Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

Il giornalismo dei piagnucolanti

fonte: www.paolobarnard.info

Ma dov’è la dignità di Santoro? Di Travaglio? Della Gabanelli? E delle centinaia di migliaia di voi che li seguite? Lewis Hill si vergognerebbe di loro, e di voi.
Rampognano da non so quanti anni che in Italia c’è il ‘regime’, un regime viepiù bieco e nero, ma poi alle casse del ‘regime’ vanno a piagnucolare spazi televisivi e denaro. Mai nella storia degli oppositori d’Italia, dai giorni dei fratelli Rosselli a oggi, né nella storia d’Occidente, si è vista una condotta talmente penosa. E voi pubblico strillate che l’informazione è di ‘regime’, ma tutto quello che volete fare è starvene a casa in salotto e avere la libertà servita gratis in Tv dal ‘regime’. Ridicoli. Mai nella storia delle società civili organizzate, dalla nascita del socialismo a oggi, si sono visti così tanti incapaci cittadini.

Santoro naviga per 20 anni fra le fila dei comunisti e post comunisti di Ingrao nella televisione di Stato, e oggi finge di non sapere che la Tv di Stato è un cadavere decomposto, inutile scuoterlo. Gabanelli si infila nella Tv di Stato di Craxi, col socialista Roberto Quagliano (vero ideatore di Report) e con Giovanni Minoli, e oggi lamenta ‘censura’ dopo 5 anni di prime serate sotto Berlusconi. Travaglio dichiara che nella Tv di Stato “tutti hanno il guinzaglio, e senza guinzaglio lì dentro non ci si entra”, poi sta anche lui abbarbicato al botteghino di viale Mazzini ad attendere i suoi contratti firmati. Tutti e tre a pretendere la paghetta dal ‘regime’.


Uno spettacolo indecente. Nel 1943, un uomo di nome Lewis Hill contemplava il suo Paese, gli Stati Uniti, in piena corsa agli armamenti, controllato con ferrea determinazione da un ‘regime’ militare, poliziesco, ma soprattutto bancario e industriale senza pari nel mondo occidentale. Non esisteva, negli USA di allora, neppure la più pallida idea di partecipazione democratica nei media, meno che meno la libertà di espressione. Hill e alcuni giornalisti-attivisti si trovavano a quell’epoca internati in un campo di semi-libertà per obiettori di coscienza a 2.500 metri di altezza sulle Sierra Mountains; non avevano telefoni, Internet, né editori nazionali che li pubblicassero, né V-day pensabili o Star di sostegno. Lewis Hill e il suo collega Roy Finch volevano la libertà dei media. Era tutto ciò per cui vivevano e avevano lavorato. Non bussarono alle porte del New York Times o di NBC Radio, né in seguito alla CBS o ABC. Non rampognarono i consiglieri d’amministrazoie dei media americani per uno spazio nel ‘regime’. Ebbero dignità.

Hill partì da un seminterrato di San Francisco con un microfono e due idee: libertà di opinione a qualsiasi costo e i finanziamenti da chi ascolta. Le sue prime parole all’etere, il 15 aprile 1949 alle 3 del pomeriggio, furono: “Questa è radio KPFA, Berkeley”. Gli ascoltatori accertati quel giorno furono 12. Oggi quel microfono perduto nell’indifferenza del dopoguerra, è divenuto Pacifica Radio e la Tv Democracy Now!, la più vasta rete di media pubblici d’America e del mondo, con 800 stazioni che la ospitano, più satellite e internet, e una audience mondiale di quasi 200 milioni di persone. Interamente auto-finanziata.

