Il circo e le pagliacciate. Ultimo, Riina e i media

Questo è un sito che non sarebbe dovuto nascere. Non sarebbe dovuto nascere perchè pensavamo che con migliaia di giornalisti BRAVI non eravamo necessari. Poi guardandoci in giro vedevamo richieste di aiuto verso le autorità che rimanevano inascoltate, mafiosi pentiti che tiravano le fila dei processi, e ci siamo detti che era necessario qualcuno con la mentalità diversa da quelli BRAVI, ma che stava dalla parte degli oppressi. E siamo nati noi. Con il tempo ci siamo resi conto di quanto poco giornalismo si facesse tra i giornalisti, e quanta manipolazione si facesse, a vari livelli, in tutte le forme di comunicazione dei media. TV, carta stampata, radio, ognuno diceva (e tuttora dice) una versione diversa di un fatto, politicizzando la cronaca o puntando alle vendite con scoop inventati, manipolati, artefatti e costruiti ad arte.

E ora veniamo al fatto che esporremo oggi. Ci eravamo riproposti di non parlare nè di Riina nè della sua morte, perchè dal nostro punto di vista la sua fine ci fu già il 15 gennaio del 1993.

Giornalisti BRAVI hanno inventato, costruito, manipolato fatti, riguardo Riina, che sono stati scandagliati al microscopio: sul suo arresto, sulle presunte ombre. Però abbiamo assistito ultimamente a uno dei più scellerati atti di sciacallaggio su alcuni quotidiani, che hanno virgolettato parole mai dette dal capitano Ultimo, costringendolo a smentite che non sarebbe stato neanche necessario fare, per frasi cucite ad hoc ritagliando vecchie interviste e spacciandole per nuove, e inserendo titoli assassini come “Ultimo danza sul cadavere di Riina”. Un atto che spinge solo a un odio più profondo i familiari e i più fedeli seguaci del capo dei capi verso il già abbastanza martirizzato colonnello. La sua unica colpa è stata fare una dichiarazione come “la morte di Riina riguarda solo lui Dio e la sua famiglia”, rifiutandosi di parlare con tutti I quotidiani che avevano bisogno di titoli e scoop.

L’ANSA ha riportato fedelmente le uniche parole dichiarate dal colonnello De Caprio, mentre altri quotidiani aggiungevano frasi come “Riina è un vigliacco”. Cose che per quanto vere, sono state dette quando Riina era ancora in vita. Il rispetto per la morte va oltre la persona che decede. E per questo, Ultimo si è visto costretto a fare smentite usando il suo blog, www.capitanoultimo.blog, che cura personalmente, blog in cui la sua voce non è filtrata dalla stampa, non è tagliata e ricucita ad arte, è chiara e non fraintendibile.

I giornalisti che hanno puntato alle vendite (più che allo scoop), devono aver letto bene i libri di Luther Blissett, sul come manipolare l’informazione, creare bufale (o come si usa dire di questi tempi “fake news”) perchè hanno voluto costringere Ultimo a fare dichiarazioni non dovute e controvoglia. Ma non sarà mai parte del loro circo. Un tempo c’erano i mafiosii che facevano i mafiosi, i giudici che facevano i giudici, e i giornalisti che facevano i giornalisti. Ora vediamo i giudici che fanno I politici, I giornalisti che fanno I giudici, e i mafiosi che fanno gli scrittori/opinionisti. E finchè il mondo sarà ribaltato nei valori, Ultimo sarà sempre punito, I giornalisti inventeranno notizie, i mafiosi saranno sempre più cinematografici. E noi saremo purtroppo ancora necessari.

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violinista per hobby, giornalista per dovere civico e morale, casalinga per lavoro, contadina del web e "colpevole" di questo sito antonella@censurati.it