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Padroni di niente, servi di nessuno

L’Ultimo rifugio di Riina. La storia di una manipolazione mediatica

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Quello che segue, è una sistesi del perchè è stato voluto questo libro e del come un “sistema” che chiameremmo criminale, ha ridicolizzato un fatto così importante come una presunta trattativa tra Stato e Mafia  per motivi che nulla hanno a che fare con la tanto amata “verità”.

Era il 1993 il giorno dell’arresto di Riina. Sono passati più di venti anni da quando il capo dei capi è in galera grazie al lavoro del Ros e della squadra speciale di cui il capitano Ultimo era al comando. E questo dopo ventitre anni di latitanza. Latitanza significa che nessuno è mai riuscito a catturarlo. Tanto si è detto sulla presunta consegna da parte di Provenzano, per trattare con lo Stato. In tanti si sono dati da fare affinchè l’immagine di chi ha messo fine a questa latitanza venisse infangata. Però.. c’è un però: una certa stampa che si onora di andare in vacanza con magistrati a cui fa da megafono, ama dire piccolissimi pezzettini di verità conditi da centinaia di enormi menzogne. E così, come tecnica di disinformazione insegna, si crea il mostro. Il colpevole di tutti i mali d’Italia: il ROS.

Per chi ama entrare più nel dettaglio, si da anche un nome al mostro da sbattere in prima pagina, che a volte è Ultimo e a volte Mario Mori, dipende da che tiratura deve avere la testata in questione e qual è il nome che al momento fa vendere più copie. Peccato che però queste persone che dichiarano di volere la verità, di fatto la offuscano, la coprono, la modificano a piacimento e lucrano su un argomento come l’antimafia, su cui sarebbe illegale speculare, nel nostro mondo ideale.

Purtroppo però, non viviamo in un mondo ideale, e quindi escono fuori atti processuali sotto forma di libretti da allegare a riviste, (a pagamento, chiaramente), DVD e spettacoli teatrali, il tutto per spiegare al popolo boccalone come il ROS abbia favoreggiato Cosa Nostra, omettendo i nomi reali dei REALI colpevoli di favoreggiamento (probabilmente non doloso, ma di fatto favoreggiamento). E detti nomi vengono omessi perchè allo stato attuale a questi nomi corrispondono Procuratori della Repubblica Italiana, quindi sono IL POTERE. E il potere, si sa, non si tocca mai. Ora però deve finire questo periodo di infamie e codardia servile.

Per questo è stato deciso di creare un libro (un semplice articolo per disarticolare tutte le bestialità su questi processi farsa non sarebbe bastato) in cui i nomi si fanno eccome. Nomi, cognomi, citazioni dei atti processuali, comparazione tra frasi false e verità dichiarate davanti a un giudice. Perchè spesso accade che in tribunale si dice una cosa, e poi si scrive un articolo che dichiara il contrario. Il trucco è questo. La gente di strada non va a verificare se quanto si legge su una testata nazionale corrisponda o meno alla realtà. Quindi quale è la tecnica ottima per disinformare? Citare un documento vero, e riassumere (dicendo l’esatto opposto) il suo contenuto. E oplà, il gioco è fatto. Si creano eserciti di persone che ignorano ma che si schierano. L’antimafia diventa un circo, con fazioni, tifoserie, donne barbute contro domatori di leoni. Vince chi trascina più gente.

E in tutto questo vincono gli editori, chi vende DVD, chi vende libri, chi acquista potere e popolarità, sulla pelle di chi per il nostro Paese ha perso con onore la vita. In questo libro, oltre a leggere le reali responsabilità (tra o omissioni e contraffazioni premeditate) c’è dell’altro: MANCA IL LUCRO. Il lucro, la speculazione, la vanità e i riflettori. Si, perchè oltre al fatto che NESSUNO ci guadagnerà nulla, qui non vedrete il nome dell’autore, ma uno pseudonimo. Perchè siamo abituati a vedere il modus operandi di certa gente faziosa, che, non sapendo come sgretolare i contenuti, punta ad attaccare l’autore dei contenuti. E il nostro obiettivo secondario è ridare fiducia a tutte quelle persone delle forze dell’ordine che non vogliono la propria vita distrutta, come è successo a Ultimo e al generale Mori, e smettano di credere in un sogno di giustizia.

Perchè umanamente è dura trovarsi davanti un latitante e decidere se arrestarlo o meno, sapendo che quello che è successo a Ultimo può accadere a chiunque. Che la parola di un pentito vale più di un carabiniere onesto. E’ importante che gli appartenenti alle forze dell’ordine capiscano che non si dovranno mai sentire soli. Che il popolo (e non il potere) ripaga e ringrazia chi mette le manette a criminali efferati. Ultimo ha scritto “a tutti coloro che potendo fare qualcosa non hanno fatto niente, tutto il nostro disprezzo”. Questo libro dimostra che una parte di popolo che ha potuto fare qualcosa in cambio di niente, ha preferito rendere omaggio a chi la storia d’Italia la fa, non a chi dice di farla. Azione, innanzitutto. Anzi, RIBELLAZIONE

Antonella Serafini

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