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Padroni di niente, servi di nessuno

Lavorare fino a stipendio ZERO

Aver fatto i regali di Natale senza tredicesima è stata dura, lo stipendio misero di novembre di scarsi 500,00 euro dev’essere centellinato. Anche un euro potrebbe fare la differenza. Rinuncio a comprare il giornale, rinuncio al caffè, ecc. Allora penso bene che lavorare qualche ora in più il mese di dicembre può tornare utile, magari mi metto di turno in un festivo. Faccio i miei calcoli, dovrei superare i 500. Arriva anche lo stipendio di dicembre. La responsabile, mi fa firmare il foglio dove c’è scritto l’importo. Stropiccio gli occhi e penso: “non è possibile.” L’importo è pari a zero. Per me, come per altre colleghe. “Sì, è pari a zero a causa del conguaglio, ma se i conti non sono giusti sulla busta paga di giugno verranno riaccreditati.”. E io come vivo un mese? Anche se volessi fare economia su tutto, a lavorare ci devo andare. Non posso andare a piedi. Non posso andare con i mezzi pubblici non coincidono con i miei orari. E poi sento parlare i politici, i sindacalisti: i precari sono quelli da mille euro al mese. Mi chiedo ma dove stanno tutti questi lavoratori da mille euro al mese? Mi chiedo se quelli che prendono molto meno sono invisibili, tranne per il fisco che sa sempre bene dove andare a pescare! E poi sento che i big della televisione e sport evadono migliaia di euro. Se decidono di pagarli entro un certo tempo beneficiano pure di sconti! A volte mi chiedo se non fosse meglio delinquere che essere cittadino onesto. Ma poi la coscienza, poter dire di avere una dignità, prevale sul buon senso. Ma che fatica andare avanti. Che fatica ingoiare bocconi amari. Che fatica sentire gente che parla di lavoro, fa leggi e non ha mai lavorato nella propria vita. Che fatica guardarsi nello specchio e non vedere il proprio futuro.

Lettera firmata

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