Eppure mai, mai in questa grande storia di giornalismo libero è accaduto che un singolo giornalista di Pacifica e Democracy Now! si sia sognato di bussare alle porte del ‘regime’ a elemosinare libertà. Essi hanno capito che un cadavere non rivive, che bisogna abbandonarlo alla decomposizione e partorire altro. Esattamente quello che si dovrebbe fare in Italia. Ma costa. Costa l’immenso prezzo dell’oscurità per decenni, costa, cari finti eroi della finta libera informazione italiana, la perdita della carriera, delle copertine sui giornali, delle collaborazioni con i settimanali, delle folle adoranti, dell’adrenalina dell’essere famosi, della candidature in politica, delle cene con magistrati o ‘principessine’. Significa affrontare il destino amarissimo di coloro che hanno dato tutta la vita per poter raccontare il mondo, ma gli tocca farlo dalle catacombe dei 12 ascoltatori o giù di lì, giornalisti come Carlo Ruta, Antonella Randazzo, Carlo Gubitosa, Paolo Barnard, e tanti altri come noi. Come Lewis Hill quel pomeriggio di 60 anni fa.

Ma se fra Santoro o Gabanelli e Lewis Hill o l’attuale Amy Goodman passa un’oceanica differenza in dignità (oltre che bravura), lo stesso va detto degli attivisti italiani e di quelli americani. Qui si fanno feste di piazza e falò colorati, girotondi patetici o petizioni, poi tutti a casa, e quando c’è da metterci le proprie ore di uggioso e anonimo lavoro per pagare e per far funzionare un’informazione libera, capita sempre che dopo il solito strepitoso inizio rimanete in 5, perché un mese dopo c’è già un altro V-day da fare, e via! di corsa tutti al nuovo party. Così, in questo Paese di pavidi e adoranti servili, sono fallite tutte la iniziative ispirate a ciò che invece gli altri sanno fare.

Gli altri hanno giganti del calibro di John Pilger, Dean Baker, Alexander Cockburn, Amy Goodman, Naomi Klein, Nir Rosen, Amira Hass, Akiva Orr, Tariq Ali…, che nessuno ha mai, mai visto, neppure per sbaglio, aggirarsi per i corridoi del ‘regime’ a piagnucolare per un paio di riflettori puntati addosso.

Berlusconi li vede i piagnucolanti, e non per nulla, mentre alternativamente gli allunga un tocco di pane o glielo toglie, li disprezza.

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9 thoughts on “Il giornalismo dei piagnucolanti

  1. ci metterei graziella Proto di Casablanca e I Siciliani, Pino Maniaci di Telejato, Riccardo Orioles di casablanca e I siciliani. Ci metto me stessa, che per NON aver manifestato simpatia per santoro e travaglio, mi sono beccata pure dell’ invidiosa. Come quando un romeno che ruba da del razzista al poliziotto che l’arresta, come quando gli ebrei hanno parlato di antisemitismo quando furono messi in carcere i rabbini che trafficavano in organi.
    Cioè, o sei con il potente, o se non lo stimi e addirittura lo sberleffi, sei invidioso. Questo siamo diventati. Grazie, Barnard

  2. ……..Sempre dallo stesso autore, un altro pezzo per riflettere ed agire…………….

    “Altro che lavavetri, altro che fruttivendoli. Altro che Grillo, altro che Travaglio. Per l’ennesima volta la nostra olezzosa quanto ingiustificata presunzione di popolo avanzato viene umiliata dai nostri sottoposti, da coloro cui diamo del tu anche se manco li conosciamo e nonostante siano adulti come o più di noi. I pakistani (quelle persone scure di pelle che qui ci vendono le carote o ci portano la pizza in casa), ci hanno appena insegnato cosa significa essere Popolo, cioè avere le palle per governare la propria Storia, essere protagonisti civici. I ‘negretti’ in pigiama, ciabattine e bicicletta battono i bellimbusti in cravatta, Clark e Repubblica sottobraccio 10 a 0.

