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Padroni di niente, servi di nessuno

Approvato Disegno di legge “Norme generali contro la violenza psicologica”

a cura dell’avv. Manuela Rinaldi

E’ stato approvato dalla Commissione Lavoro un disegno di legge nella materia della violenza psicologica nell’ambiente di lavoro, il fenomeno del c.d. mobbing .

Il fenomeno del mobbing deve le sue origini e fondamenti a due psicologi della organizzazione aziendale H. Leymann ed Herald Ege; il termine deriva dall’inglese “to mob”, che letteralmente significa, aggredire in massa, assalire, termine, peraltro, utilizzato per indicare, in etologia, il comportamento di alcuni animali che coalizzandosi tra loro contro un membro del gruppo, lo attaccano ripetutamente fino ad indurlo all’isolamento ed alla esclusione dal gruppo stesso.

Nel nostro ordinamento il mobbing, nell’ambiente di lavoro trova la sua definizione, come “ violenza psico-fisica e molestia morale sul luogo di lavoro,che conduce fino al degrado
delle condizioni di lavoro”.

Varie sono le tipologie di mobbing alle quali e’ possibile ricondurre il fenomeno; innanzitutto vi è i c.d. bossing,
ossia la violenza psicologica messa in atto dal proprio datore di lavoro oppure da un superiore; poi vi è il mobbing orizzontale , quello attuato dai colleghi che hanno pari grado rispetto al soggetto c.d. mobbizzato; il mobbing verticale , attuato da colleghi di grado superiore o anche inferiore e/o da personale della struttura aziendale; infine vi è il c.d. mobbing trasversale , il quale può verificarsi ed essere attuato anche da persone che non fanno parte della struttura aziendale.

Nel disegno di legge approvato dalla Commissione Lavoro, sono state stabilite le pene per la violenza psicologica attuata negli ambienti di lavoro, come sopra menzionata; nello
specifico viene precisato che:

• se il datore di lavoro o, in ogni caso un superiore, esercitano atti di violenza psicologica sui propri dipendenti, saranno puniti con la reclusione fino a quattro anni ;

• nel caso in cui venga accertata istigazione di altre persone all’esercizio degli abusi psicologici la pena potrà essere aumentata fino ad 1/3;

• i prestatori di lavoro che rivestano un ruolo inferiore ed attuino comportamenti di violenza psicologica su colleghi sopraordinati, soggiaceranno alla stessa pena della reclusione fino a quattro anni;

• all’interno della azienda dovranno essere presenti consulenti e psicologi, dipendenti di strutture pubbliche o, comunque, esterni alla azienda, che avranno il compito di “assistere moralmente” i soggetti c.d. mobbizzati” e verificare la fondatezza o meno delle accuse;

• il soggetto mobbizzato avrà la possibilità di attivare le procedure di conciliazione previste dai contratti collettivi;

• dovranno essere istituiti, inoltre, appositi sportelli (uno per il settore privato ed uno per il settore pubblico) con lo scopo di fornire consulenza e dare informazione e supporto morale a
tutti i lavoratori;

• nella ipotesi di accertamento di un fenomeno di mobbing, il soggetto dovrà essere indennizzato, da parte della azienda, e rimborsato delle spese mediche e terapeutiche affrontate durante la
cura.

Il Ministero del Lavoro, a stretto giro, dovrà emanare un regolamento ad hoc , in cui dovranno essere indicati tutti i casi rientranti nel fenomeno del mobbing, che dovranno, quindi, essere sanzionati con le pene sopra descritte.

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