Il problema dell’antimafia. Lettera aperta ai “professionisti”

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images (3)Forse sto per dire una cosa molto criticabile dalla società civile, però è un’analisi critica personale. Il problema dell’antimafia è proprio l’antimafia. La mafia non si sconfigge con l’antimafia. Si sconfigge con uno Stato presente. Presente come non lo è stato quando è stata lasciata morire la rivista Casablanca, come non lo è stato quando saltarono in aria i nostri migliori giudici, come non lo è stato quando si è trattato di dare una mano ai testimoni di giustizia (non i pentiti, ma i testimoni come Piera Aiello), come non lo è stato quando si è trattato di non isolare chi combatte, come Ultimo, Arciere, e tanti come loro.

Un po’ come se l’antifascismo fosse la sola arma contro il fascismo. Ma nessuno vede più un comunismo, accecato dall’antiqualcosa.

Per togliere il buio non ci vuole l’antibuio, che non si sa cos’è. Ci vuole la luce.

Bisogna cambiare ottica, l’unico modo è costruire là dove si demolisce. L’unico modo è fare invece di criticare. L’unico modo è combattere invece di scappare.

Non voglio dire che mi vergogno di essere italiana a causa delle assurde ingiustizie. Voglio vantarmi di essere italiana per aver contribuito nel mio piccolo a cambiare le cose, magari usando la trasparenza là dove si è abituati ad offuscare e insabbiare. Una battaglia alla volta, voglio vivere combattendo come l’ultimo dei diseredati, non esistere vivendo come il primo dei borghesi.

Diamoci una mossa e rimbocchiamoci le maniche, che il momento è favorevole. I buffoni e idioti che attecchiscono al potere mafioso, sono solo vigliacchi. Perchè dovremmo lasciare il nostro Paese in mano a un branco di vigliacchi?

Pino Maniaci li ha sfidati da solo facendo abbattere il simbolo del loro potere, Giulio Cavalli li ha ridicolizzati con uno spettacolo teatrale. Non si può stare a guardare dicendo “bravi”. Perchè è necessario metterci la faccia ed esporsi in prima persona.

Facciamolo insieme, informare in maniera pulita è già un modo buono per costruire. Se le mafie vivono di morte, noi rivitalizziamo la vita. Eccheccazz…

Antonella Serafini

Cominciamo con l’aiutare Carlo Ruta












Vi ricordate del macchinista di trenitalia licenziato?

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 imagesPetizione online, richiesta reintegro del Rls Dante De Angelis al suo posto di lavoro di macchinista.

Chi vuole aderire all’appello, invii, nome, cognome, azienda, qualifica, città, alla seguente email: bazzoni_m@tin.it

Spett.le Trenitalia Spa, Vi chiediamo il reintegro immediato del macchinista, nonchè Rls, Dante De Angelis.
Questo è un attacco a tutti gli Rls d’italia.
Dante De Angelis ha solo ricordato che lo spezzamento degli Eurostar a Milano il 14 e il 22 luglio scorsi, sono stati degli incidenti molto pericolosi, e un campanello d’allarme, che pone con forza all`attenzione di tutti la questione della manutenzione, della progettazione e dei controlli sugli Etr.
Non bisogna dimenticare che anche l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, “ammise” in qualche maniera la questione, in un comunicato Fs : http://www.fsnews.it/fsnews/v/index.jsp?vgnextoid=816a183ad255b110VgnVCM1000001c42fe0aRCRD
Se adesso un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, non si può più permettere neanche di andare in assemblea, e dire i problemi che ci sono per la sicurezza sul lavoro nella sua azienda, che in questo caso riguardano anche tutti i cittadini, dato che i treni, bene o male, li prendiamo tutti, significa che siamo messi davvero male.
Inoltre, è inammissibile che un licenziamento venga comunicato a voce.
Gli è stato comunicato ieri 15 agosto 2008, mentre si era recato a lavoro per prendere regolarmente servizio (non ha ancora ricevuto la lettera di licenziamento che potra’ vedere solo lunedi 18 agosto, dato che è stata notificata in giorni festivi e giace attualmente presso gli uffici comunali)
Marco Bazzoni, Andrea Coppini, Mauro Marchi-Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
Claudio Gandolfi-Edile.
Email: bazzoni_m@tin.it

