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Padroni di niente, servi di nessuno

il male dell’insicurezza

Questa volta non voglio raccontare la testimonianza di un incidente sul lavoro. Voglio fare una riflessione.
Lunedì ha perso la vita Immacolata Orlando: una lavoratrice, ma anche una madre, una moglie, un’amica, una figlia. Una donna che non c’è più. Il suo lavoro doveva garantire la possibilità di vivere, invece il filo si è spezzato. A pochi giorni dalla nuova legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, si continua a morire durante l’espletamento di un diritto/dovere sancito dalla Costituzione. Ecco, che la politica insorge, si interroga, esclama: “Non si può continuare a morire sul lavoro!”. Eppure si muore, non ci sono eccezioni per nessuno: giovani, uomini e donne. Neanche gli infortuni diminuiscono.
Come avete letto, vent’anni fa Salvatorina Berardi ha avuto un incidente sul lavoro. Era un’adolescente, impiegata in una cooperativa del settore conserviero. Non è morta, ma avuto l’amputazione del braccio sinistro. Tutti i suoi sogni sono stati spazzati via. È stato difficile diventare donna, è stato difficile trovare lavoro e sono stati altrettanto difficili i rapporti umani. Discriminata perché lavorando si è fatta male. Nonostante le avversità è riuscita a farsi una vita. Ma le istituzioni? I sindacati? Non c’è stato nessuno al suo fianco. I problemi però restano. Operazioni, depressione, nessun risarcimento, tutto va ad incidere sullo stato d’animo e sulla quotidianetà.
So che Salvatorina Berardi visita questo sito e vorrei che intervenisse con un commento. Chi meglio di lei può sentirsi vicina alla famiglia di Immacolata. Hanno avuto qualcosa in comune: un infortunio in una fabbrica diversa, ma dello stesso indotto. Salvatorina è ancora viva, Immacolata è una vittima bianca. La burocrazia sarà lunga se ci sarà giustizia. Un marito e tre figli dovranno continuare il loro percorso senza la persona più cara che avevano.
Auguriamoci che i sindacati e la politica non siano ancora una volta vicini solo il giorno dell’incidente.

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One thought on “il male dell’insicurezza

  1. Da Salvatorina Bernardi alla famiglia di Immacolata orlando.

    Riportiamo testualmente

    IN RISPOSTA AL DOLORE DI QUEST’ENNESIMO INCIDENTE CHE RIGUARDA ANCORA UNA VOLTA UNA DONNA, MADRE, E LAVORATRICE CHE ADDIRITTURA VIENE DEPAUPERATA DEL BENE PIU’ GRANDE CHE DIO POSSA FARE AGLI UOMINI E CIOE”LA vITA” SI PUO’ SOLO AGGIUNGERE DOLORE A DOLORE IN QUANTO ANCHE SE IO SONO TUTTORA PRESENTE NELLA MIA QUOTIDIANETA’ SONO ANCH’IO MORTA MOLTI ANNI OR SONO QUANDO UNA MACCHINA DA LAVORO MI HA PORTATO VIA UN INDISPENSABILE PEZZO DI ME STESSA CHE NIENTE E NESSUNO MI POTRA’ MAI SOSTITUTIRE.
    CHE DIRE, NON CI SONO PAROLE MA TANTA COMPRENSIONE E DOLORE CHA FACCIO ANCHE MIO PER VOI FAMIGLIA SENZA MOGLIE E MADRE E SENZA PIU DOLORE DA PROVARE : POVERI FIGLI SI DIRA’ E’ SEMPLICE MA QUESTI SARANNO PER SEMPRE I FAMOSI ALBERELLI CHE CRESCONO ALL’OMBRA DI CHI MAI RIUSCIRA’ A FARNE DEI FUTURI UOMINI CHE POTRANNO GUARDARE CON FIDUCIA UN FUTURO QUANTO MAI INCERTO.
    PER ME UN FORTE ABBRACCIO ABBRACCIO A TUTTI MA CON UN SOLO BRACCIO…..QUELLO DEL CUORE.

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