Quando festeggiamo il rogo della Tyssenkrupp?

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download (1)Come leggenda vuole (dico leggenda perchè cercando su google l’origine della festa della donna ha versioni molteplici) che uno dei probabili motivi è stato l’incendio in una fabbrica americana che ha distrutto la vita di quasi 150 operaie. La maggioranza erano giovani donne immigrate, molte italiane, molte orientali. Poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d’uscita. I proprietari della fabbrica, che al momento dell’incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiuse a chiave le operaie per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni operaia morta: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.

Ora sta per finire il processo Tyssen e sicuramente finirà in modo simile, con una sorta di scaricabarile.. un contentino per le famiglie, nessuno andrà in carcere per mancata manutenzione. Però in compenso ci sarà la festa dell’uomo.

Così, per parità!

La censura di Marco Amenta a don Ciotti

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images (1)Molti magari non lo sanno, ma don Luigi Ciotti è stato censurato proprio dal regista del film “la siciliana ribelle”, Marco Amenta. Perchè è stata fatta rimuovere l’intervista da youtube?  Marco Amenta nel 96 realizzò un documentario su Rita Atria utilizzando materiale di repertorio, ovvero, filmini di matrimonio di Piera Aiello, testimone di giustizia sotto protezione, rendendola così riconoscibile ed esposta al rischio. Piera Aiello e sua figlia Vita Maria Atria, hanno così preso le distanze dal prodotto cinematografico di questo regista, rilasciando interviste e documentando il pericolo a cui fu esposto un testimone di giustizia che viveva in località protetta. Ovviamente, non mostrando rispetto per le uniche persone che sono state vicine a Rita Atria (ovvero Pra Aiello e sua figlia), la presa di distanza dal film in memoria di Rita Atria è stato quasi un percorso obbligato.

Peccato però che nessuno della stampa ufficiale abbia poi dato risalto alla lettera aperta di Vita Maria. Oltretutto basta leggere il diario di rita atria pubblicato non integralmente sul sito www.ritaatria.it per capire che il film di Amenta non ha nulla a che vedere con la realtà. Un film con tanti patrocini, con tanti sponsor, che crea un indotto spaventoso con l’autorizzazione dello Stato a calpestare la memoria di Rita Atria mancando di rispetto alle persone a lei più care.

Quella che segue è l’intervista di don Ciotti

http://youtube.googleapis.com/v/qEcmvXyOJcw