Censurati.it

Padroni di niente, servi di nessuno

Solo i mafiosi pendono dalle labbra di altri mafiosi

Provate a fare un esperimento: mettete il nome di Ingroia tra i google alert. Per i meno pratici, l’alert è quel sistema che ti notifica via posta elettronica tutte le volte che esce sul web qualcosa con il contenuto che si desidera monitorare. Ebbene, se attivate il google alert con il nome di Ingroia, io l’ho fatto, la vostra posta si riempirà, peggio di uno spam quotidiano, menzionando tutte le volte che il magistrato rilascerà un’intervista, partecipa ai convegni, scrive le sue rubriche sui settimanali, replica sul web, presenta i suoi innumerevoli libri che in qualche modo dovrà pur avere il tempo di scrivere. Idem per il PM Di Matteo, che ultimamente ha presenziato a un convegno con l’esperto ufologo Bongiovanni, a cui è apparsa la Madonna dentro l’astronave aliena (forse la chiesa era occupata). Bene, questi sono i personaggi che parlano di trattativa Stato Mafia, pretendendo di essere creduti. Ora, tralasciamo le frequentazioni piuttosto colorite, dagli ufologi ai finti pentiti come Ciancimino (anzi, a voler essere precisi Ciancimino non si è mai pentito), ci siamo sempre chiesti dove trovano il tempo di fare le indagini, questi magistrati. Ci siamo sempre chiesti cosa volesse dirci Massimo Ciancimino quando in privato ci scrisse (e conserviamo gelosamente tutta la corrispondenza) che su una cosa avevamo ragione, e che cioè Ingroia non è al di sopra di ogni sospetto. Ci siamo chiesti come mai queste frasi le scrive in privato a noi e non agli organi competenti, ci siamo chiesti un sacco di cose, ma non abbiamo dietro né De Benedetti né gli alieni, quindi i nostri dubbi sulla procura di Palermo purtroppo rimangono circoscritti ai pochi curiosi che non ci vedono chiaro. Goebbels, il nazista, diceva che una bugia, se ripetuta più volte, diventa verità. Sono vecchie tecniche di propaganda, ma funzionano sempre. Sulla trattativa i PM si sono forse ispirati a lui?

Una trattativa ha bisogno di due parti che interloquiscono: chi chiede e chi da. Se c’è solo chi chiede ma non c’è chi da, non si può parlare di trattativa. Ma ormai Ingroia, come Goebbels, sa convincere le masse. Come? Affidando la giustizia alla parola dei pentiti. Si, perchè in alcuni casi sono stati ascoltati nei processi personaggi come brusca che alla domanda “come ha saputo del papello?” hanno risposto “l’ho letto su Repubblica”. Chi chiediamo quale potere contrattuale hanno un capitano e un colonnello per applicare tutte le richieste di Cosa Nostra. Ci chiediamo come mai Brusca, l’uomo che ha ucciso Falcone, abbia un vitalizio e gli si dia più credibilità di chi l’ha combattuto. Ci chiediamo come mai un uomo come Mutolo venga interrogato nel 1999 e racconta di Paolo Borsellino che si incontrò con Contrada (perchè quel periodo c’era il processo a Contrada) e ora si ricorda che no, non era Contrada era Mancino (perchè c’è un processo sulla presunta trattativa). Tenendo conto che una delle due affermazioni è falsa, ci chiediamo come mai si permette ai mafiosi di fare falsa testimonianza senza incorrere in rischi. Ci chiediamo come mai sulla parola di un pentito come Spatuzza vengono rilasciati sei ergastolani capo mandamento detenuti al 41 bis per la strage di Capaci senza un effettivo controllo sulle dichiarazioni date. Ogni volta che parla un pentito, se si fanno riscontri, i giornalisti trovano incongruenze e i magistrati no. Perchè hanno da fare. Hanno libri da scrivere, hanno convegni, parlano alle scuole. Tutto tranne rispondere a poche domande fatte via email dai giornalisti. Evidentemente si è sparsa la voce che i censurati, i rinnegati, gli ultimi, non si lasciano fare il lavaggio del cervello.