    Prima i fatti. Lunedì 16 marzo, il governo pakistano del Presidente Asif Ali Zardari ha annunciato il ritorno alla carica di giudice dell’ex presidente della Corte Suprema Iftikhar Muhammad Chaudhry, e di altri giudici assieme a lui licenziati nel 2007 dall’allora dittatore Pervez Musharraf. La decisione, una vera e propria perdita di faccia, è stata imposta ad Ali Zardari principalmente dalla rivolta popolare della gente comune, che si è riversata a fiumi nelle strade per ottenere un ritorno alla legalità e il rispetto delle regole in Pakistan (tenere a mente le parole ‘legalità’ e rispetto delle regole’). I cittadini di quel Paese hanno affrontato la violenza brutale della polizia, gli arresti di massa, e anche la possibilità di morte per ristabilire al proprio posto un giudice (tenere a mente la parola ‘giudice’) che aveva l’abitudine di applicare la legge e di scavare nel marcio del Potere. In particolare, Iftikhar Muhammad Chaudhry aveva indagato sulle porcherie commesse in anni passati proprio dal Presidente Asif Ali Zardari (tenere a mente le parole ‘porcherie commesse dal Presidente’), ex marito della degna compagna Benazir Bhutto, poiché accusato (accusati, Bhutto inclusa) di corruzione, sottrazione di fondi pubblici, e, nel caso di Zardari, persino di duplice omicidio. Certamente non estranei alla riabilitazione del giudice sono stati il Capo di Stato Maggiore dell’esercito Gen. Ashfaq Kayani e il Segretario di Stato USA Hillary Clinton, entrambi intervenuti per ammansire Zardari, ma non v’è ombra di dubbio che senza la massiccia mobilitazione di centinaia di migliaia di semplici cittadini e senza la loro presa di posizione sulle barricate per settimane, e a dispetto dei gravi rischi, nulla sarebbe accaduto. Ancora due parole: il licenziamento di Chaudhry era stato voluto fortemente dall’amministrazione Bush, perché quell’uomo era solito ordinare la scarcerazione di presunti terroristi quando le prove contro di loro si rivelavano inconsistenti. Ma questo non legava con le pratiche orribilmente illegali della Guerra al Terrorismo americana. Né legava col fatto che Bush e il suo scherano Negroponte avevano deciso di appoggiare proprio la dinastia dei Bhutto (Benazir e Zardari) al potere in Pakistan, mentre il giudice era riuscito poco prima a mandare dietro le sbarre proprio Asif Ali Zardari.

    Ebbene, i cittadini comuni di quell’esotica nazione, in stracci e analfabeti in parte, figli di decenni di dittature, oppressi dagli Imperi occidentali, picchiati, arrestati, brutalizzati, hanno saputo puntare i piedi sui principi di democrazia e giustizia e hanno scritto una pagina di Storia esaltante.

    Torniamo in Italia. Vi ricordano qualcosa le parole ‘legalità e rispetto delle regole’ – ‘giudice’ e ‘porcherie commesse dal Presidente’? Fuoco fuochino… Avete capito tutti, non c’è neppure bisogno di far nomi.

    Ma ci sono aspetti che devo sottolineare, anche perché, permettetemelo, i bravi pakistani mi hanno regalato la più spettacolare conferma di ciò che vado dicendo da anni (grazie!). De Magistris, e ogni altra brava persona che lottava per la giustizia in Italia, non ha avuto il lusso di essere concittadino di gente con le palle come i pakistani; da noi, i coraggiosissimi sono lo 0,5%. E anche questi hanno più dimestichezza col pc che con settimane di barricate in strada per ottenere giustizia. C’è, ed è evidente, qualcosa che ci ha sottratto ormai da decenni la capacità di modificare con i mezzi appropriati il corso della nostra esistenza comune, una capacità che gente assai meno ‘nutrita’ di noi (metaforicamente ma anche fisicamente) invece ancora possiede. Questo deve farci pensare con urgenza.

    Infine la parte che mi riguarda. Non mi risulta che in Pakistan troneggino un Grillo o un Travaglio da 10 anni. Non mi risulta che i pakistani affollino le serate dei comici e delle comiche AntiSistema, o le piazze dei V-day. Non mi risulta che passino le notti a leggere il libro numero 170 con 328 dettagli del processo numero 21 al Presidente farabutto, o gli instant books sulle inchieste cassate di Chaudhry e colleghi. Non hanno Di Pietro, Gomez, Santoro, Nanni Moretti, Ricca, Stella, Luttazzi, Report, Viva l’Italia, C’era una Volta, Flores D’Archais e i meetup. Eppure hanno cambiato la loro Storia e l’hanno cambiata con la C maiuscola. Un giudice di un Paese violento e dittatoriale, straziato dalla povertà e dominato dagli eserciti (USA e pakistano), è stato salvato dalla gente comune che è scesa in strada. Un giudice di un Paese ricco, viziato, democratico, e zeppo di ‘paladini’ della denuncia e dell’indignazione coi loro seguaci, è stato zittito e costretto persino a dire addio alla sua missione per sempre, mentre per le strade tutto filava liscio.

