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Padroni di niente, servi di nessuno

Il palazzo punisce il combattente – Parte seconda

Al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Tempo fa, si parlava dell’impossibile cattura del boss di Cosa Nostra. Latitante per decenni, fu affidata alla squadra di Ultimo la sua cattura.

Dopo tre mesi di estenuante lavoro e di sacrifici, l’impresa riusci’. In tanti sono stati a sollevare dubbi su Ultimo, ma nessuno ha sollevato dubbi su chi per decine di anni, non ha neanche tentato la ricerca del pericoloso latitante. Questo, si sa, e’ lo Stato che premia “chi non fa”, e punisce “chi fa” il proprio dovere.

A distanza di 15 anni il fatto si ripete. Avviene un furto dall’entita’ colossale. Nessuno trova la refurtiva. Ci riesce un semplice maresciallo, che trova anche qualcosa in piu’ di quello che era stato trafugato. Medaglia al valore? Negativo! Una meritata punizione. Arrestato perche’ AVREBBE POTUTO con questa operazione avere un riconoscimento in termini di carriera. Nessuno ha voluto ascoltare le dichiarazioni del maresciallo, che non aspettava altro che essere ascoltato da un pm. Si e’ preferito passare direttamente al rinvio a giudizio. Così come è avvenuto per UItimo, adesso e’ il suo turno. In tanti ci chiediamo come mai in privato non e’ stato possibile spiegare come sono andate le cose (anche perche’ nulla e’ stato fatto senza il consenso della Procura).

Ci chiediamo se sia di utilità a Cosa Nostra, piu’ che a un tribunale italiano, sapere il modus operandi di questi uomini, che uno per uno sono stati puniti, umiliati, processati. Se dubbi vi sono stati, sarebbe bastato ricevere il maresciallo Ravera (nome ormai pubblico) e ascoltare le sue spiegazioni, piu’ che rendere note le tecniche investigative.

Pensiamo che questa operazione voglia essere un deterrente verso le persone che combattono contro la criminalità organizzata.

La chiarezza e la trasparenza ci sarebbero state comunque, senza portare in tribunale e di dominio “pubblico a TUTTI” le tecniche investigative usate, oltre che le generalita’ di chi ha combattuto Cosa Nostra in modo serio e non per apparire in talk show, ma per dovere morale.

Chiediamo che al più presto venga fatta luce sull’accaduto, con la certezza assoluta della totale estraneita’ dei fatti di cui è accusato “Arciere”, ma chiediamo anche che si cominci a indagare su chi sta facendo un favore a Cosa Nostra con queste operazioni punitive, atte solo a mettere un mirino intorno alle persone che hanno contribuito alla cattura di Riina.

Distinti saluti

Gruppo Capitano Ultimo

aderiscono all’appello

censurati.it – criptostampa
casablanca – Rivista antimafia catanese
desaparecidos.it – informazione da La Maddalena
Peacelink – il portale dell’informazione pacifista

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3 thoughts on “Il palazzo punisce il combattente – Parte seconda

  1. < <…per Ravera ci si trova di fronte a un'unica spericolata manovra compiuta una volta saggiato il terreno dal quale poteva scaturire un'operazione che AVREBBE POTUTO FRUTTARE UN RICONOSCIMENTO RILEVANTE IN TERMINI DI IMMAGINE E DI CARRIERA>>.

    Cioè… non solo non ha preso un soldo, ma AVREBBE POTUTO ottenere una buona immagine da un suo successo. Per questo va punito

    Ragazzi, io non ho parole
    fate un po’ voi

    “A coloro che potendo intervenire non sono intervenuti, tutti il nostro disprezzo””
    Ultimo

  2. Ho votato per il sondaggio scrivendo che la mafia è un fenomeno culturale, infatti, secondo me, si alimenta e prospera nel silenzio omertoso di ciascuno di noi.
    “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare”… E’ vero, lo ha scritto il sommo Dante, ma si riferiva a Dio, non a un giudiciotto e men che meno a un politicotto da quattro un soldo! No, non siamo tutti Ultimi… Purtroppo, e quel che è peggio non saremo mai primi! Ma come un pesce ormai preso nella rete continua a dibattersi fino alla fine riuscendo, a volte, a tornare in mare, così ciascuno di noi ha il diritto/dovere di parlare e urlare fino alla fine dei suoi giorni! Chissà, qualcosa potrebbe anche cambiare!

    Il silenzio e l’ombra van bene solo nella tomba!

  3. Questa Gip che sta facendo questo lavoro di cesello su Arciere, per esempio, non so se stia cercando fama, ma cose discutibili ne ha fatte. Un esempio:

    Elezioni: firme false non sono reato Sentenza gup Torino proscioglie 22 persone (ANSA) – TORINO, 3 DIC – Commettere irregolarita’ nella raccolta firme per le candidature alle elezioni non vuol dire macchiarsi del reato di falso. E’ il senso della sentenza con la quale il gup Silvia Bersano Begey ha prosciolto a Torino ventidue persone, tra cui politici di centrodestra e di centrosinistra, in relazione alle regionali del 2005. Il processo riguardava le sottoscrizioni fasulle o irregolari raccolte per presentare le liste Consumatori per Ghigo e Alternativa sociale con Mussolini.

    saluti
    antonella

    “A coloro che potendo intervenire non sono intervenuti, tutti il nostro disprezzo””
    Ultimo

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