, allora sei uno sfigato e conti quanto quelli senza etichetta. quindi, ricordarsi di prendere l’etichetta GIUSTA)

    perchè il paese dei cachi è il paese dei cachi!

    doc

  4. E’ assolutamente incredibile che debbano accadere cose del genere ma a ben pensarci, essendo in Italia , nessuna meraviglia! Leggendo la “via crucis” delle 4 formidabili studentesse, mi vien da pensare che i nostri veri nemici, non sono fuori d’ Italia bensì all’ interno della nostra nazione : ovvero,le istituzioni. Queste incartapecorite istituzioni, composte da gente che si crede al di sopra di tutti , (quasi noi fossimo sudditi e non cittadini italiani), bloccano ogni positivo sviluppo sia a singole persone che all’ intera popolazione italiana.
    Se qualcuno può dimostrarmi il contrario, sia il benvenuto. Ma la realtà è quella che sappiamo; credo che di casi come quello delle studentesse, anche in altri campi, siano numerosissimi. Ritengo che questo tipo di problematica , sia alquanto diffuso. Credo non sarebbe male, dare maggior risalto alle ingiustizie fatte da ornanismi statali e meglio ancora, a smascherare le loro manovre, se possibile.
    Intanto, lo Stato Italiano, può vantarsi di aver aumentato di 4 unità, il numero di coloro che non hanno più fiducia nelle sue…istituzioni, appunto.
    Alle studentesse dico: se possibile, non arrendetevi davanti a nessuna difficoltà.Quelli che hanno sbagliato nei Vostri confronti, non devono passarla liscia.

    Saluti da
    Spartacus

  5. è amaro due volte:
    1)per l’insopportabile ingiustizia ricevute da queste campionesse,nostre rappresentanti
    2)per la cospicua colpa affibiata all’istituzione per colpa di addetti che nascondono le buone regole di tale per interessi personali oppure pigrizzia.
    Io vedo 5 vittime chiaramente…

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