    Allora. Quando grido che ciò che serve per difendere la nostra democrazia non sono gli show dei VIP della denuncia e dell’indignazione, né i loro V-day o i loro mille libri, ma che dobbiamo guardarci in faccia noi gente comune, puntarci il dito addosso e re-imparare a essere ‘pakistani’, ripensate a Chaudhry e a De Magistris prima di darmi torto.

    Tanto di cappello signori lavavetri e verdurai dalla pelle scura. Mi inchino e vi do del Lei. Paolo Barnard”

    ……… Noi cerchiamo di costruire ogni giorno, nelle piccole cose quotidiane, un mondo che si allontana dalla vostra prigione, dove gli esseri umani nella loro semplicità sono autentici, dove
    l’uguaglianza significa uguaglianza, dove la solidarietà significa solidarietà……..

    ultimo degli ultimi

  3. Eh meno male che c’è Barnard che ha la ricetta per i mali dell’Italia, peccato che i Di Pietro, Gomez, Santoro, Nanni Moretti, Ricca, Stella, Luttazzi, Report, Viva l’Italia, C’era una Volta, Flores D’Archais e i meetup hanno fatto e fanno ogni giorno qualcosa di CONCRETO per ritrovare dignità e libertà in un paese ormai anestetizzato. Da barnard invece leggo solo omelie critiche e poche soluzioni, forse non l’hanno voluto nel gruppo e se l’è presa? scherzo… ma non sulla prima parte, gradierei che metteste anche post altrettanto curati sulle soluzioni pratiche per uscire dalla buca come ha fatto Di Pietro e il suo movimento politico, come fa Grillo con i Meetup nei comuni, come fa Travaglio & C. da ieri sul giornale che hanno fondato e con il quale rischiano soldi e carriera, gradirei che anche il sig. Barnard scendesse in prima linea come Di Pietro, Grillo e Travaglio con comizi in piazza, raccolte firme, battaglie per la legalità invece che giudicare dal suo scranno.
    Fuego

  4. Il potente l’abbiamo creato noi, ricordiamocelo e come l’abbiamo creato possiamo distruggerlo solo che per fare questo dobbiamo riconoscere che non va bene. Se ti bruci con il fuoco la prossima volta stai più attento ma devi definire prima cos’è il fuoco, definire il dolore, provarlo e allora la prossima volta stai attento. Così dobbiamo sapere tutti che c’è un gruppo di individui senza scrupoli, di destra e sinistra, criminali e pregiudicati, che hanno occupato le istituzioni con un voto popolare rubato, rubato perché ottenuto in gran parte da un grossissimo conflitto di interessi legato all’informazione, conflitto in parte voluto anche dalla sinistra che non ha fatto un emerito cazzo per fermarlo. Chi controlla l’informazione controlla la mente di chi vota. perciò smettiamola di criticare chi fa comunque qualcosa di concreto, chi ha idee migliori (concrete eh non filosofie o teorie alla Barnard) le tiri fuori, perché quando critichiamo qualcosa dobbiamo anche avere la soluzione, non basta dire “non mi piace Di Pietro” c’è un altra soluzione? aspettiamo che si svegli il PD?aspettiamo il messia? aspettiamo cosa? Grillo non va? qualcuno sta facendo qualcos’altro per cambiare la classe politica? per fare entrare in politica giovani puliti che vogliono energie alternative, connettività, aria pulita ecc.? non va bene Travaglio? e allora dove cazzo le vado a leggere le notizie che non vengono pubblicate? chi è abbastanza ferrato sull’argomento da spiegarmi nel dettaglio le leggi che passa questo governo?
    Fuego

