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Padroni di niente, servi di nessuno

silos per morire

13 febbraio 2008 è cominciato il processo per Giorgio Del Papa, accusato per omicidio plurimo. Nella sua impresa la umbra Olii il 25 novembre del 2006 a causa di un’esplosine hanno perso la vita: Maurizio Manili di 42 anni, Tullio Mottini di 46 anni, Vladimir Toder, Albanese di 32 anni e Giuseppe Coletti di 48 anni. Quattro operai che stavano effettuando la manutenzione dei silos. I loro corpi ritrovati carbonizzati non hanno dato nessuna speranza da subito. Lorena Coletti, la sorella di Giuseppe, ora vuole giustizia. Vive nel terrore, la sua è una famiglia di operai e dopo la tragedia, accaduta a suo fratello, anche un minuto di ritardo da parte di un familiare mette in allarme. Lorena ricorda così Giuseppe: “Mio fratello Giuseppe mi manca tantissimo. Noi siamo cinque fratelli, lui era il più grande di tutti ed era nato il 14 settembre del 1958, fra me e lui c’erano dieci anni di differenza, io sono nata il 15 settembre del 1968. Per 38 anni abbiamo festeggiato i nostri compleanni insieme, anche se non c’ era la torta, era sempre un’unica ricorrenza”. Giuseppe è un ragazzo che deve crescere in fretta, inizia a lavorare a 14 anni, dopo che viene a mancare la mamma. Lui è il fratello maggiore perciò insieme al papà devono mandare avanti la famiglia. Quando accadde l’incidente –continua Lorena- Mio fratello lavorava con la ditta Manili da dieci mesi e ne era molto entusiasta perchè lo stipendio veniva pagato regolarmente e si trovava bene sia con il datore che con i suoi colleghi. Prima ancora lavorava con una ditta che montava le gru, anche lì ebbe due incidenti. Un primo lo ebbe mentre era sopra una gru e fu colpito da un fulmine però non riportò nessun trauma, anche nell’altro ricordo che non si fece nulla di grave. Ma comunque prese la decisione di trovare un lavoro più sicuro. Arriviamo alla Manili. Il 21 novembre del 2006 comincia la manutenzione, insieme agli altri tre colleghi, alla Umbra Olii. Per quattro giorni sono a contatto con i Silos e non successe nulla. Quel maledetto sabato di un anno e mezzo fa, uscì di casa salutando la moglie dicendo: “Sono sedici euro di trasferta che prendo in più nella busta paga”. Alle 12.55 l’esplosione. A pochi minuti dalla fine del lavoro.” La moglie di Giuseppe apprende dell’incidente alle 17,30, dopo un giro di telefonate (dal marito ai colleghi), l’unica che le risponderà sarà la moglie di Manili e le darà la dolorosa notizia. “Io lo seppi alle 23.00, – afferma Lorena- mi cadde il mondo addosso, lì in quel momento. Per giorni abbiamo avuto i riflettori dentro casa, da Mediasat a Rai. La solidarietà della politica. Poi il silenzio. Anzi a distanza di un anno sembrerebbe che dobbiamo sentirci in colpa per aver fatto sequestrare i silos della morte. Il consigliere umbro Aldo Tracchegiani (La destra) in una dichiarazione riportata dalla testata on line Reportonline difendeva così l’imprenditore Giorgio Del Papa: “Ci sono oltre 40 dipendenti, le loro famiglie e un imprenditore che chiede di poter lavorare.” Poi se si può morire ancora non importa. Non importa se un giudice deve ancora stabilire quali responsabilità abbia il titolare della Umbra Olii. Non importa se quattro famiglia sono distrutte”

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