Le incongruenze sulla trattativa, a cui ancora molti credono, si basano su una certa ignoranza dei fatti. E allora vorremmo ricordare alcuni piccoli ma essenziali punti:

  1. Nella chiusura indagini sulla trattativa, i giudici scrivono “Non sono emersi elementi per dire che ci sono responsabilità a carico di uomini politici… È sbagliato parlare di mandanti esterni, casomai si può parlare di concorso di soggetti esterni”. (ma i soggetti esterni che potere contrattuale hanno per trattare con Cosa Nostra a nome dello Stato?)
  2. Gli interlocutori della cosiddetta trattativa, sono Stato e Cosa Nostra, sul piatto c’era la richiesta di abolizione del 41 bis, che però fu introdotto solo a giugno del 1992 e varato in parlamento solo DOPO la strage di via D’Amelio, non prima. Quindi come avrebbe fatto il giudice a opporsi a qualcosa che neanche esisteva? Anzi, addirittura la morte di Borsellino accelerò il percorso naturale dell’introduzione del 41 bis
  3. Ayala riferisce alla corte d’Assise di Catania che la decisione di uccidere Borsellino fu presa nel 1991 da Cosa Nostra.
  4. Come mai Ingroia decide di colpo di abbandonare la pista della morte di Borsellino dovuta alle indagini di Mafia e Appalti come dichiarò alla corte d’Assise di Firenze, ma si butta di colpo sulla credibilità della parola dei pentiti? Perchè non lo spiega ai suoi lettori, a chi assiste ai convegni, ai giornalisti?
  5. Chi ci dice che i pentiti ascoltati adesso non si rivelino come Massimo Ciancimino, credibili fino a quando si scopre che i suddetti pentiti stanno facendo un doppio gioco? (ovviamente i giochi sporchi li scopriranno altre procure, perchè quella di Palermo le fonti sembra che non le veritichi mai, sfido chiunque a dimostrare il contrario, se non fosse stato così Ciancimino sarebbe stato indagano molto tempo prima)
  6. Ci troveremo anche Brusca che presenta i suoi libri in compagnia dei magistrati?

Abbiamo chiesto al capitano Ultimo cosa pensa della cosiddetta trattativa, e lui ha risposto che il suo pensiero non si discosta da quanto dichiarato in precedenza, con ancora più fermezza, e cioè ”La trattativa non esiste, e’ una pagliacciata, un business giornalistico-giudiziario. In Italia c’e’ una legge sui pentiti che consente ai mafiosi, anche a quelli che hanno commesso i peggiori delitti, di ottenere la liberta’. E’ il massimo che si puo’ ottenere. Che si vuole di piu’?” e ancora ”La legge sui pentiti consente a persone come Brusca, Di Maggio ed altri che hanno aderito a questo patto con lo Stato di ottenere l’impunita’ per se’ e per i loro familiari. Consente a persone che hanno ucciso bambini o magistrati come Falcone e Borsellino di ottenere la liberta’. E’ il massimo risultato che si puo’ ottenere. A questo punto a che cosa sarebbe servita una trattativa tra la mafia e lo Stato? Per il 41 bis? Per la benzina gratis come dice Ciancimino?” e ancora: “ogni possibile risultato sarebbe comunque ridicolo rispetto ai benefici che la legge sui pentiti, che comunque e’ uno strumento normativo importante. Questa della trattativa, dunque, e’ solo una pagliacciata, un bel business giornalistico giudiziario che delegittima lo stato e legittima Cosa nostra e che fa ridere solo Salvatore Riina”.

Ovviamente come sempre sarà impopolare, il colonnello De Caprio, come tutti quelli che da soli combattono veramente Cosa Nostra. Difficilmente vedremo mai il capitano UItimo curare rubriche sui settimanali e iscriversi all’ordine dei giornalisti pubblicisti. A proposito: congratulazioni al collega Ingroia.

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