  5. non fa solo filosofia.
    Mi viene da ridere a pensare che travaglio è scomodo. E’ onnopresente, onniscente, i suoi ammiratori hanno un credo come fosse il messia, tanto da abbonarsi al Fatto prima di averlo letto. Così, per fede. Io non dimentico che travaglio ha evitato accuratamente di parlare della rivista antimafiosa catanese, come non ne ha voluto parlare santoro, chiamando ospiti in studio sulla puntata dell’informazioe e la mafia in sicilia, persone lontane anni luce dalla realtà dell’antimafia. E che non mi si venga a dire che non conoscevano la rivista. La conoscono bene, ne hanno avuto copia, hanno paarlato col direttore… ma pubblicizzarne l’esistenza, addirittura… se ne sono ben guardati. Per me Travaglio e Santoro hanno contribuito alla morte dell’antimafia, quella vera, non quella dei salotti. Quella che si combatte nelle strade di città mafiose, non da uno studio con una poltrona in pelle.
    Ultimo dice “a tutti coloro che potendo fare qualcosa, non l’hanno fatto, tutto il nostro disprezzo”. Questo è proprio il caso di santoro e travaglio.

  6. Allora dimmi che cosa fa nel concreto Barnard oltre a scrivere sul suo blog e in pochi altri… fa comizi? si incatena davanti al parlamento? scende in piazza? fa politica? cosa fa?! quali sono le sue proposte? ne ha o è solo capace di criticare chi mette la sua faccia in quello che fa?

    “Per me Travaglio e Santoro hanno contribuito alla morte dell’antimafia, quella vera, non quella dei salotti. Quella che si combatte nelle strade di città mafiose, non da uno studio con una poltrona in pelle.”
    Tu dici questo Anto… ma perché Barnard ha combattuto la mafia nelle strade? o Barnard va bene solo perché ce l’ha con Santoro e Travaglio? io non li osanno come se fossero i miei dei e non pretendo neanche che guariscano l’Italia da tutti i suoi mali, mi basta che fanno quello che stanno facendo, ma questa è la mia opinione, la tua è diversa e la rispetto ma non santificarmi Barnard solo perché scrive belle parole. Quando avrà messo la sua faccia in prima linea in politica come Di Pietro o Sonia Alfano, quando avrà fatto quello che ha fatto Grillo con tutte le sue iniziative, o fondato un giornale come Travaglio dover scrivere le notizie che gli altri non danno allora potrà parlare, finchè filosofeggia dalla sua poltrona mi fa solo ridere….

    Fuego

  7. barnard non erge a santone. Poi non si è mai proclamato esperto di antimafia ma “conoscitore” di politica estera e terrorismo del medio oriente. E’ un intellettuale e fa informazione.

    Fare informazione non è “fare niente”, altrimenti dice bene brunetta quando spara che “gli orchestralli devono andare a lavorare e misurarsi col mercato invece di stare li a fare niente”.

    Viceversa, grillo e lo stesso travaglio, gridano di cambiare le cose… ma dimmi: cosa hanno cambiato? se non veicolato il pensiero della gente, di fatto non ho visto nulla. Travaglio si è fatto il suo giornale. Pensi per il bene della gente? Il direttore di casablanca sta ancora aspettando un sostegno (almeno a parole) da parte di travaglio, per la testata antimafiosa catanese, che nel frattempo è morta per il DISINTERESSE DI TUTTI. Potrà non dirti nulla il nome di graziella proto, ma insieme a peppe fava c’era lei, le inchieste sul territorio siciliano le hanno fatte insieme. E ora le pignorano pure la casa per aver firmato lei le cambiali dei siciliani, dopo la morte del direttore. Si, c’abbiamo provato a farlo, un giornale. Hai mai sentito parlare di Casablanca? Nemmeno da peter gomez? eppure c’era un suo articolo dentro. Io su certi temi… quanddo vedo uno che piange una mancanza di informazione di cui è responsabile, mi attappo il naso, perchè alle cazzate sono allergica, e poi starnutisco