Esuberi Alitalia? In certi casi è troppo poco

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Volo Olbia-Fiumicino delle 20:55

un amico fiducioso si imbarca solo con bagaglio a mano, ma non lasciano passare il bagaglio a causa di una bomboletta per la schiuma da barba. Sta per lasciarla quando lo tranquillizzano “imbarchi tutta la valigia con gli altri bagagli, invece di portarla come bagaglio a mano, tanto volate con lo stesso aereo, non va smarrita, arriva con voi”.

Il nostro amico, un po’ rassicurato dalle parole dell’omino di Olbia, un po’ fesso (perchè non c’è da fidarsi di chi ti dice “stai tranquillo”), carica il borsone tra i bagagli.

Tempo nemmeno un’ora, si è già ricreduto sull’omino, perchè indovinate un po’? Il bagaglio l’hanno perso. Dentro ci sono medicine salvavita, quindi un po’ preoccupato arriva a destinazione. Ci riproponiamo di chiamare l’ufficio bagagli, al numero che c’è sul documento di denuncia. Numero della pratica FCOIG12209 del volo IG1113-01. Il volo è Meridiana ma il servizio di assistenza bagagli è Alitalia.

Il mattino seguente si chiama l’ufficio di competenza (ore 09:16, 2 sett 2008, durata della chiamata 15 minuti). E qui troviamo un simpatico ometto che spero finisca tra i licenziamenti alitalia, perchè in maniera arrogante risponde qualcosa del tipo “SE ci sono veramente farmaci salvavita, andate in un pronto soccorso e fatevi fare la ricetta”. Arroganza che include anche l’ignoranza, perchè non sono farmaci facilmente prescrivibili, ma il simpatico omino se ne strafrega, e comincia anche a fare illazioni del tipo “SE è vera questa cosa dei farmaci, MI PARE STRANO che non possiate provvedere con una normale guardia medica”, insinuando anche qualche dubbio sulla verità. Ho chiesto il nome all’operatore in questione ma ci fa “l’ho detto all’inizio, potevate stare attenti”. Cioè, prepotente, sbruffone, e mentre chiedevamo collaborazione, chiude la comunicazione.

Una persona a rischio di coliche, la si prende a pesci in faccia. Non so chi sia questo simpatico omuncolo dell’assistenza bagagli di Alitalia, ma credo si possa risalire a lui dall’orario della telefonata, se qualcuno volesse fare pulizia partendo dalla feccia. Ma purtroppo finirà che a perdere il lavoro non sono mai queste persone, perchè se si permettono questi toni e quest’arroganza in questo periodo delicato, è perchè sanno che comunque hanno le spalle protette e si possono permettere di farlo. Peccato non averlo visto in faccia.

Si decide quindi di andare di persona in aeroporto, e dopo un po’ di sbattimenti da pallina di ping pong si arriva all’ufficio lost and found della meridiana. Nemmeno lì c’è il bagaglio. Un finanziere consiglia di dare una controllata in magazzino, e da lontano si vede la valigetta FUCSIA (non passa inosservata con quel colore). In magazzino, quindi. Nemmeno si sono sforzati di portarla tra gli oggetti smarriti, o di avvisare la persona in questione che il bagaglio non era perduto. Così, nella negligenza più totale, era semplicemente lasciata in magazzino.

Happy end, quindi. Una mattina persa e due biglietti per fiumicino che ci potevamo risparmiare, ma il bagaglio è finalmente nelle mani del legittimo proprietario.

una nota positiva: la farmacista a cui abbiamo chiesto consiglio per le medicine che si trovavano in aeroporto, ci ha detto che in caso di necessità poteva fornirci a pagamento dei farmaci, ma con una ricetta medica avrebbe restituito i soldi.

Un consiglio ad Alitalia: cominciate a tagliare i posti partendo da chi ha risposto al numero 0665434956 a quella ora. Basta un’indagine interna, si trova la persona.