Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

morti bianche

“E’ colpa loro” Un operaio morto è un operaio colpevole.

ADESSO BASTA!

Lettera d’appello: Partecipate alla fiaccolata del 19 Luglio 2008 per ricordare i quattro operai morti carbonizzati nella strage sul lavoro alla Umbria Olii di Campello sul Clitunno.

L’amministratore delegato della Umbria Olii, Giorgio del Papa, ha chiesto un risarcimento di ben 35 milioni di euro ai familiari delle vittime, ha ricusato il Gip a otto giorni dall’udienza dell’11 Luglio (sapendo che la Procura di Spoleto l’avrebbe rinviato quasi sicuramente a giudizio), ha denunciato i periti del tribunale che avevano redatto una perizia a lui avversa, e l’assicurazione Unipol che ha liquidato i quattro lavoratori morti assolvendoli da qualsiasi responsabilità.

Questo comportamento è il risultato di un’idea diffusa: l’operaio morto è sempre colpevole di disattenzione, incuranza, imperizia.

Non lasciamo che questa idea si diffonda! Non lasciamo che questi lavoratori vengano umiliati anche dopo la morte!
Questa lettera d’appello è rivolta ai politici, ai sindacati, alle istituzioni, al mondo dell’informazione, ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, semplici lavoratori, blog, ecc.
Partecipate alla fiaccolata per difendere la memoria dei quattro operai morti carbonizzati nell’esplosione alla Umbria Olii di Campello sul Clitunno il 25 novembre 2006: Tullio Mottini, 46 anni, Giuseppe Coletti, 48 anni, Vladimir Todhe, 32 anni, e Maurizio Manili, 42 anni.

Per ricordare chi non ha più voce, chi non aveva diritto di lamentarsi, chi adesso viene additato come lo Scemo del Villaggio.
Partecipate numerosi.
Marco Bazzoni-Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza
Lorena Coletti, sorella di Giuseppe Coletti, uno dei quattro operai morti nella strage sul lavoro di Campello sul Clitunno.

Eileen Michelle Forsythe, in rappresentanza del forum “Morti Bianche”

Per adesioni, scrivete ai seguenti indirizzi email:
bazzoni_m@tin.it, oppure: zialory68@hotmail.it

Per ulteriori informazioni: www.mortibianche.it

Commenti Facebook