  8. Aspetta Anto, Barnard non parla di antimafia, Barnard in molti suoi articoli inveisce e basta contro i vari Di Pietro, Grillo, Santoro, Travaglio, La Gabanelli, Luttazzi, insomma tutti, dicendo che quello che fanno è inconcludente e contraddittorio. Ebbene quando ti permetti di fare le pulci a tutte queste persone, che bene o male, fanno qualcosa di concreto, mi aspetto come minimo, che tu stesso abbia delle SOLUZIONI concrete, dove sono le sue? ancora non mi hai postato quali sono le sue soluzioni o programmi…. Personalmente non mi sento molto in sintonia con Grillo, non mi piace il suo modo di urlare le cose ne mi piacciono i Vday, ma devo dargli atto che ha saputo raccogliere molti consensi intorno a lui e portare avanti anche molte iniziative ottime (come i comuni a 5 stelle)
    Cosa hanno cambiato mi chiedi? Beh portare un giornale che non è legato ai partiti e non prende contributi statali in edicola secondo me è una bella conquista e una grande finestra dove il popolo della rtet, quello che non legge i giornali ne guarda la tv, può passare da quella finestra e arrivare nella realtà quotidiana; Grillo ha portato avanti i comuni a 5 stelle, da spazio sul blog a molte iniziative anche non sue, porta avnti petizioni contro il lodo alfano o per la libertà di informazione, solo che utilizza un metodo teatrale da comico quale è, che non sempre mi piace, Di Pietro è l’unica opposizione in Italia, Santoro è una delle poche finestre televisive dove si può criticare il governo, il resto omette parte della verità.
    La mafia è nelle istituzioni ed è proprio nelle istituzioni che bisogna lottare, bisogna utilizzare gli stessi strumenti (giornali e televisioni) che usa il regime per abbatterlo perché oggi come oggi questo pavido popolo italiano senza spina dorsale non scenderà in piazza a lottare, è troppo impegnato a salvare i pochi privilegi che gli sono rimasti…
    A Travaglio hanno anche contestato di non parlare di signoraggio, ma io dico che quello che fa con i suoi articoli a me va bene, non pretendo che salvi il mondo, mi basta che che vada avanti così.
    Poi se anche lui mi deluderà come hanno deluso gli altri, allora piomberà giù dal podio velocemente.
    Che facciamo se no? votiamo il PD? cosa facciamo ora che televisioni e giornali sono livellate e non danno certe notizie, leggi-vergogna continano a uscire da questo parlamento in ostaggio di una destra mafiosa, xenofoba e amica dei corrotti e degli evasori fiscali, non esiste una opposizione?
    Fuego

  9. Mi sono letto ben bene il suo blog e devo dire che ci sono molti spunti di riflessione… posterò di nuovo dopo attente riflessioni.
    Fuego

  10. mi fa specie sapere da te che il problema in italia siano santoro, travaglio e la gabbanelli. c’è un giornale che pubblica dossier che arrivano dai servizi segreti ed il problema è travaglio? c’è un sistema informativo che ci vuole ottimisti a tutti i costi, anche a quello di nascondere le notizie, ed il problema è santoro? il premier va in tv a dire che le case per i terremotati fatte dalla regione trentino le ha fatte lui ed il problema è la gabbanelli? mi citi brunetta che vuole che gli orchestrali si confrontino con il mercato, senza che nessuno si scomodi per chiarire che un mercato della cultura in italia non esiste? e che oggigiorno avere spazio come artista significa fare la velina, una sculettata in tv e via in camera, prima quella del presidente del consiglio e poi quella della repubblica!

    non sono molti gli spazi giornalistici per chi non sta nel coro dei forzati dell’ottimismo, e quelli che ci sono stanno a rischio di qualche nuovo editto bulgaro (se non ci fosse stato il precedente non ci sarebbe stato bisogno di manifestazioni in difesa dell’informazione).

    hai citato pure grillo tra quelli che non fanno niente. eppure nei suoi spettacoli come nel blog parla di nuove tecnologie che potenzialmente sono in grado di eliminare le fonti inquinanti, ha fatto pure delle proposte di legge, pur non essendo un politico. cosa dovrebbe fare grillo per non essere accusato di non fare niente, andarti a fare la spesa per casa? si può essere daccordo o meno con le sue proposte o con il suo modo di fare, ma accusarlo di non fare niente è pretestuoso. anche perchè, non ce lo dobbiamo scordare, grillo è un comico che fa proposte politiche, visto che a far ridere ci pensano i politici.

    va bene allora, chiudiamo annozero, prima linea e report (come vorrebbe il berlusconi) e voi vediamo che tipo di informazione ci resta.

    ci resta quella dei telegiornali: servizi sulla moda, sulla cucina italiana che è la migliore del mondo, o su qualche moda di internet. così saremo tutti meno ansiosi…

    doc

  11. Mi sono letto il sito di Barnard per bene e devo dire che alcune sue idee le sposo volentieri, prima fra tutte quella che siamo in questa situazione per colpa nostra, solo nostra.
    La politica rispecchia il livello in cui versa la popolazione, se abbiamo politici del genere ce li meritiamo perché piangiamo e ridiamo davanti al grande Fratello, ad Amici, ci rincoglioniamo davanti a stelle del calcio miliardarie che rincorrono un pallone e si sposano con il meglio dell’arte italiana, le veline (parafrasando Brutus), mescolando verità a finzione, arraffiamo quel poco che riusciamo se ne abbiamo l’occasione e pensiamo che finche non ci tocca questa marea di merda,che continua a salire, non affogheremo, si sentiamo la puzza certo, e chissenefrega se il vicino è già sommerso, sono problemi suoi, io rimango aggrappato al mio salvagente con il telecomando ben stretto in mano pensando, fra un’onda e l’altra che il prossimo programma mi salverà…

    Si, dovremmo chiedercelo, come abbiamo fatto a ridurci così? come siamo arrivati a questo punto?

    I tiranni ci sono sempre stati, sono il prodotto della democrazia, del liberismo, del capitalismo, del dio denaro e di suo fratello il potere ma il popolo li ha sempre scacciati, se ne è sempre liberato, prima o poi, ora il male è proprio questa pavidità del popolo, questo non volere reagire, un popolo che permette tutto e non si indigna più per niente, di certo molta colpa ce l’ha un opposizione che non si oppone e un’informazione che non informa ma disinforma.

    Non concordo però con gli attacchi che Barnard muove “all’antisistema” come lo chiama lui, perché nascono da prese di posizione personali e vecchie antipatie ma soprattutto non danno alternative: le critiche costruttive sono sempre le benvenute, giudicare senza prendersi la responsabilità pratica di quello che si dice, è intellettualismo teorico e basta.

    Non ti va bene come scrive Travaglio? o come argomenta Grillo? o come si oppone Di Pietro? oppure le trasmissioni faziose di Santoro e Gabbanelli o Floris?

    Benissimo, allora se intendi liberare il sistema da coloro che lo infestano tra cui anche il cosiddetto antisistema, chi si prenderà la responsabilità di colmare il vuoto? tu Paolo Barnard? o ti piace giudicare dal tuo scranno senza però fare qualcosa di concreto per liberare l’Italia dal suo sonno? che alternative proponi per la politica, l’informazione, l’arte, la cultura, pensi che basti l’intellettualismo per scuotere dal sonno milioni di italiani? non credi che molti italiani abbiano bisogno di idoli da seguire perché hanno smarrito la via del ritorno?

    Forse alcune persone hanno bisogno proprio dell’antisistema, di credere in Grillo, in Travaglio, in Di Pietro, che in ogni caso stanno facendo qualcosa di concreto, per uscire dal torpore, dall’apatia, dalla frustrazione in cui versano perché non sono ancora in grado di fare quello che tu proclami dalla home page del tuo sito: diventare protagonisti e non solo spettatori.

    Concediamo a questo antisistema la possibilità di operare, visto che alternative non ne vedo, neanche e soprattutto da Barnard.

    Fuego

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